{"id":263114,"date":"2025-12-16T08:04:10","date_gmt":"2025-12-16T08:04:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263114\/"},"modified":"2025-12-16T08:04:10","modified_gmt":"2025-12-16T08:04:10","slug":"registrati-casi-in-romania-e-croazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263114\/","title":{"rendered":"registrati casi in Romania e Croazia"},"content":{"rendered":"\n<p>Due paesi dell&#8217;Europa orientale hanno segnalato nelle ultime ore la ricomparsa della lebbra, una malattia che sembrava relegata al passato del continente. In Romania, dopo 44 anni dall&#8217;ultimo caso registrato nel 1981, le autorit\u00e0 sanitarie hanno confermato quattro casi sospetti, tutti riguardanti lavoratrici asiatiche impiegate in un centro massaggi di Cluj-Napoca. Parallelamente, la Croazia ha annunciato un caso isolato relativo a un lavoratore nepalese residente nel paese da due anni. Nonostante l&#8217;allarme iniziale, i ministeri della Sanit\u00e0 di entrambi i paesi sottolineano che non vi \u00e8 alcun pericolo per la popolazione generale, grazie alla natura poco contagiosa della malattia e ai protocolli di intervento tempestivamente attivati.<\/p>\n<p>   <a target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" href=\"https:\/\/www.rainews.it\/articoli\/2025\/12\/romania-dopo-44-anni-torna-la-lebbra-diagnosticato-un-caso-067ccbce-42f6-4ea4-b2e0-823a3e65c913.html\"><strong>La situazione in Romania<\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"margin-left:0px;\"><strong>Il ministro della Sanit\u00e0 rumeno Alexandru Rogobete ha confermato venerd\u00ec 12 dicembre la presenza di un caso accertato di malattia di Hansen<\/strong>, mentre <strong>altri tre casi sono stati sottoposti a valutazione clinica e microbiologica.<\/strong> Tutte e quattro le persone coinvolte sono donne di origine asiatica che lavorano come massaggiatrici presso uno stesso salone di Cluj-Napoca, importante citt\u00e0 della Transilvania. Le autorit\u00e0 hanno immediatamente disposto la chiusura temporanea dell&#8217;attivit\u00e0 fino al completamento dell&#8217;indagine epidemiologica in corso.<\/p>\n<p>Il ministro Rogobete ha voluto rassicurare i cittadini spiegando che, una volta avviato il trattamento farmacologico, il <strong>rischio<\/strong> di <strong>trasmissione<\/strong> si riduce progressivamente fino a scomparire, secondo quanto previsto dai protocolli internazionali. La <strong>lebbra<\/strong>, infatti, presenta una <strong>contagiosit\u00e0 limitata <\/strong>e richiede esposizioni prolungate per la trasmissione, non potendo diffondersi attraverso contatti brevi o la semplice condivisione di spazi comuni. Il salone \u00e8 stato sottoposto a sanificazioni straordinarie, tutti i dipendenti sono stati sottoposti a controlli medici e l&#8217;indagine epidemiologica \u00e8 stata estesa per identificare eventuali altri contatti a rischio.<\/p>\n<p>   <strong>Il caso croato<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-left:0px;\"><strong>Anche la<\/strong> <strong>Croazia ha confermato un caso isolato di lebbra, il primo dopo oltre 30 anni<\/strong>.<strong> L&#8217;ultimo caso nel paese balcanico risaliva infatti al 1993<\/strong>, mentre durante tutto il XX secolo erano stati registrati circa 20 casi complessivi. <strong>Bernard Kai\u0107, responsabile del Servizio per l&#8217;epidemiologia delle malattie infettive dell&#8217;Istituto croato di sanit\u00e0 pubblica, ha spiegato che il paziente si \u00e8 presentato circa dieci giorni fa al servizio epidemiologico di Spalato manifestando sintomi compatibili con la malattia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-left:0px;\">&#8220;Il caso \u00e8 stato individuato tempestivamente&#8221;, ha dichiarato Kai\u0107, precisando che &#8220;la persona \u00e8 attualmente in cura, mentre i contatti stretti hanno ricevuto una terapia post-esposizione preventiva, pur non risultando contagiati&#8221;. Il paziente \u00e8 un lavoratore straniero originario del Nepal che risiede in Croazia da due anni insieme alla propria famiglia. Una profilassi \u00e8 stata avviata e tutti i contatti sono sotto costante monitoraggio medico. Le autorit\u00e0 croate hanno sottolineato che &#8220;la situazione \u00e8 completamente sotto controllo&#8221;.<\/p>\n<p>   <strong>La malattia<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-left:0px;\"><strong>La lebbra<\/strong>, conosciuta anche come <strong>morbo di Hansen<\/strong>, \u00e8 una <strong>malattia infettiva cronica<\/strong> causata da un <strong>batterio<\/strong> che si trasmette principalmente attraverso <strong>goccioline respiratorie <\/strong>emesse con <strong>tosse <\/strong>o <strong>starnuti<\/strong>. Tuttavia, la trasmissione avviene soltanto in caso di contatto prolungato con una persona infetta, rendendo la malattia molto meno contagiosa rispetto ad altre patologie respiratorie.<br \/>L&#8217;epidemiologo Kai\u0107 ha illustrato i sintomi caratteristici: &#8220;La malattia si manifesta con <strong>lesioni cutanee<\/strong> e <strong>danni ai nervi periferic<\/strong>i, che causano perdita di sensibilit\u00e0 e una sensazione di debolezza generale&#8221;. Tuttavia, ha tenuto a precisare che, analogamente alla tubercolosi, anche la lebbra \u00e8 oggi completamente curabile. Il trattamento richiede dai sei ai dodici mesi di terapia con una combinazione specifica di farmaci antimicrobici, ma porta alla completa guarigione. &#8220;Non \u00e8 assolutamente un motivo di allarme per la popolazione&#8221;, ha concluso l&#8217;esperto.<\/p>\n<p>   <strong>La ricomparsa della lebbra<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-left:0px;\">La ricomparsa della lebbra in Europa non deve sorprendere eccessivamente, considerata la natura stessa della malattia. Il morbo di Hansen presenta infatti un periodo di <strong>incubazione<\/strong> estremamente lungo: <strong>dal momento dell&#8217;infezione alla comparsa dei primi sintomi possono trascorrere da sei mesi fino a dieci anni<\/strong>, talvolta anche di pi\u00f9. Questa caratteristica rende praticamente impossibile individuare la malattia attraverso controlli sanitari standard sulle persone provenienti da paesi dove la lebbra \u00e8 ancora endemica.<\/p>\n<p>Attualmente, secondo i dati dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, la lebbra rimane <strong>endemica <\/strong>in cinque aree principali del mondo: alcune regioni del <strong>Brasile<\/strong>, <strong>India<\/strong>, <strong>Indonesia<\/strong>, <strong>Repubblica<\/strong> <strong>Democratica del Congo, Bangladesh <\/strong>e paesi limitrofi. L&#8217;alta e crescente\u00a0mobilit\u00e0 internazionale nonch\u00e9 i forti\u00a0flussi migratori hanno\u00a0portato a sporadici casi anche in paesi dove la malattia era considerata eradicata. Fortunatamente, l&#8217;esistenza di farmaci antimicrobici efficaci permette un trattamento risolutivo della patologia, mentre la sua bassa contagiosit\u00e0 non richiede misure di isolamento particolare per i pazienti in cura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Due paesi dell&#8217;Europa orientale hanno segnalato nelle ultime ore la ricomparsa della lebbra, una malattia che sembrava relegata&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":263115,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-263114","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115728211296481662","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/263114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=263114"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/263114\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/263115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=263114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=263114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=263114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}