{"id":263279,"date":"2025-12-16T10:23:13","date_gmt":"2025-12-16T10:23:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263279\/"},"modified":"2025-12-16T10:23:13","modified_gmt":"2025-12-16T10:23:13","slug":"la-vera-storia-dei-sei-ragazzi-partiti-da-tonga-su-un-peschereccio-rubato-e-naufragati-su-unisola-deserta-15-mesi-di-fame-e-fatica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263279\/","title":{"rendered":"La vera storia dei sei ragazzi partiti da Tonga su un peschereccio rubato e naufragati su un&#8217;isola deserta: \u00ab15 mesi di fame e fatica\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giacomo Fasola<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Sono trascorsi 60 anni dall&#8217;impresa dei sei studenti, che partirono in cerca di fortuna, fecero naufragio e si ritrovarono soli in mezzo al Pacifico. \u00abStabilivano regole, pregavano insieme, risolvevano i conflitti parlando\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nuku\u2018alofa, <b>capitale del Regno di Tonga<\/b>, oggi \u00e8 un piccolo centro sonnolento con\u00a023 mila abitanti: mercati di frutta e case basse, una cattedrale bianca e la residenza reale.\u00a0Da qualsiasi parte si rivolga lo sguardo, all\u2019orizzonte si vede solo l\u2019<b>Oceano Pacifico<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quel mare che<b> negli anni Sessanta<\/b>, quando il Paese era povero e poco conosciuto fuori dall\u2019Oceania, rappresentava per i giovani di Tonga una tentazione quasi irresistibile.<b> Salire su una barca e partire,<\/b> lasciarsi alle spalle l\u2019isola dei genitori per lanciarsi alla scoperta del mondo.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tutti ci pensavano, qualcuno lo fece davvero. Doveva essere un gioco o poco pi\u00f9, invece <b>divent\u00f2 una lotta per la sopravvivenza<\/b>.\u00a0\u00c8\u00a0la storia di sei studenti di una scuola cattolica maschile: sei ragazzi che nel 1965, 60 anni fa, si trasformano loro malgrado nei \u201cRobinson Crusoe del Pacifico\u201d.<\/p>\n<p>    I ragazzi della scuola cattolica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;arcipelago si compone di 170 isole, molte delle quali disabitate, situato<b> nel triangolo polinesiano<\/b> tra Samoa, Fiji e Niue. L\u2019unico Paese dell\u2019Oceania a non essere mai stato colonizzato rimane uno dei pochi luoghi in cui<b> la cultura tradizionale<\/b> \u00e8 ancora viva.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A met\u00e0 degli anni Sessanta la vita scorreva lenta: il lavoro nei campi e <b>la pesca per gli adulti,<\/b> la scuola per i ragazzi. Viaggiare da un\u2019isola all\u2019altra era un evento raro; il turismo, ancora di l\u00e0 da venire. Il centro dell\u2019arcipelago, e insieme il suo cuore amministrativo, <b>era (ed \u00e8) Nuku\u2018alofa, sull\u2019isola di Tongatapu.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 qui che sono nati e cresciuti i sei adolescenti protagonisti di questa storia: <b>Luke Veloso,<\/b> 16 anni; <b>Tevita Siola\u2019a,<\/b> detto David, 15 anni; <b>Sione Fataua<\/b>, 17 anni; <b>Tevita Fatai Latu<\/b>, detto Stephen, 17 anni; <b>Kolo Fekitoa<\/b>, 17 anni; e <b>Sione Filipe Totau<\/b>, detto Mano, 16 anni. Studiano tutti alla St. Andrew\u2019s, una scuola cattolica dove le regole sono ferree e la disciplina severa. I sei ragazzi, invece, <b>sono dei sognatori: amano il rugby e il mare, <\/b>come tutti alle Tonga. Parlano spesso di fuggire in barca in cerca di avventure.<\/p>\n<p>    Il furto della barca<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La sera del 19 luglio 1965, dopo la scuola, Tevita &amp; co. smettono di sognare e decidono di passare all\u2019azione. Si ritrovano al porto, <b>salgono su un vecchio peschereccio di 24 piedi e levano l\u2019ancora. <\/b>Il piano? Raggiungere le Fiji, distanti 750 chilometri, o forse le Samoa Occidentali, a quasi 900 chilometri. Senza bussola, senza carte nautiche, con solo <b>qualche banana e qualche cocco <\/b>come provvista.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La verit\u00e0 \u00e8 che i ragazzi non hanno le idee chiare, perch\u00e9 <b>nessuno di loro sa cosa c&#8217;\u00e8 dopo l\u2019orizzonte. <\/b>L\u2019unica cosa che sanno \u00e8 che, partendo col buio, la probabilit\u00e0 di non essere visti e guadagnare qualche ora di vantaggio \u00e8 pi\u00f9 alta.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo pochi minuti l\u2019isola di Tongatapu \u00e8 gi\u00e0 diventata un puntino dietro le loro spalle, <b>e l\u2019Oceano una tavola infinita davanti agli occhi.<\/b> Ma la pace e l\u2019euforia durano poco, perch\u00e9 presto si alza un forte vento. L\u2019acqua liscia s\u2019increspa, diventa onde e poi cavalloni.<b> I sei marinai improvvisati si ritrovano nel bel mezzo di una tempesta: <\/b>\u00abPensavamo di morire quella notte. La barca si spezzava e noi pregavamo\u00bb ha ricordato uno di loro, <b>Kolo<\/b>, in un\u2019intervista radiofonica.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E invece non muoiono. La tempesta finisce e si ritrovano alla deriva, <b>senza viveri e con la vela strappata,<\/b> il timone spezzato, i contenitori d\u2019acqua non pi\u00f9 utilizzabili. Riescono chiss\u00e0 come a sopravvivere per otto giorni, quando finalmente avvistano un puntino nella foschia. <b>Un cono scuro, roccioso, <\/b>che ospita solo scogliere a strapiombo,<b> <\/b>grotte di basalto e una foresta: \u00e8 <b>l\u2019isola vulcanica di \u2018Ata<\/b>, la pi\u00f9 meridionale delle Tonga, 160 chilometri a sud-ovest da Tongatapu.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"La vera storia dei sei adolescenti di Tonga sopravvissuti 15 mesi su un'isola deserta: \u00abRicordo fame, fatica e fratellanza. Sono partito bambino e tornato uomo\u00bb\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/69404f405aa6c.png\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/69404f405aa6c.png\"\/><\/p>\n<p>    Sull&#8217;isola deserta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">All\u2019epoca, come oggi, l&#8217;isola di \u2018Ata era completamente disabitata. Ma non \u00e8 sempre stato cos\u00ec. <b>L\u2019isola aveva ospitato una piccola comunit\u00e0 polinesiana fino al 1863: <\/b>in quell\u2019anno i \u00abblackbirders\u00bb, reclutatori di manodopera per le miniere sudamericane, rapirono gli abitanti per venderli come lavoratori forzati in Per\u00f9. A quel punto <b>il re di Tonga ordin\u00f2 agli abitanti rimasti di abbandonare l\u2019isola, <\/b>vietando da quel momento in poi di tornarci.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ecco perch\u00e9 quando i sei ragazzi vi approdano, a distanza di un secolo e dopo aver scalato la scogliera a mani nude, trovano <b>terrazze di banani, resti di piantagioni abbandonate<\/b> e qualche animale inselvatichito. Per il resto solo terra incolta, versanti ripidi e nessuna spiaggia. \u00abFu come arrivare sulla luna\u00bb, racconter\u00e0 <b>Luke Veloso<\/b> molti anni dopo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/25_gennaio_06\/isola-inaccessibile-2024-fb6e64f2-fb0b-4a4c-a16f-ddecb373dxlk.shtml\" title=\"L\u2019incredibile storia dell\u2019Isola Inaccessibile, e dei due fratelli tedeschi che ci vissero da soli per due anni. \u00ab\u00c8 l&#039;isola pi\u00f9 remota dell&#039;arcipelago pi\u00f9 remoto del mondo\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Per i naufraghi comincia la vita da Robinson Crusoe<\/a>. <b>Usano rami appuntiti per accendere il fuoco, <\/b>recuperano vecchi attrezzi arrugginiti. Ovviamente, devono procurarsi del cibo: cacciano i polli selvatici che scorrazzano sull\u2019isola, raccolgono le poche banane rimaste sugli alberi rinsecchiti e <b>scavano per raccogliere i taro, <\/b>tuberi selvatici commestibili simili a patate giganti che crescono nelle zone tropicali.<\/p>\n<p>    Le regole per sopravvivere<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I ragazzi si danno un&#8217;organizzazione, che non prevede alcuna gerarchia ma <b>divide i compiti in maniera rigida<\/b>. Quelle stesse norme che a scuola tanto li infastidivano, ora rappresentano l\u2019unica possibilit\u00e0 di sopravvivere sull\u2019isola deserta: \u00abSe non avessimo collaborato, <b>saremmo morti tutti<\/b>\u00bb ha detto l\u2019allora 17enne <b>Kolo Fekitoa<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dividono le giornate in turni: <b>uno per badare al fuoco,<\/b> uno per procurare cibo, uno per l\u2019acqua. Se qualcuno dimentica il suo turno, per punizione deve fare ore di lavoro extra. Come ha scritto <b>Rutger Bregman<\/b>, che nel libro Una nuova storia (non cinica) dell\u2019umanit\u00e0 (Feltrinelli) ha riportato alla luce l\u2019impresa dimenticata dei sei adolescenti di Tonga: \u00abStabilivano regole, pregavano insieme,<b> risolvevano i conflitti parlando.<\/b> Se qualcuno si arrabbiava, veniva mandato a camminare fino a che non si era calmato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019isola, pian piano, diventa un luogo abitabile.<b> Spuntano capanne costruite usando tronchi e foglie di banano<\/b>, una cisterna viene ricavata scavando la roccia e convogliando l\u2019acqua piovana in cavit\u00e0 pi\u00f9 protette. Costruiscono <b>una palestra rudimentale, <\/b>con pesi e attrezzi di legno costruiti da loro, e un campo da rugby improvvisato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra i resti di un antico accampamento <b>trovano anche una chitarra arrugginita. <\/b>Kolo la sistema usando fili ricavati da vecchie parti metalliche, e cos\u00ec ogni sera i naufraghi possono <b>suonare e cantare davanti al fuoco,<\/b> come facevano a Tongatapu.<\/p>\n<p>    <b>Il dolore di genitori e amici<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella loro isola, intanto, i familiari pregano e sperano, ma <b>nessuno crede davvero che i naufraghi siano ancora vivi. <\/b>Il pescatore proprietario della barca ha denunciato subito la scomparsa: la guardia costiera li ha cercati, ma le acque intorno a Tongatapu sono vaste, e <b>senza una direzione precisa<\/b> \u00e8 come cercare un ago in un pagliaio.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche gli insegnanti e gli amici della <b>St. Andrew\u2019s, <\/b>che quei ragazzi li conoscono bene, perdono le speranze. \u00abDopo un po\u2019 smettemmo di parlarne\u00bb ha ricordato a distanza di anni lo zio di uno di loro,  in un&#8217;intervista <b>a una tv neozelandese<\/b>: \u00abPensavamo che il mare se li fosse presi\u00bb.<\/p>\n<p>    L&#8217;avventuriero australiano<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E invece i sei dispersi sono ancora vivi, a 160 chilometri di distanza. E hanno aggiunto alle loro giornate <b>un nuovo turno, quello di guardia:<\/b> dalla mattina alla sera, uno di loro sale sulla piattaforma di roccia che offre uno sguardo a 360 gradi sull\u2019oceano e scruta l\u2019orizzonte, <b>alla ricerca di una nave di passaggio.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Accade l\u201911 settembre 1966, a 15 mesi dall\u2019arrivo dei ragazzi ad \u2018Ata. <b>Peter Warner,<\/b> pescatore di aragoste e figlio di un magnate australiano, avvista del fumo nero salire dall\u2019isola. Si avvicina e con grande sorpresa<b> vede sei ragazzi seminudi, magri e segnati dal sole, <\/b>che corrono verso il mare urlando in inglese: \u00abWe are from Tonga!\u00bb.  <\/p>\n<p>Ha ricordato l\u2019avventuriero australiano: \u00abNon potevo crederci. <b>Pensai che fossero selvaggi, e invece erano educati, organizzati&#8230; <\/b>E vivi\u00bb. Peter Warner carica i giovani sulla sua barca e li riporta a Tongatapu. Vedendoli sbarcare nel porto di Nuku\u2018alofa, <b>a distanza di oltre un anno<\/b> dalla scomparsa, la citt\u00e0 intera di ferma.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le famiglie dei ragazzi corrono al porto, i genitori scoppiano a piangere, alcuni svengono per lo choc.<b> I ragazzi sono tornati.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La festa, per\u00f2, non dura a lungo. Il proprietario del peschereccio rubato, distrutto e andato perso, <b>non \u00e8 per nulla commosso dal lieto fine: <\/b>pretende un risarcimento e denuncia i sei ragazzi. A evitargli il carcere \u00e8 ancora una volta Peter Warner, il loro salvatore. Indignato, il figlio del magnate australiano<b> paga il risarcimento di tasca propria e assume alcuni dei naufraghi<\/b>, ormai esperti di mare, sulla sua nave.<\/p>\n<p>    <b>Che fine hanno fatto?\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Negli anni successivi, le vite di Luke Veloso, Tevita Siola\u2019a, Sione Fataua, Tevita Fatai Latu, Kolo Fekitoa e Sione Filipe Totau <b>prenderanno direzioni diverse.<\/b> Alcuni si arruolano nella Marina tongana e altri diventano pescatori, alcuni restano a vivere a  Tongatapu e altri se ne vanno.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La loro storia straordinaria finisce nell\u2019oblio, o quasi<\/b>. Nessun giornale, libro o film la racconta, ma a mantenerla viva ci pensano gli abitanti delle Tonga, che la trasformano in <b>un racconto quasi mitico<\/b> da tramandare oralmente. Sar\u00e0 lo scrittore neozelandese Rutger Bregman, decenni dopo, a ricostruire l\u2019incredibile impresa dei sei adolescenti che, soli e senza alcuno strumento, riuscirono a sopravvivere su un\u2019isola per oltre un anno <b>grazie alla cooperazione e alla disciplina condivisa.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E oggi, a 60 anni di distanza? Quattro di loro sono ancora vivi, e di tanto in tanto ripercorrono sui quotidiani o in tv l\u2019esperienza che ha segnato le loro esistenze.<b> Non risulta che nessuno, <\/b>fra i sei giovani tongani che volevano scoprire il mondo e si ritrovarono soli in mezzo al Pacifico, <b>abbia mai pi\u00f9 rimesso piede ad \u2018Ata <\/b>(l\u2019ha fatto solo qualche spedizione scientifica).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abQuando penso all\u2019isola dove trascorremmo 15 mesi r<b>icordo la fame, la fatica, ma anche la fratellanza<\/b>\u00bb ha detto Sione Filipe \u00abMano\u00bb Totau. \u00abEravamo bambini.<b> Siamo tornati uomini\u00bb.<\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-16T09:44:25+01:00\">16 dicembre 2025 ( modifica il 16 dicembre 2025 | 09:44)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Giacomo Fasola Sono trascorsi 60 anni dall&#8217;impresa dei sei studenti, che 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