{"id":26291,"date":"2025-08-03T17:24:11","date_gmt":"2025-08-03T17:24:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/26291\/"},"modified":"2025-08-03T17:24:11","modified_gmt":"2025-08-03T17:24:11","slug":"lestate-93-di-scifo-tra-il-monaco-e-lo-scontro-con-mondonico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/26291\/","title":{"rendered":"L\u2019estate \u201993 di Scifo: tra il Monaco e lo scontro con Mondonico"},"content":{"rendered":"<p>\u201cA Torino non avete visto il vero Scifo\u201d: la Coppa Italia, i primi lampi nel Principato e le stoccate velenose all\u2019ex tecnico <\/p>\n<p>Matteo Curreri<\/p>\n<p class=\"is-above-copyright is-mr-t-0\">\n                        3 agosto &#8211; 14:31\n                    <\/p>\n<p>Alla sede del Torino, in corso Vittorio Emanuele \u00e8 un mezzogiorno di met\u00e0 giugno del 1991. Fa caldo, e il volto pallido di Gian Mauro Borsano tradisce la fatica di un periodo intenso. Il presidente granata \u00e8 impegnato su pi\u00f9 fronti: dal calcio all\u2019editoria, dalla politica alle sue aziende. Al suo fianco, Luciano Moggi non nasconde la tensione: circolano voci insistenti su un possibile ritorno a Madrid \u2013 ma sponda Atletico \u2013 di Martin Vazquez.<\/p>\n<p>Tutt\u2019altra espressione quella di Emiliano Mondonico, visibilmente raggiante. \u00c8 convinto di poter modellare il Toro a sua immagine e somiglianza. E anche i tifosi, circa un migliaio, sono in festa. Sono accorsi per vedere <strong>Vincenzo Scifo<\/strong> affacciarsi dal balcone con sciarpa e maglia granata, accanto a Walter Casagrande.<\/p>\n<p>\u201cTorna in Italia per dimostrare quanto \u00e8 valido e quanto pu\u00f2 essere utile al Toro. Ho conosciuto lui e la sua famiglia, il padre che \u00e8 qui con noi e che ringrazio\u201d, racconta Borsano. Il trequartista belga di origini siciliane (la famiglia \u00e8 di Aragona, nell\u2019agrigentino) \u00e8 costato 9 miliardi e 600 milioni di vecchie lire. Ha firmato un contratto triennale, con opzione per un quarto anno. \u201cMa crediamo siano soldi ben spesi\u201d, aggiunge il presidente. Su Scifo pesa ancora il giudizio negativo della sua prima esperienza italiana, con la maglia dell\u2019Inter, non certo indimenticabile. Ma ora \u00e8 determinato a scrivere una storia diversa: \u201cHo lavorato due anni aspettando questo ritorno in Italia \u2013 spiega \u2013 Adesso la verit\u00e0 sulle mie possibilit\u00e0 la dir\u00e0 il campo\u201d.<\/p>\n<p>Scifo \u00e8 gi\u00e0 pienamente convinto di entrare presto in sintonia con la sua nuova guida tecnica: \u201cHo gi\u00e0 capito che Mondonico \u00e8 un tecnico col quale si dialoga, \u00e8 importante\u201d.<\/p>\n<p>Scifo, &#8220;Il piccolo Pel\u00e9&#8221;\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>Ma chi \u00e8 davvero Vincenzo Scifo? E che cosa rappresenta il suo acquisto in quel Torino ambizioso, pronto a dire la sua nel calcio internazionale con la partecipazione alla Coppa Uefa?<\/p>\n<p>Scifo nasce a La Louvi\u00e8re, in Belgio. Suo padre, Agostino, \u00e8 un minatore, uno dei tanti <strong>visages noirs<\/strong>: come venivano chiamati con disprezzo gli immigrati italiani impiegati nelle miniere. Enzo, fin da piccolo, sembra destinato a tutt\u2019altro destino. C\u2019\u00e8 un oggetto che lo accompagna ovunque: il pallone. \u201cMia mamma dice che il pallone \u00e8 sempre stato l\u2019oggetto principale. Anche a due anni ero gi\u00e0 sempre con il pallone tra i piedi\u201d, ricorda in un\u2019intervista.<\/p>\n<p>Il talento \u00e8 evidente fin da subito. Classe cristallina, visione di gioco fuori dal comune, movenze eleganti e un destro potente. Non a caso viene soprannominato <strong>\u201cIl Piccolo Pel\u00e9\u201d<\/strong>. A soli 17 anni e mezzo debutta nella prima squadra dell\u2019<strong>Anderlecht<\/strong>, nel 1983. Vince tre campionati consecutivi da protagonista e nel 1986 trascina la squadra fino alle semifinali di Coppa Campioni, venendo eliminati dallo Steaua Bucarest. Ma \u00e8 con la maglia del <strong>Belgio<\/strong> che il suo nome inizia ad acquisire uno status internazionale. A soli 18 anni gioca un\u2019eccellente partita contro la Jugoslavia a Euro \u201984, conquistando il ct del Belgio Guy Thys: \u201cA 18 anni \u00e8 difficile vedere qualcuno giocare cos\u00ec bene. Bella visione di gioco, calcio pulito. A me Scifo piace perch\u00e9 semplifica tutto, non \u00e8 uno innamorato del dribbling. Ha davanti una grossa carriera, speriamo che non gli facciano fumare la testa\u201d.<\/p>\n<p>Il flop all\u2019Inter e la rinascita all\u2019Auxerre\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>Ai Mondiali in Messico dell\u201986, Scifo \u00e8 il punto di riferimento dei Diavoli Rossi, trascinandoli fino a una storica semifinale: solo Diego Armando Maradona riesce a spegnere i sogni di gloria. Il talento del giovane belga non passa inosservato, e in Serie A \u2013 il campionato pi\u00f9 prestigioso al mondo &#8211; sono pronti a contenderselo. L\u2019avvocato Agnelli pensa a lui come erede di Michel Platini, ma a spuntarla \u00e8 l<strong>\u2019Inter di Giovanni Trapattoni<\/strong>, che nel 1987 lo acquista per 7 miliardi e 600 milioni di lire.<\/p>\n<p>Le aspettative sono enormi e proprio quel peso finir\u00e0 per schiacciarlo. In campionato segna solo quattro gol, mentre l\u2019Inter chiude al quinto posto, a 13 lunghezze dal Milan campione. In Coppa Uefa esce agli ottavi, in Coppa Italia in semifinale. Non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 per riscattarsi: dopo appena una stagione, l\u2019esperienza di Scifo in nerazzurro <strong>\u00e8 gi\u00e0 terminata<\/strong>.<\/p>\n<p>Il Toro e il Monaco all\u2019orizzonte\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>Ora \u00e8 il Torino a scommettere su di lui. Nella stagione 1991-1992, il Toro di Mondonico vola: terzo posto in campionato e un\u2019incredibile cavalcata in Coppa Uefa, con le notti indimenticabili contro il Real Madrid e la beffa finale contro l\u2019<strong>Ajax<\/strong>. Nella gara di ritorno al De Meer di Amsterdam, per\u00f2, Scifo delude: impalpabile, viene <strong>sostituito al 60&#8242; da Gianluca Sordo<\/strong> (s\u00ec, quello della traversa). Un cambio che Scifo faticher\u00e0 ad accettare: \u201cAvrei potuto dare ancora qualcosa \u2013 dir\u00e0 \u2013 non ero d\u2019accordo con l\u2019allenatore, ma \u00e8 normale\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante tutto, il suo primo anno al Delle Alpi si chiude con 11 gol in 46 partite: un bottino importante, che sembra scacciare per sempre l\u2019etichetta del giocatore incompiuto. La seconda stagione, per\u00f2, \u00e8 pi\u00f9 opaca: segna 9 gol in 40 presenze, ma il rendimento generale cala. Inizia la smobilitazione, il Toro cambia presidenza, e anche a Scifo toccher\u00e0 fare i bagagli.<\/p>\n<p>Inizialmente sembra destinato al Parma, ma alla fine torner\u00e0 nel campionato francese, al <strong>Monaco<\/strong>. Una scelta vista da molti come un pesante downgrade. Ma lui rivendica: \u201cSe finir\u00f2 a Montecarlo sar\u00e0 per una mia scelta precisa. Finalmente avr\u00f2 una squadra al mio servizio. <strong>A Torino non avete visto il vero Scifo<\/strong>, perch\u00e9 mai ho avuto una formazione che giocasse per me\u201d.<\/p>\n<p>Dal Principato, per\u00f2, nessuna ufficialit\u00e0. Un certo <strong>Ars\u00e8ne Wenger<\/strong>, che in futuro far\u00e0 le fortune dell\u2019Arsenal, ma che in quell\u2019estate siede sulla panchina del Monaco, si mostra fiducioso: \u201cIl presidente Campora mi ha fatto capire che l\u2019affare \u00e8 sulla buona strada\u201d. Scifo \u00e8 atteso al debutto il 30 giugno ad Antibes, per un torneo amichevole. Ma prima di voltare pagina, c\u2019\u00e8 ancora un obiettivo da raggiungere con il Torino: la Coppa Italia.<\/p>\n<p>\u201cRitrovare la testa\u201d\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>A rendere ancora pi\u00f9 urgente la necessit\u00e0 di restare concentrati \u00e8 il <strong>momento delicato<\/strong> che sta attraversando la squadra. Nel girone di ritorno, i granata hanno vinto solo quattro partite e hanno chiuso il campionato con due sconfitte pesanti: la prima, una clamorosa \u201cmanita\u201d subita in casa contro il Cagliari, con doppietta di Enzo Francescoli \u2014 destinato a vestire proprio quella maglia nella stagione successiva \u2014 e l\u2019altra all\u2019ultima giornata a San Siro, dove l\u2019Inter ha rifilato tre schiaffi ai granata, condannandoli al nono posto finale, fuori dalle competizioni europee.<\/p>\n<p>\u00c8 lo stesso Scifo a richiamare i compagni a un cambio di rotta: \u201cSe non cambiamo atteggiamento e continuiamo come negli ultimi mesi, addio Coppa Italia\u201d, dichiara, rivelando come \u201cultimamente il clima nello spogliatoio sia cambiato, la tranquillit\u00e0 e l\u2019unione si sono un po\u2019 deteriorate\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il belga, la squadra si \u00e8 disunita nel momento in cui sono iniziate a circolare con insistenza le voci di mercato. E in effetti, il Torino vive un periodo di profonda incertezza. Con l\u2019arrivo del nuovo presidente <strong>Roberto Goveani<\/strong>, \u00e8 iniziata una fase di austerity: i pagamenti sono in ritardo, il direttore generale Luciano Moggi ha lasciato il club e la necessit\u00e0 di fare cassa \u00e8 evidente. I giocatori simbolo del ciclo Mondonico sembrano tutti in vendita, ognuno con un cartellino appeso al collo.<\/p>\n<p>La Curva Maratona, delusa, insorge durante la disfatta con il Cagliari, urlando un coro amarissimo: <strong>\u201cAndate tutti alla Lazio\u201d<\/strong>, sospettando che i pensieri di chi indossa la maglia granata stiano gi\u00e0 virando verso altre cromature. \u201cDipende solo da noi \u2013 ribadisce Scifo \u2013 il vero problema \u00e8 ritrovare la testa\u201d.<\/p>\n<p>Quello che Scifo fu (e avrebbe potuto essere)\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>L\u2019appello di Scifo non cade nel vuoto. E la sua ultima apparizione al Delle Alpi diventa il manifesto di ci\u00f2 che \u00e8 stato \u2014 e forse anche di ci\u00f2 che avrebbe potuto essere \u2014 il suo percorso in granata. Nella gara d\u2019andata della finale di Coppa Italia, vinta 3-0 contro la Roma, il belga offre una prestazione totale: costruisce gioco, recupera palloni, si sacrifica in copertura, arrivando persino a cimentarsi nei tackle. \u201cQuesto Scifo andrebbe confermato \u2013 scrive Marco Ansaldo su La Stampa \u2013 <strong>peccato che si sia svegliato in ritardo<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 ancora un ritorno da giocare, allo Stadio Olimpico, e non tutti sono entusiasti. A preoccuparsi sono soprattutto i dirigenti del Monaco, che avrebbero voluto avere Scifo gi\u00e0 a disposizione: in Francia, infatti, la stagione comincia a fine luglio e tra due settimane scatter\u00e0 la ripresa degli allenamenti. Il belga, per\u00f2, potr\u00e0 raggiungere il Principato solo dopo aver conosciuto l\u2019esito del doppio confronto con la Roma.<\/p>\n<p>Pochi giorni prima della trasferta capitolina, la cessione viene di fatto ufficializzata: circa<strong> 7 miliardi di lire per il cartellino<\/strong>, e un contratto quinquennale per il giocatore. Ma la trattativa non distrae Scifo, che resta focalizzato sull&#8217;obiettivo imminente.<\/p>\n<p>A Roma accade l\u2019imponderabile. Una serata che sfugge a ogni logica: tre rigori concessi ai giallorossi, un Olimpico infuocato e una sofferenza indicibile, condivisa da chi tremava nel settore ospiti e da chi a Torino sognava un riscatto dopo la notte stregata di Amsterdam. Alla fine, come recitava una celebre pubblicit\u00e0: \u201cL\u2019antico vaso andava portato in salvo. Sembrava impossibile, ma ce l\u2019avevamo fatta\u201d.<\/p>\n<p>Il Torino conquista quella che, a 32 anni di distanza, resta <strong>l\u2019ultima coppa della sua storia<\/strong>. E anche in quella notte infernale, Scifo \u00e8 protagonista: serve un passaggio vincente a Silenzi, che si inventa un gran gol, ma soprattutto gioca una partita di grande sacrificio, mettendo il proprio talento al servizio della squadra.<\/p>\n<p>Montecarlo, ripartenza d\u2019autore\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>Chiuso in bellezza il biennio con il Torino, Vincenzo Scifo si prepara alla sua <strong>nuova avventura nel Principato<\/strong>. Le vacanze estive saranno brevi: tra poco pi\u00f9 di un mese dovr\u00e0 farsi trovare pronto per l\u2019esordio in campionato contro il Nantes. Il Monaco, per\u00f2, inizia la stagione con il piede sbagliato, con una sconfitta di misura per 1-0. Ars\u00e8ne Wenger non nasconde la delusione e lancia un monito alla squadra: \u201c\u00c8 importante reagire, abbiamo obiettivi importanti che non possono ammettere altre battute d\u2019arresto. A Nantes non siamo mai entrati in partita\u201d.<\/p>\n<p>Il tecnico francese deve ancora trovare la giusta alchimia tattica, anche perch\u00e9 resta da capire come far coesistere Scifo con un altro ex interista, J\u00fcrgen Klinsmann, da un anno punto di riferimento dei monegaschi. C\u2019\u00e8 persino chi ipotizza l\u2019impiego del belga come centravanti atipico.<\/p>\n<p>&#8220;Il mio nemico Mondonico&#8221;\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>Scifo sembra ormai essersi inserito perfettamente nei meccanismi del Monaco di Wenger. Dopo aver servito due assist preziosi nelle prime uscite, arriva anche il momento di <strong>togliersi qualche sassolino dalla scarpa<\/strong> nei confronti del suo recente passato in granata. Il 24 agosto 1993, La Stampa pubblica un\u2019intervista dal titolo: \u201c<strong>Il mio nemico Mondonico.<\/strong> Dalla nuova dimora monegasca, Scifo attacca l\u2019allenatore\u201d. Dalle colonne del quotidiano, l\u2019italo-belga riversa tutta la frustrazione accumulata per non essere riuscito a lasciare un\u2019impronta pi\u00f9 forte nel calcio italiano: \u201cHo rimpianti solo per il Torino, l\u2019Inter \u00e8 gi\u00e0 dimenticata \u2013 dice \u2013 A Milano ho sofferto, sono diventato uomo. A Torino ho imparato a vincere e lottare. Noi stranieri arriviamo in Italia, abbiamo un sogno in testa, poi la realt\u00e0 ci risveglia. Forse io avevo bisogno di una squadra che fosse gi\u00e0 abituata a vincere. Forse quella giusta sarebbe stata il Milan. Ma poi ci ripenso: con il Toro per due volte sono arrivato in Uefa e ho vinto la Coppa Italia\u201d.<\/p>\n<p>Scifo riflette anche sul clima eccessivamente critico del calcio italiano: \u201cSe vinci sei un re, se perdi sei uno straccio. Ma \u00e8 bellissimo, un fremito al cuore\u201d. Poi spiega le ragioni della sua partenza: \u201cMe l\u2019hanno detto in faccia, sei l\u2019unico che pu\u00f2 portarci qualcosa nelle casse. \u00c8 venuto il Monaco, ho fatto sacrifici per l\u2019ingaggio, per\u00f2 loro mi hanno fatto firmare un contratto quinquennale. Ora vivo nel centro di Montecarlo. Niente villa, un appartamento. <strong>Sono felice ma sogno ancora l\u2019Italia<\/strong>\u201d. Parole a miele per l\u2019ex presidente Gian Mauro Borsano: \u201cCon lui il Toro avrebbe volato alto. Non mi interessa quello che dicono gli altri\u201d. Ma nette sono le accuse rivolte a Emiliano Mondonico. Qualche giorno prima, il tecnico aveva dichiarato: \u201cQuest\u2019anno remiamo tutti nella stessa direzione. Lo scorso anno remavamo in pochi e <strong>qualcuno andava addirittura controcorrente<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>La replica di Scifo \u00e8 durissima: \u201cHo letto che mi ha attaccato sulla stampa, ha detto che io dividevo lo spogliatoio. Ridono tutti, anche i miei ex compagni. Loro lo conoscono come lo conosco io. Chi esce dal Toro poi pu\u00f2 dire tutta la verit\u00e0. <strong>Mondonico \u00e8 un piccolo uomo<\/strong>. <strong>Se il Toro vince il merito \u00e8 suo, se perde la colpa \u00e8 dei giocatori\u201d<\/strong>. Poi rincara la dose: \u201c<strong>\u00c8 lui il grande pericolo per l\u2019unit\u00e0 del gruppo granata.<\/strong> Ma ora basta, mi sto disintossicando anche da questo. Arrivederci calcio italiano, arrivederci Torino e buona fortuna. Ne avete bisogno\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;Tutti sorridenti meno qualcuno&#8221;\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>La risposta di <strong>Mondonico<\/strong> non si fa attendere. Da Rivolta d\u2019Adda, dove si gode una giornata di riposo dopo la Supercoppa Italia persa a Washington contro il Milan, replica: \u201cPremesso che non ho mai attaccato Vincenzo sulla stampa, perch\u00e9 se ho da dire qualcosa a qualcuno glielo dico a quattrocchi, trovo che sia disonesto e vile servirsi della televisione o dei giornali per criticare o insultare\u201d. Poi aggiunge un invito ai giornalisti: \u201cSe davvero sono tutti del suo parere <strong>non capisco perch\u00e9 non si rivolgano, o non si siano rivolti, al presidente Goveani<\/strong> chiedendo di cambiare un allenatore che ha la colpa di rovinare l\u2019armonia della squadra\u201d.<\/p>\n<p>A intervenire sono solo due ex compagni di Scifo, Annoni e Fusi, che difendono il tecnico: \u201cMai l\u2019allenatore s\u2019\u00e8 messo sul piedistallo, mai s\u2019\u00e8 appropriato delle vittorie scaricando su di noi la responsabilit\u00e0 delle sconfitte. Macch\u00e9 spogliatoio diviso, \u00e8 sempre stato unito\u201d.<\/p>\n<p>Sull\u2019argomento \u00e8 tornato poi anche lo stesso Mondonico, con un\u2019osservazione tagliente: \u201cL\u2019unione \u00e8 stata la forza del Torino. Se tra di noi ci fossero stati contrasti non saremmo mai riusciti a conquistare la Coppa Italia o a smentire tutti quanto un anno fa. Ci davano per morti\u201d. Chiude con un dettaglio simbolico: \u201cGuardatevi il poster della squadra dopo la Coppa Italia, <strong>l\u00ec<\/strong>\u00a0<strong>sono tutti sorridenti meno qualcuno\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Io sono contento cos\u00ec&#8221;\u2014 \u00a0<\/p>\n<p>Con la maglia del Monaco, Scifo vince una Division 1 nel 1997 e raggiunge due semifinali europee: in Champions nel 1994 e in Uefa nel 1997, contribuendo anche alla maturazione di giovani talenti destinati a lasciare il segno, come Thierry Henry e David Trezeguet. Partecipa ai Mondiali del \u201994 e del \u201998, portando a <strong>quattro le sue apparizioni alla Coppa del Mondo<\/strong> \u2013 un primato mai raggiunto da nessun altro giocatore belga.<\/p>\n<p>Chiude la carriera nel 2000 in Belgio. Dopo un ritorno all\u2019Anderlecht, Scifo vive un momento drammatico: durante un intervento chirurgico per una lussazione alla spalla, sopraggiungono gravi complicazioni respiratorie, con un edema polmonare che mette a rischio la sua vita. I medici escludono la possibilit\u00e0 di un ritorno in campo, ma lui non ci sta. Recupera, sfida ogni pronostico, e rientra con la maglia dello Charleroi. Un anno dopo, il 5 dicembre 2000, annuncia il suo addio al calcio.<\/p>\n<p>\u201cUn calciatore incompleto? Trovatemi altri che possono vantare i miei stessi record. Ci sono, certo, ma mica sono tanti. Io sono contento cos\u00ec\u201d. <\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cA Torino non avete visto il vero Scifo\u201d: la Coppa Italia, i primi lampi nel Principato e 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