{"id":263605,"date":"2025-12-16T15:37:19","date_gmt":"2025-12-16T15:37:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263605\/"},"modified":"2025-12-16T15:37:19","modified_gmt":"2025-12-16T15:37:19","slug":"to-be-continued-mario-di-paolo-larte-del-togliere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263605\/","title":{"rendered":"To Be Continued | Mario Di Paolo \u2013 L\u2019arte del togliere"},"content":{"rendered":"<p>      \t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-54721\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/REDDOT_RITRATTO_MARIO_2-copia-e1765540686566.jpeg\" alt=\"Mario Di Paolo, wine designer, fotografo e fondatore di Spazio Di Paolo\" width=\"500\" height=\"352\"\/>Mario Di Paolo, wine designer, fotografo e fondatore di Spazio Di Paolo<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Alcuni imparano a vedere. Altri, invece, imparano a vedere dentro. <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/mario-di-paolo-70a89671\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Mario Di Paolo<\/a> appartiene a questa seconda, rarissima categoria. Un talento autentico, cresciuto in una casa in cui l\u2019arte non era un\u2019attivit\u00e0, bens\u00ec un destino respirato ogni giorno.<\/p>\n<p>Suo padre, fotografo professionista e docente, portava con s\u00e9 la disciplina della luce e dell\u2019attesa; sua madre, scultrice e pittrice, la forza delle mani e della materia. \u00c8 in questo incrocio di visioni e gesti che Mario ha trovato il suo orientamento.<\/p>\n<p>A sedici anni era gi\u00e0 fotografo d\u2019arte. A vent\u2019anni lavorava per gallerie e artisti che avrebbero segnato la storia contemporanea: Pistoletto, Spalletti, Kosuth, Kiefer. Passava le giornate in sala posa, sotto una luce rossa che misurava il tempo, aspettando che un foglio bianco decidesse finalmente di rivelarsi. Ed \u00e8 forse l\u00ec che ha compreso la lezione pi\u00f9 preziosa:\u00a0creare significa togliere. Eliminare il superfluo, lasciare emergere l\u2019essenziale, custodire lo sguardo.<\/p>\n<p>Per molti anni la fotografia \u00e8 stata tutto. Arte, ma non solo. Nello studio di suo padre entravano di tutto: pezzi di metallo, tubi, alimenti, liquidi, e naturalmente bottiglie di vino. Il fotografo \u201cdi una volta\u201d doveva saper fare tutto e Mario, eredita quella stessa versatilit\u00e0. Cos\u00ec, oltre ai lavori d\u2019arte, si ritrova a fotografare still life per le aziende del territorio: etichette, bottiglie, dettagli tecnici. \u00c8 in quel contesto professionale, nato quasi per continuit\u00e0 familiare, che inizia a osservare da vicino il linguaggio visivo del mondo del vino.<\/p>\n<p>Passava giornate intere dietro al banco ottico, illuminando bottiglie una dopo l\u2019altra: fino a mille l\u2019anno. Un esercizio di pazienza, tecnica e precisione che lo ha reso uno dei pochi capaci di far parlare una superficie di vetro. Ed \u00e8 proprio l\u00ec, sotto quelle luci, che qualcosa ha iniziato a incrinarsi.<\/p>\n<p>Quelle etichette non gli restituivano ci\u00f2 che il vino meritava. Non erano sbagliate: erano\u00a0insufficienti. Mancava loro un\u2019anima, un linguaggio capace di raccontare la storia, la terra, il tempo che ogni vino porta con s\u00e9. \u00abNon capivo perch\u00e9 non mi piacessero\u00bb, ricorda. Cos\u00ec ha iniziato a studiarle come studiava le fotografie: smontandole, analizzandole, cercando la causa di quel vuoto.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 un giorno semplice e definitivo ha messo un punto: \u201cBasta. Ora le faccio io\u201d.<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato un cambio di mestiere, ma un cambio di prospettiva. Ha portato dentro il vino l\u2019arte, la fotografia, la tecnica, la conoscenza dei materiali e dei processi produttivi. Ha trasformato l\u2019etichetta da superficie stampata a\u00a0linguaggio. E da quel momento nulla sarebbe pi\u00f9 stato come prima.<\/p>\n<p>La conferma di essere sulla strada giusta arriva nel 2012. Il progetto\u00a0Ausonia, realizzato per una cantina abruzzese, ottiene quattro premi al Vinitaly. Per lui, che non aveva mai ricevuto neppure una medaglia scolastica, \u00e8 una rivelazione. Non un punto d\u2019arrivo, ma l\u2019inizio di un percorso che lo porter\u00e0 a ripensare l\u2019intero settore del packaging Wine &amp; Spirits: etichette interattive, tecniche di stampa mai utilizzate prima, sovrapposizioni di carte e materiali capaci di dare alle bottiglie una dimensione quasi scultorea.<\/p>\n<p>Premio dopo premio \u2013 fino all\u2019incoronazione come\u00a0Designer of the Year ai Pentawards nel 2021\u00a0e al\u00a0Best of the Best al Red Dot nel 2016\u00a0\u2013 Mario diventa un riferimento internazionale. E il suo studio,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.spaziodipaolo.it\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Spazio di Paolo<\/a>, assume una forma nuova: non pi\u00f9 soltanto un luogo di progettazione, ma un habitat creativo immerso nella campagna di Spoltore, un laboratorio in cui arte, filosofia, biodiversit\u00e0 e tecniche di stampa si contaminano di continuo. \u00c8 un crocevia. Un avamposto. Un ecosistema culturale. Uno spazio di vita, come ama definirlo.<\/p>\n<p>A confermarlo non sono soltanto i riconoscimenti, ma anche il ruolo che gli viene affidato a livello istituzionale. Veronafiere affida a Mario Di Paolo la Direzione Artistica del Vinitaly Design Award, chiamandolo a dare una visione a uno spazio che mette al centro il dialogo tra vino, design e cultura visiva.<\/p>\n<p>In soli due anni, quel premio diventa uno degli appuntamenti pi\u00f9 attesi di Vinitaly. Non per l\u2019effetto spettacolare, ma per la qualit\u00e0 del pensiero che riesce a generare. Mario lo trasforma in un luogo di confronto, di ricerca, di responsabilit\u00e0 culturale. E a suggellare questo passaggio, invita\u00a0Michelangelo Pistoletto\u00a0\u2013 uno dei maestri incontrati all\u2019inizio del suo percorso \u2013 nel ruolo di Presidente Onorario.<\/p>\n<p>\u00c8 un ritorno alle origini, ma da una posizione nuova: non pi\u00f9 soltanto quella di chi crea, ma di chi\u00a0orienta.<\/p>\n<p>Oggi Mario non \u00e8 pi\u00f9 geloso del suo sapere, come lo era vent\u2019anni fa. La consapevolezza, quella che arriva solo dopo aver camminato a lungo, lo ha portato a un cambio di sguardo: ora la sua priorit\u00e0 \u00e8\u00a0trasferire. Ha costruito un team di dieci persone che considera il futuro dello studio. Le forma, le accompagna, le espone al mondo. Perch\u00e9, come dice lui, \u201cnon si pu\u00f2 creare senza conoscere tutto, dalla tecnica ai materiali, dai processi produttivi alla chimica del vino\u201d. La creativit\u00e0, senza struttura, \u00e8 un lampo destinato a spegnersi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un altro luogo che gli ha cambiato la vita: Napa Valley. Nel 2020, durante uno speech per il mondo del vino californiano, Mario percepisce una sintonia rara. Le colline, le vigne, la lentezza del tempo gli ricordano che l\u2019arte \u2013 come il vino \u2013 \u00e8 un dialogo con la natura e con la memoria. \u00c8 cos\u00ec che decide di aprire l\u00ec la prima societ\u00e0 americana dello studio. Non come fuga, ma come estensione del \u201csaper fare\u201d italiano, un po\u2019 come hanno fatto i grandi brand del nostro vino. Napa gli permette di respirare un ritmo diverso: la metropoli di San Francisco alle spalle, la terra davanti. \u00c8 un equilibrio che racconta anche la sua interiorit\u00e0.<\/p>\n<p>La fotografia, intanto, rimane il suo luogo sacro. \u201c\u00c8 meditazione\u201d, dice. \u201c\u00c8 attesa. \u00c8 l\u2019arte di togliere\u201d. E in quell\u2019arte del togliere c\u2019\u00e8 tutta la sua filosofia: scegliere cosa rimane e cosa scompare, cosa vale davvero e cosa pu\u00f2 essere lasciato fuori dal quadro.<\/p>\n<p>Una lezione che oggi trasmette anche alle sue figlie, con un approccio semplice e potente: non imporre, non indirizzare, non condizionare. Solo chiedere loro di guardare e ascoltare. Il resto verr\u00e0 da s\u00e9.<\/p>\n<p>Chi lo conosce bene sa che Mario vive l\u2019arte con la stessa naturalezza con cui altri respirano. Entra negli studi degli artisti, li accoglie in casa, dialoga con loro come si fa con i compagni di viaggio. \u00c8 un uomo che continua a cercare. A sperimentare. A togliere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il suo \u00e8 un mestiere che non si esaurisce mai: \u00e8 un modo di stare al mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right\">#ToBeContinued<br \/><a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/andreabettini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Andrea Bettini<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mario Di Paolo, wine designer, fotografo e fondatore di Spazio Di Paolo \u00a0 Alcuni imparano a vedere. 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