{"id":259348,"date":"2025-12-13T21:12:39","date_gmt":"2025-12-13T21:12:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259348\/"},"modified":"2025-12-13T21:12:39","modified_gmt":"2025-12-13T21:12:39","slug":"il-virus-dellinfluenza-come-non-lavete-mai-visto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259348\/","title":{"rendered":"Il virus dell\u2019influenza come non l\u2019avete mai visto"},"content":{"rendered":"<p>Di:\u00a0Red. giardino di Albert \/ Simone Pengue\u00a0<\/p>\n<p>In questa stagione capita frequentemente che uno starnuto o un colpo di tosse riempiano l\u2019aria di goccioline cariche di <b>virus dell\u2019influenza<\/b>. Quando un\u2019altra persona le inala e queste si depositano su naso, bocca, trachea o bronchi, il virus pu\u00f2 entrare nelle cellule, infettarle e <b>generare la malattia<\/b>. Affrontare l\u2019influenza \u00e8 un problema complesso che negli anni i ricercatori hanno scomposto in fasi e scale molto diverse. C\u2019\u00e8 chi si concentra sulla diffusione della malattia su scala planetaria, chi studia gli effetti delle mascherine sulle goccioline di saliva, chi analizza la struttura del virus o, naturalmente, la patologia che esso causa. Oggi, grazie a una tecnica innovativa, gli scienziati del <b>Politecnico federale di Zurigo<\/b> (ETH), in collaborazione con diversi istituti giapponesi, sono riusciti a <b>visualizzare in un filmato il momento preciso in cui il virus entra nella cellula<\/b>, uno dei passaggi chiave del processo di infezione.\u00a0<\/p>\n<p>Dopo che le goccioline, o pi\u00f9 in generale i liquidi carichi di virus, sono entrati nell\u2019organismo, gli agenti patogeni devono fisicamente penetrare nelle cellule per poterle infettare. Le analisi del filmato del mondo microscopico hanno mostrato che <b>le cellule non restano inerti<\/b>, in attesa che il virus attraversi passivamente la loro membrana esterna, ma contribuiscono attivamente a inglobarlo, quasi nel tentativo di <b>catturare <\/b>l\u2019agente patogeno. Il professor\u00a0<b>Yohei\u00a0Yamauchi<\/b>, docente di medicina molecolare all\u2019ETH e coinvolto nello studio, spiega che\u00a0\u00abl\u2019infezione delle nostre cellule \u00e8 come una danza tra il virus e la cellula\u00bb, come si pu\u00f2 riscontrare nel video sottostante messo a disposizione dal team di ricerca. <\/p>\n<p>In realt\u00e0, per la cellula n<b>on ci sono vantaggi<\/b> in questo coinvolgimento. La cellula si comporta cos\u00ec in quanto virus riesce infatti a <b>infiltrarsi in alcuni dei suoi processi fondamentali<\/b>, in particolare quelli legati all\u2019approvvigionamento di sostanze vitali come ormoni, colesterolo o ferro.\u00a0<\/p>\n<p>Il processo di assorbimento del virus avviene attraverso una modifica della forma della cellula. Spesso siamo portati a immaginare gli elementi fondamentali del nostro corpo come piccole sfere. I ricercatori hanno per\u00f2 dimostrato da decenni che <b>le cellule possono assumere forme molto diverse<\/b>, per esempio allungate o compatte, spesso con una protuberanza in corrispondenza del nucleo cellulare, la parte interna che custodisce il DNA.\u00a0<\/p>\n<p>Le cellule non restano quasi mai immobili o inerti, ma sono in grado di muoversi, cercare nutrimento e persino memorizzare. Hanno inoltre <b>moltissimi sensori sulla propria superficie<\/b>, che permettono loro di esplorare l\u2019ambiente circostante. Possono cos\u00ec capire se la superficie su cui aderiscono \u00e8 dura o morbida, se l\u2019ambiente \u00e8 ricco di sostanze essenziali per la loro sopravvivenza oppure <b>se qualcosa si posa sulla loro membrana<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 di reagire a ci\u00f2 che entra in contatto con la superficie cellulare \u00e8 la chiave per comprendere l\u2019assorbimento dei virus. I ricercatori hanno osservato che quando il virus raggiunge la <b>membrana cellulare<\/b>, che costituisce la parete esterna, questa viene lentamente deformata dalla cellula fino a formare una piccola depressione, simile a una tasca. Man mano\u00a0che la cavit\u00e0 cresce,\u00a0questa <b>ingloba gradualmente il virus<\/b>, la cui forma pu\u00f2 essere immaginata come quella di un riccio di castagna, fino ad avvolgerlo completamente e formare una vescicola, una sorta di sacca. La cellula <b>trasporta quindi la vescicola<\/b> all\u2019interno, permettendo al virus di raggiungere le parti pi\u00f9 sensibili, come il nucleo, e di sabotare il funzionamento cellulare. In questo modo la cellula viene indotta a produrre numerose copie del virus, che vengono poi rilasciate nell\u2019organismo per infettare altre cellule.\u00a0<\/p>\n<p>Per visualizzare questo processo, che avviene su scale di <b>poche decine di nanometri<\/b>, i ricercatori hanno dovuto sviluppare una nuova tecnica. In genere, per osservare le dinamiche cellulari, i biologi utilizzano il microscopio<b> a fluorescenza<\/b>. Questo metodo prevede l\u2019inserimento di molecole fluorescenti nelle cellule, che si illuminano di colori specifici quando irradiate da un raggio laser, ma consente solo una visualizzazione bidimensionale dei movimenti.\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 stato per\u00f2 necessario combinare il microscopio a fluorescenza con un\u2019altra tecnica per poter visualizzare la terza dimensione, ovvero l\u2019altezza. Si tratta del <b>microscopio a forza atomica<\/b>, uno strumento che permette di ottenere <b>informazioni tridimensionali<\/b> grazie a una piccola punta che, fissata a una levetta simile a un trampolino per i tuffi, oscilla e tocca fisicamente le cellule, punto dopo punto. La combinazione dei due approcci \u00e8 risultata in un metodo innovativo, che il gruppo guidato da\u00a0Yohei\u00a0Yamauchi ha chiamato<b> ViViD AFM<\/b>. La scoperta risponde a molte domande di base sui processi di infezione e potrebbe aprire la strada a nuove strategie per la lotta contro i virus.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Di:\u00a0Red. giardino di Albert \/ Simone Pengue\u00a0 In questa stagione capita frequentemente che uno starnuto o un colpo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":259349,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-259348","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115714322882172853","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259348","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=259348"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259348\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/259349"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=259348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=259348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=259348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}