{"id":262387,"date":"2025-12-15T20:43:14","date_gmt":"2025-12-15T20:43:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/262387\/"},"modified":"2025-12-15T20:43:14","modified_gmt":"2025-12-15T20:43:14","slug":"e-verde-la-cometa-interstellare-3i-atlas-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/262387\/","title":{"rendered":"\u00c8 verde la cometa interstellare 3I\/Atlas \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Natale, si sa, \u00e8 tempo di comete. Che siano quelle delle luminarie nei centri delle citt\u00e0, o quelle appese sopra la grotta del presepe, una cosa \u00e8 certa: saranno luci gialle o al pi\u00f9 bianche. Di certo non verdi. Se aveste guardato il cielo di fine novembre con un telescopio potente a sufficienza, invece, avreste visto una cometa chiamata <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/3i-atlas\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">3I\/Atlas<\/a> riemergere, dopo essere passata dietro il Sole, proprio di colore verde.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/noirlab2532a.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1090948332\" data-slb-internal=\"0\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1775314\" class=\"wp-image-1775314 size-full\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1280\" height=\"1184\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/noirlab2532a.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1775314\" class=\"wp-caption-text\">La cometa 3I\/Atlas circondata dalle strisciate di stelle e galassie in questa immagine catturata dallo spettrografo multi-oggetto Gemini (Gmos) sul Gemini North a Maunakea, isole Hawaii. Questa immagine \u00e8 composta da esposizioni effettuate attraverso quattro filtri: blu, verde, arancione e rosso. Durante le esposizioni, la cometa rimane fissa al centro del campo visivo del telescopio. Tuttavia, le posizioni delle stelle sullo sfondo cambiano rispetto alla cometa, facendo s\u00ec che appaiano come strisce colorate nell\u2019immagine finale. Crediti: International Gemini Observatory\/NoirLab\/Nsf\/Aura\/B. Bolin. Image Processing: J. Miller &amp; M. Rodriguez (International Gemini Observatory\/Nsf NoirLab), T.A. Rector (University of Alaska Anchorage\/Nsf NoirLab), M. Zamani (Nsf NoirLab)<\/p>\n<p>Il 26 novembre 2025, nel corso di una sessione di <a href=\"https:\/\/shadow.ucsc.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Shadow the Scientists<\/a>, un\u2019iniziativa di divulgazione che invita gli studenti di tutto il mondo a unirsi ai ricercatori per osservare con i telescopi pi\u00f9 avanzati al mondo, astronomi e studenti hanno puntato, appunto, 3I\/Atlas \u2013 uno dei tre oggetti interstellari a oggi noti \u2013, usando lo spettrografo multi-oggetto Gemini (Gmos) del telescopio <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Telescopi_Gemini\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Gemini<\/a> Nord a Maunakea, isole Hawaii. La cometa \u00e8 riapparsa nel cielo vicino a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Zaniah\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Zaniah<\/a>, un sistema stellare triplo situato nella costellazione della Vergine. L\u2019immagine la potete vedere qui sopra: \u00e8 una composizione di esposizioni effettuate usando quattro filtri: blu, verde, arancione e rosso. Durante ciascuna esposizione, la cometa viene mantenuta fissa al centro del campo visivo del telescopio, mentre le posizioni delle stelle sullo sfondo cambiano con il tempo, apparendo pertanto come strisce colorate nell\u2019immagine finale.<\/p>\n<p>La cometa, dicevamo, appare verde. <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/07\/17\/gemini-north-3i-atlas\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Prima di sparire dietro il Sole<\/a>, invece, appariva pi\u00f9 rossastra. <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2023\/01\/26\/foto-cometa-ztf\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Non \u00e8 affatto la prima volta<\/a> che viene osservata una cometa di questo colore, e secondo gli esperti a conferirlo sarebbe il carbonio biatomico (C2) presente nel gas che evapora nella chioma, una molecola altamente reattiva composta da due atomi di carbonio che emette luce a lunghezze d\u2019onda verdi. Ci\u00f2 che ora si chiedono gli scienziati \u00e8 come si comporter\u00e0 la cometa quando lascer\u00e0 le vicinanze del Sole e si raffredder\u00e0. Molte comete hanno una reazione ritardata al calore del Sole, a causa del tempo necessario affinch\u00e9 il calore raggiunga l\u2019interno della cometa. Questo ritardo pu\u00f2 attivare l\u2019evaporazione di nuove sostanze chimiche o innescare l\u2019esplosione della cometa.<\/p>\n<p>Il programma Shadow the Scientists \u00e8 stato protagonista delle osservazioni poco prima che la cometa interstellare sparisse dietro il Sole, osservando con il telescopio Gemini Sud, e l\u2019ha ritrovata, con il gemello Gemini Nord, a fine novembre. Ora, Gemini continuer\u00e0 a monitorare la cometa mentre lascia il Sistema solare per rilevare i cambiamenti nella composizione dei suoi gas o eventuali esplosioni.<\/p>\n<p>\u00abCondividere un\u2019esperienza di osservazione in alcune delle migliori condizioni disponibili offre al pubblico una visione davvero privilegiata del nostro visitatore interstellare\u00bb, dice <strong>Bryce Bolin<\/strong>, ricercatore di Eureka Scientific che ha guidato il programma osservativo. \u00abPermettere al pubblico di vedere cosa facciamo come astronomi e come lo facciamo aiuta anche a demistificare il processo scientifico e di raccolta dei dati, aggiungendo trasparenza al nostro studio di questo affascinante oggetto\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Natale, si sa, \u00e8 tempo di comete. Che siano quelle delle luminarie nei centri delle citt\u00e0, o quelle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":262388,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-262387","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115725533483764571","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262387","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=262387"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262387\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/262388"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=262387"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=262387"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=262387"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}