{"id":266046,"date":"2025-12-18T05:29:17","date_gmt":"2025-12-18T05:29:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266046\/"},"modified":"2025-12-18T05:29:17","modified_gmt":"2025-12-18T05:29:17","slug":"volkswagen-chiude-una-fabbrica-in-germania-e-la-prima-volta-in-88-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266046\/","title":{"rendered":"Volkswagen chiude una fabbrica in Germania: \u00e8 la prima volta in 88 anni"},"content":{"rendered":"<p>La data del 16 dicembre 2025 ha segnato un momento storico per la Volkswagen e per la Germania. Nel pomeriggio di ieri, infatti, i cancelli della Gl\u00e4serne Manufaktur di Dresda si sono chiusi definitivamente, <strong>sancendo la fine della produzione automobilistica all\u2019interno dello stabilimento<\/strong>. Si tratta della prima chiusura di una fabbrica del gruppo Volkswagen in territorio tedesco negli ultimi 88 anni, <strong>un evento emblematico che riflette le profonde trasformazioni e le difficolt\u00e0 del settore<\/strong>. L\u2019impianto, inaugurato nel 2001 come fiore all\u2019occhiello tecnologico e architettonico voluto da Ferdinand Pi\u00ebch, cessa cos\u00ec la sua attivit\u00e0 dopo aver assemblato l\u2019ultima ID.3, lasciando un\u2019eredit\u00e0 complessa fatta di ambizioni, innovazione e, infine, contrazione della domanda.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.volkswagen-newsroom.com\/de\/pressemitteilungen\/zukunftskonzept-steht-innovationscampus-wird-teil-der-glaesernen-manufaktur-dresden-20022?utm_source=chatgpt.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">decisione<\/a>, maturata nel quadro di un accordo siglato con i sindacati un anno fa, <strong>giunge in un momento di forti pressioni per il colosso di Wolfsburg<\/strong>. Pur restando il pi\u00f9 grande costruttore europeo, l\u2019azienda deve infatti affrontare la debolezza delle vendite nel Vecchio Continente, l\u2019aggressiva concorrenza dei veicoli elettrici cinesi e l\u2019incertezza legata ai dazi commerciali negli Stati Uniti. La chiusura dello stabilimento di Dresda, che aveva una capacit\u00e0 produttiva limitata, <strong>\u00e8 stata una scelta considerata obbligata dal punto di vista economico<\/strong>. Il responsabile del marchio VW, Thomas Schafer, ha spiegato infatti che la decisione non \u00e8 stata presa \u00aballa leggera\u00bb, ma che \u00abda una prospettiva economica era essenziale\u00bb.<\/p>\n<p>Concepita e nata per diventare <strong>la vetrina della supremazia ingegneristica del gruppo<\/strong>, la \u201cfabbrica di vetro\u201d fu inizialmente dedicata alla produzione della lussuosa berlina Phaeton, sogno personale di Pi\u00ebch che per\u00f2 non incontr\u00f2 il successo commerciale sperato. Dopo la fine di quel modello nel 2016, lo stabilimento si riconvert\u00ec a simbolo della svolta elettrica, diventando nel 2017 il primo sito in Germania dedicato esclusivamente alla mobilit\u00e0 a batteria, con l\u2019assemblaggio prima della e-Golf e poi della ID.3. In totale, dalla sua apertura nel 2002, <strong>l\u2019impianto ha prodotto circa 200mila veicoli<\/strong>, cifra assai modesta se paragonata ai volumi degli altri siti del gruppo.<\/p>\n<p>Per i circa 230 dipendenti coinvolti, <strong>Volkswagen ha predisposto un piano di ricollocamento in altri stabilimenti del gruppo<\/strong>, accompagnato da un incentivo economico di 30mila euro per chi accetter\u00e0 il trasferimento. La chiusura della linea di produzione a Dresda rientra in un pi\u00f9 ampio piano di riassetto che porter\u00e0, nei prossimi anni, a una riduzione di circa 35mila posti di lavoro in Germania attraverso il pensionamento naturale e un blocco delle assunzioni. La Volkswagen non abbandoner\u00e0 completamente l\u2019iconico sito, la cui area \u2013 in collaborazione con il Land della Sassonia e l\u2019Universit\u00e0 Tecnica di Dresda \u2013 <strong>sar\u00e0 trasformata in un polo di innovazione tecnologica<\/strong>. Presto saranno infatti avviati lavori di ristrutturazione al fine di realizzare un centro di ricerca focalizzato su intelligenza artificiale, robotica e microelettronica. Il progetto, della durata di sette anni, vedr\u00e0 un investimento complessivo di 50 milioni di euro. L\u2019ultima ID.3 prodotta, una vettura di colore rosso, rimarr\u00e0 esposta all\u2019interno della struttura come testimonianza del passato industriale del luogo.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 alla fine del 2024, il comitato aziendale del colosso automobilistico aveva <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/10\/29\/la-volkswagen-certifica-la-crisi-dellauto-annunciando-la-chiusura-di-tre-stabilimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">confermato<\/a> l\u2019intenzione di <strong>chiudere tre stabilimenti Volkswagen in Germania<\/strong>, annunciando la previsione di forti ridimensionamenti su larga scala. La decisione era stata motivata dagli elevati costi dell\u2019energia e della manodopera, dalla forte concorrenza asiatica, dall\u2019indebolimento della domanda in Europa e Cina e da una transizione elettrica che si \u00e8 rivelata pi\u00f9 lenta del previsto. In seguito al fallimento delle trattative sui salari e all\u2019intenzione di licenziare migliaia di lavoratori, in Germania era subito stato <a href=\"https:\/\/www.lindipendente.online\/2024\/12\/02\/germania-gli-operai-della-volkswagen-hanno-proclamato-lo-sciopero-a-oltranza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">avviato<\/a> lo sciopero dei dipendenti della Volkswagen, indetto dal sindacato dei metalmeccanici tedeschi IG Metall. La crisi di VW e, pi\u00f9 in generale, dell\u2019industria dell\u2019auto in Europa, <strong>va inserita nel contesto pi\u00f9 ampio del declino dell\u2019industria europea<\/strong>, dovuta a politiche poco lungimiranti dell\u2019UE, in particolare per quanto attiene la cosiddetta transizione energetica, e all\u2019interruzione dei rapporti commerciali e energetici con la Russia, in seguito allo scoppio del conflitto in Ucraina. In particolare, la Germania, che importava la met\u00e0 del suo fabbisogno energetico da Mosca, \u00e8 stata la Nazione che pi\u00f9 ha risentito della perdita del gas russo a basso costo, sostituito dal ben pi\u00f9 caro GNL americano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1766035756_273_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Stefano Baudino<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureato in Mass Media e Politica, autore di dieci saggi su criminalit\u00e0 mafiosa e terrorismo. Interviene come esperto esterno in scuole e universit\u00e0 con un modulo didattico sulla storia di Cosa nostra. Per L\u2019Indipendente scrive di attualit\u00e0, politica e mafia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La data del 16 dicembre 2025 ha segnato un momento storico per la Volkswagen e per la Germania.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":266047,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,78,177,7714,3044,1537,90,89,6525],"class_list":{"0":"post-266046","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-automotive","10":"tag-business","11":"tag-crisi","12":"tag-germania","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-volkswagen"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115738926692787313","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=266046"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266046\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/266047"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=266046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=266046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=266046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}