{"id":263411,"date":"2025-12-16T12:38:11","date_gmt":"2025-12-16T12:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263411\/"},"modified":"2025-12-16T12:38:11","modified_gmt":"2025-12-16T12:38:11","slug":"caso-rette-il-comune-deve-pagare-mezzo-milione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263411\/","title":{"rendered":"Caso rette, il Comune deve pagare mezzo milione"},"content":{"rendered":"<p><strong>Una stangata natalizia, che non \u00e8 per\u00f2 una vera e propria sorpresa<\/strong>. Perch\u00e9 se l\u2019amministrazione guidata da Valeria Cittadin ha dovuto approvare una variazione urgente di bilancio <strong>per far fronte a una spesa di oltre mezzo milione di euro in ossequio a quanto sentenziato dal Tar,<\/strong> la materia \u00e8 nota da anni: si tratta, infatti, dell\u2019annosa questione della compartecipazione dei Comuni al pagamento della quota alberghiera delle rette delle strutture residenziali per anziani e socio-sanitarie nei confronti di degenti non autosufficienti in base all\u2019Isee.<\/p>\n<p>In questo caso,<strong> cinque famiglie si sono viste riconoscere questo diritto al pagamento dell\u2019integrazione delle rette da parte del Comune di Rovigo dai giudici amministrativi del Tar del Veneto.<\/strong> Sentenze che si allineano ad altre gi\u00e0 emesse nel passato, anche dai Tar di altre regioni. Perch\u00e9 la norma \u00e8 chiara. E quello che \u00e8 altrettanto chiaro \u00e8 che, se fino ad oggi i Comuni, hanno in qualche modo svicolato dalla questione, <strong>ora rischia di esplodere una vera e propria \u201cbomba socio-economica\u201d in grado di mettere in ginocchio le casse di tutte le amministrazioni comunali del Veneto<\/strong>. La sentenza che ha costretto il Comune di Rovigo a stanziare in bilancio 520mila euro, infatti, \u00e8 relativa a cinque soli casi. E\u2019, quindi solo il primo di una lunga serie di ricorsi e impugnazioni che, coerentemente con i tempi e con i parametri previsti dalla legge, rischia di aprirsi da qui in poi. Con cifre che, soprattutto per i Comuni pi\u00f9 piccoli, rischiano di \u201cschiantare\u201d i bilanci.<\/p>\n<p>La legge prevede infatti che la retta di ricovero di anziani o disabili non autosufficienti sia composta da una quota sanitaria, generalmente la met\u00e0, a carico del Sistema sanitario regionale, erogata dall\u2019Ulss di appartenenza, <strong>e l\u2019altra met\u00e0, la quota alberghiera, a carico dei Comuni con la compartecipazione dell\u2019utente determinata in base all&#8217;Isee.<\/strong> Generalmente, per\u00f2, \u00e8 invalsa la consuetudine di chiedere comunque all\u2019utente e ai suoi familiari un contributo nei limiti delle possibilit\u00e0. Ma non \u00e8 quello che dice la legge.<\/p>\n<p>Su questo tema, per anni e anni si \u00e8 battuto, fin dai tempi in cui era consigliere comunale nell\u2019amministrazione Merchiori, sotto le insegne di Rifondazione, Cristiano Pavarin, oggi segretario Ul Fpl. <strong>E, infatti, agli atti risulta una mozione una mozione a sua firma approvata all\u2019unanimit\u00e0 nel giugno del 2009, con un emendamento dell\u2019allora consigliere Pdl Giuseppe Scaramozzino<\/strong>, nella quale si impegna \u201cil sindaco ad attivarsi presso la Regione Veneto, previa richiesta di convocazione, tramite Anci, della conferenza Stato Regioni, per trovare la sostenibilit\u00e0 economica alla legge 328\/2000\u201d. Nella mozione si evidenzia che \u201cil decreto del presidente del Consiglio del 14 febbraio 2001 e l\u2019articolo 54 della leghe 289\/2002 stabiliscono che le rette dei ricoverati ultrassessantacinquenni non autosufficienti debbano essere pagate per il 50% dal Servizio Sanitario Nazionale e per il restante 50% dai Comuni, con eventuale partecipazione dell\u2019utente in base al valore Isee calcolato esclusivamente sul reddito dell\u2019assistito\u201d.<\/p>\n<p>Lo stesso Pavarin spiega: &#8220;Per anni ho fatto svariate assemblee in tutta Italia su questo tema e d<strong>ispiace che in altri contesti queste indicazioni siano state state raccolte e invece nel nostro territorio si \u00e8 dovuti arrivare a ricorsi e cause<\/strong>. I problemi nascono perch\u00e9 non si va ad attuare quello che \u00e8 scritto nelle leggi. Che, fortunatamente, sono poste a tutela dei cittadini meno abbienti\u201d.<\/p>\n<p>Ma oltre ad evidenziare il problema, Pavarin offre anche una via d\u2019uscita:<strong> \u201cLa soluzione c\u2019\u00e8 ed \u00e8 dietro l\u2019angolo. Infatti, esiste un fondo nazionale per la non autosufficienza, ripartito annualmente a favore delle Regioni<\/strong>: quel fondo l\u00ec pu\u00f2 avere una destinazione sociale invece viene utilizzato per finanziare le impegnative sanitarie, per cui i Comuni dovrebbero pretendere dallo Stato e dalla Regione di avere una quota di quel fondo per la funzione sociale. Questo darebbe una grandissima mano non solo ai Comuni ma anche alle famiglie e anche alle strutture, che spesso vanno in sofferenza perch\u00e9 non riescono a recuperare crediti insoluti e, anche per questo, si trovano costretti ad aumentare le rette\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 un problema serio <strong>ed \u00e8 necessario che i Comuni non siano lasciati soli a fronteggiare una simile questione perch\u00e9 le ripercussioni sui conti rischiano di essere pesantissime\u201d<\/strong>. Lo sottolinea con tono preoccupato il sindaco di Rovigo Valeria Cittadin, a margine dell\u2019approvazione della variazione urgente di bilancio per far fronte al pagamento di 520mila euro in ossequi alla sentenza del Tar sul contributo da parte del Comune della quota alberghiera delle rette dei non autosufficienti ricoverati in struttura.<\/p>\n<p>Del resto, il tema \u00e8 stato all\u2019ordine del giorno anche dell\u2019assemblea annuale di Anci Veneto, l\u2019associazione dei Comuni del Veneto, lo scorso 12 dicembre a Padova. Il vicepresidente di Anci Veneto Christofer De Zotti, sindaco di Jesolo, ha proprio rimarcato come \u201cfra le sfide che i Comuni dovranno affrontare nel prossimo futuro ce ne sono due che avranno un impatto sul sociale. La prima riguarda gli Ambiti territoriali sociali. L\u2019altra \u00e8 quella della compartecipazione alle rette delle persone non autosufficienti inseriti nelle strutture residenziali.<strong> Ci sono delle sentenze della giustizia amministrativa che stanno mettendo in discussione l\u2019impianto, portando a un\u2019esplosione dei costi per i Comuni<\/strong>. Su questo fronte c\u2019\u00e8 un problema di Isee. Puntare solo su questo indicatore non permette di fotografare al meglio la questione del patrimonio e della reddittivit\u00e0 di una persona e della sua famiglia, creando anche situazioni di iniquit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Intanto, per\u00f2, la legge e la giurisprudenza sono chiare. E ai Comuni, stando cos\u00ec le cose, non resta che pagare. Ma le ripercussioni rischiano di essere pesantissime. A meno che non entrino in gioco i fondi per la non autosufficienza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una stangata natalizia, che non \u00e8 per\u00f2 una vera e propria sorpresa. 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