{"id":260084,"date":"2025-12-14T10:04:10","date_gmt":"2025-12-14T10:04:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/260084\/"},"modified":"2025-12-14T10:04:10","modified_gmt":"2025-12-14T10:04:10","slug":"il-primo-infarto-non-si-scorda-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/260084\/","title":{"rendered":"Il primo infarto non si scorda mai"},"content":{"rendered":"<p>Arriva senza preavviso, quando uno meno se lo aspetta, quando quel cinquantenne stava mangiando, stava lavorando, stava correndo a prendere un treno, giocando a padel, discutendo con un collega o facendo l&#8217;amore con un partner, e quando fino ad un attimo prima non gli veniva nemmeno in mente, non lo sospettava, non aveva mai avvertito alcun segno premonitore, per cui quando \u00e8 arrivato in tutta la sua drammaticit\u00e0, quel fulmine a ciel sereno ha avuto l&#8217;effetto di uno schianto, provocando panico, incredulit\u00e0 sconcerto, uno spavento che non si scorder\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Il primo infarto del miocardio, non pi\u00f9 considerato, come una volta, una malattia &#8220;degli anziani&#8221;, sempre pi\u00f9 spesso oggi si verifica, senza sintomi di allarme evidenti, all&#8217;inizio della maturit\u00e0, negli uomini sotto i 60 anni, cio\u00e8 in coloro che sono ancora attivi nella vita lavorativa, sportiva, sessuale e relazionale, che sono anche quelli tra i meno diagnosticati e i meno seguiti dal punto di vista medico e clinico.<\/p>\n<p>La ricerca cardiologica internazionale ha perci\u00f2 lanciato l&#8217;allarme per l&#8217;abbassamento dell&#8217;et\u00e0 in cui si presenta il primo infarto, sottolineando l&#8217;urgenza di cambiare regime in fatto di prevenzione cardiaca, cio\u00e8 di passare da un approccio reattivo rispetto a quello classico basato sui sintomi, ad uno predittivo e personalizzato, per cercare di ridurre gli attacchi cardiaci improvvisi ed inaspettati in et\u00e0 fino a ieri non considerate critiche, sempre pi\u00f9 frequenti e spesso drammatici al loro esordio. Uno studio recente pubblicato sull&#8217;European Heart Journal nel 2025 ha analizzato quasi 5 milioni di casi di primo infarto negli Stati Uniti evidenziando l&#8217;insuccesso dei meccanismi classici di prevenzione pubblicizzati e messi in atto fino ad ora in questo campo.<\/p>\n<p>Le cattive abitudini infatti, come la sedentariet\u00e0, l&#8217;eccesso di cibo, il sovrappeso e il fumo, solitamente si iniziano a cambiare dopo i 60 anni, quando il fisico comincia a non rispondere pi\u00f9 alle sollecitazioni richieste e si correggono quindi lo stile di vita e le abitudini alimentari, si abbandona la sigaretta e ci si iscrive in palestra, pur non avendo alcun fattore di rischio cardiovascolare registrato, ma \u00e8 proprio nei cinque anni precedenti a questa decisione salutare che il pericolo si annida lento e silenzioso, comincia a corrodere le coronarie e a provocare il primo infarto acuto del miocardio (IMA), evento spesso improvviso che compare anche in assenza di comorbilit\u00e0 evidenti, come ipertensione, diabete, dislipidemia ed obesit\u00e0. Purtroppo gli uomini e le donne sotto i 60 anni si considerano ancora, a torto, meno in pericolo cardiaco degli altri pi\u00f9 avanti con l&#8217;et\u00e0, sottovalutano l&#8217;importanza della prevenzione e degli stili di vita salvacuore. Eppure questi soggetti apparentemente &#8220;sani&#8221; ed asintomatici, nei mesi precedenti hanno tutti ricevuto segnali specifici dal loro cuore, sintomi silenziosi, spesso minimizzati perch\u00e9 non riconducibili al muscolo pulsante che sta per cedere, ma abbastanza indicativi dal punto di vista medico e clinico di un evento patologico cardiaco in evoluzione, per cui imparare ad interpretarli e comprenderli pu\u00f2 spesso salvare la vita.<\/p>\n<p>Quando sotto i 60 anni si avverte dolore, bruciore o fastidio al centro del torace sotto lo sterno, o alla bocca dello stomaco, non sempre si tratta di reflusso gastroesofageo come comunemente si \u00e8 portati a credere e troppo spesso ci si auto diagnostica, assumendo farmaci antiacidi che alleviano la pirosi, perch\u00e9 questo disturbo \u00e8 il sintomo pi\u00f9 comune di una ischemia iniziale o in evoluzione, ed \u00e8 sempre un medico il solo in grado di escludere o confermare tale sospetto.<\/p>\n<p>Quando sotto i 60 anni si avverte la mancanza di fiato dopo aver salito a piedi una rampa di scale, soprattutto se accompagnata da sensazione di costrizione toracica, con difficolt\u00e0 a riprendere fiato, anche se l&#8217;affanno dura uno o pi\u00f9 minuti per poi scomparire velocemente \u00e8 sempre bene eseguire un controllo cardiologico.<\/p>\n<p>Quando sotto i 60 anni compare nausea ingiustificata, oppure vertigini anche lievi e transitorie, senza aver avuto alcun disturbo dell&#8217;orecchio, oppure quando si avverte una stanchezza e un affaticamento che non passano con il riposo, specialmente se persistenti per pi\u00f9 giorni consecutivi, questi sono i classici sintomi aspecifici che in genere insorgono per attenzionare il futuro paziente almeno una settimana prima dell&#8217;infarto manifesto e vanno segnalati al medico di riferimento.<\/p>\n<p>Quando sotto i 60 anni, senza essersi sottoposti a sforzi fisici e senza altra causa apparente, compare sudorazione fredda con sensazione di umidit\u00e0 sulla pelle, con stato di ansia conseguente, anche se lieve, senza altre criticit\u00e0 evidenti, oppure se tali sintomi insorgono insieme a insonnia, a risvegli notturni frequenti, con senso di oppressione al petto, \u00e8 evidente che bisogna correre ad eseguire un elettrocardiogramma d&#8217;urgenza.<\/p>\n<p>Quando sotto i 60 anni si nota un gonfiore ingiustificato alle caviglie o ai piedi, pi\u00f9 o meno evidente, potrebbe trattarsi di ritenzione idrica periferica dovuta ad una sofferenza contrattile del cuore, che non riesce pi\u00f9 a smaltire i liquidi in eccesso come di norma, per cui gli stessi ristagnano nelle parti distali e periferiche corporee per alleviare il lavoro cardiaco. Se poi tali edemi insorgono in contemporanea a palpitazioni, a battiti irregolari, o alla sensazione che comunque il cuore non pulsi in maniera regolare, tali disturbi non devono mai essere trascurati, ignorati o attribuiti a giornate faticose passate in piedi o a lunghe camminate con le scarpe strette.<\/p>\n<p>Se poi, sempre prima dei 60 anni, dopo un pasto abbondante, intervengono problemi gastrointestinali che fanno pensare ad una indigestione, con bruciore di stomaco o dolore esofageo, con un corollario di sudorazione, dolori addominali ed ansia, tutto questo pu\u00f2 essere un segnale di infarto imminente, ed \u00e8 sempre consigliato sottoporsi a visita medica per escludere qualunque responsabilit\u00e0 cardiaca.<\/p>\n<p>Naturalmente se insorgono all&#8217;improvviso i sintomi classici e noti dell&#8217;infarto, come il dolore retrosternale, o irradiato alle braccia, al collo, alla schiena o alla mascella, con formicolio e parestesie mentre si \u00e8 in attivit\u00e0 fisica sotto sforzo o peggio a riposo, l&#8217;unica cosa da fare \u00e8 quella di raggiungere un centro cardiologico ospedaliero entro un&#8217;ora, un&#8217;ora e mezza dalla comparsa di sintomi, senza aspettare un miglioramento o la scomparsa del dolore anche se lieve, perch\u00e9 quel dolore \u00e8 il sintomo principe e principale dell&#8217;istruzione coronarica in atto, che pu\u00f2 essere ancora per breve tempo rimossa dall&#8217;intervento medico emodinamico, in modo da restituire l&#8217;ossigeno necessario al muscolo cardiaco ed evitare l&#8217;ischemia manifesta ed irreversibile, una cicatrice indelebile sul cuore che ne comprometter\u00e0 per sempre la sua integrit\u00e0.<\/p>\n<p>Secondo la Heart Foundation questi classici sintomi non sempre sono i primi a comparire, possono insorgere insieme o singolarmente, ma il corpo, e soprattutto il cuore, in qualche modo avverte sempre con grande anticipo dell&#8217;infarto imminente, con segnali che compaiono settimane prima, come fosse una richiesta di aiuto, e riconoscerli in breve tempo, invece di confonderli, come spesso accade, con disturbi comuni, \u00e8 fondamentale per salvarsi. Gli esperti sono quindi concordi nell&#8217;affermare che la maggior parte degli infarti si possono prevenire mesi prima della loro comparsa, ma evidenziano anche che dopo la paura e lo sconcerto del primo infarto, quando esso viene sempre pi\u00f9 spesso curato e risolto, il panico svanisce, l&#8217;attenzione cala e spesso le terapie raccomandate vengono diluite nel tempo o addirittura si interrompono, senza sapere che proprio quelle cure preventive sono quelle che evitano una recidiva ischemica, sempre in agguato, perch\u00e9 se il primo infarto fa paura, non si dimentica e viene contrastato e superato, il secondo, inaspettato, incontrastato e crudele, quando arriva spesso uccide.<\/p>\n<p>In Italia la situazione resta preoccupante: ogni giorno si registrano 600 infarti del miocardio, la met\u00e0 dei quali arriva senza un evento pregresso, ed ogni anno si certificano tra i 130mila e i 150mila di nuovi casi di attacchi cardiaci, dei quali oltre 25mila portano a morte il paziente prima che arrivi in ospedale, e l&#8217; 85% di questi 25mila decessi potrebbe essere evitato.\n<\/p>\n<p> Migliorare l&#8217;identificazione dei soggetti a rischio, sollecitare tra loro una presa di coscienza, sviluppare strumenti di screening ed ampliare l&#8217;accesso alle misure preventive rappresentano oggi la sfida cruciale per la cardiologia del futuro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Arriva senza preavviso, quando uno meno se lo aspetta, quando quel cinquantenne stava mangiando, stava lavorando, stava correndo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":260085,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,9533,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-260084","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-infarto","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115717358445537214","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260084","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=260084"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260084\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/260085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=260084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=260084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=260084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}