{"id":259889,"date":"2025-12-14T07:13:11","date_gmt":"2025-12-14T07:13:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259889\/"},"modified":"2025-12-14T07:13:11","modified_gmt":"2025-12-14T07:13:11","slug":"intervista-allartista-aki-inomata-intervista-a-aki-inomata-lartista-che-ha-invitato-il-pubblico-a-bere-il-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259889\/","title":{"rendered":"Intervista all\u2019artista Aki Inomata Intervista a Aki Inomata, l\u2019artista che ha invitato il pubblico a bere il cielo\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>A Torino, nell\u2019ambito di <strong>anonymous art project<\/strong>, progetto artistico nato nel 2023 per promuovere l\u2019<strong>arte contemporanea giapponese <\/strong>con una visione che intreccia responsabilit\u00e0 personale e impegno collettivo e accolto quest\u2019anno per la prima volta da<strong> <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/artissima\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/artissima\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Artissima<\/a>,<\/strong> abbiamo incontrato, proprio il 30 novembre, giorno della preview stampa, <strong>Aki Inomata<\/strong> (Giappone, 1983) davanti a una fila di bicchieri d\u2019acqua in cui un filamento bianco disegna nuvole sospese. L\u2019artista giapponese, in questo contesto nuovo per la fiera torinese, che intende proprio rafforzare il legame tra Italia e Giappone ha presentato la performance Thinking of Yesterday\u2019s Sky \u201cscrive\u201d le nuvole del giorno prima usando acqua, latte e un ingrediente segreto; ma ci\u00f2 che colpisce davvero \u00e8 <strong>vedere le persone bere quel cielo<\/strong>, trasformando il tempo in esperienza fisica. Non guardiamo semplicemente un\u2019opera; la inghiottiamo.<br \/>Da anni Inomata (Tokyo, 1983) lavora in una zona liminale in cui il fare non \u00e8 pi\u00f9 solo umano: paguri che scelgono conchiglie stampate in 3D, molluschi che registrano sulle proprie conchiglie le ferite di uno tsunami, tra tecniche tessili, TAC e stampanti 3D hackerate. La sua pratica, tra <strong>bioarte <\/strong>e nuovi media, \u00e8 <strong>postumana<\/strong>: l\u2019artista come mediatrice di ecologie, con la tecnologia usata non per spettacolarizzare la natura, ma per renderla leggibile e immaginare protocolli di convivenza.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La ricerca di Aki Inomata: un metodo per restare nel mondo<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>In un momento in cui si parla molto di <strong>intelligenza artificiale e crisi ecologica<\/strong>, il lavoro di Inomata suggerisce una postura concreta: non sostituire la vita con il digitale; usare il digitale per coabitare con la vita. Le sue opere non ci chiedono solo di guardare, ma di partecipare; di bere il cielo, di immaginare la propria identit\u00e0 come un guscio che pu\u00f2 cambiare; di riconoscere che anche i corpi pi\u00f9 piccoli portano memoria.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Non siamo spettatori esterni delle trasformazioni in corso; siamo dentro la stessa acqua in cui si disegna la nuvola. Ogni gesto, ogni scelta di cura o indifferenza, lascer\u00e0 una traccia; in una conchiglia, in un cielo, in un bicchiere.\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/aki-inomatathinking-of-yesterdays-sky-nagi-townokayama-1st-november-2022-1024x682.jpg\" alt=\"Aki Inomata, Thinking of yesterday's sky\" class=\"wp-image-1200168\"  \/>Aki Inomata, Thinking of yesterday\u2019s sky<strong>Intervista all\u2019artista \u201cpostumana\u201d Aki Inomata<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Thinking of Yesterday\u2019s Sky. Come sei arrivata a usare acqua e latte per \u201cscrivere\u201d le nuvole?<\/strong><br \/>Durante il Covid guardavo il cielo tutti i giorni. L\u2019aria era pi\u00f9 pulita, ma sentivo che quel cielo non sarebbe durato per sempre. Ho pensato di \u201craccoglierlo\u201d in un bicchiere, pur sapendo che \u00e8 impossibile: cercavo una forma poetica che facesse sentire che siamo parte della natura e che ogni momento \u00e8 irripetibile. Dopo molti tentativi ho scelto acqua e latte, materiali quotidiani legati al nutrimento.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Nel video vediamo le persone bere quel cielo.<\/strong>\u00a0<br \/>Volevo eliminare la distanza tra opera, materia e corpo. Quando bevi non stai pi\u00f9 guardando qualcosa \u201cl\u00e0 fuori\u201d, ma lo stai vivendo nel \u201cqui e ora\u201d, dentro di te. Yesterday non \u00e8 solo ieri; \u00e8 una metafora del passato. Ognuno porta nel bicchiere le proprie memorie; l\u2019opera cambia con ogni persona.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Per quest\u2019opera hai sviluppato una stampa 3D \u201cliquida\u201d.<\/strong>\u00a0<br \/>Ho comprato una <strong>stampante 3D<\/strong> per la plastica e l\u2019ho smontata, sostituendo le parti per far s\u00ec che potesse estrudere un liquido. Ho <strong>\u201chackerato\u201d la macchina<\/strong> e l\u2019ho trasformata in qualcosa che non era previsto. Per me <strong>ogni progetto deve trovare il proprio metodo<\/strong>: non parto dalla tecnologia, ma dall\u2019immagine.\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u201cWhy Not Hand Over a Shelter to Hermit Crabs\u201d? \u00e8 diventata un\u2019opera iconica.<\/strong>\u00a0<br \/>Nel 2009, alla mostra No Man\u2019s Land nell\u2019ex ambasciata francese a Tokyo, il terreno che passava da un Paese all\u2019altro mi ha fatto pensare a nazionalit\u00e0, confini, identit\u00e0. L\u2019ho associato ai paguri, che non producono il proprio guscio ma prendono in prestito la casa di qualcun altro e la cambiano nel tempo. Ho progettato <strong>conchiglie con silhouettes di citt\u00e0<\/strong> come Tokyo e Parigi, poi stampate in 3D. I paguri sceglievano se entrarci o meno; erano liberi di \u201ctrasferirsi\u201d da una citt\u00e0 all\u2019altra.\u00a0<\/p>\n<p><strong>E l\u2019etica di queste collaborazioni con altri esseri viventi?<\/strong>\u00a0<br \/>\u00c8 fondamentale. <strong>Lavoro sempre con biologi o ricercatori<\/strong> specializzati. Voglio essere sicura di non causare stress o danni. Per i paguri abbiamo studiato il loro comportamento; i gusci sono progettati per essere compatibili con le loro esigenze, e in ogni momento possono abbandonarli. L\u2019idea di \u201cautorialit\u00e0 condivisa\u201d vale anche qui: io preparo un contesto, loro decidono come agire.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Nei tuoi lavori ritornano spesso piccoli animali: paguri, uccelli, insetti. Quanto c\u2019entra la cultura giapponese?<\/strong>\u00a0<br \/>Molto. In Giappone siamo abituati a prestare attenzione alle <strong>creature piccole<\/strong>. Lo mostrano anche i nomi: il paguro \u00e8 yadokari (yado significa \u201ccasa\u201d), il minomushi \u00e8 \u201cinsetto con il mantello\u201d, da mino, una mantella tradizionale giapponese. In queste parole c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un\u2019immagine, e da l\u00ec spesso nascono i miei progetti. Non esiste una gerarchia rigida tra umani e piccoli animali; molti li percepiscono come vicini.\u00a0<\/p>\n<p><strong>In un altro progetto hai studiato i molluschi dopo lo tsunami in Giappone.<\/strong>\u00a0<br \/>Con il biologo Kenji Okoshi abbiamo osservato, al microscopio, le linee di crescita delle conchiglie in un\u2019area costiera colpita dallo tsunami, che durante l\u2019evento si fermano e poi accelerano perch\u00e9 ci sono meno individui in competizione, e le abbiamo trasformate in immagini e suoni, come un disco da \u201cleggere\u201d, per far ascoltare in modo sensoriale come un ecosistema reagisce a un trauma.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che ruolo ha la tecnologia nel tuo lavoro?<\/strong>\u00a0<br \/>\u00c8 un <strong>mezzo per rendere visibili processi<\/strong> che altrimenti resterebbero invisibili; la crescita di una conchiglia, il movimento di una nuvola, il comportamento di un insetto. Se un dispositivo non aggiunge profondit\u00e0 al progetto, non lo uso. Preferisco <strong>combinare tecniche antiche e strumenti digitali<\/strong> piuttosto che affidarmi a un effetto speciale.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Se potessi progettare una sola stanza ideale, come \u201claboratorio del tempo\u201d?<\/strong>\u00a0<br \/>Immagino una stanza in cui il pubblico percepisca pi\u00f9 tempi nello stesso istante: bicchieri con cieli di giorni diversi, video con gli animali, tracce sonore dei molluschi, qualche oggetto che riveli il \u201cdietro le quinte\u201d.\u00a0<\/p>\n<p><strong>Che cosa ti auguri che il pubblico porti via dal tuo lavoro?<\/strong>\u00a0<br \/>Spero che le persone sentano di essere <strong>parte della natura<\/strong>, non separate; che intuiscano come anche le scelte minime incidano su altri esseri viventi e sugli ambienti che condividiamo. Se, attraverso i gusci dei paguri, le nuvole nei bicchieri o le conchiglie dopo lo tsunami, riescono a pensare al rapporto tra casa, identit\u00e0, tempo e responsabilit\u00e0, allora per me \u201cha avuto senso\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Antonino Lavela\u00a0<\/p>\n<p>            <strong>Libri consigliati:<\/strong><br \/> <br \/>\n            (Grazie all&#8217;affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)        <\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A Torino, nell\u2019ambito di anonymous art project, progetto artistico nato nel 2023 per promuovere l\u2019arte contemporanea giapponese con&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":259890,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-259889","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115716686385269871","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259889","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=259889"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259889\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/259890"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=259889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=259889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=259889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}