{"id":263944,"date":"2025-12-16T20:18:15","date_gmt":"2025-12-16T20:18:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263944\/"},"modified":"2025-12-16T20:18:15","modified_gmt":"2025-12-16T20:18:15","slug":"la-lebbra-torna-in-europa-segnalati-casi-in-romania-e-croazia-lesperto-effetto-degli-spostamenti-globali-delle-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/263944\/","title":{"rendered":"La lebbra torna in Europa: segnalati casi in Romania e Croazia. L&#8217;esperto: &#8220;Effetto degli spostamenti globali delle persone&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Dopo decenni di silenzio, la<strong> lebbra<\/strong> \u2013 o <strong>morbo di Hansen<\/strong> \u2013 torna a far parlare di s\u00e9 anche in Europa. Nelle ultime settimane sono stati segnalati alcuni casi in Romania e un caso isolato in Croazia, riaccendendo interrogativi su una malattia che molti consideravano ormai confinata ai libri di storia della medicina. Le autorit\u00e0 sanitarie rassicurano, ma la notizia ha inevitabilmente alimentato timori. Per capire se ci sia davvero motivo di preoccupazione e cosa significhino queste segnalazioni, ne abbiamo parlato con il professor<strong> Roberto Cauda<\/strong>, infettivologo, Universit\u00e0 Campus Biomedico e consulente per le malattie infettive dell\u2019European Medicines Agency (EMA).<\/p>\n<p>Casi isolati e globalizzazione: c\u2019\u00e8 un\u2019emergenza?<\/p>\n<p>\u201cLa comparsa di casi di lebbra in Europa va letta con grande cautela, evitando ogni tono drammatico \u2013 ci spiega Cauda -. La lebbr<strong>a \u00e8 una malattia che esiste ancora nel mondo ed \u00e8 presente in forma endemica in numerosi Paesi.<\/strong> I dati dell\u2019Organizzazione mondiale della sanit\u00e0 indicano che, gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni Duemila, la malattia era segnalata in 91 nazioni, con una diffusione maggiore in India, Africa subsahariana e Sud America. In questo contesto<strong>, i casi europei non rappresentano un\u2019anomalia inquietante<\/strong>, ma piuttost<strong>o l\u2019effetto degli spostamenti globali delle persone.<\/strong> Si tratta di fenomeni isolati, molto rari, che devono indurre attenzione ma non allarmismo. Il rischio per la popolazione europea resta infatti bassissimo, quasi trascurabile, e la lebbra non pu\u00f2 essere considerata una minaccia per la salute pubblica nel nostro continente\u201d.<\/p>\n<p>Sintomi lenti e insidiosi: cosa colpisce davvero la lebbra<\/p>\n<p>\u201cDal punto di vista clinico,<strong> \u00e8 una malattia complessa,<\/strong> con manifestazioni che possono variare notevolmente da persona a persona \u2013 continua l\u2019esperto -. Il quadro dipende in larga misura dalla risposta immunitaria del soggetto, che condiziona sia l\u2019evoluzione sia la gravit\u00e0 della patologia. In genere i primi segnali riguardano la cute e il sistema nervoso periferico: lesioni cutanee e disturbi della sensibilit\u00e0 sono tra i campanelli d\u2019allarme pi\u00f9 comuni. <strong>A rendere insidiosa la malattia \u00e8 soprattutto il suo decorso lento.<\/strong> Non \u00e8 una patologia acuta, ma <strong>si sviluppa nel corso di anni, talvolta di decenni.<\/strong> Proprio questa lentezza, se la diagnosi arriva tardi, pu\u00f2 portare a esiti invalidanti, come perdita della motilit\u00e0 muscolare, anestesia di alcune parti del corpo, fino a danni oculari e cecit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Incubazione lunga e diagnosi tardive<\/p>\n<p>Un altro elemento chiave \u00e8 il lunghissimo periodo di incubazione. Come sottolinea l\u2019infettivologo, \u201cIn media si parla di<strong> circa cinque anni<\/strong>, ma esistono forme che si manifestano dopo pochi mesi e altre che possono emergere anche a distanza di dieci anni dal contagio. Questo rende la diagnosi pi\u00f9 difficile e spiega perch\u00e9, in alcune aree del mondo, la malattia venga riconosciuta quando i danni sono gi\u00e0 avanzati. Oggi, tuttavia, gli strumenti diagnostici non mancano:<strong> una volta sospettata, la lebbra pu\u00f2 essere confermata attraverso test di natura microbiologica\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Decisive sono diagnosi precoce e accesso alle cure<\/p>\n<p>Sul fronte delle cure, il messaggio \u00e8 netto: la lebbra \u00e8 curabile. <strong>\u201cEsistono farmaci efficaci, ma la terapia richiede tempo e rigore<\/strong> \u2013 continua Cauda -. Il trattamento dura almeno un paio d\u2019anni e prevede sempre l\u2019uso di pi\u00f9 farmaci in associazione, mai in monoterapia. Se la diagnosi \u00e8 precoce e la terapia viene avviata prima che compaiano le forme pi\u00f9 gravi, la prognosi \u00e8 favorevole\u201d. Nelle aree pi\u00f9 povere del mondo, per\u00f2, il problema non \u00e8 tanto l\u2019inefficacia dei farmaci quanto il loro utilizzo tardivo: \u201cI medicinali non possono infatti cancellare le lesioni invalidanti gi\u00e0 presenti. Da qui l\u2019importanza \u2013 conclude Cauda \u2013 di<strong> garantire a livello globale l\u2019accesso alle cure<\/strong>: un intervento tempestivo pu\u00f2 migliorare la prognosi e incidere profondamente sulla qualit\u00e0 della vita di milioni di persone\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Dopo decenni di silenzio, la lebbra \u2013 o morbo di Hansen \u2013 torna a far parlare di s\u00e9&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":263945,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-263944","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115731097610591386","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/263944","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=263944"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/263944\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/263945"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=263944"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=263944"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=263944"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}