{"id":264454,"date":"2025-12-17T04:26:15","date_gmt":"2025-12-17T04:26:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/264454\/"},"modified":"2025-12-17T04:26:15","modified_gmt":"2025-12-17T04:26:15","slug":"i-nomi-del-futuro-del-cinema-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/264454\/","title":{"rendered":"i nomi del &#8220;futuro del cinema italiano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"padding-bottom:10px;\">La rivista del &#8220;Cinematografo&#8221; ha stilato giusto qualche giorno fa la sua classifica dei \u201cventi nomi per il futuro del cinema italiano\u201d, e nella lista figurano anche tre siciliani<\/p>\n<p style=\"font-family: 'Open Sans'; font-size: 12px; font-style: italic; text-align: center; margin-top: 5px; margin-bottom:-2px;\">(Credit ai fotografi Mirko Pizzichini, Karen Di Paola e all&#8217;agenzia fotografica Ti-Press)<\/p>\n<p>\t\t\t\tDegli sguardi sul mondo che il cinema italiano colleziona attraverso gli occhi dei suoi registi non si parla mai abbastanza, e ancor meno si parla dei pi\u00f9 giovani, di chi ha all\u2019attivo un\u2019opera prima o un paio di cortometraggi. La rivista del &#8220;Cinematografo&#8221; ha stilato giusto qualche giorno fa <a href=\"https:\/\/www.cinematografo.it\/riflettori\/maestri-nascenti\/occhio-alla-regia-10-nomi-per-il-futuro-del-cinema-italiano-crhwd5ps\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">la sua classifica dei \u201cventi nomi per il futuro del cinema italiano\u201d,<\/a> e nella lista figurano anche<strong> tre siciliani<\/strong> (due nati e cresciuti nell\u2019isola, un\u2019altra che ci \u00e8 nata e vi \u00e8 legatissima, ma \u00e8 cresciuta a cavallo fra Palermo e Roma).<\/p>\n<p>Si tratta di <strong>Margherita Spampinato<\/strong>, al cinema giusto adesso per Fandango con il primo lungometraggio, \u201cGioia mia\u201d, Leandro Picarella, anche lui prossimamente in sala con il primo film, \u201cSci\u00e0tunostro\u201d, e Giuseppe William Lombardo, in sala a inizio 2026 con \u201cLo scuru\u201d, lungometraggio d\u2019esordio tratto dall\u2019omonimo romanzo di Orazio Labbate.<\/p>\n<p>Sono, i loro, tre film che raccontano con un linguaggio nuovo (non \u00e8 un caso se i tre film girano alla larga da Palermo e sono ambientati fra Trapani, il \u201cdeserto calanchico\u201ddi Butera e l&#8217;isola di Linosa) una Sicilia (e quindi, non dimentichiamolo, un\u2019Italia) diversa, che s\u2019impone sul mercato cinematografico nazionale (ed europeo) con un\u2019identit\u00e0 profondamente cambiata.<\/p>\n<p>Da una parte l\u2019occhio di Picarella che racconta una Linosa selvaggia ed emersa dalle nebbie di vecchie videocassette, dall\u2019altra lo sguardo di Lombardo che mette in immagini l\u2019isola, per dirla alla Bufalino, infestata \u00abda luce e lutto\u00bb, e all\u2019altro polo ancora la visione della Spampinato, che mette in scena un racconto quasi interamente girato a Trapani (anche se il nome della citt\u00e0 non viene mai menzionato), guidato dagli occhi estasiati di un bambino.<\/p>\n<p>\u00abPenso sia una cosa bellissima \u2013 ci dice Margherita Spampinato, classe \u201979, premio speciale della Giuria a Locarno per \u201cGioia mia\u201d (che ha anche fatto portare a casa alla palermitana Rory Quattrocchi il Pardo per la migliore interpretazione femminile) \u2013 ma penso che in generale tutti i riconoscimenti sono, almeno io li prendo cos\u00ec, uno stimolo, ti dicono che hai fatto bene, che evidentemente la strada \u00e8 giusta.<\/p>\n<p>Nel mio caso \u00e8 uno stimolo a credere nelle cose che mi piacciono e che piacciono al mio gruppo creativo, in particolare al direttore della fotografia (Claudio Cofrancesco, due anni fa al lavoro nell\u2019esordio alla regia di Michele Riondino, \u201cPalazzina Laf\u201d, ndr), perch\u00e9 poi il rischio \u00e8 sempre che invece, perch\u00e9 un prodotto sia commercializzabile, si vadano a snaturare alcune cose, e allora mi dico magari che questi premi sono una molla per continuare a fare le cose con passione, a fare cose che si amano.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 tra l\u2019altro un momento storico di grande omologazione, dove si rischia quasi che le storie si assomiglino tutte, no? Allora non \u00e8 sempre facile, all\u2019inizio, sulla carta, quando hai solo una sceneggiatura, trovare qualcuno che ci crede, per\u00f2 riconoscimenti come questo servono, almeno nel mio caso, a darmi fiducia\u00bb.<\/p>\n<p>Margherita Spampinato, cresciuta a Roma, ha sempre vissuto la Sicilia come Nico (interpretato da Marco Fiore), il bambino protagonista del suo film, e cio\u00e8 come un mondo magico in cui le regole della vita sul continente venivano sospese come la gravit\u00e0 terrestre che, superata l\u2019esosfera, si annulla.<\/p>\n<p>\u00abIl racconto nasce proprio dai miei ricordi d\u2019infanzia \u2013 dice la regista \u2013 perch\u00e9 da piccola io sono cresciuta a Roma, in una famiglia laica, molto politicizzata, per\u00f2 tutte le estati i miei genitori mi mandavano in vacanza a Palermo, a casa di due anziane zie signorine, cugine di mia nonna.<\/p>\n<p>Loro erano proprio super-religiose, quindi mi portavano in chiesa, mi insegnavano le buone maniere, mi facevano fare il riposino, tutte cose completamente diverse dalla mia vita romana, ma soprattutto loro erano proprio convinte che esistessero gli spiriti, il diavolo, quindi per me da bambina questa dimensione magica siciliana era proprio molto, molto potente. Ho questo ricordo molto forte di un mondo magico nel quale entravo tutte le estati\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Giuseppe William Lombardo<\/strong> \u2013 classe \u201994, nato e cresciuto a Palermo \u2013 \u00e8 il secondo sguardo siciliano proiettato al futuro inserito nella lista stilata dal Cinematografo. Suoi sono i cortometraggi \u201cLa radio\u201d, \u201cMetafisicherie\u201d e \u201cLa particella fantasma\u201d (ispirato alla scomparsa del fisico Ettore Majorana), ma l\u2019opera con cui ha attratto definitivamente l\u2019attenzione dei critici Gianluca Arnone e Lorenzo Ciofani \u00e8 il suo primo lungometraggio, \u201cLo scuru\u201d, con protagonisti Fabrizio Falco, Simona Malato, Vincenzo Pirrotta, Fabrizio Ferracane, Daniela Scattolin, Filippo Luna, Giuditta Perriera e Guia Jelo.<\/p>\n<p>\u00abEssere inserito da Cinematografo nella lista dei venti giovani registi per il futuro del cinema italiano \u00e8 per me un onore e anche una responsabilit\u00e0, di cui sono grato a Gianluca Arnone e Lorenzo Ciofani. Il fatto che una rivista di settore cos\u00ec importante dia spazio alle voci dei giovani autori, che tentano di raccontare storie pi\u00f9 vicine al \u201cgenere\u201d \u00e8 qualcosa che riempie di orgoglio e spinge a volerselo meritare dando ancora di pi\u00f9 sul lavoro, alzando l\u2019asticella col prossimo film\u00bb.<\/p>\n<p>La Sicilia raccontata ne \u201cLo scuru\u201d vibra diversamente di quant\u2019\u00e8 stato mostrato sinora sullo schermo, e \u00abnon per fare il figo \u2013 dice Lombardo \u2013 ma per far vedere che \u00e8 una terra che contiene cos\u00ec tante storie che \u00e8 ingiusto relegarla soltanto al sole e alla mafia\u00bb.<\/p>\n<p>Il film \u00e8 per il regista palermitano il primo tassello di un\u2019ideale trilogia siciliana che vuole mostrare al pubblico \u00abun\u2019isola lontana da qualsiasi cosa fatta sinora, personalmente \u00e8 diventata trita e ritrita la narrazione attuale della Sicilia. \u00c8 una terra di contrasti, \u00e8 la terra del carrubo dove per\u00f2 le campane suonano a morto, c\u2019\u00e8 il sole, dunque il bianco, ma anche il buio del pessimismo subito accanto alla luce. Da siciliano convivi sempre con un\u2019atmosfera quasi funerea, come se a tratti tutto diventasse cupo, ma a un certo punto accade qualcosa di magico che torna a farti sperare\u00bb.<\/p>\n<p>Terzo nome siciliano nella lista stilata dalla rivista di settore \u00e8, come accennato, <strong>Leandro Picarella<\/strong>, classe \u201984, nato ad Agrigento e formatosi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo, gi\u00e0 autore di \u201cSegnali di vita\u201d e \u201cDivinazioni\u201d, in concorso nella sezione \u201cProgressive Cinema: Visioni per il mondo di domani\u201d dell\u2019ultima Festa del cinema di Roma con il suo \u201cSci\u00e0tunostro\u201d.<\/p>\n<p>Il film racconta la storia di Ettore e Giovannino, due amici inseparabili di undici e sette anni, che si preparano a vivere l\u2019ultima estate insieme. Ettore, costretto a trasferirsi sulla terraferma per proseguire gli studi, lascia sull\u2019isola un vuoto che Giovannino dovr\u00e0 colmare.<\/p>\n<p>Attraverso l\u2019archivio e la videocamera di Pino, un anziano videoamatore, il tempo si far\u00e0 memoria condivisa, e il soffio dell\u2019isola \u2013 lo \u00absci\u00e0tu\u00bb che d\u00e0 il titolo al film \u2013 diventa il respiro di un\u2019intera comunit\u00e0. L\u00ec dove \u201cGioia mia\u201d lavorava sull\u2019ingresso in un mondo magico interamente ambientato in Sicilia e \u201cLo scuru\u201d faceva dell\u2019isola lo sfondo di miti contrastanti che si animano in spiagge nere e incubi diurni, \u201cSci\u00e0tunostro\u201d insiste sulla Sicilia come una terra di memoria, abitata da custodi d\u2019un tempo preziosissimo, da vedere e rivedere per ricordarsi sempre chi si \u00e8 e chi si \u00e8 stati.\n\t\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La rivista del &#8220;Cinematografo&#8221; ha stilato giusto qualche giorno fa la sua classifica dei \u201cventi nomi per il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":264455,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-264454","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115733016957402688","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264454","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=264454"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/264454\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/264455"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=264454"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=264454"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=264454"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}