{"id":265421,"date":"2025-12-17T18:58:10","date_gmt":"2025-12-17T18:58:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265421\/"},"modified":"2025-12-17T18:58:10","modified_gmt":"2025-12-17T18:58:10","slug":"studio-italiano-cuore-in-salute-aumenta-longevita-anche-dopo-diagnosi-di-cancro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265421\/","title":{"rendered":"Studio italiano, cuore in salute aumenta longevit\u00e0 anche dopo diagnosi di cancro"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 16 dic. (Adnkronos Salute) &#8211; Muoversi di pi\u00f9, seguire un&#8217;alimentazione equilibrata, non fumare, controllare peso e pressione: le abitudini che proteggono il cuore si rivelano decisive anche dopo una diagnosi di tumore. E&#8217; quanto emerge da uno studio realizzato nell&#8217;ambito del progetto &#8216;Umberto&#8217;, condotto dalla piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi Ets-Unit\u00e0 di ricerca di Epidemiologia e Prevenzione dell&#8217;Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia), in collaborazione con l&#8217;universit\u00e0 Lum &#8216;Giuseppe Degennaro&#8217; di Casamassima (Bari). Pubblicata sullo &#8216;European Heart Journal&#8217;, organo ufficiale della Societ\u00e0 europea di cardiologia, la ricerca si basa sui dati dello studio &#8216;Moli-sani&#8217;, uno dei pi\u00f9 ampi studi di popolazione a livello internazionale, coordinato dall&#8217;Unit\u00e0 di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed. I ricercatori hanno seguito per 15 anni 779 adulti italiani, uomini e donne, che al momento dell&#8217;ingresso nello studio Moli-sani avevano gi\u00e0 avuto una diagnosi di tumore, valutando il loro stato di salute attraverso il punteggio Life&#8217;s Simple 7 (LS7). Si tratta di un indice sviluppato dall&#8217;American Heart Association &#8211; spiega una nota dall&#8217;Irccs Neuromed &#8211; che misura 7 classici fattori legati allo stile di vita e al rischio cardiovascolare: fumo, attivit\u00e0 fisica, dieta, peso corporeo, pressione, colesterolo e glicemia. Attraverso questo strumento, i ricercatori hanno potuto valutare il grado di aderenza a comportamenti salutari da parte dei partecipanti con tumore e analizzarne l&#8217;impatto sul rischio di mortalit\u00e0 totale. I risultati hanno indicato che chi manteneva abitudini pi\u00f9 sane aveva un rischio di mortalit\u00e0 inferiore del 38% rispetto a chi seguiva uno stile di vita poco salutare. Inoltre, ogni miglioramento di 1 punto nel punteggio LS7 era associato a una riduzione del 10% della mortalit\u00e0 per cancro&#8221;. &#8220;Il nostro studio &#8211; afferma Marialaura Bonaccio, primo autore del lavoro e co-principal investigator della piattaforma congiunta Fondazione Umberto Veronesi Ets-Irccs Neuromed presso l&#8217;Unit\u00e0 di Epidemiologia e Prevenzione &#8211; mostra che un punteggio basato sui tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, gi\u00e0 validato nella popolazione generale, pu\u00f2 migliorare la sopravvivenza anche per chi ha una storia di tumore. Adottare abitudini salutari come seguire una dieta sana, praticare attivit\u00e0 fisica e mantenere un peso corporeo adeguato rappresenta insomma un supporto concreto per chi ha affrontato o sta affrontando quella patologia&#8221;. &#8220;Quando nel progetto Umberto la componente &#8216;dieta&#8217; del punteggio LS7, che nella versione americana si basa su criteri generici di alimentazione sana, \u00e8 stata sostituita con l&#8217;aderenza specifica alla dieta mediterranea rimarcano i ricercatori &#8211; il legame tra comportamenti salutari e sopravvivenza \u00e8 risultato ancora pi\u00f9 evidente, anche per la mortalit\u00e0 dovuta a malattie cardiovascolari. Il modello alimentare tipico dei Paesi del Sud Europa (ricco di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio extravergine d&#8217;oliva) si conferma cos\u00ec un alleato fondamentale non solo per la salute del cuore, ma anche per il benessere delle persone che affrontano un tumore&#8221;. Secondo lo studio, &#8220;buona parte della relazione tra positiva tra buoni stili di vita e riduzione della mortalit\u00e0 pu\u00f2 essere spiegata da tre fattori biologici comuni alle malattie cardiovascolari e ai tumori: l&#8217;infiammazione subclinica, la frequenza cardiaca e i livelli di vitamina D nel sangue. Questi dati confermano l&#8217;esistenza di un terreno comune che lega le due condizioni patologiche&#8221;. Commenta Maria Benedetta Donati, principal investigator della piattaforma congiunta Fondazione Veronesi-Neuromed: &#8220;Questo studio conferma un&#8217;ipotesi scientificamente molto interessante, ovvero che malattie croniche apparentemente diverse, come i tumori e le patologie cardiovascolari, possano condividere basi biologiche e meccanismi di sviluppo e progressione comuni. In letteratura questa ipotesi \u00e8 nota come &#8216;common soil&#8217;, cio\u00e8 un &#8216;terreno condiviso&#8217; di meccanismi molecolari e fattori di rischio o protezione da cui si sviluppano condizioni cliniche differenti&#8221;. &#8220;I risultati &#8211; osserva Licia Iacoviello, responsabile dell&#8217;Unit\u00e0 di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed e ordinario di Igiene all&#8217;universit\u00e0 Lum di Casamassima &#8211; rafforzano l&#8217;idea che gli stili di vita salutari e la prevenzione primaria non servano soltanto a ridurre il rischio di sviluppare malattie croniche in persone sane, ma anche a migliorare la prognosi e la qualit\u00e0 della vita di chi ha gi\u00e0 affrontato un tumore. E&#8217; un messaggio di salute pubblica che unisce due ambiti solo apparentemente distinti: quello cardiovascolare e quello oncologico&#8221;. Una visione ampia, come rimarca Chiara Tonelli, presidente del comitato scientifico di Fondazione Umberto Veronesi Ets, professore emerito di Genetica all&#8217;universit\u00e0 degli Studi di Milano e presidente Federazione italiana scienze della vita (Fisv): &#8220;Con questo studio si conferma l&#8217;importanza del progetto Umberto, che da sempre adotta un approccio integrato mettendo la persona al centro di uno stile di vita globale. Il progetto valorizza l&#8217;interconnessione tra dieta, attivit\u00e0 fisica e altri comportamenti salutari, fondamentali per intervenire sui meccanismi comuni a malattie cardiovascolari e oncologiche&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 16 dic. 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