{"id":263729,"date":"2025-12-16T17:08:18","date_gmt":"2025-12-16T17:08:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263729\/"},"modified":"2025-12-16T17:08:18","modified_gmt":"2025-12-16T17:08:18","slug":"germania-lallarme-choc-degli-industriali-e-la-crisi-peggiore-dal-1949-il-nostro-modello-e-al-capolinea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263729\/","title":{"rendered":"Germania, l\u2019allarme choc degli industriali: \u00ab\u00c8 la crisi peggiore dal 1949, il nostro modello \u00e8 al capolinea\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Giuliana Ferraino<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Il presidente della Confindustria tedesca Leibinger: \u00abIl Paese rischia una deindustrializzazione irreversibile. La Cina ha copiato il nostro modello\u00bb. Crescita zero e 3 milioni di disoccupati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ancora cattive notizie dalla Germania. Peter Leibinger, presidente della BDI, la Confindustria tedesca, sostiene che il clima nel Paese \u00e8 \u00abestremamente negativo, in parte addirittura aggressivo\u00bb. E che \u00able aziende sono profondamente deluse\u00bb.  In un\u2019intervista alla S\u00fcddeutsche Zeitung, emerge un <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_novembre_03\/l-italia-in-recessione-meno-abitanti-meno-industria-e-piu-concorrenza-cinese-frenata-di-pil-o-crisi-di-modello-7ff78c55-1523-429d-b81a-d9aa3409bxlk.shtml\" title=\"L\u2019Italia in recessione? Meno abitanti, meno industria e pi\u00f9 concorrenza cinese: quando \u00e8 andato in crisi il nostro modello di sviluppo?\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">quadro allarmante anche per l\u2019Italia<\/a>, di cui la Germania \u00e8 il principale <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_dicembre_13\/regno-unito-la-frenata-britannica-e-piu-seria-del-previsto-tagli-ai-tassi-e-crescita-zero-perche-riguarda-anche-noi-48ce0387-cda0-4ea1-9b27-96b4f9477xlk.shtml\" title=\"Regno Unito, la frenata britannica \u00e8 pi\u00f9 seria del previsto (tagli ai tassi e crescita zero): perch\u00e9 riguarda anche noi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">partner commerciale<\/a>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E\u2019 \u00abla crisi economica pi\u00f9 grave dalla fondazione della Repubblica Federale\u00bb nel 1949, afferma Leibinger. Non si tratta di una semplice congiuntura negativa ciclica, ma di una crisi strutturale profonda, sottolinea. Il timore \u00e8 di una \u00abdeindustrializzazione irreversibile\u00bb. Se un uomo noto per la moderazione e i toni pacati usa toni apocalittici, significa che la situazione \u00e8 estremamente grave. I \u00abcampanelli d&#8217;allarme devono suonare\u00bb, perch\u00e9 il modello economico tedesco \u00e8 sotto attacco su pi\u00f9 fronti: costi dell&#8217;energia, burocrazia, competizione globale, avverte il numero uno degli industriali.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Investimenti in infrastrutture e digitale, ma l&#8217;economia ristagna<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I numeri gli danno ragione. Nonostante la \u00abrivoluzione\u00bb del Cancelliere Merz, che in primavera ha allentato il freno al debito previsto dalla costituzione, esentando le spese militari e stanziando 500 miliardi di investimenti (nell\u2019arco di 10-12 anni) in infrastrutture e digitalizzazione, l&#8217;economia reale ristagna. Berlino chiuder\u00e0 l\u2019anno con un Pil stimato tra 0 e +0,1%, secondo le stime del Consiglio degli esperti economici, e quasi 3 milioni di disoccupati secondo l\u2019Ifo (il settore manifatturiero ha perso oltre 500 mila posti di lavoro dai picchi pre-Covid), mentre il tasso di disoccupazione \u00e8 salito al 6,3%.<\/p>\n<p>    La crisi dell\u2019automotive<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il simbolo di questo declino \u00e8 l&#8217;industria automotive. Il settore, fiore all&#8217;occhiello del Made in Germany, deve fare i conti con la concorrenza aggressiva dei veicoli elettrici cinesi a basso costo e gli alti costi energetici. I ritardi nell&#8217;innovazione digitale e nelle batterie, inoltre, hanno reso <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/aziende\/25_novembre_26\/volkswagen-prima-auto-100-made-in-china-costi-di-produzione-dimezzati-rispetto-all-europa-2c3c4ac3-4717-4a89-be84-af3e7313bxlk.shtml\" title=\"Volkswagen, prima auto 100% made in China: \u00abCosti di produzione dimezzati\u00bb rispetto all\u2019Europa\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">colossi come Volkswagen vulnerabili<\/a>, portando a piani di ristrutturazione e chiusure di impianti che fino a pochi anni fa erano impensabili.<\/p>\n<p>    L\u2019espansionismo russo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A complicare il quadro economico c&#8217;\u00e8 la dimensione geopolitica. La Germania teme l\u2019espansionismo russo pi\u00f9 di ogni altro grande Paese occidentale. In un recente incontro a Villa Vigoni dedicato al Dialogo italo-tedesco, pi\u00f9 di un imprenditore ha espresso la convinzione che in Germania non \u00e8 tanto una questione di \u00abse\u00bb ma di \u00abquando\u00bb Mosca attaccher\u00e0 l\u2019Europa. Il riarmo di Berlino risponde dunque a una paura reale della societ\u00e0.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il problema \u00e8 che i soldi per le infrastrutture (ponti, ferrovie) sono lenti da spendere a causa della burocrazia tedesca. Inoltre, la riforma del nuovo governo ha aiutato la difesa (Rheinmetall, Hensoldt) e l&#8217;edilizia pubblica, ma non ha abbassato i costi operativi immediati per le aziende private energivore. Le tasse sulle imprese rimangono tra le pi\u00f9 alte dell&#8217;Ocse e il prezzo dell&#8217;elettricit\u00e0 \u00e8 ancora doppio rispetto agli Stati Uniti o alla Cina. Leibinger nota che, nonostante i soldi, c&#8217;\u00e8 una \u00abatmosfera aggressiva\u00bb contro il governo perch\u00e9 le aziende non vedono sollievo nei loro bilanci attuali, ma solo promesse di cantieri futuri.<\/p>\n<p>    La competizione con la Cina<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019intervista tocca un altro nervo scoperto: la competizione della Cina, che Leibinger accusa apertamente di aver \u00abcopiato il modello tedesco\u00bb. Secondo il presidente della BDI, la Germania ha commesso l\u2019errore strategico di credere che la divisione del lavoro sarebbe durata per sempre: la Germania forniva le macchine e la tecnologia (il know-how), mentre la Cina forniva la manodopera e il mercato di massa.<\/p>\n<p>    Il \u00abmodello Germania\u00bb \u00e8 entrato in crisi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Invece la Cina ha studiato meticolosamente il \u00abModello Germania\u00bb, basato su un forte surplus commerciale, manifattura avanzata e le hidden champions, cio\u00e8 le medie imprese leader mondiali. Pechino non si \u00e8 infatti limitata a comprare prodotti tedeschi; ha usato gli ultimi 20 anni per assorbire la tecnologia e i processi produttivi tedeschi, spesso tramite joint venture forzate. Ora la Cina ha replicato quel modello ma su una scala immensamente pi\u00f9 grande e con costi inferiori. Non hanno pi\u00f9 bisogno dei macchinari tedeschi perch\u00e9 sono loro a produrli e a venderli sul mercato globale, diventando diretti concorrenti della Germania nei settori ad alto valore aggiunto (auto elettriche, macchinari industriali, chimica).<\/p>\n<p>    Il malato d\u2019Europa e il tempo delle riforme<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In un momento in cui la Germania si trova spesso descritta come il \u00abmalato d&#8217;Europa\u00bb, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo per le riforme graduali. Serve piuttosto una terapia d&#8217;urto per salvare il sistema industriale tedesco, ma questa terapia deve rimanere all&#8217;interno del perimetro democratico ed europeista, escludendo le frange estremiste, come l\u2019AfD. Per l&#8217;industria tedesca, orientata all&#8217;export e dipendente dall&#8217;apertura dei mercati e dall&#8217;attrazione di talenti stranieri, l&#8217;isolazionismo e la xenofobia dell&#8217;AfD rappresentano un \u00abveleno\u00bb, sostiene infatti il presidente della BDI. <\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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