{"id":259356,"date":"2025-12-13T21:17:32","date_gmt":"2025-12-13T21:17:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259356\/"},"modified":"2025-12-13T21:17:32","modified_gmt":"2025-12-13T21:17:32","slug":"terre-rare-larma-geopolitica-della-cina-perche-liberarsi-da-pechino-e-difficile-la-lezione-del-giappone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259356\/","title":{"rendered":"Terre rare, l\u2019arma geopolitica della Cina: perch\u00e9 liberarsi da Pechino \u00e8 difficile (la lezione del Giappone)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Luca Angelini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Dalle minacce sui dazi al caso Giappone, la Cina usa il dominio sulle terre rare come leva geopolitica. Ridurre la dipendenza \u00e8 possibile ma \u00e8 un percorso lungo, costoso e solo parziale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ricordate cosa ha fatto<b> Xi Jinping <\/b>quando <b>Donald Trump<\/b> ha minacciato dazi a tre cifre contro le merci cinesi? Esatto, ha contro minacciato limiti all&#8217;esportazione di terre rare. Ma non \u00e8 la prima volta che la Cina usa quell&#8217;arma. Nel 2010, Tokyo e Pechino ebbero l&#8217;ennesima disputa per le isole, a nord-est di Taiwan, che il Giappone chiama Senkaku e la Cina Diaoyu. All&#8217;epoca, <a href=\"https:\/\/www.economist.com\/asia\/2025\/12\/04\/lessons-from-japans-efforts-to-wean-itself-off-chinese-rare-earths\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">ricorda<\/a> l&#8217;Economist, <b>il Giappone dipendeva dalla Cina per circa il 90% del suo fabbisogno di terre rare<\/b> (che cosa siano e a cosa servano lo ha spiegato Giuseppe Sarcina<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_ottobre_12\/terre-rare-quali-sono-e-perche-sono-importanti-per-l-economia-globale-444f2e09-87e7-4137-8c57-c5e3e0fb8xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> qui<\/a>). E molte delle sue linee di produzione industriale avanzata si erano ritrovate sull&#8217;orlo del blocco totale. I giapponesi furono costretti a rilasciare in fretta e furia un capitano di peschereccio cinese che, vicino alle isole contese, aveva speronato una nave della guardia costiera giapponese.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da quel momento, a Tokyo capirono che bisognava <b>sfilare dalle mani del colosso rivale quell&#8217;arma di ricatto<\/b>. Il governo giapponese aveva subito approvato uno stanziamento supplementare di 100 miliardi di yen (1,2 miliardi di dollari) per le catene di approvvigionamento delle terre rare. La strategia nazionale per spezzare la morsa cinese ha comportato anche<b> la ricerca di fornitori alternativi, la riduzione dell&#8217;utilizzo complessivo di terre rare e l&#8217;accumulo di scorte in vista di future crisi<\/b>. \u00abUn decennio dopo &#8211; scrive il settimanale britannico &#8211; il Giappone era riuscito a <b>ridurre di un terzo<\/b> la quota di terre rare che importava dalla Cina. Ma ci\u00f2 significa che dipendeva ancora dal vicino dai modi coercitivi per circa il 60%\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il che dimostra, secondo l&#8217;Economist che: 1)<b> nel breve periodo \u00e8 la Cina ad \u00abavere le carte\u00bb <\/b>come ama dire Donald Trump (e come lui stesso ha imparato con la retromarcia sui dazi contro Pechino); 2)<b> anche nel medio-lungo periodo ridurre quella dipendenza \u00e8 complicato<\/b>; 3) \u00e8 difficile replicare il <b>controllo della Cina sull&#8217;intero processo produttivo<\/b>, per non parlare delle sue dimensioni, e le due cose insieme le conferiscono un notevole potere di determinazione dei prezzi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non solo le terre rare sono difficili da estrarre, ma <b>la loro raffinazione \u00e8 anche un processo costoso, lungo e dannoso per l&#8217;ambiente<\/b> che pochi Paesi vogliono ospitare (ne hanno scritto di recente anche Ferruccio de Bortoli e Alessandro Giraudo su L<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/opinioni\/25_novembre_04\/terre-rare-la-vendetta-cinese-cosi-europa-e-usa-senza-miniere-hanno-perso-la-gara-8fa9ac86-e1c2-46de-a6a7-a0b3bf9b1xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">&#8216;Economia<\/a> del Corriere, ndr). Tant&#8217;\u00e8 che persino la Cina, quando pu\u00f2, \u00abesternalizza\u00bb: \u00abUn esempio \u00e8 il Myanmar &#8211; ha <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/opinioni\/25_luglio_16\/terre-rare-perche-dovremo-tutti-sporcarci-le-mani-7a6f6749-d581-40e0-8613-584a49f95xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">spiegato<\/a> Massimo Sideri sul Corriere &#8211; un Paese meraviglioso dove oggi, dopo la recrudescenza della dittatura militare, non si pu\u00f2 entrare. Le ditte cinesi che hanno acquisito il diritto di sfruttamento di questa famiglia di minerali lo stanno facendo peraltro con <b>largo uso di arsenic<\/b>o (il modo pi\u00f9 semplice ed economico per l\u2019estrazione), inquinando l\u2019ambiente e i fiumi che sfociano in Thailandia\u00bb (peraltro, anche l&#8217;amministrazione Trump ha mostrato di avere qualche mira sulle terre rare del Myanmar).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;esempio giapponese torna, di nuovo, utile. Tokyo ha spinto per un accordo con l&#8217;australiana Lynas sulla fornitura di alcune terre rare estratte in Australia e lavorate in Malaysia. Ma quelle terre rare importate in Giappone tra il 2020 e il 2024 <b>costano ancora in media il 50% in pi\u00f9 rispetto alle controparti cinesi<\/b>, secondo le stime di Mizuho, una banca giapponese. \u00abLe aziende che producono missili e aerei da combattimento &#8211; sottolinea l&#8217;Economist &#8211; potrebbero essere disposte a pagare il sovrapprezzo pur di ridurre il rischio. Quelle che operano in mercati di consumo concorrenziali probabilmente no\u00bb. Tant&#8217;\u00e8 che, complice anche la crescita della domanda di terre rare, negli ultimi anni la dipendenza giapponese dalla Cina \u00e8 risalita attorno al 70%.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">De Bortoli e Giraudo ricordavano nel loro articolo che, sulle terre rare, \u00abl\u2019<b>Unione europea<\/b> ha reagito con un regolamento del 2024. L\u2019intento \u00e8 quello di estrarre, nell\u2019orizzonte temporale del 2030, il 10 per cento delle materie prime rare, di raffinarne il 40 per cento e di riciclarne il 15 per cento. Anche il nostro Paese \u00e8 impegnato, attraverso l\u2019Ispra, a mappare la possibilit\u00e0 di ridurre la nostra dipendenza\u00bb. Ed \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/opinioni\/25_luglio_16\/terre-rare-perche-dovremo-tutti-sporcarci-le-mani-7a6f6749-d581-40e0-8613-584a49f95xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">notizia di pochi giorni fa<\/a> che la premier <b>Giorgia Meloni<\/b> ha chiesto all&#8217;Eni di investire di pi\u00f9 nel settore dei minerali critici (come litio, cobalto e grafite) e delle terre rare. L&#8217;esempio giapponese dimostra, per\u00f2, che rendersi indipendenti da Pechino sar\u00e0 un processo lungo, costoso e parziale. Non a caso, l&#8217;Economist lascia la conclusione a Suzuki Kazuto, dell&#8217;Istituto di Geoeconomia di Tokyo, secondo il quale la crisi del 2010 \u00abera come cadere da un dirupo\u00bb, la prossima crisi, invece, \u00abpotrebbe essere come venir urtati da un&#8217;auto: entrambe le cose sono gravi, ma stavolta almeno riusciremo a sopravvivere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In un intervento su<a href=\"https:\/\/www.commonplace.org\/p\/fatal-attraction\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> Commonplace<\/a>, Daniel Kishi ha denunciato che l&#8217;attuale dominio cinese sulle terre rare \u00ab\u00e8 il risultato cumulativo di<b> decisioni prese dai politici statunitensi a partire dalla fine del XX secolo<\/b>, che hanno permesso a un ecosistema di produzione interno di disintegrarsi e hanno consentito che l&#8217;economia statunitense diventasse dipendente da input critici provenienti da una nazione avversaria. (&#8230;) Alla fine del XX secolo, il centro di gravit\u00e0 delle terre rare non era nella provincia cinese della Mongolia Interna, dove si trova oggi, ma nel <a href=\"https:\/\/www.usgs.gov\/maps\/geophysical-and-geologic-maps-mountain-pass-and-vicinity-california-and-nevada\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">deserto del Mojave negli Stati Uniti<\/a>. La miniera di Mountain Pass, scoperta nel 1949 e aperta nel 1952, produceva minerale di bastn\u00e4site e, cosa altrettanto importante, gestiva il complesso processo di raffinazione che lo trasformava in ossidi e metalli. Dalla met\u00e0 degli anni &#8217;60 all&#8217;inizio degli anni &#8217;80, <a href=\"https:\/\/www.cambridge.org\/core\/journals\/journal-of-policy-history\/article\/abs\/us-rare-earth-industry-its-growth-and-decline\/BC6E0E8EFC02B7C781F13C58CC8DC6E1\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Mountain Pass<\/a> forniva tra il 60% e il 70% delle terre rare globali ed \u00e8 rimasta una delle principali fonti mondiali fino alla met\u00e0 degli anni &#8217;90\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma mentre, negli stessi anni,<b> Deng Xiaoping<\/b> ripeteva \u00abil Medio Oriente ha il suo petrolio; la Cina ha le terre rare\u00bb, problemi ambientali e logiche commerciali avevano spinto gli Usa ad abbandonare la produzione interna, trovando pi\u00f9 conveniente importare le terre rare dalla Cina (emblematica la vendita dell&#8217;azienda americana Magnequench, specializzata nella produzione di magneti di terre rare a due aziende statali cinesi ai cui vertici c&#8217;erano due generi di Deng). E c&#8217;\u00e8 un episodio che ci riporta al punto di partenza. In quello stesso 2010 della disputa sino-giapponese sulle isole, si quotava a Wall Street <b>Molycorp<\/b>, che aveva acquisito la miniera di Mountain Pass due anni prima, sperando che i prezzi delle terre rare, andati alle stelle dopo i limiti imposti dai cinesi all&#8217;export, avrebbero gonfiato anche quelli delle sue azioni, consentendo gli investimenti per rilanciare la produzione. \u00abTuttavia &#8211; racconta Kishi &#8211; una volta risolta la crisi diplomatica tra Cina e Giappone, Pechino ripristin\u00f2 il flusso delle esportazioni di terre rare e poi ampli\u00f2 la produzione sovvenzionata dal governo, spingendo in gi\u00f9 i prezzi fino a livelli che qualsiasi produttore non sovvenzionato non sarebbe stato in grado di sostenere. La crisi decim\u00f2 i ricavi di Molycorp, ne appiatt\u00ec i margini e c<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/business\/corrected-rare-earths-miner-molycorp-files-for-chapter-11-bankruptcy-idUSL3N0ZB2OX\/?utm_source=chatgpt.com\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">ostrinse l&#8217;azienda al fallimento<\/a>\u00bb. Secondo Kishi la conclusione da trarre \u00e8 chiara: \u00abIl <b>controllo del collo di bottiglia<\/b> consente alla Cina di stringerlo quando serve \u2013 e di inondare il mercato quando vuole \u2013 utilizzando sussidi e direttive statali per impedire ai concorrenti di mettere radici. Questo \u00e8 il problema che le politiche pubbliche devono ora risolvere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per sapere quanto sia complicato, citofonare Tokyo.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. News, approfondimenti e l&#8217;assistente virtuale al tuo servizio.<\/p>\n<p>SCARICA L&#8217; APP<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/eco.png\"\/><\/a><\/p>\n<p>Iscriviti alle <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=4\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">newsletter de L&#8217;Economia<\/a>. Analisi e commenti sui principali avvenimenti\u00a0economici a cura delle firme del Corriere.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-13T15:47:33+01:00\">13 dicembre 2025 ( modifica il 13 dicembre 2025 | 15:47)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Luca Angelini Dalle minacce sui dazi al caso Giappone, la Cina usa il dominio sulle terre rare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":259357,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[15935,4924,14006,4072,5609,105608,356,76144,384,4081,8915,2575,4864,122,5373,152301,7714,39890,14,164,165,3706,277,105609,108721,6927,21664,2146,152302,83291,21885,1113,206,184,78546,99818,7716,5941,5945,51072,10563,4796,116477,20616,6410,3334,31618,36963,116476,116481,116482,152303,166,58429,116478,17795,7,15,10365,54036,386,134,1667,2466,3792,152304,152305,405,152306,3741,8015,152307,116483,617,152308,3717,113255,1323,11268,36866,11907,20932,5946,379,11,167,12,168,410,161,162,163],"class_list":{"0":"post-259356","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-acquisito","9":"tag-ambiente","10":"tag-arma","11":"tag-azienda","12":"tag-aziende","13":"tag-bortoli","14":"tag-cina","15":"tag-cina-usa","16":"tag-cinese","17":"tag-cinesi","18":"tag-complicato","19":"tag-controllo","20":"tag-corriere","21":"tag-cose","22":"tag-costoso","23":"tag-costoso-parziale","24":"tag-crisi","25":"tag-critici","26":"tag-cronaca","27":"tag-dal-mondo","28":"tag-dalmondo","29":"tag-dazi","30":"tag-de","31":"tag-de-bortoli","32":"tag-deng","33":"tag-difficile","34":"tag-dimostra","35":"tag-dipendenza","36":"tag-dipendeva","37":"tag-disputa","38":"tag-dominio","39":"tag-donald","40":"tag-donald-trump","41":"tag-economia","42":"tag-economist","43":"tag-estrarre","44":"tag-geopolitica","45":"tag-giappone","46":"tag-giapponese","47":"tag-giraudo","48":"tag-interna","49":"tag-isole","50":"tag-kishi","51":"tag-limiti","52":"tag-medio","53":"tag-meta","54":"tag-minacciato","55":"tag-minerali","56":"tag-miniera","57":"tag-miniera-mountain","58":"tag-miniera-mountain-pass","59":"tag-molycorp","60":"tag-mondo","61":"tag-mountain","62":"tag-mountain-pass","63":"tag-myanmar","64":"tag-news","65":"tag-notizie","66":"tag-parziale","67":"tag-pass","68":"tag-pechino","69":"tag-peraltro","70":"tag-periodo","71":"tag-pochi","72":"tag-prezzi","73":"tag-prezzi-terre","74":"tag-prezzi-terre-rare","75":"tag-processo","76":"tag-processo-costoso","77":"tag-produzione","78":"tag-quell","79":"tag-quell-arma","80":"tag-raffinazione","81":"tag-rare","82":"tag-rare-cina","83":"tag-ridurre","84":"tag-ridurre-dipendenza","85":"tag-secolo","86":"tag-spiegato","87":"tag-spinto","88":"tag-terre","89":"tag-terre-rare","90":"tag-tokyo","91":"tag-trump","92":"tag-ultime-notizie","93":"tag-ultime-notizie-di-mondo","94":"tag-ultimenotizie","95":"tag-ultimenotiziedimondo","96":"tag-usa","97":"tag-world","98":"tag-world-news","99":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259356","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=259356"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259356\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/259357"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=259356"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=259356"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=259356"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}