{"id":259966,"date":"2025-12-14T08:18:15","date_gmt":"2025-12-14T08:18:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259966\/"},"modified":"2025-12-14T08:18:15","modified_gmt":"2025-12-14T08:18:15","slug":"cammina-27-anni-per-fare-il-giro-del-mondo-ora-sta-per-arrivare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259966\/","title":{"rendered":"Cammina 27 anni per fare il giro del mondo: ora sta per arrivare"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente arcaico e insieme modernissimo nell\u2019<strong>impresa di Karl Bushby<\/strong>. Prendete un ex paracadutista britannico, oggi 56enne, e riavvolgete il nastro del tempo di 27 lunghissimi anni. Era il 1998, infatti, quando il nostro, dopo una scommessa con un gruppo di amici, prendeva una decisione un tantino estrema: <strong>compiere il giro del mondo a piedi, senza mai salire su un aereo o su una nave<\/strong>, senza mai interrompere la continuit\u00e0 del suo cammino. Ventisette anni dopo, con oltre 50mila chilometri percorsi, deserti e giungle attraversati, ghiacci e mari sfidati, la sua \u201cGoliath Expedition\u201d &#8211; questo il nome che ha selezionato &#8211; \u00e8 ormai prossima alla conclusione: gli restano circa 1500 chilometri prima di rientrare a Hull, la citt\u00e0 inglese che si era dato come meta finale milioni di giorni fa.<\/p>\n<p>La sua \u00e8 una vicenda che interseca avventura, ostinazione e resistenza. <strong>Bushby parte il 1\u00b0 novembre 1998 da Punta Arenas, piena Patagonia cilena,<\/strong> con l\u2019idea di completare il giro in dodici anni. Ne sono passati pi\u00f9 del doppio, perch\u00e9 la realt\u00e0 si \u00e8 incaricata di complicare i suoi piani: visti negati, guerre, pandemie, crisi economiche, sponsor ritirati. S\u00ec perch\u00e9 uno si chiede: ok, ma come \u00e8 sopravvissuto? La sua impresa ha attirato fin da subito aziende private pronte a sostenerlo, che si sono moltiplicate quando i social sono entrati in tackle nella storia. Bushby ha rischiato di dover deporre le armi in molteplici occasioni. Ogni volta, per\u00f2, ha ripreso il cammino dal punto esatto in cui lo aveva interrotto, fedele alla regola che si era imposto: nessun mezzo motorizzato, solo le sue gambe.<\/p>\n<p>Un viaggio costellato di prove estreme<\/p>\n<p>Il viaggio di Bushby \u00e8 tappezzato di episodi che sembrano usciti da un romanzo d\u2019avventura. Nel 2006, per attraversare lo stretto di Bering, sfrutta le piattaforme di ghiaccio. A un certo punto si ritrova a 45 chilometri dalla costa, <strong>trasportato alla deriva<\/strong> da una lastra instabile: viene salvato da un elicottero, ma non rinuncia alla sua impresa. In Russia <strong>viene arrestato<\/strong> per essere entrato da un punto non autorizzato; rimane due mesi in prigione prima di essere liberato, grazie \u2013 racconta suo padre \u2013 all\u2019intervento di Roman Abramovich, allora governatore della regione. Non meno epico il <strong>passaggio del mar Caspio<\/strong>, nell\u2019estate del 2024: <strong>31 giorni di nuoto<\/strong>, 132 ore complessive, quasi 300 chilometri da una sponda all\u2019altra, dal Kazakistan all\u2019Azerbaijan, assistito da due barche di supporto. Un\u2019impresa che da sola basterebbe a consacrarlo tra i grandi esploratori contemporanei. Non sono mancati i momenti di stallo. <strong>In Messico Bushby trascorre due anni <\/strong>in attesa di permessi. Attraversare il Dari\u00e9n Gap, la giungla che separa Panama e Colombia, diventa un\u2019altra prova estrema: vegetazione impenetrabile, animali pericolosi, sospetti di immigrazione clandestina che gli valgono venti giorni di detenzione. Ogni passo, insomma, \u00e8 stato guadagnato con fatica.<\/p>\n<p><img src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1765622529-schermata-2025-12-13-113944.png\" width=\"517\" height=\"358\" alt=\"Foto 2\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\"\/>Bushby alle prese con una distesa di ghiaccio Un&#8217;impresa folle che assume senso camminando<\/p>\n<p>Oggi Bushby cammina in Europa orientale, diretto verso la Francia e poi il Regno Unito. Quando arriver\u00e0 a Hull, <strong>avr\u00e0 attraversato quattro continenti, venticinque paesi, sei deserti, sette catene montuose e un mare ghiacciat<\/strong>o. \u201cMi fa strano pensare di tornare a casa dopo cos\u00ec tanto tempo \u2013 ha detto \u2013 non so bene cosa aspettarmi: ritrovare la mia famiglia significher\u00e0 anche conoscerla di nuovo\u201d. In un mondo che viaggia animato da una frenesia corrosiva, il suo \u00e8 anche un atto di resistenza, un elogio della lentezza e della continuit\u00e0. In un\u2019epoca in cui tutto si consuma rapidamente, Bushby ha scelto di misurare il pianeta con il passo umano, di ridare al viaggio la sua dimensione originaria: fatica, tempo, incontro.<\/p>\n<p>Il suo messaggio: &#8220;Non prendete scorciatoie nella vita&#8221;<\/p>\n<p>Oggi c&#8217;\u00e8 gi\u00e0 chi paragona la sua avventura alle grandi esplorazioni del passato.\n<\/p>\n<p> Ma Bushby non cerca gloria n\u00e9 primati: vuole dimostrare che &#8220;\u00e8 possibile attraversare il mondo e la vita senza scorciatoie&#8221;, che la determinazione pu\u00f2 piegare anche gli ostacoli pi\u00f9 duri. La sua \u201cGoliath Expedition\u201d diventa un manifesto: non per forza bisogna vivere adeguandosi alle regole imposte della societ\u00e0. Quel che pi\u00f9 conta \u00e8 seguire il ritmo dei propri passi, fino alla prossima meta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 qualcosa di profondamente arcaico e insieme modernissimo nell\u2019impresa di Karl Bushby. 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