{"id":264229,"date":"2025-12-17T00:26:11","date_gmt":"2025-12-17T00:26:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/264229\/"},"modified":"2025-12-17T00:26:11","modified_gmt":"2025-12-17T00:26:11","slug":"meloni-dice-no-al-mercosur-telefonata-con-macron-salta-la-firma-di-von-der-leyen-in-brasile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/264229\/","title":{"rendered":"Meloni dice no al Mercosur, telefonata con Macron. Salta la firma di von der Leyen in Brasile"},"content":{"rendered":"<p>Il pallino \u00e8 nelle mani di <strong>Giorgia Meloni<\/strong>. E lei ha deciso di giocare la partita fino in fondo. L&#8217;Italia dice no al Mercosur, il trattato commerciale con il gruppo di paesi latinoamericani del Mercado Comum do Sul &#8211; Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay &#8211; impaludato da 25 anni e destinato a restare ancora fermo a nastri di partenza ormai impolverati. Il via libera era atteso questa settimana a livello di Stati membri &#8211; con gli agricoltori a bordo dei loro trattori pronti a invadere le strade di Bruxelles a Consiglio europeo in corso &#8211; poi sabato Ursula von der Leyen e Antonio Costa sarebbero volati a Brasilia, accolti dal presidente Lula per firmare l\u2019accordo lumaca, mettendo fine a una saga che va avanti da un quarto di secolo. Poi per\u00f2, a ridosso del giorno X, \u00e8 arrivato il no della Francia, il \u201cni\u201d dell\u2019Italia e il silenzio di Roma. Di pietra, considerando che se anche il nostro Paese si fosse messo di traverso avrebbe fatto saltare il banco, non consentendo all\u2019Ue di raggiungere la maggioranza qualificata indispensabile a far passare l\u2019accordo. A rompere il silenzio ci ha pensato la premier in persona, affrontando il dossier con von der Leyen a viso aperto, al termine della cena dei volenterosi luned\u00ec sera a Berlino, come anticipato da ilMessaggero.it. Un lungo faccia a faccia che ha fatto slittare di un\u2019ora e mezzo il volo di rientro a Roma. Necessario, vista la delicatezza della questione e il rapporto privilegiato della presidente del Consiglio italiana con la numero 1 di Palazzo Berlaymont.<\/p>\n<p><p>APPROFONDIMENTI<\/p>\n<p>       <a href=\"https:\/\/www.ilmattino.it\/primopiano\/politica\/sondaggi_politici_meloni_la_leader_piu_apprezzata_cosa_e_successo-9248379.html\" title=\"Sondaggi politici, Fratelli d&#039;Italia vola al 31,1%, cresce anche il M5s. Meloni la leader pi\u00f9 apprezzata\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/9248379_15173224_onecms_1nu43zbsf7nclqdhuuh.jpg\" title=\"Sondaggi politici, Fratelli d'Italia vola al 31,1%, cresce anche il M5s. Meloni la leader pi\u00f9 apprezzata\" width=\"264\" height=\"144\"\/><\/a>          <\/p>\n<p>Ma a questa storia manca un tassello, una tessera decisiva per comporre il puzzle. E viaggia sulla rotta Roma-Parigi. Perch\u00e9 domenica Emmanuel Macron e la premier si sono sentiti al telefono, per fare sponda e giocare di squadra arenando il trattato. Su cui sia Francia che Italia hanno sempre nutrito e manifestato forti dubbi, convinti che aprire i mercati interni ai prodotti agricoli sudamericani avrebbe messo seriamente a rischio il comparto, minato da una concorrenza a cui sarebbe difficile tener testa. D\u2019altronde basta guardare ai prezzi di frutta e verdura nei nostri carrelli per comprendere la portata del rischio. Per ridurli e convincere gli scettici, la Commissione ha lavorato alacremente, fino a introdurre la sospensione delle concessioni in caso di aumento delle importazioni o di crollo dei prezzi oltre il 10%. Ieri dal Parlamento Ue \u00e8 arrivata un\u2019ulteriore stretta, facendo scendere l\u2019asticella dal 10 al 5%, il tetto chiesto a gran voce dalle associazioni agricole che tuttavia continuano a puntare i piedi per mandare all\u2019aria il negoziato dalla A alla Z. Mentre von der Leyen non si arrende e tenta il tutto per tutto, inserendo nel provvedimento omnibus sulla sicurezza alimentare un giro di vite per l\u2019uso di pesticidi nei paesi Mercosur e, al contempo, un allargamento delle maglie per i produttori europei. \u00abStiamo lavorando in Europa \u2013 assicura il ministro Francesco Lollobrigida \u2013 per ricomporre in quadro. Per farlo abbiamo chiesto delle garanzie e alcune le abbiamo gi\u00e0 ottenute come governo italiano. Se ci vorr\u00e0 qualche giorno in pi\u00f9 per un accordo ottimo invece che solo buono, anche il nostro sistema industriale lo capir\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>I NUMERI DEI SIGNOR NO <\/p>\n<p>Della minoranza di blocco fanno parte Francia, Polonia, Austria, Ungheria (in forse anche Irlanda e Belgio), con Roma che si \u00e8 ritrovata ago della bilancia, aggiungendo un +1 indispensabile per far slittare il s\u00ec al Mercosur, perch\u00e9 per fermare la ratifica occorrono 4 Paesi contrari e rappresentativi di almeno il 35% della popolazione Ue. Ecco dunque che per Macron &#8211; che sul trattato con i paesi sudamericani ha il fiato sul collo di Marine Le Pen, indiscussa paladina degli agricoltori &#8211; era questione decisiva portare Meloni dalla sua. E bench\u00e9 tra i due non corra buon sangue, sul Mercosur la premier, che ha nel mondo agricolo uno degli zoccoli duri del suo elettorato, si \u00e8 trovata sulla stessa linea d\u2019onda: servono pi\u00f9 garanzie, abbiamo ottenuto molto ma si pu\u00f2 spuntare di pi\u00f9. Bench\u00e9 fonti francesi sostengano che in realt\u00e0 monsieur le pr\u00e9sident fosse convinto che Roma non avrebbe mai fatto mancare il suo sostegno alla numero 1 di Palazzo Berlaymont. E Macron, sotto sotto, sperasse in un via libera al Mercosur con il voto contrario della Francia. Fantapolitica? Chiss\u00e0. Fatto sta che von der Leyen, salvo accordi in zona Cesarini, ora dovr\u00e0 fare i conti con un rinvio e tempi incerti. La speranza \u00e8 di chiuderla gi\u00e0 a gennaio, ma mandare a monte l\u2019appuntamento di Brasilia \u00e8 gi\u00e0 un duro colpo da incassare. Col Mercosur che di fatto torna in stand-by, in barba a chi &#8211; il tedesco Friedrich Merz e Pedro Sanchez in testa &#8211; vede nel trattato un\u2019opportunit\u00e0 enorme da cogliere, con nuovi mercati prateria per gli esportatori europei, fiaccati dai dazi Usa e della concorrenza sfrenata della Cina.<\/p>\n<p>Quando vedr\u00e0 la luce &#8211; dopo un travaglio infinito &#8211; il trattato Ue-Mercosur creer\u00e0 la pi\u00f9 grande zona di libero scambio al mondo, con oltre 700 milioni di consumatori potenziali, incentivati ad acquistare grazie alla sforbiciata ai maxi-dazi oggi esistenti sulle auto (35%), sui macchinari (14-20%) e sui farmaci (fino al 14%) esportati dall&#8217;Europa. Secondo le stime della Commissione europea, l\u2019intesa coprirebbe oltre il 90% degli scambi commerciali tra i due blocchi.<\/p>\n<p>IL CONFRONTO SUI FROZEN ASSET <\/p>\n<p>Con Meloni, von der Leyen ha affrontato anche il tema dei frozen asset russi, cercando di convincere la premier della validit\u00e0 dell\u2019impianto giuridico messo a punto. E cogliendo qualche spiraglio nell\u2019italiana, meno granitica nei suoi dubbi ma ferma nel chiedere che non sia l\u2019Europa a pagare un prezzo insostenibile. Una riflessione che ha riguardato anche il fabbisogno di Kiev: lo sforzo degli europei potrebbe essere ridimensionato a 90 miliardi in due anni, meno della met\u00e0 dei 190 preventivati. A Bruxelles si ragiona e si fa di conto a 24 ore di un summit che potrebbe passare alla storia. Ma che rischia di chiudersi con un nulla di fatto, proprio come per il Mercosur.<\/p>\n<p>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il pallino \u00e8 nelle mani di Giorgia Meloni. E lei ha deciso di giocare la partita fino in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":264230,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,126,153978,166,7,15,11,167,12,168,12753,161,162,163],"class_list":{"0":"post-264229","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-giorgia-meloni","12":"tag-mercosur","13":"tag-mondo","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-ultime-notizie","17":"tag-ultime-notizie-di-mondo","18":"tag-ultimenotizie","19":"tag-ultimenotiziedimondo","20":"tag-ursula-von-der-leyen","21":"tag-world","22":"tag-world-news","23":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115732072990005488","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264229","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=264229"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264229\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/264230"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=264229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=264229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=264229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}