{"id":261584,"date":"2025-12-15T09:43:11","date_gmt":"2025-12-15T09:43:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261584\/"},"modified":"2025-12-15T09:43:11","modified_gmt":"2025-12-15T09:43:11","slug":"non-solo-cucina-e-tv-la-collezione-di-auto-a-cinque-stelle-di-canavacciuolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261584\/","title":{"rendered":"Non solo cucina e Tv, la collezione di auto a cinque stelle di Canavacciuolo"},"content":{"rendered":"<p>Quando si pronuncia il nome di <strong>Antonino Cannavacciuolo<\/strong>, l\u2019immaginario collettivo corre veloce tra fornelli che sfrigolano, piatti che raccontano il Sud e sguardi severi capaci di rimettere in riga una brigata intera. \u00c8 lo chef che ha portato la cucina italiana nel prime time, l\u2019uomo che trasforma il caos in ordine, ma sarebbe riduttivo fermarsi l\u00ec. Perch\u00e9 Cannavacciuolo, come tutti i grandi artigiani del gusto, ha un altro linguaggio attraverso cui racconta s\u00e9 stesso: <strong>le automobili<\/strong>. Il suo garage \u00e8 un concentrato di pezzi da novanta, di matrice soprattutto sportiva e rallistica, ma non soltanto. Insomma, la collezione del mitico cuoco di Vico Equense \u00e8 qualcosa da stropicciarsi gli occhi.\n<\/p>\n<p>I primi amori<\/p>\n<p>La passione di Cannavacciuolo per l\u2019auto \u00e8 vera, radicata e viscerale. Lo si capisce scorrendo i suoi social, dove negli ultimi tempi ha aperto le porte del suo box come si fa con una cantina preziosa: senza esibizionismo, ma con orgoglio. Un viaggio che parte da lontano, da una <strong>Fiat 500<\/strong>, prima auto, amore e simbolo di libert\u00e0. Una 500 \u201crigorosamente truccata\u201d, come si faceva nel passato per darsi un po\u2019 di tono. \u00c8 cattiva e vissuta, ma gli piace cos\u00ec. Come certe cucine popolari dal forte carattere.<\/p>\n<blockquote class=\"instagram-media\" data-instgrm-captioned=\"\" data-instgrm-permalink=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/DMsQ1pdsfr5\/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading\" data-instgrm-version=\"14\" style=\" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:100%; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);\"\/>\n<p>Ma se la 500 \u00e8 stata l\u2019iniziazione, l\u2019auto che \u2014 parole sue \u2014 <strong>\u201c<\/strong>lo ha fatto diventare grande<strong>\u201d<\/strong> \u00e8 stata una <strong>Renault 4 <\/strong>(oggi tornata sul mercato in <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto-epoca\/renault-4-elettrica-ritorno\/275178\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">versione elettrica<\/a>). Un\u2019auto umile, spartana, lontana anni luce dalle supercar che oggi popolano i sogni di molti. Eppure, fondamentale. Perch\u00e9 la R4 non ti coccolava: ti chiedeva rispetto, attenzione e pazienza. Esattamente come una ricetta che non perdona distrazioni. \u00c8 l\u00ec che Cannavacciuolo ha imparato a guidare davvero, a macinare chilometri, a conoscere la strada come si conosce una materia prima.<\/p>\n<p>Un garage che si allarga<\/p>\n<p>Poi arrivano gli anni della maturit\u00e0, del lavoro che esplode, dei ristoranti, degli impegni che si moltiplicano. Oltre 100.000 chilometri all\u2019anno non sono uno scherzo, e allora il rapporto con l\u2019auto diventa quasi affettivo. Una <strong>Mercedes ML<\/strong> per viaggiare comodi e in sicurezza. Poi, arriva una <strong>Maserati GranTurismo<\/strong>, elegante e potente, passata successivamente alla moglie quando la carriera incrocia quella di Volvo, di cui Cannavacciuolo \u00e8 stato testimonial. Fino a poco tempo fa l\u2019auto aziendale \u00e8 stata una <strong>Volvo XC90<\/strong>, sintesi nordica di comfort, solidit\u00e0 e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma sarebbe un errore pensare che il cuore dello chef batta solo per le auto moderne. Perch\u00e9 nel suo garage vivono anche sportive e youngtimer che parlano un\u2019altra lingua. Una <strong>Porsche 911<\/strong>, un simbolo amato in modo trasversale da chi ha la passione per le quattro ruote. Una <strong>Abarth A112,<\/strong>\u00a0piccola belva da strada che ha fatto sognare un Paese intero. Infine, una <strong>Fiat 127 Sport<\/strong>, ricordo di un\u2019Italia che correva senza elettronica e senza paura. Eppure, quando gli si chiede quale sia la sua preferita, Cannavacciuolo non esita. La risposta \u00e8 immediata, quasi istintiva.<\/p>\n<p>Lancia Delta Integrale, la sua preferita<\/p>\n<p>Il \u201cDeltone\u201d, in livrea Martini Racing, custodito come un\u2019opera d\u2019arte, amato come un figlio. La regina dei rally, l\u2019auto che ha scritto la storia con le ruote sporche di fango e gloria. Non \u00e8 solo una macchina: la <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/curiosita\/lancia-delta-hf-integrale-evoluzione-martini-5-vasco-rossi-asta\/297430\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lancia Delta HF Integrale<\/a> \u00e8 molto di pi\u00f9, \u00e8 potenza, tecnica e infinito carisma. Esattamente come la cucina di Cannavacciuolo. Ogni volta che appare sui social \u00e8 un pieno di like, ma soprattutto \u00e8 una dichiarazione d\u2019amore per un\u2019epoca in cui le vittorie si conquistavano con il coraggio e con il talento.<\/p>\n<p>Recentemente si sono aggiunte altre vetture da rally, come la <strong>Subaru Impreza<\/strong> nella sua mitica livrea blu e la<strong> Toyota Celica<\/strong>, rivale delle stessa Delta a cavallo tra gli anni \u201980 e \u201990 del secolo scorso. Due giapponesi che sanno fare colpo anche alle nostre latitudini.\u00a0Per tirare le somme, Antonino Cannavacciuolo \u00e8 cos\u00ec: buongustaio in cucina, intenditore nella vita e capace di riconoscere la qualit\u00e0 ovunque si nasconda. Anche sotto un cofano.<\/p>\n<p>\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando si pronuncia il nome di Antonino Cannavacciuolo, l\u2019immaginario collettivo corre veloce tra fornelli che sfrigolano, piatti che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":261585,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[1621,1620,1679,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-261584","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-celebrita","9":"tag-celebrities","10":"tag-curiosita","11":"tag-entertainment","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115722938264462094","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261584","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=261584"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261584\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/261585"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=261584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=261584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=261584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}