{"id":261192,"date":"2025-12-15T03:23:17","date_gmt":"2025-12-15T03:23:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261192\/"},"modified":"2025-12-15T03:23:17","modified_gmt":"2025-12-15T03:23:17","slug":"essere-e-digiunare-gianfranco-marrone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261192\/","title":{"rendered":"Essere e digiunare | Gianfranco Marrone"},"content":{"rendered":"<p>Tendente alla pinguedine, uno dei ritornelli della mia vita \u2013 transitivo o riflessivo \u2013 \u00e8 l\u2019invito a mettermi a dieta. E con l\u2019et\u00e0 le ragioni estetiche si sono mescolate a quelle relative alla salute. Al punto che ogni visita medica si configura, crudele destino, come il perfido presupposto di un accertamento ulteriore: quello del dietologo o, se va bene, del nutrizionista. Lungi da me ogni dileggio di queste beneamate figure professionali, evidenti salvatori delle patrie individuali e collettive. Non foss\u2019altro perch\u00e9 fanno parte integrante di una narrazione sociale pi\u00f9 ampia, in cui il dimagrimento \u00e8 funzione di un\u2019efficienza del corpo che coniuga estetica ed etica, abilit\u00e0 corporea ed esistenza in vita. Ogni dieta non \u00e8 una dieta, per certi versi, o almeno non \u00e8 soltanto un aspro regime di rinunce a cibi e bevande, con successivi borborigmi dello stomaco vuoto e conseguenti lampi di malumore.<\/p>\n<p>Qualche anno fa un bel libro di Ilaria Ventura Bordenca, Essere a dieta (Meltemi, 2020), aveva fatto il punto della questione, ricostruendo l\u2019immaginario antropologico, rilanciato dai media, del dimagrimento, fra marketing e televisione, studi medici e afflati mistici e misteriosi. Veniva fuori molto chiaramente come il regime dietetico sia regime in tutti i sensi, regime di senso, strategico sistema di segni. Da sempre ogni tentativo di organizzare modi e rituali dell\u2019alimentazione trascende il dominio specifico del cibo, da cui pure \u00e8 partito, per ripensare i nessi fra ventre e valori, calorie e ideologie, corpo e societ\u00e0. Cos\u00ec, stando a dieta, patemi e ipocrisie a parte, \u00e8 l\u2019intera esistenza a essere rimessa in gioco, con tutto quell\u2019apparato di credenze e aspirazioni, desideri e frustrazioni, significati e filosofie che puntellano surrettiziamente le nostre vite. In fondo, perch\u00e9 vogliamo cambiare il nostro corpo, irretirlo e irreggimentarlo, modellarlo secondo esigenze che esso, cocciutamente disinteressato ai canoni condivisi di bellezza e funzionalit\u00e0, non sembra per nulla possedere? e per quale ragione, con questo, sentiamo il bisogno di zittire i succhi gastrici, stabilizzare i sommovimenti dello stomaco, prosciugando a ripetizione quell\u2019acquolina in bocca che reclama, per antica professione, manicaretti e prelibatezze d\u2019ogni forma e natura? a che vale frustrare le nostre passioni alimentari, decapitare i nostri gusti, ammazzare i nostri desideri gastronomici? Le motivazioni, \u00e8 ovvio, devono essere forti, e non basta la nostra pur ottima coscienza per produrle e difenderle. \u00c8 cos\u00ec, appunto, che si tende un filo diretto fra le pi\u00f9 intime viscere interne e i pi\u00f9 astratti ideali metafisici, in qualche modo bypassando gli strali e gli strati della soggettivit\u00e0 individuale. \u00c8 come se emergesse, per ristipularlo, un contratto segreto fra stomaco e valori, fisiologia e ideologia, corporeit\u00e0 e socialit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 recentemente tornato sulla questione Steven Shapin, noto storico della scienza e docente a Harvard, in un librone intitolato Eating and Being. A History of our Ideas about Food and Ourselves (Chicago University Press, 2024), di cui s\u2019\u00e8 discusso qualche settimana fa, per iniziativa del Rettore Nicola Perullo, all\u2019Universit\u00e0 delle scienze gastronomiche di Pollenzo. Volume cui fa eco, adesso, l\u2019Histoire de la dietetique. D\u2019Hippocrate au nutri-score di Bruno Laurioux (CNRS \u00e9ditions, 2025), che rilancia ulteriormente la tematica, ricostruendo la lunghissima storia che dalla dietetica antica (su cui aveva gi\u00e0 attirato l\u2019attenzione, si sa, il Foucault dell\u2019Uso dei piaceri, 1984), passando per le morali sei e settecentesche, arriva alla dietologia medicalizzata della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-uuid=\"cd59de63-fcbe-4244-a917-ed25be936abf\" data-entity-type=\"file\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/image1_15.jpeg\" width=\"555\" height=\"837\" alt=\"j\" class=\"align-center\" loading=\"lazy\"\/><\/p>\n<p>La dietetica, per i greci, stava al centro di una serie ben pi\u00f9 ampia di riflessioni filosofiche, etiche ed estetiche, ma anche di comportamenti individuali e sociali legati all\u2019esercizio della medicina, della ginnastica o dell\u2019arte amatoria. Riflessioni e comportamenti in vario modo intrecciati fra loro che ruotano intorno al problema dell\u2019equilibrio generale dell\u2019uomo nel mondo e nella societ\u00e0. Ippocrate, fondatore della medicina, intendeva quest\u2019ultima come una specie di dietologia dell\u2019uomo ammalato. Cos\u00ec come la dietetica si prende cura, in generale, dell\u2019individuo sano, la medicina si occupa di quello sofferente, dove, in un caso come nell\u2019altro, si tratta di mantenere o di ritrovare la misura, il giusto mezzo, l\u2019equilibro appunto. La dieta dell\u2019uomo \u2013 in quanto animale sociale che ha perduto la sua natura ferina, e che deve fare di tutto per non ricadervi \u2013\u00a0comprende cos\u00ec l\u2019alimentazione, ma anche molti altri esercizi come passeggiare, correre, lottare, prendere il bagno caldo, dormire, fare ginnastica, praticare la sessualit\u00e0. Il dietologo segue l\u2019uomo passo passo in tutto l\u2019arco della sua giornata, regolando il suo regime di vita, dal quale vanno banditi sia gli eccessi sia le privazioni, in funzione delle situazioni in cui ci si trova, delle circostanze favorevoli o avverse che occorre assecondare o fronteggiare.<\/p>\n<p>Tutto questo a partire da una precisa posizione teorica. Shapin mostra come la dietetica, nella sua lunghissima durata, sia stata prima di ogni altra cosa il regno ideale per la diffusione di segnali, indizi, inferenze, analogie, metafore e cos\u00ec via. Da cui scaturiscono parallelismi e inversioni che si instaurano fra corpo, cibo, societ\u00e0, cosmo e natura. A partire da due semplici coppie di qualit\u00e0 sensibili \u2013 caldo\/freddo e secco\/umido \u2013, medici e filosofi dell\u2019antichit\u00e0 hanno istituito una filosofia della natura che funzionava come una stupefacente macchina combinatoria. Si comincia con i celebri quattro elementi \u2013 aria (caldo-umido), acqua (umido-freddo), terra (secco-freddo) e fuoco (secco-caldo) \u2013 da cui vengono generati quattro umori \u2013 bile gialla (legata al fuoco), bile nera (terra), flegma (acqua) e sangue (aria) \u2013, cui corrispondono quattro temperamenti umani: il collerico, il sanguigno, il melanconico e il flemmatico. Ognuno di noi sta in una di queste quattro categorie. La dietetica \u00e8 l\u2019arte del rispetto di queste corrispondenze e della gestione del loro equilibrio. Da cui la scelta dei cibi (pi\u00f9 o meno secchi, pi\u00f9 o meno umidi, pi\u00f9 o meno caldi, pi\u00f9 o meno freddi) che devono riequilibrare, se del caso, questa serie di analogie. Seguire una dieta diviene cos\u00ec un imperativo morale e civile, di modo che mangiare ed essere si costituiscono reciprocamente.<\/p>\n<p>Nella tarda modernit\u00e0 saranno la filosofia e la scienza sperimentale, istituzionalizzandosi nell\u2019intreccio fra saperi e poteri, a rimuovere questa complessa sapienza dietetica, consegnando al medico la cura del corpo e al prete quella dell\u2019anima. E facendo conseguentemente svanire ci\u00f2 che, stando a met\u00e0 fra di essi, ne faceva un\u2019unica realt\u00e0: le pratiche alimentari, appunto, come parte di una pi\u00f9 generale gestione dell\u2019esistenza. Da quel momento etica, estetica, igiene, ginnastica e sessualit\u00e0 non hanno pi\u00f9 nulla a che vedere con le pratiche e le regole alimentari, le quali divengono di l\u00ec a poco appannaggio esclusivo di una ragione dietetica che di quella greca manterr\u00e0 soltanto il nome. L\u2019invenzione della caloria, croce e delizia d\u2019ogni cura dimagrante, \u00e8 dietro l\u2019angolo. Ne sa qualcosa il povero Snoopy, impietosa vittima di questa furia aritmetica legata al cibo \u2013 sua suprema ragione d\u2019esistere (il cibo, non l\u2019aritmetica).<\/p>\n<p>Resta da capire la ragione di quest\u2019ossessione numerica che, pervadendo l\u2019attuale dietetica, forgia le esistenze quotidiane con una sorta di griglia aritmetica tanto astratta quanto potente. Sorge il dubbio che, per quanto palese nemica delle tradizioni gastronomiche e dei piaceri legati al cibo, essa conservi comunque una funzione di un qualche rilievo che va oltre il semplice desiderio di dimagrire, e perfino la ricerca del benessere fisico. Se ogni dieta \u2013 pur nelle varie forme e formule che ha assunto nella storia \u2013\u00a0\u00e8 una registrazione minuziosa dell\u2019esistenza umana e sociale, un desiderio di ordine e di disciplina, anche l\u2019invenzione della caloria, la quantificazione forzata dell\u2019alimentazione, \u00e8 a suo modo un\u2019iniezione di significato. Come gli antichi ci hanno insegnato, il vero antagonista delle diete, ci\u00f2 contro cui esse, sotto sotto, combattono non \u00e8 l\u2019inestetismo dell\u2019adipe, il peso di troppo, la rotondit\u00e0 delle forme, ma un malessere ben pi\u00f9 profondo perennemente in agguato, che ha pervaso da tempo la nostra societ\u00e0 e la nostra cultura: \u00e8 l\u2019emergere incontrollato del disordine, la mancanza di regole cui fare fiducioso riferimento, la sparizione di valori forti ai quali appigliarsi, l\u2019evaporazione generalizzata del senso. Sta qui, forse, la spiegazione di questo accanimento dietetico che, al di l\u00e0 delle assurdit\u00e0, contraddizioni, privazioni, dispiaceri e inutilit\u00e0, i clinici e i media giornalmente ci propongono: una specie di consolazione posticcia, un\u2019identit\u00e0 rabberciata, un qualunque principio d\u2019ordine che possa scacciare i fantasmi del caos esistenziale prossimo venturo. Come dire, mettiamoci a dieta: snelli e infelici, daremo un senso alla nostra vita.<\/p>\n<p><strong>Leggi anche:<\/strong><br \/>Gianfranco Marrone |\u00a0<a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/santi-bagnati-bevitori-asciutti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Santi bagnati, bevitori asciutti<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/tra-gli-scaffali-del-supermercato\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tra gli scaffali del supermercato<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/tre-stelle-mcdonalds\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tre stelle a McDonald&#8217;s<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/il-panino-attenti-quei-due\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il panino: attenti a quei due!<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/dal-tagliere-alla-citta\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dal tagliere alla citt\u00e0<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/cucina-vista-e-passioni-tristi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cucina a vista e passioni tristi<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/la-pasta-questa-conosciuta\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La pasta, questa conosciuta<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/la-rivoluzione-wok\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La rivoluzione wok<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/il-gusto-della-geografia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Il gusto della geografia<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/la-grande-bouffe-e-il-digiuno\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">La grande bouffe e il digiuno<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/mangiare-con-le-mani\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Mangiare con le mani<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/fenomenologia-del-menu\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fenomenologia del menu<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/tavola-con-montalbano\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">A tavola con Montalbano<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/giorgia-e-la-cotoletta-diplomatica\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giorgia e la cotoletta diplomatica<\/a><br \/>Gianfranco Marrone | <a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/meat-sounding\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Meat sounding<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tendente alla pinguedine, uno dei ritornelli della mia vita \u2013 transitivo o riflessivo \u2013 \u00e8 l\u2019invito a mettermi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":261193,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,6108,1537,90,89,1609,240],"class_list":{"0":"post-261192","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-idee","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-libri","14":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115721444415082766","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261192","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=261192"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261192\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/261193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=261192"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=261192"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=261192"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}