{"id":265663,"date":"2025-12-17T22:38:14","date_gmt":"2025-12-17T22:38:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265663\/"},"modified":"2025-12-17T22:38:14","modified_gmt":"2025-12-17T22:38:14","slug":"gas-russo-leuropa-gira-la-manopola-stop-al-gnl-entro-il-2026-ai-gasdotti-dallautunno-2027","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/265663\/","title":{"rendered":"Gas russo, l\u2019Europa gira la manopola: stop al GNL entro il 2026, ai gasdotti dall\u2019autunno 2027"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 una data che rimbalza tra le banchine di <strong>Zeebrugge<\/strong> e i corridoi di <strong>Bruxelles<\/strong>: <strong>31 dicembre 2026<\/strong>. \u00c8 il capolinea per il <strong>GNL russo<\/strong> in <strong>Unione europea<\/strong>. L\u2019altra, <strong>30 settembre 2027<\/strong> (con una clausola fino al <strong>1 novembre 2027<\/strong>), \u00e8 il momento in cui anche il <strong>gas via gasdotto<\/strong> dovr\u00e0 fermarsi alla frontiera. La sequenza non \u00e8 un esercizio da calendario: \u00e8 la cornice di una scelta politica che ridisegna il sistema energetico europeo, con ripercussioni industriali, diplomatiche e sociali. A sancirla \u00e8 stato oggi il voto del <strong>Parlamento europeo<\/strong>: <strong>500<\/strong> favorevoli, <strong>120<\/strong> contrari e <strong>32<\/strong> astenuti, una maggioranza netta che rende concreto ci\u00f2 che fino a poco tempo fa sembrava impensabile, cio\u00e8 l\u2019addio graduale al gas di <strong>Mosca<\/strong> per legge. La stretta, che ora attende l\u2019ultimo passaggio formale in <strong>Consiglio<\/strong>, si regge su una novit\u00e0 procedurale non trascurabile: l\u2019uso di una base giuridica a maggioranza qualificata per aggirare i veti dei Paesi riluttanti.<\/p>\n<p>Cosa prevede il regolamento: il cronoprogramma vincolante<\/p>\n<p>Il testo concordato da <strong>Consiglio<\/strong> e <strong>Parlamento<\/strong> fissa un <strong>divieto legale, progressivo e permanente<\/strong> alle importazioni di gas russo, sia <strong>GNL<\/strong> che <strong>gas da gasdotto<\/strong>, con scadenze diversificate per governare la transizione senza mettere a rischio la sicurezza degli approvvigionamenti. In dettaglio:<\/p>\n<p>Per il <strong>GNL russo<\/strong>: stop totale alle importazioni entro il <strong>31 dicembre 2026<\/strong>. Per i contratti esistenti, la tabella di marcia distingue tra:<\/p>\n<p>contratti di breve termine conclusi prima del <strong>17 giugno 2025<\/strong>: divieto operativo dal <strong>25 aprile 2026<\/strong>;<\/p>\n<p>contratti di lungo termine: <strong>1 gennaio 2027<\/strong>.<\/p>\n<p>Per il <strong>gas via gasdotto<\/strong>: divieto applicato dal <strong>30 settembre 2027<\/strong> se i <strong>target di stoccaggio<\/strong> sono rispettati; in caso contrario, scatta un\u2019ultima proroga automatica fino al <strong>1 novembre 2027<\/strong>. Per i contratti di breve termine pre-<strong>17 giugno 2025<\/strong>, lo stop arriva gi\u00e0 il <strong>17 giugno 2026<\/strong>.<\/p>\n<p>La struttura a scaglioni evita shock improvvisi e, insieme, invia un segnale chiaro all\u2019industria e ai trader: <strong>nessun rinnovo<\/strong> e solo aggiustamenti tecnici sui contratti esistenti, vietati aumenti di volumi. In parallelo, un <strong>regime di autorizzazione preventiva in dogana<\/strong> render\u00e0 tracciabili le origini del gas e ridurr\u00e0 il perimetro per pratiche elusive.<\/p>\n<p>La valvola di sicurezza: quando e come si pu\u00f2 sospendere<\/p>\n<p>Il regolatore europeo ha mantenuto una <strong>clausola di sospensione<\/strong> temporanea, azionabile solo in caso di <strong>emergenza energetica<\/strong> formalmente dichiarata da uno o pi\u00f9 Stati membri e su base di <strong>necessit\u00e0 stretta<\/strong>. L\u2019eventuale deroga, limitata nel tempo e circoscritta ai contratti di breve periodo, \u00e8 una cintura di sicurezza per i Paesi pi\u00f9 esposti \u2014 in particolare quelli <strong>senza sbocco al mare<\/strong>, storicamente vincolati a flussi via <strong>TurkStream<\/strong> o reti regionali \u2014 ma \u00e8 stata disegnata per essere difficile da invocare e da prolungare.<\/p>\n<p>Dal voto alle ricadute politiche: maggioranze flessibili, minoranze isolate<\/p>\n<p>Il via libera di Strasburgo con <strong>500<\/strong> voti a favore \u00e8 politicamente pesante. La partita ora passa agli <strong>Stati membri<\/strong>, che dovranno sigillare il regolamento. La scelta di utilizzare una procedura a <strong>maggioranza qualificata<\/strong> per l\u2019adozione finale riduce il potere di blocco dei Paesi contrari e tiene il dossier al riparo da strappi dell\u2019ultimo minuto. Anche per questo, diversi diplomatici si aspettano un passaggio pi\u00f9 tecnico che politico all\u2019inizio del <strong>2026<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel frattempo, alcuni governi stanno gi\u00e0 rimodulando le loro opzioni. L\u2019<strong>Ungheria<\/strong> \u2014 tra i pi\u00f9 critici \u2014 annuncia intese pluriennali per <strong>GNL statunitense<\/strong>, segnale che la <strong>diversificazione<\/strong> \u00e8 in atto anche dove la retorica resta scettica.<\/p>\n<p>Numeri che cambiano la mappa: quanto gas russo arriva ancora in Europa<\/p>\n<p>Il colpo di freno normativo arriva dopo tre anni di spostamento di pesa. Prima dell\u2019invasione su larga scala dell\u2019<strong>Ucraina<\/strong> nel <strong>2022<\/strong>, il gas russo copriva circa il <strong>45%<\/strong> dell\u2019import europeo. Nella seconda met\u00e0 del <strong>2025<\/strong> quella quota \u00e8 scesa nella forchetta <strong>12\u201314%<\/strong> a seconda delle rilevazioni e dei periodi, con la voce <strong>GNL<\/strong> russa ancora significativa in alcuni porti e una quota residuale di flussi via gasdotto verso <strong>Europa centrale<\/strong> e <strong>Balcani<\/strong>. Paesi come <strong>Belgio<\/strong> e <strong>Francia<\/strong> hanno continuato a vedere attracchi di metaniere con <strong>carichi russi<\/strong> \u2014 spesso per <strong>trasbordo<\/strong> \u2014 mentre il baricentro dell\u2019import europeo si \u00e8 spostato su <strong>Norvegia<\/strong> (pipeline) e <strong>Stati Uniti<\/strong> (<strong>GNL<\/strong>), con contributi crescenti di <strong>Algeria<\/strong> e <strong>Qatar<\/strong>.<\/p>\n<p>Un dato utile a capire la direzione: nel primo trimestre <strong>2025<\/strong> oltre il <strong>50%<\/strong> del <strong>GNL<\/strong> europeo \u00e8 arrivato dagli <strong>Stati Uniti<\/strong>, con la <strong>Russia<\/strong> seconda intorno al <strong>17%<\/strong>, mentre per il gas \u201cgassoso\u201d oltre met\u00e0 \u00e8 venuta dalla <strong>Norvegia<\/strong> e la <strong>Russia<\/strong> si \u00e8 attestata poco sopra il <strong>10%<\/strong>. \u00c8 un mosaico in cui la componente <strong>LNG<\/strong> domina gli scambi a lungo raggio e ridisegna rotte, prezzi e potere contrattuale.<\/p>\n<p>Come si chiudono le scappatoie: autorizzazioni, tracciabilit\u00e0 e anti\u2011elusione<\/p>\n<p>Il regolamento non si limita a fissare date: introduce un <strong>meccanismo di autorizzazione preventiva<\/strong>. Per il <strong>gas russo<\/strong> (e per i flussi in deroga durante la transizione), la documentazione dovr\u00e0 essere presentata <strong>almeno un mese<\/strong> prima dell\u2019ingresso in <strong>UE<\/strong>; per i carichi non russi, la prova d\u2019origine \u00e8 richiesta <strong>cinque giorni<\/strong> prima (che diventano <strong>sette<\/strong> per il punto di interconnessione di <strong>Strandzha 1<\/strong>). La <strong>Commissione europea<\/strong> potr\u00e0 stilare una <strong>lista di Paesi esentati<\/strong> dall\u2019onere autorizzativo \u2014 ad esempio grandi produttori che esportavano oltre <strong>5 miliardi di metri cubi<\/strong> nel <strong>2024<\/strong> e che vietano o limitano il gas russo, o Stati senza infrastrutture d\u2019import \u2014 e aggiornarla se emergono rischi di <strong>circumvention<\/strong>.<\/p>\n<p>Tradotto: sar\u00e0 pi\u00f9 difficile \u201cripulire\u201d gas di origine russa facendolo transitare da hub terzi o miscelandolo lungo la catena del valore. A rinforzo, arrivano <strong>sanzioni dissuasive<\/strong> per chi non rispetta le nuove regole, con tetti massimi per multe a <strong>imprese<\/strong> e <strong>privati<\/strong>.<\/p>\n<p>Piani nazionali e la bussola dello stoccaggio: la rete di sicurezza del mercato<\/p>\n<p>Tutti gli <strong>Stati membri<\/strong> dovranno presentare <strong>piani nazionali di diversificazione<\/strong> per dire come e quando usciranno dal gas russo, indicando colli di bottiglia infrastrutturali, rotte alternative, fabbisogni industriali e strumenti di mitigazione. Qui si innesta un altro pilastro delle politiche Ue post\u2011crisi: la <strong>regola del 90%<\/strong> di <strong>riempimento degli stoccaggi<\/strong> prima dell\u2019inverno, prorogata fino alla fine del <strong>2027<\/strong> e resa pi\u00f9 flessibile (obiettivo raggiungibile in qualsiasi momento tra <strong>1 ottobre<\/strong> e <strong>1 dicembre<\/strong>, con <strong>10%<\/strong> di margine \u2014 estendibile \u2014 in condizioni di mercato difficili). \u00c8 un cuscinetto che, oltre a salvaguardare la <strong>sicurezza energetica<\/strong>, stabilizza i prezzi evitando corse all\u2019acquisto estive che alimentano la <strong>speculazione<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>clausola\u2011stoccaggi<\/strong> \u00e8 anche la chiave che regola l\u2019ultimo miglio del <strong>divieto ai gasdotti<\/strong>: se i depositi non sono abbastanza pieni, il semaforo rosso che scatta il <strong>30 settembre 2027<\/strong> pu\u00f2 slittare di <strong>un mese<\/strong>.<\/p>\n<p>TurkStream, \u201ctransit proof\u201d e forza maggiore: i casi-limite<\/p>\n<p>Nella negoziazione \u00e8 entrato un tassello tecnico ma rilevante: il trattamento dei flussi iscritti su rotte come <strong>TurkStream<\/strong>. L\u2019intesa precisa che \u00e8 vietato importare gas che abbia <strong>origine russa<\/strong>, anche se <strong>transitato<\/strong> da Paesi terzi; sar\u00e0 ammesso invece l\u2019ingresso di gas prodotto altrove e solo passato in <strong>Russia<\/strong> o <strong>Bielorussia<\/strong> se l\u2019operatore prova l\u2019assenza di contenuto russo. Per rompere in modo <strong>legale<\/strong> i contratti esistenti, le imprese potranno richiamarsi alla <strong>forza maggiore<\/strong> prevista dal divieto europeo: uno scudo giuridico importante soprattutto per utility e grandi consumatori.<\/p>\n<p>Effetti per governi, imprese e famiglie<\/p>\n<p>Per i governi, il segnale \u00e8 duplice: da un lato si consolida la <strong>sovranit\u00e0 energetica<\/strong> europea, dall\u2019altro si intensifica la necessit\u00e0 di <strong>investimenti<\/strong> su <strong>terminali GNL<\/strong>, <strong>interconnessioni<\/strong> e <strong>reti<\/strong> interne per evitare \u201csacche\u201d di dipendenza. La politica energetica si intreccia con la <strong>politica estera<\/strong>: l\u2019<strong>UE<\/strong> punta a rafforzare i legami con fornitori affidabili \u2014 <strong>Norvegia<\/strong>, <strong>Stati Uniti<\/strong>, <strong>Algeria<\/strong>, <strong>Qatar<\/strong>, <strong>Azerbaijan<\/strong> \u2014 e ad accelerare le <strong>rinnovabili<\/strong> per ridurre il fabbisogno complessivo di gas.<\/p>\n<p>Per le imprese dell\u2019energia, il nuovo perimetro regola il rischio: contratti pi\u00f9 <strong>diversificati<\/strong>, maggiore <strong>trasparenza<\/strong> sull\u2019origine, nuove <strong>compliance<\/strong> (anche in materia di <strong>metano<\/strong> lungo la catena di fornitura, tema su cui gli <strong>USA<\/strong> hanno chiesto procedure semplificate).<\/p>\n<p>Per famiglie e PMI, l\u2019effetto sui <strong>prezzi<\/strong> dipender\u00e0 da due variabili: la <strong>concorrenza<\/strong> tra fornitori alternativi e l\u2019andamento delle <strong>scorte<\/strong>. Le regole sugli stoccaggi e la pianificazione pluriennale sono state disegnate proprio per attenuare volatilit\u00e0 e picchi.<\/p>\n<p>L\u2019orizzonte che si allarga: dal gas al petrolio, la prossima tappa<\/p>\n<p>Accanto al <strong>gas<\/strong>, il dossier <strong>petrolio<\/strong> torna sul tavolo. La <strong>Commissione<\/strong> ha anticipato l\u2019intenzione di proporre nel <strong>2026<\/strong> una cornice legislativa per completare il <strong>phase\u2011out del greggio russo<\/strong> entro la fine del <strong>2027<\/strong>, trasformando in legge e in scadenze misure che oggi sono in larga parte <strong>sanzionatorie<\/strong> e quindi meno stabili. \u00c8 un segnale che la strategia <strong>REPowerEU<\/strong> non si ferma al metano: l\u2019obiettivo \u00e8 cancellare, in modo strutturale, l\u2019<strong>energia russa<\/strong> dal mix europeo e saldare la partita energetica con quella <strong>geopolitica<\/strong> e <strong>climatica<\/strong>.<\/p>\n<p>La catena logistica si riconfigura: hub, rotte e contratti<\/p>\n<p>Il <strong>divieto al GNL<\/strong> entro il <strong>2026<\/strong> ridefinisce in particolare i ruoli dei grandi <strong>terminal europei<\/strong>:<\/p>\n<p>gli hub dell\u2019<strong>Atlantico<\/strong> (da <strong>Rotterdam<\/strong> a <strong>Dunkerque<\/strong> fino a <strong>Sines<\/strong>) diventeranno ancora pi\u00f9 strategici per ricevere <strong>LNG<\/strong> da <strong>USA<\/strong>, <strong>Qatar<\/strong> e <strong>Africa<\/strong> occidentale;<\/p>\n<p><strong>Zeebrugge<\/strong>, spesso citato per i <strong>trasbordi<\/strong> di carichi russi, dovr\u00e0 contendere capacit\u00e0 a flussi alternativi;<\/p>\n<p>sull\u2019asse <strong>mediterraneo<\/strong>, i gasdotti da <strong>Algeria<\/strong> e <strong>Azerbaijan<\/strong> e i rigassificatori francesi e spagnoli giocheranno una partita pi\u00f9 intensa.<\/p>\n<p>Sul fronte contrattuale, la tendenza \u00e8 a mixare <strong>spot<\/strong> e <strong>medio termine<\/strong>, con una quota crescente di accordi indicizzati a <strong>hub europei<\/strong> e clausole su <strong>metano<\/strong> e <strong>tracciabilit\u00e0<\/strong>. Non a caso, l\u2019<strong>UE<\/strong> ha varato il primo quadro al mondo che chiede di <strong>misurare e rendicontare<\/strong> le emissioni di <strong>metano<\/strong> anche per i combustibili importati: una leva ambientale che diventa anche strumento di <strong>qualit\u00e0<\/strong> dell\u2019offerta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una data che rimbalza tra le banchine di Zeebrugge e i corridoi di Bruxelles: 31 dicembre 2026.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":265664,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[6346,293,14,164,165,156133,166,7,3038,15,8637,242,156135,11,167,12,168,3713,12753,161,162,163,156134],"class_list":{"0":"post-265663","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-algeria","9":"tag-bruxelles","10":"tag-cronaca","11":"tag-dal-mondo","12":"tag-dalmondo","13":"tag-lars-aagaard","14":"tag-mondo","15":"tag-news","16":"tag-norvegia","17":"tag-notizie","18":"tag-qatar","19":"tag-stati-uniti","20":"tag-turkstream","21":"tag-ultime-notizie","22":"tag-ultime-notizie-di-mondo","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedimondo","25":"tag-unione-europea","26":"tag-ursula-von-der-leyen","27":"tag-world","28":"tag-world-news","29":"tag-worldnews","30":"tag-zeebrugge"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115737310326747428","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265663","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=265663"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265663\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/265664"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=265663"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=265663"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=265663"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}