{"id":261284,"date":"2025-12-15T05:05:26","date_gmt":"2025-12-15T05:05:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261284\/"},"modified":"2025-12-15T05:05:26","modified_gmt":"2025-12-15T05:05:26","slug":"a-villa-manin-la-mostra-confini-da-gauguin-a-hopper-il-viaggio-fra-le-tele","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261284\/","title":{"rendered":"A Villa Manin la mostra Confini: da Gauguin a Hopper, il viaggio fra le tele"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono parole che contengono pi\u00f9 spazio di quanto sembri. \u201cConfine\u201d \u00e8 una di queste: non indica una fine, ma un movimento. \u00c8 la linea che separa e nello stesso tempo unisce, l\u2019intervallo fra ci\u00f2 che \u00e8 visibile e ci\u00f2 che si intuisce, fra la misura del mondo e il suo mistero. La mostra \u201cConfini da Gauguin a Hopper. Canto con variazioni\u201d, curata da Marco Goldin nell\u2019Esedra di Villa Manin di Passariano\u00a0fino al 12 aprile, nasce da quel pensiero dilatato.<\/p>\n<p><strong>Nel Friuli Venezia Giulia che ha sempre convissuto con l\u2019idea di frontiera, il tema si fa racconto<\/strong>: non un limite, ma un respiro che attraversa due secoli di pittura, dall\u2019Ottocento al Novecento, dall\u2019Europa all\u2019America, in 137 opere provenienti da quarantuno musei e collezioni internazionali.<\/p>\n<p><img alt=\"Visitatori durante una visita guidata alla mostra allestita nell\u2019Esedra di Villa Manin\" loading=\"lazy\" width=\"840\" height=\"771\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"rounded\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/vistiazin-villa-manin-jpg.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>Visitatori durante una visita guidata alla mostra allestita nell\u2019Esedra di Villa Manin<\/p>\n<p>Il racconto comincia in un corridoio di luce, una galleria con una trentina di opere italiane del secondo Novecento che accompagnano i primi passi dopo l\u2019ingresso: un preludio silenzioso che prepara lo sguardo. Ma dopo aver attraversato la mostra,<strong> quelle tele si guarderanno con occhi diversi<\/strong>: nelle loro superfici, nei tagli di luce e nei colori, diventeranno lampanti le matrici dei maestri appena incontrati.<\/p>\n<p>Si scendono poi le scale, e<strong> il viaggio inizia con un colpo d\u2019occhio denso e silenzioso: \u201cM\u00e4rkische Heide\u201d di Anselm Kiefer<\/strong> incombe con il suo paesaggio di cenere e metallo, confine cosmico fra terra e cielo; un Mark Rothko vibra in un rosso che non illumina ma respira, soglia dell\u2019interiorit\u00e0, mentre Gustave Courbet, Claude Monet ed Emil Nolde raccontano i margini della natura, dove la luce tocca la materia e la trasforma<strong>, restituendo la tensione fra il visibile e ci\u00f2 che lo oltrepassa.<\/strong><\/p>\n<p><a class=\"hover:underline hover:underline\" aria-label=\"Da Van Gogh a Monet, quei Confini dell\u2019anima: a Villa Manin va in mostra l\u2019arte assoluta\" data-sentry-element=\"BaseNextLink\" data-sentry-source-file=\"Link.tsx\" data-sentry-component=\"Link\" href=\"https:\/\/www.ilnordest.it\/vivere-il-nord-est\/cultura\/van-gogh-monet-confini-anima-villa-manin-codroipo-mostra-arte-assoluta-marco-goldin-yintk4it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img alt=\"La coda a Villa Manin (Passariano di Codroipo) per la mostra \u201cConfini\u201d\" loading=\"lazy\" width=\"230\" height=\"172.5\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"rounded-lg aspect-square w-[80px] object-cover md:aspect-auto md:w-auto\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1765775124_854_image.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Poco oltre, il confine diventa interiore, con ritratti e autoritratti riuniti in uno spazio in cui la luce \u00e8 calibrata con tale precisione da diventare emozione. Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Edvard Munch, Paul Gauguin, Vincent van Gogh, Ferdinand Hodler, Arnold B\u00f6cklin, Amedeo Modigliani, <strong>Alberto Giacometti e Francis Bacon rivolgono allo spettatore il proprio sguardo e la propria misura<\/strong>: nei volti si sente il peso dell\u2019identit\u00e0, la lotta con il limite, avvolta nella penombra e interrogata dalla luce.<\/p>\n<p><img alt=\"\" loading=\"lazy\" width=\"840\" height=\"240\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"rounded\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/quadro-1-jpg.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>La pittura si apre poi al paesaggio, ai confini naturali. <strong>L\u2019Ottocento diventa il secolo della natura, e ogni quadro una soglia mobile<\/strong>. Caspar David Friedrich costruisce orizzonti che si allontanano come pensieri, Joseph Mallord William Turner racconta la storia nella supremazia della luce, John Constable e Albert Bierstadt rivelano un cielo smisurato, mentre Paul C\u00e9zanne nega la profondit\u00e0 e lascia respirare le forme.<\/p>\n<p><strong>Courbet trattiene l\u2019eternit\u00e0 nella spuma di un\u2019onda, e Monet dissolve il confine fra cielo e mare<\/strong>: il visibile diventa esperienza interiore. Un dialogo inatteso si apre con il Giappone: le xilografie di Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige insegnano che il confine non \u00e8 una linea, ma un ritmo che vibra. \u00c8 la stessa cadenza che ritorna nei cieli di Hodler, nelle superfici di C\u00e9zanne, nelle dissolvenze di Monet: <strong>un non-confine da cui nasce la modernit\u00e0.<\/strong> Il cielo diventa allora il confine per eccellenza.<\/p>\n<p><a class=\"hover:underline hover:underline\" aria-label=\"Da Van Gogh a Monet, quei Confini dell\u2019anima: a Villa Manin va in mostra l\u2019arte assoluta\" data-sentry-element=\"BaseNextLink\" data-sentry-source-file=\"Link.tsx\" data-sentry-component=\"Link\" href=\"https:\/\/www.ilnordest.it\/vivere-il-nord-est\/cultura\/van-gogh-monet-confini-anima-villa-manin-codroipo-mostra-arte-assoluta-marco-goldin-yintk4it\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img alt=\"La coda a Villa Manin (Passariano di Codroipo) per la mostra \u201cConfini\u201d\" loading=\"lazy\" width=\"230\" height=\"172.5\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"rounded-lg aspect-square w-[80px] object-cover md:aspect-auto md:w-auto\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1765775124_854_image.webp\"\/><\/a><\/p>\n<p>Dalle altezze di Friedrich alle trasparenze di Turner, dalla verticalit\u00e0 di Nicolas de Sta\u00ebl alle visioni di Piet Mondrian, fino al colore meditativo di Rothko: il cielo \u00e8 spazio spirituale, limite tra umano e divino. <strong>E i papaveri di Nolde del 1943 diventano tre fiori accesi durante la notte pi\u00f9 buia della Germania<\/strong>, come un confine morale: la pittura come gesto di vita contro la distruzione.<\/p>\n<p>Il viaggio tocca i confini pi\u00f9 o meno lontani, le terre che attraggono e sfuggono. <strong>Gauguin cerca la luce altrove, dalla Bretagna alla Martinica e a Tahiti<\/strong>; Van Gogh la trova nella campagna di Arles e poi ad Auvers-sur-Oise, nel giallo che vibra come un confine fra realt\u00e0 e visione; Monet, C\u00e9zanne e Pierre Bonnard reinventano il Sud della Francia come luogo di metamorfosi. E poi l\u2019America, dove l\u2019orizzonte \u00e8 il confine.<\/p>\n<p><img alt=\"\" loading=\"lazy\" width=\"840\" height=\"239\" decoding=\"async\" data-nimg=\"1\" class=\"rounded\" style=\"color:transparent\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/quadro-2-jpg.webp.webp\"\/><\/p>\n<p>La Hudson River School di Thomas Cole, Asher B. Durand, John Frederick Kensett, Bierstadt, Sanford Gifford e Frederic Edwin Church racconta la natura come epopea, con figure minuscole protese verso la vastit\u00e0 del mondo, o che fissano un orizzonte palpabile e incorporeo, come l&#8217;uomo seduto sul tronco bruciato nel \u201cVento d\u2019aprile\u201d di Andrew Wyeth, mentre tre grandi tele di Edward Hopper restituiscono momenti in cui niente accade, ma tutto si muove dentro quell\u2019attesa.<\/p>\n<p>Per questo la mostra \u00e8 il \u201ccanto con variazioni\u201d annunciato dal titolo: una sequenza vertiginosa di opere che, con tempi e respiri diversi, raccontano lo stesso momento. Quello in cui il confine non \u00e8 pi\u00f9 limite n\u00e9 luogo, ma l\u2019istante in cui la pittura incontra la vita.\u00a0<\/p>\n<p>La scheda<\/p>\n<p><strong>Orario mostra<\/strong>: Fino al 12 aprile da marted\u00ec a domenica 9.30- 18, chiuso il luned\u00ec e il 24 dicembre. Vendita dei biglietti sospesa 75 minuti prima della chiusura della mostra. Aperture straordinarie (9.30-18): luned\u00ec 22 dicembre, gioved\u00ec 25 (14.30-19), luned\u00ec 29, gioved\u00ec 1 gennaio, luned\u00ec 5 gennaio, pi\u00f9 i giorni di Pasqua e Pasquetta.<\/p>\n<p><strong>Biglietti:<\/strong>Sono acquistabili solo in mostra. Intero \u20ac 15, ridotto \u20ac 11 (oltre i 65 anni, titolari di Disability Card, FVG Card, Touring Club, FAI). Ridotto \u20ac 8 (minorenni dagli 11 ai 17 anni, studenti maggiorenni e universitari fino a 26 anni con tessera di riconoscimento). Gratuito bambini fino a 10 anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono parole che contengono pi\u00f9 spazio di quanto sembri. \u201cConfine\u201d \u00e8 una di queste: non indica una&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":261285,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-261284","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115721845529109052","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261284","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=261284"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261284\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/261285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=261284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=261284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=261284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}