{"id":26084,"date":"2025-08-03T14:45:10","date_gmt":"2025-08-03T14:45:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/26084\/"},"modified":"2025-08-03T14:45:10","modified_gmt":"2025-08-03T14:45:10","slug":"la-storia-del-giornalista-gian-carlo-fusco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/26084\/","title":{"rendered":"La storia del giornalista Gian Carlo Fusco"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 stato definito \u201cesploratore del sottosuolo\u201d: mai definizione fu pi\u00f9 azzeccata per parlare di un personaggio al di l\u00e0 di ogni schema o confine, che, secondo <strong>Natalia Ginzburg<\/strong>, \u201csi inventava la vita giorno per giorno, sovrapponeva i fatti, li cancellava, li ricreava\u201d. Professioni del signore? Tante e contraddittorie: dal pugile al buttafuori, dal ballerino di tiptap al radiotelegrafista, dal giornalista all\u2019attore fino allo scrittore.\u00a0 Si sta parlando di <strong>Gian Carlo Fusco<\/strong> (1915-1984), balzato di recente agli onori della cronaca grazie al libro di <strong>Raffaele Capparelli<\/strong> Gian Carlo Fusco: il giornalista affabulatore, pubblicato da Pacini Editore.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Chi era Gian Carlo Fusco\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Figlio dell\u2019ufficiale della Marina Militare Carlo Vittorio Fusco e di Frida Adele Queto, da bambino si nutre dei racconti degli ufficiali colleghi del padre, ma in cuor suo desidera diventare pugile. Frequenta l\u2019ambiente equivoco delle palestre per allenarsi, ma nel corso di un match viene colpito in faccia e perde in un sol colpo tutti i denti. Cos\u00ec la madre lo porta da uno specialista a Torino, che gli impianta una preziosa dentiera. Non solo con la boxe ma nemmeno con gli studi \u00e8 fortunato: viene iscritto dai genitori prima al Real Collegio di Lucca, seguito dai corsi da privatista a Carrara, ma non arriva al diploma. In compenso, ama molto le donne, e le sceglie irregolari come lui: a 17 anni scappa a Marsiglia per inseguire una ballerina di variet\u00e0, dopo aver venduto a prezzi stracciati l\u2019importante collezione di francobolli del nonno Alessandro. Tornato l\u2019anno seguente nella sua citt\u00e0 natale La Spezia, Gian Carlo comincia a pubblicare su alcuni quotidiani brevi racconti, mentre frequenta in maniera assidua i bordelli cittadini come la Suprema, per i rampolli dell\u2019alta societ\u00e0, il Triangolo per i borghesi e il Minestrone, per portuali e operai.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Il libro Quando l\u2019Italia tollerava di Fusco\u00a0<\/p>\n<p>Le loro diverse atmosfere rimangono impresse nella memoria di Fusco, che le racconter\u00e0 nel libro Quando l\u2019Italia tollerava, pubblicato nel 1965: una raccolta di testimonianze di autori diversi riunite sette anni dopo la chiusura delle case chiuse, ad opera della legge Merlin. Nel 1935 Fusco pubblica il suo primo libro, Biancheria, che il fascismo censura perch\u00e9 lo considera \u201cdisfattista\u201d. Pochi anni dopo \u00e8 impegnato come telegrafista sul fronte albanese, mentre alla fine della guerra \u00e8 a Viareggio, segretario dell\u2019attore Ermete Zacconi e protagonista della vita mondana della Versilia come mattatore ai tavoli dello Zio Tom, il locale dove si incontrano i principi Alessandro e <strong>Mario Ruspoli<\/strong>, il regista <strong>Mario Monicelli<\/strong>, il critico <strong>Cesare Garboli<\/strong>, gli attori <strong>Maria Melato<\/strong> e <strong>Vittorio Gassmann<\/strong>. Poco dopo si trasferisce a Milano, dove fa mille mestieri diversi (l\u2019agitatore politico, il ballerino, perfino il fachiro) per poi approdare al giornalismo grazie alla stima di <strong>Manlio Cancogni<\/strong>.Nel 1949 lo troviamo nella redazione de L\u2019Europeo, dove <strong>Camilla Cederna<\/strong> lo descrive con queste parole: \u201cpi\u00f9 o meno un barbone, senza denti, con un fil di ferro al posto della cintura dei pantaloni\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Il giornalismo per Fusco\u00a0<\/p>\n<p>Dopo aver collaborato con testate come Il Mondo e L\u2019Espresso, nel 1956 Gaetano Baldacci direttore del nuovo quotidiano Il Giorno, gli offre la rubrica giornaliera La colonna, dove racconta l\u2019Italia che cambia. In veste di scrittore di costume pubblica diversi volumi come La rosa del ventennio (1959), La guerra in Albania (1961), Gli indesiderabili (1962) \u2013 un ritratto della malavita italo americana \u2013 e Papa Giovanni (1972), un saggio biografico sul pontefice Giovanni XXIII. Nel 1974 d\u00e0 alle stampe Duri a Marsiglia, un racconto della vita nei bassifondi di Marsiglia, mentre negli stessi anni lavora come attore in diverse pellicole: memorabile il suo ruolo di militare sardo e irregolare in Vogliamo i colonnelli (1973) girato da <strong>Mario Monicelli<\/strong>. Nel 1984 muore al Gemelli di Roma per un tumore al cervello: sta per essere sepolto in una fossa comune quando gli amici pi\u00f9 cari organizzano il suo funerale nella chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo, ripetuto poi, grazie all\u2019impegno della famiglia, a Forte dei Marmi, dove \u00e8 sepolto il \u201cgiornalista affabulatore\u201d.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ludovico Pratesi\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Libri consigliati:<\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u202f\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 stato definito \u201cesploratore del sottosuolo\u201d: mai definizione fu pi\u00f9 azzeccata per parlare di un personaggio al di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":26085,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-26084","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26084","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26084"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26084\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26085"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}