{"id":260627,"date":"2025-12-14T18:20:32","date_gmt":"2025-12-14T18:20:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/260627\/"},"modified":"2025-12-14T18:20:32","modified_gmt":"2025-12-14T18:20:32","slug":"ma-ora-servono-piu-fondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/260627\/","title":{"rendered":"ma ora servono pi\u00f9 fondi"},"content":{"rendered":"<p>Voglia di <strong>Zes unica<\/strong>, lo strumento che da due anni, insieme al Pnrr, ha permesso al Sud <strong>di crescere pi\u00f9 della media nazionale<\/strong>. \u00c8 talmente forte la spinta delle imprese che vogliono cogliere questa opportunit\u00e0 (a met\u00e0 dicembre 958 autorizzazioni uniche rilasciate per circa 28 miliardi di investimenti e 40mila nuovi posti di lavoro) che le risorse stanziate dal Governo per il credito d\u2019imposta 2025 non bastano.<\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<\/p>\n<p>Ne servono di pi\u00f9, circa<strong> 1,5 miliardi per la precisione<\/strong>: l\u2019Agenzia delle Entrate ha infatti reso noto che il totale delle somme chieste da chi vuole investire nella Zes unica ammontano a 3,6 miliardi rispetto ai 2,2 miliardi stanziati dalla Legge di Bilancio di quest\u2019anno. Ai 3,6 miliardi, peraltro, l\u2019Agenzia \u00e8 arrivata dopo un\u2019attenta scrematura di tutte le richieste presentate che in totale ammontavano a ben 11 miliardi, ulteriore riprova dell\u2019enorme attrattivit\u00e0 della misura. In base a questi numeri, sarebbe impossibile garantire ai beneficiari l\u2019importo inizialmente previsto: l\u2019Agenzia, con un semplice ma inevitabile calcolo matematico, valuta infatti una riduzione per ogni richiesta di circa il 40% che ovviamente costringerebbe le aziende a ridurre la portata dei loro piani di investimento.<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"9243697\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/cambio_di_paradigma\/lavoro_mezzogiorno_continua_la_corsa_meglio_resto_d_italia-9239998.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lavoro, il Mezzogiorno continua la sua corsa: \u00abMeglio del resto d\u2019Italia\u00bb<\/a><\/p>\n<p>L\u2019eventuale \u201ctaglio\u201d, peraltro, interesserebbe solo le imprese dell\u2019<strong>area meridionale<\/strong>: le richieste provenienti infatti da Marche e Umbria, regioni appena aggregate al perimetro della Zona economica speciale, sono state esaminate in base al plafond previsto per le Zone logistiche speciali di cui fanno parte fino a tutto il 2025. Per quelle autorizzate, il credito d\u2019imposta risulta al 100 per 100, essendo stati impegnati solo 47 dei 110 milioni disponibili.  <\/p>\n<p>Il trend  <\/p>\n<p>Una situazione pressoch\u00e9 analoga <strong>si era verificata anche lo scorso anno<\/strong>, quando le domande risultarono pari a 9,4 miliardi di credito d\u2019imposta, ben quattro volte di pi\u00f9 dell\u2019anno precedente. Il Governo aveva gi\u00e0 aumentato le risorse da 1,4 miliardi a 1,8 miliardi e proprio sulla scorta del forte impatto di richieste decise per il 2025 di aumentarle ancora, <strong>fino a 2,2 miliardi<\/strong>.<\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"9243697\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/napoli\/politica\/imprese_sempre_piu_rosa_balzo_sud_campania-9224817.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Imprese sempre pi\u00f9 in rosa: balzo del Sud e della Campania<\/a><\/p>\n<p>\u00c8 in base a questo percorso che nell\u2019attuale Manovra, in discussione in Parlamento, la spesa \u00e8 stata portata a 2,3 miliardi introducendo per\u00f2 anche, per la prima volta, la logica della strutturalit\u00e0 della misura e prevedendo, in concreto, altri 4 miliardi fino al 2028. Una scelta, come ha pi\u00f9 volte sottolineato il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra, che conferma l\u2019interesse primario di Palazzo Chigi per dare continuit\u00e0 a uno strumento che si \u00e8 rivelato determinante per contribuire a ridurre il divario del Sud. \u00c8 dunque probabile, proprio in considerazione dell\u2019ulteriore disponibilit\u00e0 di risorse su base pluriennale, che si riuscir\u00e0 anche stavolta a compensare la differenza tra i fondi 2025 e le richieste presentate dalle aziende e ritenute conformi dall\u2019Agenzia delle Entrate, magari anche ricorrendo al Fondo sviluppo e Coesione.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wnv-lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/zes_unica_13213555.jpg\"\/><\/p>\n<p>Le imprese ci sperano e intanto fanno sentire la loro attuale preoccupazione: <strong>\u00abLa determina dell\u2019Agenzia<\/strong> &#8211; dice il presidente di Confindustria Campania Emilio De Vizia &#8211; se da un lato pone un problema alle imprese che hanno fatto gli investimenti e rischiano di vedersi ridotto, e non di poco, il beneficio, dall\u2019altro mostra come le imprese del Sud &#8211; nonostante la crisi sistemica di alcuni comparti industriali fondamentali, a partire dall\u2019automotive &#8211; hanno la voglia e la forza di investire utilizzando uno strumento che stia dando un forte sviluppo alla crescita del Mezzogiorno\u00bb. Di qui la necessit\u00e0, insiste De Vizia, \u00ab<strong>per non disperdere il grande sforzo compiuto finora<\/strong>, di individuare in tempi rapidi le risorse che mancano, circa 1,5 miliardi, al fine di ripristinare la quota prevista di finanziamento. Pensiamo ad esempio alla possibilit\u00e0, in base a quanto previsto dalla legge 207 del 2024 di consentire al ministero ed alle Regioni di utilizzare a copertura del gap registrato i fondi di coesione\u00bb. <\/p>\n<p><a class=\"link_item\" data-linked_from=\"9243697\" href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/cronaca\/mazzuca_un_modello_a_cui_tendere_e_adeguato_ai_nostri_tempi_vince_il_fattore_mezzogiorno-9224998.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mazzuca: \u00abUn modello a cui tendere e adeguato ai nostri tempi: vince il fattore Mezzogiorno\u00bb<\/a><\/p>\n<p>I fondi  <\/p>\n<p>Lo stesso Sbarra in questi giorni ha pi\u00f9 volte espresso la soddisfazione del Governo<strong> per il positivo impatto della Zes unica sull\u2019economia del Sud<\/strong>, all\u2019interno di un percorso che oltre tutto \u00abcon le politiche di Coesione destina all\u2019area 97 dei 135 miliardi assegnati all\u2019Italia per il ciclo di programmazione 2021-27. Una scelta che conferma la centralit\u00e0 del Mezzogiorno all\u2019interno della visione di un\u2019Italia pi\u00f9 competitiva, connessa e inclusiva\u00bb. Insomma, Zes avanti tutta, come sottolineano anche le imprese, dalla Sicilia alla Campania: \u00abSiamo la regione che ha ottenuto il maggior numero di autorizzazioni uniche per gli investimenti \u2013 dice tra gli altri il presidente degli industriali casertani Luigi Della Gatta, gi\u00e0 leader dei costruttori campani \u2013 e a nessuno sfugge l\u2019importanza per un\u2019impresa che vuole investire di poter contare su tempi certi sia per il completamento dell\u2019iter procedurale sia per la disponibilit\u00e0 delle misure economiche e fiscali di sostegno e agevolazione. Con la Zes finora abbiamo trovato risposta sia per l\u2019uno sia per l\u2019altro obiettivo: sarebbe a dir poco complicato adesso rinunciarvi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Voglia di Zes unica, lo strumento che da due anni, insieme al Pnrr, ha permesso al Sud di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":260628,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,1537,90,89,3421,1320,28650],"class_list":{"0":"post-260627","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-record","14":"tag-richieste","15":"tag-zes"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115719308895205050","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260627","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=260627"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260627\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/260628"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=260627"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=260627"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=260627"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}