{"id":260076,"date":"2025-12-14T09:58:11","date_gmt":"2025-12-14T09:58:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/260076\/"},"modified":"2025-12-14T09:58:11","modified_gmt":"2025-12-14T09:58:11","slug":"occhio-rotondo-58-divi-marco-belpoliti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/260076\/","title":{"rendered":"Occhio rotondo 58. Divi | Marco Belpoliti"},"content":{"rendered":"<p>Certo gli occhi, magnetici, e poi il viso d\u2019una bellezza irresistibile. Ma \u00e8 il braccio, quello che poggia sul finestrino, debitamente abbassato dell\u2019automobile, che cattura: la noncuranza di quella mano ripiegata verso l\u2019interno e l\u2019altro braccio allungato. Dentro l\u2019auto ci sono due creature altrettanto belle: la moglie di Delon, Nathalie, che fa capolino dietro di lui coi suoi occhi scuri e Brigitte Bardot, dentro la vettura, una Citroen Ds probabilmente, automobile cool dell\u2019epoca. \u00c8 il 1967. Il fotografo, Marcello Geppetti, \u00e8 un paparazzo. Lo scatto si trova sulla copertina del libro Paparazzi curato da Francesco Piccolo (Einaudi). Probabilmente \u00e8 la foto pi\u00f9 bella di questo volume in cui Piccolo ha raccolto una serie di scatti della dolce vita, dedicati a personaggi del cinema. La parola \u201cpaparazzo\u201d, entrata nella lingua italiana attraverso un film di Federico Fellini, \u00e8 un\u2019invenzione di Ennio Flaiano. Il curatore ipotizza che la creazione del termine riguardi l\u2019analogia che esisteva tra l\u2019aprirsi e il richiudersi dell\u2019otturatore durante le foto veloci e furtive rubate dai fotografi, che stazionavano in via Veneto, e l\u2019apertura e la chiusura delle valve delle vongole, in dialetto abruzzese \u2013 regione da cui proveniva Flaiano \u2013 chiamate \u201cpaparazze\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Una spiegazione quanto mai ricca di possibili sottintesi e rinvii, che rende perfettamente ragione della fama immaginifica, sia visiva che linguistica, di Flaiano. Nel bel volume di grande formato, accompagnato da brani del curatore che raccontano, descrivono, spiegano, commentano e sottolineano, la maggior parte delle fotografie ritraggono persone colte di sorpresa, spesso disturbate dalla presenza del paparazzo, persone che reagiscono con virulenza all\u2019intromissione. Sono scene con star del cinema e registi, pedinati oppure incontrati per caso, che non desideravano affatto d\u2019essere ritratti. Ci sono anche quelli che invece sono soddisfatti d\u2019essere ripresi; si lasciano fotografare e manifestano il piacere d\u2019essere oggetto dell\u2019attenzione visiva, insomma amano l\u2019aprirsi e il chiudersi delle vongole meccaniche, via necessaria per la propria notoriet\u00e0 e popolarit\u00e0 pubblica.\u00a0<\/p>\n<p>Sono per lo pi\u00f9 giovani e partecipano in modo diretto all\u2019esplosione di gioia e allegria che sembra promanare da questo momento magico della societ\u00e0 e del cinema italiano, poco prima dell\u2019entrata nel tunnel degli anni Settanta. Tuttavia niente eguaglia lo sguardo sfrontato di Delon, uno sguardo che concentra in s\u00e9 sicurezza, fascino e spudoratezza tipiche dell\u2019et\u00e0, per poi fermarsi a un millimetro dall\u2019arroganza: \u00e8 uno sguardo da seduttore. Mentre la maggior parte dei personaggi di questo libro, protagonisti della dolce vita, sono guardati, Delon guarda, lui, sfida le vongole e il rumore degli otturatori. Non parla: osserva gli osservatori. Posa? Probabilmente s\u00ec. In un commento, nella pagina dove figura la foto di Roman Polanski con la moglie, Sharon Tate, lui strafottente e lei sorridente, Piccolo scrive che i paparazzi fermano un momento della vita, e che tutti, fotografi e fotografati sono inconsapevoli di quello che succeder\u00e0 poco dopo \u2013 questo vale soprattutto per il regista polacco e la sua sfortunata moglie uccisa da l\u00ec a poco da Charles Mason al ritorno in America.\u00a0<\/p>\n<p>Questa osservazione vale per tutti gli attori e le attrici presenti nel libro. Sono dei divi, cio\u00e8 dei divini. Sono fuori dal tempo, vivono, almeno in apparenza, in una condizione diversa da quella delle persone normali. La magia che l\u2019otturatore della macchina fotografica crea \u00e8 questa: un momento irripetibile che si svolge vicino a noi. Sono divinit\u00e0 che i paparazzi rendono umane, o almeno provano a farlo. Forse proprio per questo appaiono fotografie affascinanti anche quando non sono belle, ma solo memorabili. Tutte, salvo quella con le tre divinit\u00e0 dentro la Citroen DS.<\/p>\n<p>In copertina, Brigitte Bardot, Alain Delon e sua moglie Nathalie. Roma, 1967, foto \u00a9 Marcello Geppetti\/ MGMC.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-45-mano\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 45. Mano<\/a><br \/>Marco Belpoliti | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/occhio-rotondo-46-tundra\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Occhio rotondo 46. 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