{"id":262838,"date":"2025-12-16T03:07:15","date_gmt":"2025-12-16T03:07:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/262838\/"},"modified":"2025-12-16T03:07:15","modified_gmt":"2025-12-16T03:07:15","slug":"tre-studiosi-autorevoli-lasciano-limes-troppo-filo-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/262838\/","title":{"rendered":"Tre studiosi autorevoli lasciano Limes: &#8220;Troppo filo russo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Tira una brutta aria a Limes, la prestigiosa rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo. Tre studiosi importanti hanno deicso di andarsene, tutti per lo stesso motivo: una linea editoriale troppo filo Mosca. Vediamo di chi subito si tratta. Federigo Argentieri, professore di scienze politiche e direttore del Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, Franz Giustincich e Giorgio Arfaras. Il primo ha fatto parte del consiglio redazionale fin dalla nascita della rivista, avvenuta nel 1993. Tre allontanamenti volontari che di certo fanno discutere. <\/p>\n<p>Cosa \u00e8 accaduto<\/p>\n<p>Lo scorso mese di novembre Argentieri ha inviato un telegramma per chiedere, formalmente, di essere depennato dall&#8217;organismo ristretto che affianca Caracciolo. Ecco per quale motivo, come il professore spiega all&#8217;Adnkronos: &#8220;Siamo in una fase cruciale, probabilmente la pi\u00f9 difficile per l\u2019Ucraina dall\u2019inizio della guerra, non tanto sul piano militare quanto su quello diplomatico e internazionale. Con gli Stati Uniti che si svincolano dalla Nato, che attaccano l\u2019Unione europea apertamente, e con un allineamento sempre pi\u00f9 evidente tra America e Russia, questo \u00e8 il momento in cui bisogna fare scelte chiare, senza ambiguit\u00e0. In questo contesto ho ritenuto che non fosse pi\u00f9 ammissibile che il mio nome comparisse nel tamburino di Limes&#8221;. Il professore chiarisce di averlo fatto non certo per opportunismo, &#8220;anche perch\u00e9 l\u2019Ucraina oggi non \u00e8 certo il vincitore&#8221;, quanto soprattutto per <strong>coerenza coi propri ideali<\/strong>. Ma anche per una questione di stile (e di sostanza): &#8220;Il vero problema \u00e8 il pregiudizio strutturale che la rivista ha nei confronti dell\u2019Ucraina da oltre vent\u2019anni&#8221;.<\/p>\n<p>Tradotto in soldoni cosa vuole dire? Dal 2004, anno della Rivoluzione arancione, &#8220;Limes assume una postura costantemente diffidente, se non apertamente ostile, verso l\u2019Ucraina. \u00c8 lo stesso momento in cui esce in Italia \u201cRaccolto di dolore\u201d di Robert Conquest sulla carestia staliniana, libro che ho curato e prefato dopo averlo letteralmente fatto uscire da un cassetto dove era stato relegato per anni. E cosa fa Limes? Pubblica a puntate \u2013 poi per fortuna solo una \u2013 \u201cL\u2019autobus di Stalin\u201d di Antonio Pennacchi: un\u2019orrenda apologia cinica del dittatore, mascherata da allegoria grottesca. Un bravo scrittore che conosce bene le dinamiche dell\u2019Agro pontino ma ben poco quelle sovietiche, che si inerpica in un esercizio davvero incomprensibile&#8221;.<\/p>\n<p>A chi gli chiede come mai, tutto sommato, sia rimasto a Limes per altri venti anni, Argentieri spiega: &#8220;Per una combinazione di fattori. Perch\u00e9 si potevano trovare anche analisi condivisibili, perch\u00e9 nessuno ha mai messo in discussione la mia presenza. I legami personali, come spesso accade, sono duri a morire. E poi c\u2019era sempre la speranza, forse ingenua, di un cambio di rotta. Cambio che non c\u2019\u00e8 mai stato, anzi: dal 2014 in poi le cose sono peggiorate&#8221;.<\/p>\n<p>Le cose sono peggiorate dopo l&#8217;annessione della Crimea e la guerra nel Donbas. &#8220;Da allora Limes ha iniziato a pubblicare sistematicamente mappe con la Crimea colorata come Russia, spesso anche il Donbas. Alla protesta ripetuta dell\u2019ambasciatore ucraino, Caracciolo rispondeva: &#8216;Se cambier\u00e0 la realt\u00e0, cambieremo il colore della cartina&#8217;. \u00c8 un\u2019assurdit\u00e0 cartografica prima ancora che politica. Le aree contese si rappresentano come tali. Qui invece si faceva una scelta netta&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;inizio della guerra, con l&#8217;invasione russa nel febbraio 2022, era stato preceduto dalla clamorosa gaffe di Caracciolo, che in tv aveva dichiarato che &#8220;la Russia non avrebbe mai invaso&#8221;.\n<\/p>\n<p> Cosa poi puntualmente avvenuta che molti (tranne Caracciolo) avevano previsto.Chi sono gli altri due usciti da Limes<\/p>\n<p>Anche Franz Giustincich, giornalista e analista geopolitico, grande conoscitore dell\u2019Europa centro-orientale, dice addio al consiglio redazionale. L&#8217;economista Giorgio Arfaras, invece, esce dal consiglio scientifico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tira una brutta aria a Limes, la prestigiosa rivista di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo. 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