{"id":259861,"date":"2025-12-14T06:46:11","date_gmt":"2025-12-14T06:46:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259861\/"},"modified":"2025-12-14T06:46:11","modified_gmt":"2025-12-14T06:46:11","slug":"chi-era-ileana-sonnabend","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259861\/","title":{"rendered":"Chi era Ileana Sonnabend"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019apertura della <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/arte-contemporanea\/2025\/11\/sonnabend-collection-mantova-museo-marsilio\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Sonnabend Collection a Mantova<\/a>, all\u2019interno del rinnovato <strong>Palazzo della Ragione<\/strong>, l\u2019Italia diventa un luogo privilegiato per rileggere la storia di una delle figure pi\u00f9 emblematiche dell\u2019arte del Novecento: <strong>Ileana Sonnabend<\/strong>. Una donna cosmopolita, intuitiva, anticonvenzionale e capace come poche altre figure di fare da ponte tra continenti, linguaggi e generazioni artistiche.<\/p>\n<p>Chi era Ileana Sonnabend<\/p>\n<p>Nata <strong>Ileana Schapira<\/strong> a Bucarest nel 1914, in una famiglia ebrea benestante, crebbe tra la vivacit\u00e0 culturale della capitale rumena e i frequenti soggiorni viennesi. Fu proprio al museo di Vienna che nacque il suo precoce interesse per l\u2019arte. <strong>Nel 1933 spos\u00f2 Leo Castelli<\/strong>, futuro protagonista della scena newyorkese, e con lui si trasfer\u00ec prima a Parigi e poi, allo scoppio della guerra, a New York. L\u00ec i coniugi Castelli si trovarono nel bel mezzo della nascente Action Painting e iniziarono a collezionare opere che sarebbero diventate fondamentali, da Mondrian a Pollock. Nel 1957 aprirono la prima galleria, individuando e promuovendo fin dagli esordi artisti come Jasper Johns e Robert Rauschenberg, anticipando la stagione del Neo-Dada e della Pop Art.<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Ileana Sonnabend e la prima galleria a Parigi\u00a0<\/p>\n<p>Negli Anni Cinquanta, per\u00f2, la vita di Ileana prese una nuova direzione. <strong>Dopo il divorzio da Castelli spos\u00f2 Michael Sonnabend<\/strong>, con cui nel 1962 fond\u00f2 a Parigi la Galerie Sonnabend. Fu la prima vera piattaforma europea della Pop Art americana, ma anche il punto di accesso per giovani italiani come Mario Schifano e Michelangelo Pistoletto, ai quali la gallerista dedic\u00f2 alcune tra le loro prime mostre internazionali. Il suo sguardo, sempre alla ricerca del \u201cnuovo\u201d, si muoveva libero tra continenti: dall\u2019Arte Povera al Minimalismo, dall\u2019Arte Concettuale fino alla Transavanguardia e alle nuove tendenze fotografiche, nessun linguaggio sfuggiva alla sua curiosit\u00e0 visionaria.<\/p>\n<p>Ileana Sonnabend nelle parole del figlio adottivo Antonio Homem<\/p>\n<p>Il ricordo della sua attivit\u00e0 restituisce anche il senso di un nomadismo che era parte del suo carattere: \u201cIl ponte tra l\u2019arte americana e quella europea fu una conseguenza della situazione di Ileana: prima, come europea a New York, reagendo al lavoro dei giovani artisti americani e desiderando farlo conoscere a un pubblico europeo; poi, una volta tornata in Europa, interessandosi immediatamente alle opere dei giovani artisti europei che in seguito avrebbe voluto far conoscere a un pubblico americano. Questo continuo andirivieni tra America ed Europa oggi pu\u00f2 sembrare del tutto logico, ma all\u2019epoca era molto inusuale e contribu\u00ec in modo significativo al grande periodo di internazionalismo che ebbe luogo negli Anni Ottanta\u201d, racconta ad Artribune il figlio adottivo <strong>Antonio Homem<\/strong>, che aggiunge come sia un fatto curioso e divertente \u201cche Ileana e la galleria fossero sempre percepite come europee in America e come americane in Europa\u201d. Nel 1970 Ileana apr\u00ec una filiale della galleria a New York, trasferendola l\u2019anno successivo a SoHo, contribuendo in modo determinante a trasformare il quartiere nel centro nevralgico dell\u2019arte internazionale. Negli Anni Ottanta, grazie alla sua capacit\u00e0 di intercettare nuove direzioni, port\u00f2 alla luce artisti come Jeff Koons, consacrato dalla celebre mostra Neo-Geo. La galleria, trasferita poi a Chelsea, continu\u00f2 la sua attivit\u00e0 anche dopo la morte della fondatrice, avvenuta nel 2007.<\/p>\n<p>La Sonnaned Collection a Mantova\u00a0<\/p>\n<p>Parallelamente alla sua attivit\u00e0 espositiva, Sonnabend costru\u00ec negli anni una <strong>collezione privata straordinaria<\/strong>, capace di offrire un racconto coerente e trasversale dell\u2019arte dagli Anni Cinquanta ai primi Duemila. E proprio questa collezione \u00e8 al centro del neomuseo mantovano, in un allestimento che vuole restituire non solo le opere, ma il modo in cui Ileana le viveva e le disponeva nei suoi spazi. \u201cLa mostra di Mantova presenta le opere in un modo che corrisponde pienamente al modo in cui apparivano nella vita di Ileana; non c\u2019\u00e8 alcun adattamento al contesto italiano n\u00e9 ai punti di vista contemporanei. La definisco spesso un itinerario che diventa al tempo stesso una biografia e un ritratto\u201d, continua Homem.\u00a0<\/p>\n<p>Caterina Angelucci<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Con l\u2019apertura della Sonnabend Collection a Mantova, all\u2019interno del rinnovato Palazzo della Ragione, l\u2019Italia diventa un luogo privilegiato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":259862,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-259861","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115716579868402957","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259861","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=259861"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259861\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/259862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=259861"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=259861"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=259861"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}