{"id":264429,"date":"2025-12-17T03:59:12","date_gmt":"2025-12-17T03:59:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/264429\/"},"modified":"2025-12-17T03:59:12","modified_gmt":"2025-12-17T03:59:12","slug":"i-migliori-film-italiani-usciti-nel-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/264429\/","title":{"rendered":"I migliori film italiani usciti nel 2025"},"content":{"rendered":"<p>12<\/p>\n<p>La vita da grandiGreta Scarano<\/p>\n<p>Per il suo debutto dietro la macchina da presa, Greta Scarano rischia grosso. Con una storia (vera) che mischia commozione, sentimenti e leggerezza. L\u2019esito \u00e8 sorprendente. Per tono, fluidit\u00e0, direzione degli attori. Matilda De Angelis \u00e8 sempre pi\u00f9 fuoriclasse (vedi pi\u00f9 avanti), ma il suo \u201cfratello\u201d Yuri Tuci, bravissimo attore neurodivergente, non \u00e8 da meno. Candidato agli EFA, gli Oscar europei.<\/p>\n<p>11<\/p>\n<p>Cinque secondiPaolo Virz\u00ec<\/p>\n<p>La solita, precisissima commedia umana di Paolo Virz\u00ec, che per\u00f2 ci infila anche il family drama, il m\u00e9lo e un azzardo (riuscito) di legal thriller. Il film che lo riconcilia col suo pubblico \u00e8 una storia che dal buio cerca la luce, anche letteralmente. E che \u00e8 retta sulle spalle di un Valerio Mastandrea anche pi\u00f9 che bravissimo, come le raggianti Valeria Bruni Tedeschi e Galat\u00e9a Bellugi.<\/p>\n<p>10<\/p>\n<p>DiciannoveGiovanni Tortorici<\/p>\n<p>Un esordio ruvido, punk, leggero, profondissimo. L\u2019ha scritto e diretto Giovanni Tortorici (e prodotto, tra gli altri, Luca Guadagnino). Dentro c\u2019\u00e8 molto del suo autore, 28 anni da Palermo, e del suo sguardo laterale e centralissimo. Letteratura, educazione sentimentale, un protagonista (il notevole Manfredi Marini) che non vuole fare il piacione come quasi tutti i ragazzi del cinema italiano. Una voce che mancava.<\/p>\n<p>\u201cLe ore del presente sono gi\u00e0 leggenda\u201d, si legge su un muro di Roma. Era leggenda (bistrattata in vita) Goliarda Sapienza, che Martone racconta in un falso biopic spezzato, dove il tempo si confonde come la partitura jazz che lo accompagna. Valeria Golino, in un atto di psicomagia, \u00e8 gloriosa nel ritratto dell\u2019autrice che ha conosciuto da ragazza, e di cui ha adattato (magnificamente) L\u2019arte della gioia. Con lei, Matilda De Angelis nel suo ruolo per il cinema forse pi\u00f9 bello e una Elodie sempre pi\u00f9 centrata come attrice.<\/p>\n<p>Un oggetto inusuale, probabilmente senza fratelli nel nostro cinema. \u00c8 la storia di tre campionesse sportive, ispirata a fatti reali. \u00c8 un film di finzione e insieme un documentario. \u00c8 un reportage divulgativo. \u00c8 un\u2019opera sperimentale che si interroga sul linguaggio del cinema e il suo futuro. Ed \u00e8 l\u2019esordio (un altro, segno che il nostro cinema \u00e8 vivissimo) che ci segnala che \u00e8 nato un autore: Giulio Bertelli.<\/p>\n<p>7<\/p>\n<p>Il maestroAndrea Di Stefano<\/p>\n<p>Non un film sull\u2019ultima passione di tutti gli italiani (leggi: il tennis), ma una commedia all\u2019italiana classica e contemporaneissima che racconta di iniziazioni, fallimenti, sliding doors della nostra vita, piccoli o grandi che siamo. Dopo L\u2019ultima notte di Amore, Andrea Di Stefano riconferma la mano da autore alto che sa essere pop, e ritrova un Favino che \u00e8 il solito gigante. Meritava di pi\u00f9 in sala.<\/p>\n<p>6<\/p>\n<p>Testa o croce?Alessio Rigo de Righi, Matteo Zoppis<\/p>\n<p>Un western sghembo e affascinante, girato come sanno girare i suoi due autori (prima c\u2019era stato Re Granchio) che stanno in un territorio (im)preciso tra Herzog e il B-movie anni \u201970. L\u00ec nasce questo duello tra cowboy (John C. Reilly alias Buffalo Bill) e butteri (Alessandro Borghi, che perde letteralmente la testa) dove per\u00f2 la vera protagonista \u00e8 una donna (la splendente Nadia Tereszkiewicz) forte tosta indipendente. Un prisma che rifrange luce, classico e totalmente di adesso.<\/p>\n<p>5<\/p>\n<p>Breve storia d\u2019amoreLudovica Rampoldi<\/p>\n<p>Altra esordiente ma non in senso assoluto, perch\u00e9 \u00e8 una sceneggiatrice tanto brava e tanto premiata (Il traditore, Esterno notte, quest\u2019anno Il maestro e Primavera), Ludovica Rampoldi fa un Closer, o un Carnage, insomma un gioco al massacro tra formichine che s\u2019inventano una vita forse pi\u00f9 grande di loro. Un quartetto di personaggi (e di attori: Fogliati-Giannini-Golino-Carpenzano) intelligente, divertente, sorprendente, soprattutto adulto. Attendiamo trepidanti l\u2019opera seconda, se il cinema italiano la lascia un po\u2019 libera.<\/p>\n<p>4<\/p>\n<p>La citt\u00e0 proibitaGabriele Mainetti<\/p>\n<p>Un film di kung fu, una storia d\u2019amore, una commedia all\u2019italiana, un dramma scespiriano. Gabriele Mainetti \u00e8 un caso raro: tre film in dieci anni, cominciando da un instant cult, Lo chiamavano Jeeg Robot, per cui si pu\u00f2 dire che esiste un prima e un dopo, nel nostro cinema; e poi un altro film bellissimo, Freaks Out, da molti incompreso. Anche questo romance di arti marziali all\u2019Esquilino \u00e8 stato disertato fin troppo: \u00e8 ora di recuperarlo.<\/p>\n<p>3<\/p>\n<p>Il rapimento di ArabellaCarolina Cavalli<\/p>\n<p>Carolina Cavalli \u00e8 una costruttrice di mondi. Dopo l\u2019esordio con Amanda, ne mette in piedi un altro che \u00e8 ugualmente pieno di ironia e tenerezza. E affida di nuovo a Benedetta Porcaroli (attrice sempre pi\u00f9 grande) una giovane donna che non vuole \u2013 o non sa \u2013 dirsi adulta, infondendola di una profondit\u00e0 ancora maggiore. Dopo il successo internazionale dell\u2019opera prima e lo Spirit Award come sceneggiatrice di Fremont, la voce di cui il nostro cinema aveva bisogno.<\/p>\n<p>Recitato in inglese, \u00e8 tecnicamente un film di produzione italiana (a differenza dell\u2019americano After the Hunt, dello stesso autore: aspettate la prossima classifica). Nella fedelt\u00e0 quasi religiosa nei confronti del romanzo di Burroughs, Guadagnino trova lo spazio personale per il suo film forse pi\u00f9 intimo, certamente ispiratissimo, pieno di cose che sono solo sue, il mystery of love e il gioco della seduzione, fino al body horror per\u00f2 in chiave romantica. Con un Daniel Craig bigger than life. Sottovalutatissimo.<\/p>\n<p>1<\/p>\n<p>Le citt\u00e0 di pianuraFrancesco Sossai<\/p>\n<p>Il caso italiano dell\u2019anno, senza se e senza ma. Per hype, incassi (1 milione e 600mila euro, nel momento in cui scriviamo, son tanti, per un film come questo) e imposizione di un nuovo autore: Francesco Sossai. Un road movie bellissimo e stralunato che trasforma la provincia in epos collettivo, con uno spirito orgogliosamente anti-sistema e tre protagonisti a cui vuoi bene dal primo secondo (Filippo Scotti e \u201cil gatto e la volpe\u201d Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla). Ci si vede tutti alla Tomba Brion, per l\u2019ultima birra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"12 La vita da grandiGreta Scarano Per il suo debutto dietro la macchina da presa, Greta Scarano rischia&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":264430,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[141018,203,454,63370,141577,204,1537,90,89,155374,90566,155375,1521,28629,90567],"class_list":{"0":"post-264429","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-breve-storia-damore","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-il-maestro","12":"tag-il-rapimento-di-arabella","13":"tag-intrattenimento","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-la-citta-proibita","18":"tag-le-citta-di-pianura","19":"tag-migliori-film-italiani-2025","20":"tag-movies","21":"tag-queer","22":"tag-testa-o-croce"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115732910217923568","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264429","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=264429"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264429\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/264430"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=264429"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=264429"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=264429"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}