{"id":261771,"date":"2025-12-15T12:08:09","date_gmt":"2025-12-15T12:08:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261771\/"},"modified":"2025-12-15T12:08:09","modified_gmt":"2025-12-15T12:08:09","slug":"come-cambia-lo-scenario-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261771\/","title":{"rendered":"come cambia lo scenario dell&#8217;Ue"},"content":{"rendered":"<p>Per anni \u00e8 stata una linea retta, tracciata con il righello dell\u2019ideologia e l\u2019inchiostro dell\u2019urgenza climatica. Ora, improvvisamente, quella linea comincia a piegarsi. Non spezzarsi \u2013 sarebbe troppo \u2013 ma flettersi quanto basta per evitare l\u2019impatto frontale con la realt\u00e0 industriale europea. Sull\u2019automotive dell\u2019<strong>Unione Europea <\/strong>si intravede una svolta, attesa, temuta e contestata. E proprio per questo inevitabile.<\/p>\n<p>Il <strong>Green Deal<\/strong>, nella sua versione pi\u00f9 rigida, aveva imposto una traiettoria senza alternative: <strong>zero emissioni al 2035<\/strong>, punto e a capo. Una data scolpita nella pietra che, pi\u00f9 che guidare la transizione, rischiava di trasformarsi in una ghigliottina per un settore gi\u00e0 sotto pressione. Oggi, dalle anticipazioni che filtrano da Bruxelles, quella roccia sembra meno solida. L\u2019ipotesi sul tavolo \u00e8 una revisione profonda del regolamento sulle emissioni di CO\u2082 delle auto: non pi\u00f9 il 100% di riduzione, ma <strong>un target del 90%<\/strong>. Un numero che, dietro l\u2019apparente prudenza matematica, cambia tutto.\n<\/p>\n<p>Un 10% che fa la differenza<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quel dieci per cento residuo \u00e8 una fessura. Piccola, ma decisiva. Riapre la porta<strong> al motore termico<\/strong>, non come nostalgico ritorno al passato, ma come parte di un ecosistema tecnologico pi\u00f9 ampio. Finora, infatti, il divieto non era scritto nero su bianco, ma era nei fatti: limiti cos\u00ec stringenti da rendere vendibili solo veicoli a zero emissioni. La nuova impostazione ribalta la logica. Non impone una tecnologia, ma un risultato. E lascia ai costruttori il compito \u2013 e la responsabilit\u00e0 \u2013 di scegliere come arrivarci.<\/p>\n<p>\u00c8 il principio della <strong>neutralit\u00e0 tecnologica<\/strong>, cavallo di battaglia di Italia e Germania. \u201cTutte le tecnologie resteranno sul mercato\u201d, ha anticipato Manfred Weber, capogruppo del Ppe, definendo comunque \u201cmolto ambiziosa\u201d la soglia del 90%. Ambiziosa, s\u00ec. Ma forse finalmente compatibile con la sopravvivenza di un\u2019industria che occupa milioni di persone e rappresenta uno degli ultimi bastioni manifatturieri del Continente.<\/p>\n<p>Roma non usa mezzi termini. \u201cNon accetteremo misure tampone\u201d, ha avvertito il ministro Adolfo Urso. \u201cServe una svolta chiara, fatta di riforme profonde, efficaci e strutturali\u201d. Tradotto: niente rinvii, niente date spostate pi\u00f9 in l\u00e0 per guadagnare tempo. <strong>Cambia l\u2019impianto<\/strong>, non il calendario. Ed \u00e8 qui la vera novit\u00e0. Il 100% non verrebbe rinviato al <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/notizie\/stop-auto-endotermiche-unione-europea-2035-dietrofront\/308033\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">2040<\/a>: verrebbe superato, sostituito da un sistema di compensazioni delle emissioni lungo l\u2019intera filiera.<\/p>\n<p>Si affacciano le tecnologie alternative<\/p>\n<p>In questo nuovo quadro trovano spazio <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/info-utili\/biocarburanti-cosa-sono\/283216\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">biocarburanti<\/a> ed<strong> e-fuels<\/strong>, le elettriche con range extender e, nodo politicamente sensibile, le <a href=\"https:\/\/www.virgilio.it\/motori\/auto\/auto-ibride\/obbligo-ricarica-ibride-plug\/302001\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ibride plug-in<\/a>. Soluzioni imperfette per i puristi, ma concrete per chi deve produrre, vendere e lavorare. \u00c8 la politica che torna a fare i conti con l\u2019ingegneria, e non solo con i grafici.\u00a0Accanto agli standard sulle emissioni, il pacchetto includerebbe anche misure industriali: <strong>incentivi <\/strong>per chi<strong> produce in Europa<\/strong>, una strategia sulle batterie, una nuova categoria normativa per le utilitarie elettriche con requisiti ridotti. E poi il capitolo pi\u00f9 controverso: le flotte aziendali, divise tra chi chiede obiettivi vincolanti e chi preferisce semplici raccomandazioni.<\/p>\n<p>Il compromesso, per\u00f2, non \u00e8 ancora sigillato. Francia e Spagna continuano a difendere l\u2019impianto originario. I Verdi parlano apertamente di arretramento, di incertezza regolatoria, di messaggio sbagliato al mercato. Ma la politica europea non vive nel vuoto. Vive nelle fabbriche che chiudono, negli investimenti che fuggono, nei posti di lavoro che tremano.\u00a0La sintesi finale spetter\u00e0 al collegio dei commissari. E soprattutto a <strong>Ursula von der Leyen<\/strong>, chiamata a tenere insieme competitivit\u00e0 industriale, occupazione e credibilit\u00e0 climatica. \u00c8 uno dei dossier pi\u00f9 delicati della nuova legislatura. Perch\u00e9 non si tratta di scegliere tra \u201cverde\u201d e \u201cgrigio\u201d, ma molto di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per anni \u00e8 stata una linea retta, tracciata con il righello dell\u2019ideologia e l\u2019inchiostro dell\u2019urgenza climatica. 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