{"id":262052,"date":"2025-12-15T16:09:12","date_gmt":"2025-12-15T16:09:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/262052\/"},"modified":"2025-12-15T16:09:12","modified_gmt":"2025-12-15T16:09:12","slug":"obesita-dallesperienza-di-uk-e-lombardia-un-modello-sistemico-per-gestirla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/262052\/","title":{"rendered":"Obesit\u00e0, dall&#8217;esperienza di Uk e Lombardia un modello sistemico per gestirla"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 15 dic. (Adnkronos Salute) &#8211; Tra le principali sfide di salute pubblica in Europa, l&#8217;obesit\u00e0 richiede approcci integrati che uniscano prevenzione, presa in carico strutturata e accesso equo all&#8217;innovazione. E&#8217; il tema al centro dell&#8217;evento organizzato oggi presso il Consiglio regionale della Lombardia e promosso dalla Fondazione della sostenibilit\u00e0 sociale in collaborazione con Inrete e con il contributo non condizionante di Lilly, dedicato alla condizione cronica, recidivante e multifattoriale che riguarda in Italia circa 23,3 milioni di persone: secondo i dati del 7\u00b0 Italian Barometer Obesity Forum, 1 cittadino su 3 \u00e8 obeso o in sovrappeso. L&#8217;iniziativa &#8211; informa la Fondazione in una nota &#8211; nasce dal confronto cross-country tra Regno Unito e Italia svoltosi lo scorso aprile, che ha offerto una prospettiva privilegiata su come sistemi sanitari, con modelli di governance e capacit\u00e0 organizzative differenti, stiano affrontando il crescente bisogno di cura, l&#8217;arrivo di nuove terapie e la necessit\u00e0 di percorsi multidisciplinari sostenibili. Nel corso dell&#8217;incontro \u00e8 stato presentato il report elaborato a partire dal dialogo tra i due Paesi, promosso dalla Fondazione e dall&#8217;associazione di pazienti Amici obesi. Il documento approfondisce esperienze istituzionali, cliniche e di sistema, con l&#8217;obiettivo di individuare modelli trasferibili e raccomandazioni operative per migliorare la gestione dell&#8217;obesit\u00e0 in Italia. La componente qualitativa si basa sulle testimonianze raccolte nel Regno Unito da persone con sovrappeso e obesit\u00e0, che hanno evidenziato bisogni insoddisfatti, barriere di accesso e l&#8217;esperienza con i professionisti sanitari, per interpretare i dati e identificare le principali criticit\u00e0 nei percorsi di cura. La sezione dedicata all&#8217;Italia si fonda sull&#8217;analisi delle misure normative adottate tra il 2024 e il 2025, sui piani nazionali e regionali di prevenzione e sui dati epidemiologici pi\u00f9 aggiornati (Istat, ministero della Salute, documenti regionali). E&#8217; stata inoltre realizzata una revisione comparativa dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Psta) regionali attualmente in vigore. &#8220;L&#8217;obesit\u00e0 \u00e8 una grande sfida per la salute pubblica &#8211; afferma Adele Patrini, presidente della Fondazione della sostenibilit\u00e0 sociale &#8211; Per affrontarla come tale \u00e8 necessario superare approcci settoriali e visioni semplificate, andando verso un cambiamento culturale che unisca prevenzione, presa in carico e una forte responsabilit\u00e0 collettiva. La priorit\u00e0 \u00e8 costruire una rete stabile di istituzioni, professionisti e comunit\u00e0, che renda possibile il superamento dello stigma, trasformando le strategie in risultati per i pazienti&#8221;. E&#8217; lo stigma, infatti, a rimanere un ostacolo rilevante: continua a influire negativamente sia sulla qualit\u00e0 delle cure sia sulla possibilit\u00e0 per i pazienti di raggiungere gli obiettivi di salute. &#8220;Ogni giorno raccogliamo testimonianze che dimostrano come, per una persona con obesit\u00e0, la prima difficolta non \u00e8 soltanto clinica, ma relazionale &#8211; sottolinea Iris Zani, presidente Amici obesi &#8211; Senza ambienti sanitari empatici e percorsi chiari, molte persone rinunciano a curarsi: per tale ragione \u00e8 fondamentale un cambio di paradigma che garantisca dignit\u00e0, diritti e accesso equo ai servizi, che devono essere realmente pronti ad accogliere la complessit\u00e0 dell\u2019obesit\u00e0 come malattia cronica&#8221;. L&#8217;approccio comparativo tra Uk e Italia si basa su 3 dimensioni: governance e quadro normativo, organizzazione dei servizi e preparazione all&#8217;innovazione. Il Regno Unito &#8211; si legge nella nota &#8211; presenta un sistema complessivamente pronto ad accogliere le nuove terapie, ma \u00e8 sotto crescente pressione e ancora privo di un programma nazionale completo e pienamente finanziato. L&#8217;Italia, invece, sta attraversando un passaggio cruciale grazie al recente riconoscimento dell&#8217;obesit\u00e0 come malattia cronica e alla sua inclusione nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). La legge di Bilancio 2025 e il disegno di legge approvato dal Senato rappresentano tappe politiche decisive: introducono finanziamenti dedicati, un programma nazionale di prevenzione e cura e un Osservatorio nazionale sull&#8217;obesit\u00e0. Tuttavia, il sistema rimane disomogeneo: solo alcune Regioni hanno adottato un Pdta strutturato. La Lombardia, per esempio, non dispone ancora di un Pdta formale n\u00e9 di una rete specifica per la cura dell&#8217;obesit\u00e0, e senza un percorso integrato e centri designati l&#8217;attuazione delle nuove misure rischia di risultare discontinua. &#8220;Il ruolo di Regione Lombardia &#8211; dichiara Emanuele Monti, presidente Commissione IX, Sostenibilit\u00e0, Casa e Famiglia &#8211; \u00e8 strategico nel riconoscimento dell&#8217;obesit\u00e0 come una priorit\u00e0 per la salute pubblica. In questi anni abbiamo cercato di diventare un punto di riferimento nazionale, grazie a un sistema sanitario forte, una rete territoriale in trasformazione e un ecosistema clinico e industriale avanzato. Il prossimo passo sar\u00e0 un Pdta regionale per l&#8217;obesit\u00e0, per garantire uniformit\u00e0, qualit\u00e0 e coordinamento della presa in carico&#8221;. Ampliando lo sguardo, &#8220;esistono ancora grandi disparit\u00e0 nel modo in cui l&#8217;obesit\u00e0 viene riconosciuta e trattata in tutta Europa&#8221;, osserva Diana Castillo, presidente Ecpo, European Coalition for People living with Obesity. &#8220;Dove manca il riconoscimento della malattia, prevalgono lo stigma e la frammentazione. Come Ecpo &#8211; evidenzia &#8211; sosteniamo la creazione di sistemi solidi che combinino governance, evidenze scientifiche e integrino la voce dei pazienti, in modo che l&#8217;accesso al trattamento e alla gestione non dipenda dal Paese o dalla localit\u00e0 in cui si vive&#8221;. Dall&#8217;analisi comparativa emergono 4 punti chiave: 1) L&#8217;obesit\u00e0 deve essere considerata una malattia sistemica, affrontabile solo attraverso politiche integrate; 2) E&#8217; necessario un allineamento tra normativa e preparazione del sistema: innovazione senza governance genera disuguaglianze, governance senza innovazione rischia di essere inefficace; 3) L&#8217;assistenza primaria deve essere potenziata per favorire la diagnosi precoce, ridurre lo stigma e garantire adeguati percorsi di riferimento; 4) L&#8217;equit\u00e0 deve guidare ogni decisione: quando il sistema pubblico non assicura l&#8217;accesso, il settore privato tende a colmare il vuoto, aumentando le disuguaglianze. Questi elementi &#8211; conclude la nota &#8211; delineano una strategia essenziale per affrontare non solo una sfida clinica, ma un vero banco di prova per il futuro dell&#8217;assistenza sanitaria, dove integrazione, innovazione, equit\u00e0 e sostenibilit\u00e0 devono procedere insieme.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 15 dic. 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