{"id":261957,"date":"2025-12-15T14:47:10","date_gmt":"2025-12-15T14:47:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261957\/"},"modified":"2025-12-15T14:47:10","modified_gmt":"2025-12-15T14:47:10","slug":"il-bilinguismo-riduce-il-rischio-di-demenza-e-regala-tre-anni-in-piu-di-invecchiamento-in-buona-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/261957\/","title":{"rendered":"Il bilinguismo riduce il rischio di demenza e regala tre anni in pi\u00f9 di invecchiamento in buona salute"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Danilo di Diodoro<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Le persone multilingue non solo hanno migliori prestazioni a livello di attenzione e memoria e minori possibilit\u00e0 di sviluppare l&#8217;Alzheimer, ma dimostrano un&#8217;et\u00e0 biologica inferiore a quella reale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Con l&#8217;avanzare di sistemi di traduzione automatica, anche simultanea, gi\u00e0 presenti all&#8217;interno dei cellulari, la motivazione per l&#8217;apprendimento delle lingue potrebbe diminuire. Ma restare agganciati solo alla propria madrelingua potrebbe essere un errore, almeno dal punto di vista delle probabilit\u00e0 di invecchiamento in buona salute. Uno studio pubblicato sulla rivista Nature Aging indica che<b> l&#8217;apprendimento di una seconda lingua \u00e8 correlato a tre anni in pi\u00f9 di invecchiamento in buona salute<\/b>, mentre chi resta ancorato solo alla lingua madre si trova in una condizione che risulta correlata alla perdita di cinque anni di invecchiamento in buona salute.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non si tratta del primo studio che mette in evidenza i benefici cognitivi dell&#8217;apprendimento delle lingue. In passato \u00e8 gi\u00e0 stato dimostrato che le <b>persone multilingue hanno migliori prestazioni a livello di attenzione e di memoria di lavoro<\/b>, e che sono capaci di cambiare compito in maniera pi\u00f9 veloce. E presentano anche un <b>minor rischio di sviluppare malattia di\u00a0<\/b><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/malattia-di-alzheimer\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Alzheimer<\/a>.<\/b>\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A monte di questi benefici c&#8217;\u00e8 un <b>incremento della cosiddetta neuroplasticit\u00e0<\/b>, l&#8217;abilit\u00e0 del cervello di rimodularsi lungo tutto il corso dell&#8217;esistenza, purch\u00e9 adeguatamente stimolato. E l&#8217;apprendimento delle lingue induce modificazioni a livello cerebrale, ad esempio un<b> aumento di densit\u00e0 della sostanza grigia in alcune zone chiave<\/b>, come il <b>nucleo caudato<\/b>, uno dei nuclei della base implicato in funzioni di apprendimento e di regolazione emotiva.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma questo nuovo studio va ben oltre i soli effetti sulla plasticit\u00e0 cerebrale, coinvolgendo di fatto l&#8217;intero organismo. Lo studio \u00e8 stato realizzato da un gruppo di ricercatori europei coordinati da <b>Agustin Iba\u00f1ez<\/b>, del <b>Global Brain Health Institute del Trinity College di Dublino<\/b>.\u00a0<br \/>Il gruppo ha esaminato dati riguardanti i fattori di rischio e i fattori protettivi conosciuti, riguardanti oltre 80.000 persone di et\u00e0 tra i 51 e i 90 anni, provenienti da 27 diversi Paesi europei. I dati sono stati valutati tenendo conto di possibili fattori di confondimento di interpretazione, come livello di scolarit\u00e0, funzione cognitiva, svolgimento di attivit\u00e0 fisica. L\u2019et\u00e0 biologica dei partecipanti, stimata costruendo un modello di orologio biologico-comportamentale che usa tutti i fattori di rischio e protezione noti, \u00e8 stata confrontata con l\u2019et\u00e0 reale. Trattandosi di uno studio con metodologia osservazionale, i ricercatori hanno potuto rilevare solo l&#8217;esistenza di una correlazione e non di un rapporto causa-effetto certo tra il multilinguismo e l&#8217;aumento di anni di invecchiamento in salute, ma il dato \u00e8 certamente molto suggestivo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Eric Topol, uno dei ricercatori pi\u00f9 citati al mondo nell&#8217;ambito della Medicina, autore del recente libro Superagers &#8211; an evidence-based approached to longevity\u00a0dice di questo studio: \u00abTra le sue limitazioni va segnalato che i risultati valgono per i Paesi europei, nei quali il multilinguismo \u00e8 pi\u00f9 diffuso, e potrebbero non essere rappresentativi di altre parti del mondo. Inoltre, l&#8217;informazione sul multilinguismo \u00e8 stata raccolta dai dati nazionali e non a livello di singolo individuo, e non si sa con precisione da quando ognuno fosse multilingue n\u00e9 il suo livello di conoscenza delle altre lingue. In ogni caso la ricerca, anche se presenta alcuni punti deboli, eleva il multilinguismo a una posizione di alto rispetto in quanto fattore modificabile per un invecchiamento in salute, ben al di l\u00e0 delle sole modificazioni che pu\u00f2 indurre a livello cognitivo sulle quali ci si era focalizzati finora\u00bb.\u00a0 Il commento di Topol termina con una nota personale: \u00abIo non sono multilingue, sebbene abbia studiato francese all&#8217;universit\u00e0. Adesso sono rammaricato di non averlo continuato e sto davvero pensando di ricominciare a studiarlo e utilizzarlo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-15T06:40:02+01:00\">15 dicembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Danilo di Diodoro Le persone multilingue non solo hanno migliori prestazioni a livello di attenzione e memoria&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":261958,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[1495,2998,72855,153832,2109,153833,737,391,4217,71304,6090,70317,1887,728,4087,2152,72809,1727,8171,23188,239,9340,153828,153829,153834,1537,90,89,3088,66049,6110,153835,153836,12572,2052,85607,153830,153831,4233,2441,240,2128],"class_list":{"0":"post-261957","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-altre","9":"tag-alzheimer","10":"tag-apprendimento","11":"tag-apprendimento-lingue","12":"tag-attenzione","13":"tag-attenzione-memoria","14":"tag-aumento","15":"tag-ben","16":"tag-benefici","17":"tag-biologica","18":"tag-buona","19":"tag-buona-salute","20":"tag-cerebrale","21":"tag-dati","22":"tag-esistenza","23":"tag-eta","24":"tag-eta-biologica","25":"tag-europei","26":"tag-fattori","27":"tag-fattori-rischio","28":"tag-health","29":"tag-invecchiamento","30":"tag-invecchiamento-buona","31":"tag-invecchiamento-buona-salute","32":"tag-invecchiamento-salute","33":"tag-it","34":"tag-italia","35":"tag-italy","36":"tag-lingua","37":"tag-lingue","38":"tag-livello","39":"tag-livello-attenzione","40":"tag-livello-attenzione-memoria","41":"tag-memoria","42":"tag-migliori","43":"tag-migliori-prestazioni","44":"tag-multilingue","45":"tag-multilinguismo","46":"tag-ricercatori","47":"tag-rischio","48":"tag-salute","49":"tag-studio"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261957","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=261957"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/261957\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/261958"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=261957"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=261957"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=261957"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}