{"id":265348,"date":"2025-12-17T17:58:13","date_gmt":"2025-12-17T17:58:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265348\/"},"modified":"2025-12-17T17:58:13","modified_gmt":"2025-12-17T17:58:13","slug":"viaggio-tra-le-opere-di-frank-gehry-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265348\/","title":{"rendered":"Viaggio tra le opere di Frank Gehry &#8211; Mondo"},"content":{"rendered":"<p>            (di Ida Bini)<br \/>\n   A pochi giorni dalla scomparsa del<br \/>\ngrande architetto canadese, naturalizzato statunitense, che ha<br \/>\nrivoluzionato i paesaggi urbani di Los Angeles e Bilbao,<br \/>\nripercorriamo le sue principali opere, tutte riconoscibilissime,<br \/>\nche da sole meritano un viaggio. E&#8217; un tributo a un gigante<br \/>\ndell&#8217;architettura contemporanea, che ha saputo ridefinire il<br \/>\nconcetto di edificio, trasformando la scultura in architettura e<br \/>\nl&#8217;architettura in un gesto plastico di rottura urbana. Frank<br \/>\nGerhy \u00e8 ricordato soprattutto per il Guggenheim Museum di<br \/>\nBilbao, sua opera iconica inaugurata nel 1997. E&#8217; un&#8217;esuberante<br \/>\ncostruzione rivestita in titanio, blocchi di pietra calcarea e<br \/>\nlastre di cristallo, innalzata in quella che era allora una<br \/>\ncitt\u00e0 portuale in declino sulla costa settentrionale della<br \/>\nSpagna. Le sue superfici, piegate in volumi fluidi e dinamici,<br \/>\nricordano scorci marittimi, scaglie di pesce e vele metalliche;<br \/>\n\u00e8 un organismo in movimento, capace di catturare la luce e<br \/>\nmutare nel tempo. Il museo d&#8217;arte contemporanea \u00e8 diventato sin<br \/>\ndalla sua apertura un&#8217;importante attrazione turistica e ospita<br \/>\nopere dagli anni Cinquanta ai giorni nostri con mostre<br \/>\ntemporanee di grande impatto visivo, laboratori e attivit\u00e0<br \/>\ndidattiche.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\tTutto comincia vent&#8217;anni prima in un sobborgo di Los Angeles<br \/>\nquando Frank Gehry modifica una piccola casa degli anni Venti,<br \/>\navvolgendola di lamiere ondulate, reti metalliche e compensati<br \/>\ngrezzi. L&#8217;opera diventa subito un modello su cui lavorare e che<br \/>\ninaugura quel suo linguaggio decostruttivista, espressione di un<br \/>\ndissenso verso la rigidit\u00e0 dell&#8217;architettura tradizionale. Negli<br \/>\nanni &#8217;80 progetta il ristorante Fish Dance, una delle sue opere<br \/>\npi\u00f9 intuitive: una scultura a forma di pesce che diventa<br \/>\narchitettura urbana sul waterfront della citt\u00e0 di Kobe. La forma<br \/>\nirregolare e l&#8217;energia dinamica della struttura riassumono una<br \/>\ndelle ossessioni ricorrenti di Gehry: il pesce come archetipo,<br \/>\ncome forma libera, che anticipa la stagione scultorea dei futuri<br \/>\nprogetti. Nel 1988 partecipa alla realizzazione del Museum of<br \/>\nContemporary Art di Los Angeles, esempio di adattamento creativo<br \/>\ndi un edificio industriale preesistente. Lo spazio espositivo,<br \/>\ncon la sua architettura minimalista e l&#8217;ampiezza dei suoi spazi<br \/>\naperti, \u00e8 adatto per installazioni su larga scala e opere<br \/>\nconcettuali. Sempre a Los Angeles, ma nel 2003, lavora al Disney<br \/>\nConcert Hall, tempio dedicato all&#8217;acustica, collaborando con<br \/>\nYasuhisa Toyota e ottenendo una sala sinfonica di eccellenza<br \/>\nassoluta. All&#8217;esterno, volumi in acciaio inox si incastrano come<br \/>\nvele o petali metallici mentre all&#8217;interno un involucro di legno<br \/>\n\u00e8 pensato per la resa sonora dove la forma, peraltro<br \/>\nspettacolare, non sacrifica la funzionalit\u00e0. Nel 1993 progetta<br \/>\nil Weisman Art Museum di Minneapolis, uno dei primi in cui Gehry<br \/>\nsperiment\u00f2 il linguaggio decostruttivista. La doppia facciata \u00e8<br \/>\nil successo del progetto: da un lato il mattone, in continuit\u00e0<br \/>\ncon gli edifici storici del campus; dall&#8217;altro le superfici<br \/>\nd&#8217;acciaio piegate e brillanti che si aprono verso il fiume<br \/>\nMississippi. Tradizione e innovazione convivono nel progetto,<br \/>\nanticipando le opere successive. Dopo Bilbao, Gehry ritorna pi\u00f9<br \/>\nvolte in Spagna, in particolare nel 2006 con l&#8217;Hotel e<br \/>\nristorante Marqu\u00e9s de Riscal, dove le lamine colorate ricordano<br \/>\ni colori oro e viola della regione vinicola de La Rioja. L&#8217;opera<br \/>\nscultorea svetta tra i vigneti della storica cantina del Marqu\u00e9s<br \/>\nde Riscal, l&#8217;azienda vinicola pi\u00f9 antica di Spagna, luogo di<br \/>\nincontro e di studio oltre che albergo e ristorante d&#8217;altissima<br \/>\nqualit\u00e0. E&#8217; una vera citt\u00e0 del vino, secondo un ambizioso<br \/>\nprogetto dei proprietari: esternamente presenta cascate di<br \/>\ntitanio di diversi colori, la facciata in pietra e le finestre<br \/>\nin legno mentre le pareti irregolari presentano tre colonne che<br \/>\ndividono i piani, rendendo davvero unica e originale la<br \/>\npermanenza nella struttura. Nel 2011 a Manhattan nasce la<br \/>\nBeekman Tower: qui Gehry reinterpreta il tema del grattacielo<br \/>\ncon una facciata ondulata, rivestita in acciaio inox, che<br \/>\nriflette il cielo come una superficie liquida, dove<br \/>\nl&#8217;increspatura aumenta la quantit\u00e0 di luce nelle unit\u00e0<br \/>\nabitative. Tre anni dopo nasce a Parigi, all&#8217;interno del piccolo<br \/>\ngiardino di piante esotiche d&#8217;Acclimatation del Bois de<br \/>\nBoulogne, la fondazione Louis Vuitton, un enorme edificio di<br \/>\nvetro, legno e acciaio simile a una nuvola o a un vascello con<br \/>\n12 vele trasparenti in vetro temperato. Il centro artistico, che<br \/>\nha lo scopo di sostenere e di promuovere la creativit\u00e0 di<br \/>\nartisti contemporanei, ospita un auditorium e 11 gallerie che<br \/>\nespongono mostre temporanee di giovani talenti e una collezione<br \/>\npermanente di opere e installazioni di artisti internazionali.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<br \/>\n\t\t\t\tSempre in Francia nel 2021 l&#8217;architetto progetta ad Arles, in<br \/>\nProvenza, il Luma Tower, tempio della fotografia: \u00e8 una torre<br \/>\nrivestita da pi\u00f9 di undicimila pannelli di acciaio inox<br \/>\nirregolari, ispirata alle rocce delle Alpilles e ai dipinti di<br \/>\nVan Gogh. All&#8217;interno la torre ospita spazi espositivi,<br \/>\nlaboratori, archivi, sale per artisti e terrazze panoramiche: \u00e8<br \/>\nun&#8217;infrastruttura culturale plurifunzionale, pensata non solo<br \/>\nper esporre arte ma per generarla. Qui funzione, luce e<br \/>\nterritorio dialogano senza gerarchie.<br \/>\n                                    <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"(di Ida Bini) A pochi giorni dalla scomparsa del grande architetto canadese, naturalizzato statunitense, che ha rivoluzionato i&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":265349,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-265348","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115736209177314989","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265348","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=265348"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265348\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/265349"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=265348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=265348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=265348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}