{"id":259290,"date":"2025-12-13T20:04:43","date_gmt":"2025-12-13T20:04:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259290\/"},"modified":"2025-12-13T20:04:43","modified_gmt":"2025-12-13T20:04:43","slug":"il-critico-del-times-la-cucina-italiana-una-truffa-difendiamo-la-nostra-eccellente-tradizione-inglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259290\/","title":{"rendered":"Il critico del Times: \u00abLa cucina italiana? Una truffa, difendiamo la nostra eccellente tradizione inglese\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                      di\u00a0Chiara Amati<\/p>\n<p class=\"summary-art is--brera-r is-mr-b-20 is-mr-t-20\">Sul Times, il giornalista britannico Giles Coren ha dichiarato che \u00abl\u2019Unesco si \u00e8 lasciata raggirare riconoscendo alla cucina italiana uno status culturale speciale, quando la migliore del mondo \u00e8 qui da noi\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl riconoscimento assegnato questa settimana dall\u2019Unesco alla cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell\u2019umanit\u00e0 era prevedibile, servile, ottuso e irritante. Da quando scrivo di ristoranti <b>combatto contro la presunta supremazia del cibo italiano<\/b>. Perch\u00e9 \u00e8 un mito, un miraggio, una bugia alimentata da inglesi dell\u2019alta borghesia, mangiatori di fiori di loto con palati da bambini viziati, che all\u2019inizio degli anni Novanta trasferirono le loro residenze estive in Toscana, dopo che il successo volgare di Un anno in Provenza di Peter Mayle aveva reso il sud della Francia \u201cplebeo\u201d\u00bb. <\/p>\n<p>Giles Coren*, <b>giornalista, critico gastronomico e opinionista britannico<\/b>, noto soprattutto per uno stile <b>provocatorio, sarcastico e deliberatamente irriverente \u2013<\/b> al  The Times e al The Sunday Times, i giornali per i quali scrive, si \u00e8 fatto una reputazione come penna polemica pi\u00f9 che come critico vero e proprio \u2013 <b>non deve avere ben digerito l\u2019ufficializzazione della cucina italiana a patrimonio culturale immateriale che l\u2019Unesco le ha assegnato mercoled\u00ec 10 dicembre<\/b>. Anzi, proprio non gli \u00e8 andata gi\u00f9: tanto che sul Times prende di mira l\u2019immaginario che \u00abuna certa borghesia anglosassone\u00bb avrebbe costruito attorno all\u2019Italia rurale e gastronomica. Quella fantasia fatta di casolari in rovina che diventano ristoranti \u00abautentici\u00bb, di <b>cibo miracoloso solo perch\u00e9 locale<\/b>, di vino della casa a fiumi e di conti ridicolmente bassi. Si tratta di una caricatura feroce del turismo colto che cerca l\u2019\u00abessenza\u00bb italiana come se fosse un\u2019esperienza esotica, erotizzata e fuori dal tempo, dove il Paese viene immaginato povero ma genuino, arretrato ma affascinante, fermo a un Medioevo conveniente per chi arriva da fuori.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Italia, insomma, diventa uno sfondo su cui proiettare desideri, frustrazioni e snobismi, pi\u00f9 che un luogo reale. <b>Il bersaglio, quindi, non \u00e8 tanto la cucina italiana in s\u00e9, quanto lo sguardo con cui viene consumata e raccontata<\/b>. Il problema \u00e8 che Coren, per colpire quel bersaglio, sceglie consapevolmente l\u2019arma dell\u2019insulto, sacrificando la lucidit\u00e0 sull\u2019altare della provocazione.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stando al critico classe 1969, \u00abJamie Oliver, Nigella Lawson, Antonio Carluccio e il River Caf\u00e9 hanno perpetuato questa favola romantica. I supermercati si sono riempiti di pomodori secchi, <b>pesto in barattolo, gnocchi sottovuoto, salami, biscotti, panettoni.<\/b> Tutti hanno comprato una macchina per la pasta, usata una volta, mai lavata e poi abbandonata nell\u2019armadio sotto le scale, dove giace tuttora\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In Italia Coren c\u2019\u00e8 stato. Cos\u00ec non perde occasione per documentare quanto ha vissuto. Il cibo? A sua detta \u00abpessimo. I ristoranti cari, il personale scortese. <b>Gli italiani odiano gli inglesi e l\u2019unica scelta sicura \u00e8 la pizza<\/b>, come in America o a Wolverhampton\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019articolo procede per <b>strappi e digressioni continue<\/b>, saltando qua e l\u00e0 senza una vera progressione argomentativa. Non costruisce un ragionamento: <b>accumula invettive<\/b>, gag e immagini volutamente eccessive, come in un monologo. Se la prende anche con <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cook\/news\/25_dicembre_13\/lo-chef-massimo-bottura-premiato-all-onu-per-il-suo-impegno-umanitario-e-sociale-5705eee3-e7ef-41e5-b952-1fd118a6fxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Massimo Bottura<\/a><\/b>, fiore all\u2019occhiello della cucina italiana nel mondo. Lo cita: \u00abLa cucina italiana \u00e8 unica\u00bb. Salvo poi dire che ha dichiarato il falso. \u00abHa mentito lo chef Massimo Bottura, la cui &#8220;Osteria Francescana&#8221; di Modena \u00e8 stata una volta (a torto) votata miglior ristorante del mondo\u00bb.\u00a0<br \/>Per dovere di cronaca, quella che un critico gastronomico dovrebbe maneggiare con una certa dimestichezza, <b>l\u2019Osteria Francescana \u00e8 stata eletta miglior ristorante al mondo dalla World\u2019s 50 Best Restaurants nel 2016 e nel 2018<\/b>. Dal 2019 \u00e8 entrata nella Hall of Fame, super lista dei migliori ristoranti al mondo. Dati noti, o quantomeno facilmente verificabili.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eppure Coren tira dritto. E quando Massimo Bottura definisce la nostra cucina \u00abnon solo un insieme di piatti e ricette, ma un rito d\u2019amore, un linguaggio fatto di gesti, profumi e sapori che tiene unito un intero Paese\u00bb &#8211;<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cook\/25_dicembre_11\/chef-massimo-bottura-cucina-italiana-patrimonio-unesco-intervista-a24742f1-515d-49f0-bd4f-923da8a9bxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">attingendo a un&#8217;intervista di Cook Corriere della Sera<\/a>\u00a0&#8211; la replica \u00e8 velenosa, al limite dell&#8217;incidente diplomatico: \u00abUn Paese cos\u00ec unito da aver collezionato 70 governi dal Dopoguerra, <b>perlopi\u00f9 guidati da squilibrati<\/b>, e da aver eletto l\u2019unico primo ministro nazionalista di estrema destra dell\u2019Europa occidentale? Complimenti, mangiatori di pasta\u00bb. Satira, certo. Ma con la precisione di un coltello usato a caso.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel finale, abbandonata ogni velleit\u00e0 polemica sull\u2019Italia, Coren ribalta il discorso e passa all\u2019autocelebrazione, <b>trasformando l\u2019invettiva in un elogio della cucina britannica<\/b>, proposta come vera candidata al riconoscimento Unesco. Ed \u00e8 qui che scrive: \u00abSe c\u2019\u00e8 una cucina nazionale che l\u2019Unesco dovrebbe riconoscere per il suo valore culturale eterno e la sua importanza politica unica, \u00e8 quella inglese. Inclusi, ma non solo: <b>il toast bruciato appena prima che scatti l\u2019allarme antincendio<\/b>; le colazioni degli hotel economici, prodotte in un unico oscuro centro da troll ciechi con materiali di fortuna; <b>gli spaghetti col ketchup<\/b>; la torta di Haribo sciolta in macchina ad agosto; i noodles cinesi croccanti incollati alla tovaglia; lo snakebite and black, il Barolo britannico; <b>le salsicce Heinz con fagioli<\/b>, che contengono tutti i gruppi alimentari conosciuti; i panini al ketchup; il porridge \u2014 isolante da sottotetto ammorbidito con acqua \u2014 e, naturalmente, la Terry\u2019s Chocolate Orange. <b>Questa s\u00ec che \u00e8 cultura<\/b>. Altro che pomodori!\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">C\u2019\u00e8 qualcosa di tenero nel livore di Coren, figlio del pi\u00f9 noto Alan,<b> umorista<\/b>: come se dietro la caricatura non ci fosse una stroncatura, ma una resa. Si pu\u00f2 irridere l\u2019estetica, perfino la retorica della cucina italiana. Pi\u00f9 difficile \u00e8 liquidare il fatto che\u00a0<b>qui il cibo resta un linguaggio condiviso, quotidiano, vivo.<\/b> Il sarcasmo passa, la tavola rimane.\u00a0L\u2019Italia avr\u00e0 pure i suoi miti e le sue retoriche, ma \u00e8 un Paese in cui il cibo \u00e8 cultura prima che battuta.\u00a0Quando l\u2019argomento diventa il ketchup sugli spaghetti come atto culturale fondativo, il confronto \u00e8 perso. <b>La cucina italiana sopravvivr\u00e0 anche a questo attacco<\/b>: \u00e8 abituata da secoli a essere copiata, banalizzata e criticata. E, puntualmente, digerita meglio di chi la contesta.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La curiosit\u00e0<\/b><br \/>*Giles Coren nel 2016 \u00e8 finito al centro di una polemica molto dura per alcuni commenti pubblici fatti dopo la morte del critico gastronomico <b>A. A. Gill<\/b>, figura molto nota nel giornalismo britannico. <b>Da anni Coren e Gill avevano un rapporto di rivalit\u00e0 personale<\/b>. Alla notizia della morte di Gill (2016), Coren fece dichiarazioni, anche social, che furono lette come<b> ciniche e sprezzanti<\/b>, lasciando intendere sollievo pi\u00f9 che cordoglio. Le reazioni furono immediate: <b>colleghi, lettori e testate lo accusarono di mancanza di umanit\u00e0<\/b> e di aver superato il limite della provocazione.\u00a0L\u2019episodio \u00e8 spesso citato perch\u00e9 chiarisce il punto: nel caso di Coren, la provocazione non sarebbe solo uno stile di scrittura, ma un atteggiamento personale.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-13T20:43:42+01:00\">13 dicembre 2025 ( modifica il 13 dicembre 2025 | 20:43)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di\u00a0Chiara Amati Sul Times, il giornalista britannico Giles Coren ha dichiarato che \u00abl\u2019Unesco si \u00e8 lasciata raggirare 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