{"id":266132,"date":"2025-12-18T07:14:11","date_gmt":"2025-12-18T07:14:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266132\/"},"modified":"2025-12-18T07:14:11","modified_gmt":"2025-12-18T07:14:11","slug":"cura-del-cancro-al-pancreas-da-genova-lo-studio-delliit-per-migliorare-le-terapie-primocanale-it","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266132\/","title":{"rendered":"Cura del cancro al pancreas, da Genova lo studio dell&#8217;Iit per migliorare le terapie &#8211; Primocanale.it"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"\" src=\"https:\/\/www.primocanale.it\/images\/webp_images\/07042023tumorealpancreasmetabolitaprodottodalmicrobiotapotrebbeaumentareefficaciadellechemioterapiep73291.webp\" alt=\"\" itemprop=\"image\" class=\"img-fluid jch-lazyload\" width=\"1920\" height=\"1280\"\/><\/p>\n<p><strong>Un gruppo di ricerca dell\u2019Istituto Italiano di Tecnologia (Iit<\/strong>) ha individuato un potenziale farmaco che potrebbe migliorare le terapie disponibili contro il cancro al pancreas. Il team ha progettato la nuova molecola, denominata Apt1, con strumenti di intelligenza artificiale e l\u2019ha testata in esperimenti in vitro, dimostrando la sua efficacia nel rendere le cellule tumorali pi\u00f9 vulnerabili ai chemioterapici. La sua azione, combinata con farmaci gi\u00e0 in uso, renderebbe le terapie antitumorali pi\u00f9 incisive anche a dosaggi inferiori rispetto a quelli somministrati abitualmente. La ricerca \u00e8 stata pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Nature Communications.<\/p>\n<p>Il lavoro \u00e8 stato guidato da Gian Gaetano Tartaglia, a capo del laboratorio\u00a0<a href=\"https:\/\/www.iit.it\/people\/-\/people\/gian-tartaglia\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">RNA Systems Biology<\/a>, e da Andrea Cavalli, responsabile del laboratorio di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.iit.it\/people\/-\/people\/andrea-cavalli\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Computational and Chemical Biology<\/a>, insieme all\u2019Unit\u00e0 di Biofisica Strutturale diretta da Stefania Girotto.<\/p>\n<p>In Italia il tumore al pancreas colpisce ogni anno circa 14 mila persone ed \u00e8 tra i pi\u00f9 aggressivi e difficili da curare,\u00a0con tassi di sopravvivenza intorno al 10% a cinque anni dalla diagnosi. Le strategie terapeutiche sono limitate a pochi chemioterapici e a interventi chirurgici tempestivi. La ricerca scientifica \u00e8 molto attiva nell\u2019individuare nuove soluzioni, studiando la risposta ai farmaci nei diversi sottotipi di tumore pancreatico.<\/p>\n<p>Il team di ricerca dell\u2019IIT\u00a0si \u00e8 focalizzato su uno specifico farmaco, l\u2019olaparib, affinch\u00e9 la sua efficacia potesse estendersi a diversi sottotipi. L&#8217;olaparib \u00e8 un principio attivo antitumorale impiegato nei casi di tumore al seno o alle ovaie in pazienti con mutazione BRCA, ed \u00e8 indicato per il trattamento dell\u2019adenocarcinoma pancreatico. La sua azione specifica \u00e8 portare le cellule malate all\u2019autodistruzione, tramite una strategia nota come letalit\u00e0 sintetica: un meccanismo che sfrutta la differenza genetica tra cellule sane e quelle malate, colpendo solo quest\u2019ultime. Olaparib, infatti, rallenta la riparazione del DNA nella cellula tumorale, costringendola ad accumulare molti errori nel codice genetico e inducendola alla distruzione.<\/p>\n<p>Lo studio dell\u2019IIT\u00a0ha puntato l\u2019attenzione su due proteine coinvolte nella riparazione del DNA: RAD51, che interviene nella correzione di alcuni errori genetici, e BRCA2 che ha il compito di guidare RAD51 nel punto del DNA danneggiato all\u2019interno del nucleo cellulare. Il gruppo di ricerca ha ideato una soluzione che ostacola l\u2019interazione tra le due proteine, inficiando cos\u00ec la capacit\u00e0 della cellula tumorale di replicarsi.<\/p>\n<p>La soluzione individuata \u00e8 un aptamero, un piccolo frammento di acido nucleico (RNA o DNA) progettato per interagire in modo altamente specifico con una proteina bersaglio. La progettazione \u00e8 avvenuta tramite un algoritmo dal nome\u00a0catRAPID, messo a punto dal gruppo di Tartaglia in un precedente lavoro, e in grado di identificare in modo veloce la sequenza degli aptameri a seconda delle proteine con cui devono interagire.<\/p>\n<p>A lavoro computazionale ultimato, i ricercatori hanno ottenuto una lista di aptameri su cui hanno svolto i primi esperimenti in laboratorio per individuare il pi\u00f9 promettente. Da questa selezione \u00e8 uscita vincitrice una molecola, denominata Apt1, che ha dimostrato di legarsi con forza a RAD51 rendendola irraggiungibile per BRCA2.<\/p>\n<p>Nelle fasi successive, il gruppo di ricerca ha messo alla prova Apt1 in cellule di tumore pancreatico. Gli esperimenti, ideati e supervisionati da Giulia Milordini, ricercatrice dell\u2019IIT\u00a0e prima autrice dell\u2019articolo, hanno dimostrato che Apt1 rallenta la riparazione del DNA, rende le cellule malate pi\u00f9 vulnerabili ai chemioterapici e ha effetti ridotti su quelle sane. Infine, i test su modelli preclinici hanno verificato la forza dell\u2019azione combinata di olaparib e Apt1, dimostrando la loro maggiore capacit\u00e0 di aggredire un tessuto canceroso rispetto a quando sono usate singolarmente.<\/p>\n<p>I risultati sono promettenti per andare verso una sperimentazione clinica, con l\u2019obiettivo di introdurre una nuova strategia terapeutica dove\u00a0oggi\u00a0ci sono poche opzioni di cura.<\/p>\n<p>Lo studio nasce nell\u2019ambito della RNA Initiative dell\u2019IIT\u00a0ed \u00e8 stato sostenuto da finanziamenti europei: il progetto ERC Synergy ASTRA finanziato dall\u2019European Research Council, e il progetto IVBM4PAP, coordinato dall\u2019IIT\u00a0nell\u2019ambito dei progetti EIC Pathfinder. La ricerca ha inoltre beneficiato del supporto del PNRR tramite il Centre for Gene Therapy and Drugs based on RNA Technology.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un gruppo di ricerca dell\u2019Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) ha individuato un potenziale farmaco che potrebbe migliorare le&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":266133,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[9223,14162,239,156388,1537,90,89,20697,240,1900],"class_list":{"0":"post-266132","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-cancro","9":"tag-genova","10":"tag-health","11":"tag-iit","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-pancreas","16":"tag-salute","17":"tag-tumore"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115739339293233698","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266132","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=266132"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266132\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/266133"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=266132"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=266132"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=266132"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}