{"id":26318,"date":"2025-08-03T17:44:10","date_gmt":"2025-08-03T17:44:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/26318\/"},"modified":"2025-08-03T17:44:10","modified_gmt":"2025-08-03T17:44:10","slug":"bene-il-nuoto-ma-le-lacune-non-mancano-disastro-pallanuoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/26318\/","title":{"rendered":"bene il nuoto, ma le lacune non mancano; disastro pallanuoto"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<strong>PAGELLE MONDIALI SPORT ACQUATICI 2025<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nuoto, 6,5<\/strong>: le punte del movimento, ovvero Thomas Ceccon, Nicol\u00f2 Martinenghi, Benedetta Pilato e Simona Quadarella, si sono confermate tali. Il bottino complessivo parla di 7 medaglie (1 oro, 4 argenti e 2 bronzi) e 25 finali raggiunte, con il quarto posto complessivo nella classifica a punti (prima nazione europea dopo USA, Australia e Cina). Pesa molto, sul bilancio finale, la mancata vittoria di Ceccon nei 100 dorso: 2 ori avrebbero dato un peso specifico completamente differente alla spedizione. Il ricambio generazionale \u00e8 comunque in atto. Tuttavia, ad oggi i volti nuovi che possiamo gi\u00e0 considerare come papabili da medaglia a Los Angeles 2028 provengono quasi tutti dalla rana: Simone Cerasuolo (campione del mondo nei 50), Ludovico Viberti (sesto nei 100, sarebbe stato da medaglia nei 50, dove tutt\u2019ora vanta il miglior crono mondiale stagionale) e Anita Bottazzo (quarta nei 50). A questi aggiungiamo anche Carlos D\u2019Ambrosio, sesto nei 200 sl a 18 anni. L\u2019elenco finisce qui. Sara Curtis resta una grande speranza, ma dovr\u00e0 dimostrare adesso di saper effettuare l\u2019ultimo scalino per giocarsi davvero le medaglie nella velocit\u00e0: la mancata finale nei 50 sl resta uno dei principali rimpianti azzurri in questa rassegna iridata. Permangono poi tanti vuoti preoccupanti: il mezzofondo maschile, senza il veterano Gregorio Paltrinieri, \u00e8 pressoch\u00e9 sparito, cos\u00ec come il dorso femminile; il delfino resta il punto debole in campo maschile, e non si intravedono all\u2019orizzonte atleti in grado di imprimere una svolta; stesso discorso tra le donne, dove non si pu\u00f2 chiedere di pi\u00f9 all\u2019esperta Silvia Di Pietro. Insomma, non \u00e8 tutto oro quello che luccica. Per quanto riguarda le staffette, la 4\u00d7100 sl maschile si \u00e8 confermata sul podio, mentre la 4\u00d7100 mista \u00e8 rimasta un\u2019incompiuta. Crescono la 4\u00d7100 e la 4\u00d7200 sl femminile, attualmente competitive in un contesto europeo, ma ancora molto distanti dal gotha planetario.<\/p>\n<p><strong>Tuffi, 8<\/strong>: tre medaglie e quarto posto complessivo nel medagliere dietro Cina, Messico ed Australia. Si tratta della branchia della FIN che, in proporzione, ha ottenuto i risultati migliori in questo Mondiale. Chiara Pellacani si \u00e8 consacrata a tutti gli effetti come la degna erede di Tania Cagnotto, peraltro eguagliando le tre medaglie vinte in una stessa rassegna iridata proprio dalla bolzanina nel 2015. Nel sincro misto (che, giova ricordarlo, non \u00e8 olimpico) \u00e8 poi arrivata la ciliegina sulla torta dell\u2019oro in coppia con Matteo Santoro: battere la Cina significa iscrivere per sempre il proprio nome tra le leggende. Per il resto, da segnalare la crescita di Elisa Pizzini, per la quale l\u2019approdo in finale dai 3 metri rappresenta un ottimo punto di partenza: i margini di crescita nel sincro con Pellacani appaiono enormi. Non ha brillato invece il settore maschile. Questa volta i veterani Giovanni Tocci e Lorenzo Marsaglia sono rimasti al di sotto dei propri standard, mentre il gi\u00e0 citato Santoro ha steccato la prima occasione da individualista dai 3 metri, venendo eliminato prima della semifinale. Permangono infine gli atavici problemi dalla piattaforma: Sarah Jodoin Di Maria si conferma su buoni livelli, senza eccellere, mentre in campo maschile l\u2019Italia \u00e8 relegata ai margini ormai da anni.<\/p>\n<p><strong>Nuoto di fondo, 6,5<\/strong>: sei medaglie, tutte d\u2019argento. Nessun rimpianto, perch\u00e9 in tutte le gare disputate gli azzurri hanno trovato avversari di gran lunga superiori. In attesa del ritorno di Domenico Acerenza, Gregorio Paltrinieri si conferma imprescindibile per il movimento. Da dietro provano ad emergere Andrea Filadelli e Marcello Guidi, per i quali non sar\u00e0 comunque uno scherzo farsi largo in ottica di Los Angeles 2028. In campo femminile Ginevra Taddeucci \u00e8 apparsa ulteriormente progredita rispetto al bronzo di Parigi 2024, e non \u00e8 detto che sia finita qui. Alle sue spalle, tuttavia, si fatica ad intravedere ricambi all\u2019altezza nell\u2019immediato.<\/p>\n<p><strong>Nuoto artistico, 7<\/strong>: questi Mondiali hanno dimostrato che il lusinghiero risultato degli Europei (secondo posto nel medagliere con 2 ori, 5 argenti e 1 bronzo) non era stato di certo casuale. L\u2019argento e i due bronzi conquistati ai Mondiali raccontano di un\u2019Italia che da tempo ha imboccato la strada giusta e sta con i fatti solidificando la sua posizione tra le grandi di questo sport. Spesso gli azzurri hanno eseguito gli esercizi dal maggior coefficiente di difficolt\u00e0 in assoluto, pagando dazio nella (soggettiva\u2026) componente artistica. Insomma, alcuni risultati sarebbero potuti a nostro avviso essere ancora migliori.<\/p>\n<p><strong>Pallanuoto, 3<\/strong>: un Mondiale disastroso, il peggiore dal 2017. Partiamo dal Setterosa. \u00c8 vero che il ct Carlo Silipo ha messo in atto un rinnovamento della squadra, con l\u2019innesto di alcune giovani. C\u2019\u00e8 da lavorare, ma a nostro avviso grosse differenze rispetto agli ultimi anni non se ne sono viste, cos\u00ec come si fatica ad immaginare grossi margini di miglioramento. Oggi l\u2019Italia vive in un anonimo limbo: \u00e8 troppo debole per giocarsi le medaglie, ma ancora troppo superiore alle compagini di terza fascia per non mancare almeno l\u2019approdo ai quarti di finale. Il settimo posto conclusivo racconta in effetti perfettamente la dimensione attuale di una Nazionale che, nonostante il parere di alcuni addetti ai lavori, non ci ha convinto. Ancora pi\u00f9 fragoroso il flop cui \u00e8 andato incontro il Settebello: al di l\u00e0 delle dichiarazioni di facciata, il potenziale della squadra era tale che si doveva ambire ad un posto in finale. Ci si \u00e8 riparati con l\u2019alibi del gruppo rinnovato, ma in fondo lo zoccolo duro era lo stesso di Parigi 2024, con soli 4 debuttanti (4, non 14\u2026). L\u2019approccio al quarto di finale con la Grecia \u00e8 apparso inconcepibile, ma ancora di pi\u00f9 il ricadere in alcuni errori del passato che hanno portato a delle sanzioni rivelatesi decisive. Di sicuro si \u00e8 avvertita l\u2019assenza del portiere Marco Del Lungo, ma si tratta solo di una delle tante cause che hanno portato ad una edizione fallimentare e non all\u2019altezza di una squadra che, in termini di individualit\u00e0, non pu\u00f2 temere nessuno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"PAGELLE MONDIALI SPORT ACQUATICI 2025 Nuoto, 6,5: le punte del movimento, ovvero Thomas Ceccon, Nicol\u00f2 Martinenghi, Benedetta Pilato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":26319,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1474],"tags":[1537,90,89,14949,27014,27015,27016,15112,245,244,1869],"class_list":{"0":"post-26318","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-volley","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-mondiali-nuoto-2025","12":"tag-mondiali-nuoto-artistico-2025","13":"tag-mondiali-nuoto-di-fondo-2025","14":"tag-mondiali-pallanuoto-2025","15":"tag-mondiali-tuffi-2025","16":"tag-sport","17":"tag-sports","18":"tag-volley"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26318","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26318"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26318\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26318"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26318"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26318"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}