{"id":266324,"date":"2025-12-18T10:25:11","date_gmt":"2025-12-18T10:25:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266324\/"},"modified":"2025-12-18T10:25:11","modified_gmt":"2025-12-18T10:25:11","slug":"addio-a-piero-poggia-il-cantore-del-balmone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266324\/","title":{"rendered":"ADDIO A PIERO POGGIA, IL CANTORE DEL BALMONE"},"content":{"rendered":"<p><strong>Soltanto 500 metri. Da quota 342 metri a quota 388. Un dislivello di 46 metri.<\/strong> Una pendenza media dell\u20198,5 percento. Una stilettata quasi iniziale al 12 percento, il tempo di respirare, una pugnalata finale all\u201911. Non \u00e8 un muro, il muro \u00e8 verticale, ma neanche uno zampellotto, lo zampellotto finisce quando hai finito di dirlo.<strong> Troppo breve per essere un gran premio della montagna, troppo duro per essere un traguardo volante. E\u2019 il Balmone.<\/strong>\n            <\/p>\n<p>Lo si scopriva, lo si consumava,<strong> lo si soffriva, il Balmone, nel circuito di Maggiora.<\/strong> Si correva il giorno di Ferragosto, 27 edizione dal 1945 al 1974, e negli anni Sessanta e Settanta vi partecipava il meglio del ciclismo italiano e internazionale, corridori ingaggiati, chi per vincerlo, chi per farlo vincere, ma a vincere ci tenevano tutti, tant\u2019\u00e8 che nell\u2019albo d\u2019oro figurano Vittorio Adorni, Jos\u00e9 Manuel Fuente, Eddy Merckx, Felice Gimondi e, addirittura tre volte, forse anche per la curiosa assonanza con il Balmone, Franco Balmamion.\n            <\/p>\n<p><strong>Il circuito di Maggiora \u00e8 una di quelle corse sfumate nel tempo, ma radicate nel cuore<\/strong>. Gli occhi azzurri di Arnaldo Pambianco, i cerotti imbottiti di Gastone Nencini, il sorriso furbo di Vito Taccone, i riccioli biondi di Franco Cribiori, lo sguardo imperscrutabile di Guido De Rosso, la faccia onesta di Imerio Massignan che, se solo avesse potuto, proprio sul Balmone \u2013 allora era sterrato &#8211; se li sarebbe mangiati tutti. Nel 1965 aveva sfiorato la vittoria, secondo, battuto in volata da Marcello Mugnaini. \u201cGambasecca\u201d sporse reclamo perch\u00e9 chiuso irregolarmente, ma il reclamo non fu accolto.<\/p>\n<p><strong>L\u2019altra notte \u00e8 morto Piero Poggia (nella foto con Balmamion)<\/strong>, che <strong>con il figlio Emanuele ha ideato il libro \u201c\u2026su per il Balmone\u201d<\/strong>, la grande storia del ciclismo a Maggiora. I due Poggia avevano un sogno: che la Vuelta, nella speciale edizione di quest\u2019anno, partita dall\u2019Italia, valicasse il Balmone, un omaggio non solo al circuito di Maggiora (e alla pi\u00f9 romantica delle \u201cSalite della leggenda\u201d proposte dalla Uc Pratese), ma soprattutto a Fuente e a Pasqualino Fornara, il corridore quasi di casa (la vicinissima Borgomanero), che alla Vuelta aveva conquistato il secondo posto nel 1958. Ma molti sogni sono destinati a rimanere sogni, nel cassetto, nel cuscino, nel cuore. Anche questo.<\/p>\n<p>Piero Poggia aveva 73 anni, ultimo domicilio a Maggiora, ma \u2013 c\u2019\u00e8 da scommetterci \u2013 ne ha approfittato per andare in fuga su per il Balmone. Il funerale si terr\u00e0 sabato 20 alle 10.15 nella chiesa parrocchiale di Maggiora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Soltanto 500 metri. Da quota 342 metri a quota 388. Un dislivello di 46 metri. 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