{"id":265544,"date":"2025-12-17T20:49:11","date_gmt":"2025-12-17T20:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265544\/"},"modified":"2025-12-17T20:49:11","modified_gmt":"2025-12-17T20:49:11","slug":"oriente-occidente-di-rampini-la-russia-e-sempre-piu-povera-ma-non-basta-a-piegare-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265544\/","title":{"rendered":"Oriente Occidente di Rampini | La Russia \u00e8 sempre pi\u00f9 povera, ma non basta a piegare Putin"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapter-paragraph\">La Russia \u00e8 sempre pi\u00f9 povera. Ma questo non basta per favorire la pace. <b>Putin sta facendo fatica a far quadrare i conti<\/b>, a finanziare i costi della guerra con delle entrate energetiche in calo. <b>Le sanzioni occidentali<\/b>, per quanto piene di buchi soprattutto dal lato europeo (l\u2019America non ha mai avuto relazioni economiche consistenti con Mosca), <b>hanno inflitto dei danni reali<\/b>.\u00a0Ancora pi\u00f9 efficaci delle nostre sanzioni sono i <b>continui e micidiali attacchi ucraini<\/b> contro le infrastrutture energetiche di Putin.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Misurare l\u2019impoverimento della Russia \u00e8 interessante, ma <b>non se ne devono trarre conclusioni affrettate<\/b>. Paesi pi\u00f9 piccoli e pi\u00f9 poveri come Cuba, Corea del Nord, Iran, hanno dimostrato di poter sopravvivere molto a lungo a regimi sanzionatori e penurie, ancorch\u00e9 con gravi privazioni per i loro popoli e danni sulle loro prospettive future.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il mercato nero esiste in tutte le latitudini ed epoche storiche; <b>l\u2019appoggio della Cina alla Russia rimane sostanziale e decisivo<\/b>. Quindi dal degrado dell\u2019economia russa non si possono estrapolare previsioni su una maggiore duttilit\u00e0 di Putin al tavolo di negoziato per una tregua in Ucraina. Di questa duttilit\u00e0, in effetti, non c\u2019\u00e8 alcuna traccia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Intanto un <b>quadro aggiornato sull\u2019economia russa<\/b> lo ricavo da questo <b>rapporto della societ\u00e0 di analisi Eurasia Group<\/b> firmato da cinque esperti: Gregory Brew, Alex Brideau, Pramit Chaudhuri, Henning Gloystein, Pietro Guglielmi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le sanzioni e gli attacchi ucraini influenzeranno il flusso del petrolio russo.<\/b> Nei prossimi mesi la Russia tenter\u00e0 di mantenere le esportazioni via mare intorno a 3,5 milioni di barili al giorno, alimentando per\u00f2 l\u2019eccesso di scorte galleggianti. Tuttavia, <b>entro marzo Mosca sar\u00e0 probabilmente costretta a ridurre le esportazioni<\/b>, da 3,5\u20134 milioni di barili al giorno a 3\u20133,5 milioni, a causa della contrazione dei mercati di sbocco e delle continue interruzioni provocate dagli attacchi ucraini.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il calo delle esportazioni russe non sar\u00e0 compensato da un aumento della produzione altrove<\/b>. L\u2019OPEC+ (cio\u00e8 il cartello dei paesi produttori di petrolio allargato alla Russia) rinvier\u00e0 ogni incremento dell\u2019offerta almeno fino al secondo trimestre. I continui attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe e al <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_novembre_24\/sessanta-petroliere-russe-al-mese-garantiscono-miliardi-a-putin-e-minacciano-le-coste-italiane-ma-non-vogliamo-fermarle-ecco-c3ad8820-3a7b-41c1-ae01-1ef442327xlk.shtml\" title=\"Sessanta petroliere russe al mese: garantiscono miliardi a Putin e minacciano le coste italiane. Ma non vogliamo fermarle: ecco perch\u00e9\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">traffico delle petroliere<\/a> resteranno una fonte di pressione al rialzo sui prezzi. <b>Se gli Stati Uniti dovessero inasprire<\/b> le <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_dicembre_16\/trump-miliardi-pace-ucraina-russia-etrolio-centrale-zaporizhzhia-2c1aea00-073b-415a-bea4-c00f30fdcxlk.shtml\" title=\"Trump e i miliardi dietro la \u00abpace\u00bb Ucraina-Russia: dal petrolio di Lukoil alla centrale di Zaporizhzhia, ecco cosa vuole per i \u00absuoi\u00bb oligarchi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sanzioni contro le compagnie petrolifere russe<\/a> o rafforzare l\u2019applicazione di quelle gi\u00e0 in vigore, il mercato reagirebbe con un aumento del premio di rischio sul Brent.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tuttavia, <b>il mercato rester\u00e0 in eccesso di offerta per tutto il primo trimestre<\/b>, a causa degli elevati livelli di esportazioni sia da parte dei produttori non OPEC sia dell\u2019OPEC+, della crescita trascurabile della domanda e di consumi stagionalmente deboli. <b>Salvo uno choc alle esportazioni russe<\/b> dovuto a un attacco ucraino ancora pi\u00f9 efficace degli altri, <b>il previsto calo delle esportazioni di Mosca difficilmente sposter\u00e0 i prezzi dal range di 55\u201365 dollari al barile per il Brent<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il petrolio russo fatica a trovare un mercato<\/b>. A met\u00e0 dicembre, circa 120 milioni di barili di greggio russo risultavano \u00abin transito\u00bb, contribuendo a un eccesso di offerta di petrolio in mare. Sebbene circa 100 milioni di barili siano programmati per l\u2019esportazione tra il 12 dicembre e il 31 marzo, oltre la met\u00e0 di queste spedizioni non ha ancora una destinazione assegnata.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019India \u00e8 avviata a <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/economia\/finanza\/25_dicembre_05\/putin-incontra-modi-cosa-hanno-deciso-l-alleanza-commerciale-tra-russia-e-india-su-armi-petrolio-gas-e-pharma-8ea96031-d2b2-4c14-9504-3e3acb78bxlk.shtml\" title=\"Putin incontra Modi, cosa hanno deciso? L\u2019alleanza commerciale tra Russia e India su armi, petrolio, gas e pharma\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ridurre gli acquisti di petrolio russo<\/a>. In base ai dati di tracciamento navale, <b>l\u2019India ha iniziato a tagliare l\u2019import di greggio russo <\/b>dopo l\u2019entrata in vigore delle sanzioni statunitensi contro Lukoil e Rosneft. Le esportazioni dalla Russia verso l\u2019India nel mese di dicembre non seguono l\u2019andamento dei mesi precedenti e solo poche consegne sono previste per il primo trimestre. Se questa tendenza dovesse confermarsi,<b> le importazioni indiane di petrolio russo potrebbero diminuire fino a 1 milione di barili al giorno<\/b> entro la fine del primo trimestre.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La domanda cinese di petrolio russo rester\u00e0 robusta<\/b>. A differenza dell\u2019India, la Cina non ha rallentato gli acquisti di greggio russo, con oltre 30 carichi programmati per la consegna nei prossimi tre mesi. Sebbene Pechino possa aumentare ulteriormente gli acquisti di petrolio russo,<b> gran parte di questi volumi finirebbe in stoccaggio piuttosto che essere raffinata<\/b>, poich\u00e9 le importazioni cinesi di greggio da altre fonti restano elevate.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli attacchi ucraini interromperanno il traffico nel Mar Nero<\/b>. L\u2019Ucraina ha dimostrato di poter colpire le infrastrutture russe di esportazione nel Mar Nero e, in misura minore, nel Mar Baltico. Questi attacchi causano danni che possono essere riparati, per\u00f2. Gli attacchi alle petroliere possono anch\u2019essi provocare disagi, ma comportano conseguenze indesiderate per l\u2019Ucraina, come contraccolpi diplomatici da parte degli Stati della regione, in particolare la Turchia, che non vogliono vedere compromesse le rotte commerciali.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ciononostante, la prosecuzione degli attacchi ucraini avr\u00e0 un impatto entro la fine del primo trimestre del prossimo anno, sia riducendo il traffico delle petroliere sia imponendo interruzioni pi\u00f9 durature nelle operazioni dei terminal di esportazione.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La Russia assorbir\u00e0 la perdita. <\/b>Ai prezzi attuali del greggio Urals e con l\u2019attuale tasso di cambio rublo-dollaro, <b>una perdita sostenuta di 500 mila barili al giorno di esportazioni via mare costerebbe all\u2019economia russa circa 10 miliardi di dollari l\u2019anno<\/b>, meno dello 0,5 per cento del Pil, e ridurrebbe le entrate fiscali dello 0,2 per cento del Pil. <b>La perdita si sommerebbe alle difficolt\u00e0 di bilancio gi\u00e0 in corso, ma resterebbe di un ordine di grandezza troppo ridotto<\/b> per influenzare il calcolo del presidente Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina. L\u2019impatto potrebbe essere aggravato da un\u2019ulteriore debolezza dei prezzi del petrolio o se la Russia fosse costretta ad aumentare gli sconti sul proprio greggio, attualmente superiori ai 20 dollari al barile, per attirare acquirenti. <b>Eurasia Group ritiene che la pressione esercitata da sanzioni e attacchi ucraini sia insufficiente<\/b> a modificare la posizione negoziale di Putin. Tenere il greggio russo fuori dal mercato richieder\u00e0 una pressione continua. <b>L\u2019Ucraina dovrebbe proseguire gli attacchi contro petroliere e terminal di esportazione russi per mantenere depressi i flussi<\/b>. Gli Stati Uniti dovrebbero mantenere la pressione delle sanzioni per scoraggiare gli acquisti. \u00c8 probabile che <b>un\u2019applicazione lassista delle sanzioni porti a un aumento dei flussi russi<\/b>, man mano che gli operatori individuano modalit\u00e0 di elusione, come gi\u00e0 avvenuto con il greggio iraniano. In assenza di un\u2019applicazione rigorosa e continuativa, <b>\u00e8 probabile che le esportazioni russe riprendano nel secondo e terzo trimestre 2026<\/b>.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-17T14:58:34+01:00\" content=\"2025-12-17\">17 dicembre 2025, 12:09  &#8211; modifica il 17 dicembre 2025 | 14:58<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La Russia \u00e8 sempre pi\u00f9 povera. Ma questo non basta per favorire la pace. 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