{"id":262521,"date":"2025-12-15T22:32:10","date_gmt":"2025-12-15T22:32:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/262521\/"},"modified":"2025-12-15T22:32:10","modified_gmt":"2025-12-15T22:32:10","slug":"oriente-occidente-di-rampini-quante-previsioni-abbiamo-sbagliato-il-wall-street-journal-chiude-lanno-con-unautocritica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/262521\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | \u00abQuante previsioni abbiamo sbagliato\u00bb. Il Wall Street Journal chiude l&#8217;anno con un&#8217;autocritica"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">Il pi\u00f9 importante quotidiano economico americano, The Wall Street Journal (appartenente al gruppo Murdoch, ma con un\u2019indipendenza editoriale comprovata), <b>non ha mai fatto sconti a Donald Trump<\/b> sui due punti decisivi della sua politica economica: i dazi e l\u2019immigrazione. Il WSJ <b>rimane fedele a un\u2019altra tradizione del partito repubblicano, il liberismo<\/b> del presidente Ronald Reagan negli anni Ottanta (che per\u00f2 fece vistose eccezioni alzando barriere contro il Giappone); <b>sull\u2019immigrazione<\/b> il quotidiano \u00e8 in sintonia con gli interessi del capitalismo americano che l\u2019ha sempre considerata <b>una risorsa<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questo contesto<b> \u00e8 degna di nota l\u2019autocritica in prima pagina con cui il giornale si avvia alla chiusura del 2025<\/b>: un<b> elenco di previsioni<\/b> che aveva fatto, e <b>che si sono rivelate errate<\/b>.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La categoria che ne esce pi\u00f9 intaccata nella sua credibilit\u00e0 \u00e8 quella degli economisti<\/b>. Ci sono pure delle previsioni sbagliate da parte di <b>Trump<\/b>.<b> Il bilancio \u00e8 imparziale<\/b> da tutti i punti di vista, non risparmia nessuno. Il bilancio \u00e8 interessante perch\u00e9<b> lascia intuire che il 2025 si chiuder\u00e0 con un\u2019economia americana in buona salute<\/b>, a differenza della sua principale rivale: <b>\u00e8 la Cina che sta frenando<\/b>, anche per un calo dei suoi investimenti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La revisione autocritica sulle previsioni sbagliate da parte del WSJ ha <b>un interesse specifico per l\u2019Italia, in quanto il made in Italy non ha subito la temuta d\u00e9bacle<\/b>, l\u2019anno si chiuder\u00e0 con<b> risultati soddisfacenti<\/b> anche grazie alla tenuta dell\u2019export verso gli Usa, che si confermano (post-dazi) il principale mercato di sbocco per le nostre merci dopo l\u2019Unione europea. Ecco alcuni estratti significativi dal Wall Street Journal.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abNei giorni successivi al Liberation Day (l\u2019annuncio della prima ondata di dazi, ndr), il contrasto tra l\u2019ottimismo di Trump e le previsioni ben pi\u00f9 cupe di esperti di commercio ed economisti \u00e8 apparso evidente. Mentre imprese e consumatori cercavano di orientarsi tra messaggi contraddittori, il presidente ha rilanciato con forza le promesse fatte durante la campagna presidenziale del 2024. \u201cI mercati esploderanno, la Borsa esploder\u00e0\u201d, ha dichiarato il 3 aprile. <b>Economisti e leader d\u2019impresa, invece, hanno intensificato gli allarmi<\/b>. Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, ha affermato: \u201cLa maggior parte degli amministratori delegati con cui parlo direbbe che probabilmente siamo gi\u00e0 in recessione\u201d. JPMorgan Chase ha sostenuto che una recessione globale era probabile.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un collasso economico non si \u00e8 materializzato.<\/b> Ma non si \u00e8 vista <b>neppure una rinascita economica<\/b>. L\u2019economia statunitense ha retto. Le probabilit\u00e0 di una recessione nel prossimo anno sono scese sotto il 25 per cento.<b> La promessa di Trump sul gettito dei suoi dazi si \u00e8 in parte avverata<\/b>. <b>Altre si sono rivelate infondate<\/b>. Negli Stati Uniti si sono visti pochi segnali di un rimpatrio su larga scala delle produzioni. Il costo del lavoro pi\u00f9 basso all\u2019estero continua a dare un vantaggio ai produttori stranieri, mentre l\u2019incertezza interna sui dazi ha <b>frenato molti investimenti rilevanti<\/b> e il ritorno delle attivit\u00e0 manifatturiere in patria\u2026<b> A settembre gli Stati Uniti hanno creato 119.000 posti di lavoro<\/b>, molti pi\u00f9 di quanto si aspettassero gli economisti. Ma il dato rappresenta <b>un\u2019eccezione rispetto ai mesi precedenti<\/b>, in cui la crescita occupazionale era stata debole. A settembre il tasso di <b>disoccupazione \u00e8 salito al 4,4 per cento<\/b>, il livello pi\u00f9 alto degli ultimi quattro anni. Gli economisti ora non escludono che i dazi possano portare a pi\u00f9 assunzioni in futuro\u2026<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le paure peggiori sull\u2019inflazione non si sono avverate.<\/b> Da mesi l\u2019inflazione si aggira intorno al 3 per cento, sopra l\u2019obiettivo del 2 per cento fissato dalla Federal Reserve, ma comunque inferiore a quanto molti economisti temevano. <b>I dazi incidono su una fascia relativamente ristretta di prezzi al consumo<\/b>; il costo delle abitazioni e della benzina ha contribuito a mantenere sotto controllo l\u2019inflazione complessiva. Un altro fattore \u00e8 rappresentato dai <b>continui cambi di rotta di Trump sulla politica tariffaria<\/b>. Molte aziende hanno dichiarato di voler attendere di capire quale sar\u00e0 l\u2019assetto finale dei dazi prima di introdurre aumenti di prezzo. Il ricorso ancora pendente alla Corte Suprema sull\u2019autorit\u00e0 di Trump di imporre dazi fornisce un ulteriore motivo per aspettare. <b>Se non verranno annunciati nuovi dazi, la Fed stima che quelli attuali impiegheranno nove mesi per propagarsi pienamente nell\u2019economia<\/b>. Ci\u00f2 potrebbe far scendere l\u2019inflazione dei beni nella seconda met\u00e0 del 2026. Ma, come ha ammesso il presidente della Fed Jerome Powell, \u201cnon siamo stati in grado di prevederlo con precisione. Nessuno lo \u00e8\u201d&#8230;<\/p>\n<p>    Gettito dei dazi per il Tesoro Usa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Su questo punto l\u2019Amministrazione pu\u00f2 rivendicare un successo<\/b>: i dazi hanno effettivamente prodotto entrate significative. Tra aprile e settembre le casse federali hanno ricevuto in media <b>25 miliardi di dollari al mese in dazi doganali<\/b>. Nel 2024, la media mensile era stata di 6,6 miliardi di dollari. <b>Trump si \u00e8 per\u00f2 dimostrato meno lungimirante su un\u2019altra previsione ambiziosa<\/b>. \u201cPotrebbero sostituire l\u2019imposta sul reddito\u201d, ha detto ad aprile. Nell\u2019anno fiscale 2025 il totale dei diritti doganali raccolti ha raggiunto circa 195 miliardi di dollari, pi\u00f9 del doppio dei 77 miliardi dell\u2019anno precedente. Nel 2024, le imposte sul reddito delle persone fisiche hanno invece generato 2.400 miliardi di dollari, circa la met\u00e0 delle entrate federali complessive.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Crescita economica:<b> i dazi non hanno affossato l\u2019economia. Anzi<\/b>, nel secondo trimestre il Pil ha registrato la crescita trimestrale pi\u00f9 forte degli ultimi due anni, con un tasso annualizzato del 3,8 per cento corretto per l\u2019inflazione e la stagionalit\u00e0. Il terzo trimestre \u00e8 sulla stessa traiettoria, intorno al 3,5 per cento. All\u2019inizio del 2025 <b>pochi economisti hanno previsto che il boom degli investimenti nell\u2019intelligenza artificiale avrebbe spinto l\u2019economia oltre qualsiasi effetto negativo dei dazi<\/b>. Il conseguente rialzo dei mercati azionari ha a sua volta sostenuto la spesa dei consumatori, un motore fondamentale dell\u2019economia. \u2026<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli importatori statunitensi stanno pagando meno del dazio dichiarato su molti prodotti<\/b>, poich\u00e9 hanno sostituito beni soggetti a dazi pi\u00f9 elevati con altri meno tassati, talvolta cambiando paese di approvvigionamento. Il tasso effettivo \u00e8 aumentato solo all\u201911,2 per cento. Nel 2024 il tasso effettivo era intorno al 2,5 per cento. \u2026<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il <b>deficit commerciale americano<\/b> \u00e8 aumentato bruscamente a marzo, quando le imprese si sono affrettate a fare scorte prima dell\u2019entrata in vigore dei dazi del \u201cLiberation Day\u201d. \u00c8 poi crollato ad aprile, dopo l\u2019introduzione del dazio globale di base del 10 per cento. <b>A settembre il deficit dei beni si \u00e8 ridotto a 79 miliardi di dollari, in calo rispetto agli 86,1 miliardi di agosto<\/b>. \u00c8 stato il livello pi\u00f9 basso da circa cinque anni&#8230;\u00bb<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-15T18:35:33+01:00\" content=\"2025-12-15\">15 dicembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il pi\u00f9 importante quotidiano economico americano, The Wall Street Journal (appartenente al gruppo Murdoch, ma con un\u2019indipendenza editoriale&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":262522,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,2537,536,3587,14789,45169,4189,3832,1033,177,723,3080,154151,154152,29153,187,6016,32704,1307,4084,3706,3872,72065,16934,766,13107,3761,184,4726,154153,9644,5965,20006,752,3222,154154,154155,3723,37372,33362,33363,4183,13095,3709,3711,154156,154157,5292,154158,5430,1537,90,89,154159,154160,5982,20014,20015,6110,9876,9888,154161,135,5065,16940,407,3727,13099,3979,379,3730,3731,13100],"class_list":{"0":"post-262521","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-altra","10":"tag-americano","11":"tag-aprile","12":"tag-aumentato","13":"tag-autocritica","14":"tag-basso","15":"tag-beni","16":"tag-bilancio","17":"tag-business","18":"tag-calo","19":"tag-categoria","20":"tag-categoria-esce","21":"tag-categoria-esce-intaccata","22":"tag-chiudera","23":"tag-consumatori","24":"tag-costo","25":"tag-credibilita","26":"tag-crescita","27":"tag-day","28":"tag-dazi","29":"tag-dazio","30":"tag-debacle","31":"tag-deficit","32":"tag-dichiarato","33":"tag-doganali","34":"tag-dollari","35":"tag-economia","36":"tag-economica","37":"tag-economica-dazi","38":"tag-economico","39":"tag-economisti","40":"tag-effettivo","41":"tag-entrate","42":"tag-esce","43":"tag-esce-intaccata","44":"tag-esce-intaccata-credibilita","45":"tag-fed","46":"tag-federali","47":"tag-gettito","48":"tag-gettito-dazi","49":"tag-globale","50":"tag-immigrazione","51":"tag-imprese","52":"tag-inflazione","53":"tag-intaccata","54":"tag-intaccata-credibilita","55":"tag-interesse","56":"tag-interesse-specifico","57":"tag-investimenti","58":"tag-it","59":"tag-italia","60":"tag-italy","61":"tag-italy-temuta","62":"tag-italy-temuta-debacle","63":"tag-journal","64":"tag-liberation","65":"tag-liberation-day","66":"tag-livello","67":"tag-made","68":"tag-made-italy","69":"tag-made-italy-temuta","70":"tag-presidente","71":"tag-previsioni","72":"tag-recessione","73":"tag-settembre","74":"tag-street","75":"tag-street-journal","76":"tag-tasso","77":"tag-trump","78":"tag-wall","79":"tag-wall-street","80":"tag-wall-street-journal"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262521","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=262521"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/262521\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/262522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=262521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=262521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=262521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}