{"id":265204,"date":"2025-12-17T15:54:12","date_gmt":"2025-12-17T15:54:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265204\/"},"modified":"2025-12-17T15:54:12","modified_gmt":"2025-12-17T15:54:12","slug":"la-conversione-di-donato-bilancia-il-serial-killer-morto-nel-rimorso-le-mie-ceneri-gettatele-nellimmondizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265204\/","title":{"rendered":"La conversione di Donato Bilancia, il serial killer morto nel rimorso: \u00abLe mie ceneri gettatele nell\u2019immondizia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federica Gabrieli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Cinque anni fa moriva a Padova una delle figure pi\u00f9 oscure della cronaca nera. Diceva: \u00abAndr\u00f2 all\u2019inferno, ma prego Dio di poter passare dalle mie vittime e chiedere loro scusa\u00bb. Il racconto del suo confessore, don Marco Pozza<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAlla mia morte voglio essere buttato nell\u2019immondizia\u00bb. Cos\u00ec, anni prima di spegnersi, <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/notizie\/padova\/cronaca\/25_aprile_03\/donato-bilancia-il-killer-sul-palco-col-teatro-era-cambiato-stava-cercando-di-recuperare-umanita-ha-aiutato-una-famiglia-con-bc2d60cb-8cd2-470f-a2bd-fd46fd241xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donato Bilancia<\/a> &#8211; l\u2019uomo che l\u2019Italia ricorda come il <b>serial kille<\/b>r pi\u00f9 efferato del Novecento &#8211; immaginava la sua fine. E invece alla sua morte, avvenuta il 17 dicembre 2020, accadde tutt\u2019altro: pochi giorni dopo nella Chiesa di San Bartolomeo in Mont\u00e0 di Padova, ad accogliere la sua <b>bara <\/b>c\u2019erano <b>diciassette sedie vuote<\/b>. Su ognuna un <b>nome<\/b>, una gerbera, una <b>vita spezzata<\/b>. A celebrare c\u2019era\u00a0<a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/notizie\/vicenza\/cronaca\/24_luglio_31\/don-pozza-il-prete-in-jeans-sbarca-in-tivu-stalking-yuppies-stressati-sacerdoti-pedofili-e-playstation-cosi-faccio-rivivere-in-rai-i-10-comandamenti-2-059a04e2-fe06-4911-8670-76bb642a3xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">don Marco Pozza<\/a>, cappellano del carcere Due Palazzi, che per dieci anni gli \u00e8 stato accanto e che oggi nel quinto anniversario della morte, riapre il dossier umano di <b>una delle figure pi\u00f9 oscure della cronaca nera<\/b>: \u00ab Il funerale lo avevano pensato insieme\u00bb, afferma. Non l\u2019immondizia invocata da Bilancia, ma una liturgia asciutta, centrata sulla Genesi: la domanda di Dio a Caino \u2013 \u00ab<b>Dov\u2019\u00e8 tuo fratello?<\/b>\u00bb &#8211; ripetuta diciassette volte, ciascuna col nome di una vittima. \u00abPer la prima volta erano in diciotto: lui e loro\u00bb.<\/p>\n<p>    Don Pozza: \u00abLa prima volta che l&#8217;ho visto ero terrorizzato\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Don Marco Pozza, racconta un <b>percorso nascosto, controverso, indescrivibile<\/b> nella sua complessit\u00e0: \u00abDentro quella bara &#8211; dice &#8211; c\u2019era <b>mio fratello Caino<\/b>. La mia anima di prete, per\u00f2, mi suggerisce che \u00e8 morto mentre <b>viaggiava sulla rotta di Dio<\/b>\u00bb. Bilancia fu stroncato dal Covid, all\u2019et\u00e0 di 69 anni. <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/23_maggio_06\/donato-bilancia-storia-serial-killer-59560394-eb2e-11ed-b6da-0a1fd7305281.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>Arrestato<\/b> nel maggio 1998 dopo <b>17 omicidi<\/b><\/a> &#8211; 13 ergastoli, una scia di sangue che terrorizz\u00f2 l\u2019Italia. Il loro rapporto nasce nel 2011. A spingere Don Marco nella cella d\u2019isolamento di Bilancia \u00e8 una donna, Bianca Maria Vianello, pioniera del volontariato carcerario. \u00ab<b>Se vuoi capire davvero il carcere, devi partire da lui<\/b>\u00bb, gli disse. \u00abQuando l\u2019ho incontrato la prima volta &#8211; racconta Don Pozza &#8211; mi sono fatto la pip\u00ec addosso dalla paura. Era <b>restio, inselvatichito, feroce <\/b>nello sguardo. Mi <b>impauriva<\/b>, mi respingeva. Urlava senza motivo\u00bb. Poi qualcosa si incrin\u00f2. Accadde quando il sacerdote si ostin\u00f2 a dargli del \u201clei\u201d, e chiamarlo signor Donato, senza affondare subito nel passato omicida. \u00abPerch\u00e9 <b>nessuno, da vent\u2019anni, lo chiamava pi\u00f9 signore<\/b>\u00bb. Quel rispetto gratuito lo destabilizz\u00f2 pi\u00f9 delle <b>botte <\/b>prese in carcere &#8211; botte che non raccontava mai, ma che Don Marco vedeva al mattino dopo, sul volto gonfio.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    <b>\u00abAndr\u00f2 all\u2019inferno, ma prego di poter chiedere scusa alle vittime\u00bb<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per il giovane prete, che negli anni Novanta prendeva il treno per andare all\u2019universit\u00e0 con il terrore di essere una possibile vittima di quel killer, fu uno choc: \u00abNegli anni della mattanza avevo <b>paura dei passi nei corridoi ferroviari.<\/b> Non potevo immaginare che un giorno l\u2019avrei trovato dinanzi a me\u00bb. La relazione cresce negli anni, senza scorciatoie: ascolto, silenzio, piccoli gesti che intaccarono la corazza dell\u2019uomo \u00ab<b>sepolto sotto il peso delle sue gesta<\/b>\u00bb, come lo definisce Pozza. \u00abE gente che ha scommesso anni, offese, dedizione per recuperare un frammento di umanit\u00e0. Ci \u00e8 riuscita\u00bb.<br \/><b>La memoria delle vittime<\/b> &#8211; soprattutto una &#8211; popolavano le sue notti e non l\u2019hanno mai abbandonato: \u00abMi diceva: \u201c<b>Andr\u00f2 all\u2019inferno, ma prego Dio che mi dia un istante per passare da loro a chiedere scusa<\/b>\u201d\u00bb. Negli ultimi anni Bilancia entrava in chiesa e si sedeva in fondo: \u00abNon voglio che mi vedano piangere\u00bb. E ogni luned\u00ec, dopo la Messa, confidava al prete: \u00abMi sembra che ogni domenica il Vangelo parli di me\u00bb.<\/p>\n<p>    La pensione in beneficenza<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il punto di svolta arriv\u00f2 nel 2018, nel sabato che apre la Domenica della Divina Misericordia. \u00abMi strattona e dice: \u201c<b>Voglio confessarmi<\/b>. Non l\u2019ho mai fatto, insegnami tu\u201d\u00bb. La confessione dur\u00f2 quasi quattro ore. \u00abL\u00ec ho visto la<b> lotta tra bene e male <\/b>dentro un uomo\u00bb. Quando uscirono dal confessionale, don Pozza gli propose di pregare un\u2019Ave Maria. Bilancia, a memoria, pronunci\u00f2 uno a uno i<b> nomi e cognomi delle sue vittime<\/b>. \u00ab\u00c8 uno dei gesti pi\u00f9 sconvolgenti della mia vita\u00bb, dice il cappellano.<br \/>Bilancia non si \u00e8 mai perdonato. \u00abMa diceva: \u201cIl perdono pi\u00f9 difficile \u00e8 quello verso me stesso\u201d\u00bb. Eppure, negli ultimi anni, prov\u00f2 a restituire qualcosa:  \u00abNon posso rimettere in vita chi ho ucciso, ma <b>posso tenere accesa qualche vita<\/b>\u00bb. Nessuno doveva saperlo &#8211; fu una sua richiesta &#8211; ma grazie a lui oggi sopravvivono: una famiglia del Sud Italia e un bambino disabile del Nord, cui Bilancia aveva <b>destinato la sua pensione.<\/b> Raccontare questa storia senza ferire la memoria delle vittime \u00e8 la sfida pi\u00f9 delicata. \u00abNessuna giustificazione. Il male non \u00e8 mai giustificabile\u00bb, ribadisce il cappellano. \u00abMa nel carcere, quando il male incontra il bene, qualcosa si sgretola. Donato Bilancia \u00e8 stato la sfida delle sfide: il simbolo del male assoluto che, negli ultimi anni, ha scoperto il potere della misericordia\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-mr-t-20 is-mr-b-20\"><b><br \/>\n                                    <a href=\"https:\/\/corrieredelveneto.corriere.it\/padova\/?intcmp=Notizielocali_nd_010623_corriere_ss_padova\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Vai a tutte le notizie di Padova<\/a><br \/>\n                        <\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/newsletter\/?theme=39&amp;intcmp=NL-artic_nd_060624_corriere_ss_veneto\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto<\/a><\/b><\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-17T14:31:10+01:00\">17 dicembre 2025 ( modifica il 17 dicembre 2025 | 14:31)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federica Gabrieli Cinque anni fa moriva a Padova una delle figure pi\u00f9 oscure della cronaca nera. 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