{"id":266338,"date":"2025-12-18T10:35:10","date_gmt":"2025-12-18T10:35:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266338\/"},"modified":"2025-12-18T10:35:10","modified_gmt":"2025-12-18T10:35:10","slug":"la-norimberga-al-cinema-e-quella-che-un-giorno-speriamo-portera-alla-sbarra-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266338\/","title":{"rendered":"La Norimberga al cinema, e quella che un giorno (speriamo) porter\u00e0 alla sbarra Putin"},"content":{"rendered":"<p>A un certo punto Douglas Kelley, il Rami Malek premio Oscar per il Freddy Mercury di \u201cBohemian Rhapsody\u201d, dice al sergente Howard Triest (l\u2019attore britannico Leo Woodall): \u00abSe potessimo definire psicologicamente il male, potremmo fare in modo che una cosa del genere non accada mai pi\u00f9\u00bb. Pia illusione con difficolt\u00e0 decisamente sottovalutate, libert\u00e0 che si concedono gli sceneggiatori anche dei migliori film.\u00a0<\/p>\n<p>Kelley \u00e8 lo psichiatra americano spedito a sorvegliare i ventidue gerarchi nazisti che il pi\u00f9 famoso dei tribunali internazionali della storia processer\u00e0 dal 20 novembre 1945, ottant\u2019anni fa di questi tempi. Il film \u00e8 \u201cNorimberga\u201d, arriva nei cinema italiani oggi con ambizioni alte soprattutto per l\u2019interprete principale, il Russell Crowe mandato all\u2019ingrasso per entrare nei panni (ci si perdoni la contraddizione semantica) scomodissimi di Hermann G\u00f6ring, il pi\u00f9 cattivo dei cattivi.\u00a0<\/p>\n<p>Budget imponente, scenografie maestose, ambientazioni cupe, due ore e mezzo in cui lo psichiatra deve valutare se il braccio destro di Hitler sia idoneo a essere processato. Lo \u00e8 senz\u2019altro e Kelley lo capisce cinque minuti dopo i titoli di testa, ma in cerca della natura profonda del male finisce per farsi attrarre dall\u2019io smodato di un G\u00f6ring che dissimula, nasconde, intossica, mente \u2013 a tratti anche a se stesso \u2013, affascina il povero psichiatra e magari anche lo spettatore.\u00a0<\/p>\n<p>Un gioco mentale sottile, con il film sempre in bilico tra l\u2019ambizione di una ricostruzione appropriata di un momento fondante della nostra cultura giuridica, dell\u2019idea che difendiamo di cosa siano i crimini contro l\u2019umanit\u00e0 (di quali sarebbero i limiti invalicabili) e le necessit\u00e0 di Hollywood di non annoiare, col passo del thriller psicologico. Un \u201cHannibal the Cannibal vs Clarice Starling\u201d in salsa storica.\u00a0<\/p>\n<p>Kelley proprio tonto non \u00e8: strada facendo realizza che i tronfi nazisti non sono fuori di testa, n\u00e9 insoliti dal punto di vista psichiatrico. Sono normali, banali, il frutto di un\u2019ideologia che permette di non chiedere il conto alla propria coscienza. Il punto di caduta finale di un\u2019umanit\u00e0 fragile. Sono riproducibili. Peccato che alla stessa conclusione sia arrivato qualcun altro sessant\u2019anni prima e con pi\u00f9 profondit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Il film \u00e8 basato sul romanzo \u201cThe Nazi and the Psychiatrist\u201d scritto nel 2013 da Jack El-Hai, sulla vera storia del medico che per cinque mesi esamin\u00f2 G\u00f6ring, uno che dopo divenne capo del dipartimento di Psicologia a Berkeley e che fin\u00ec per suicidarsi allo stesso modo, con una capsula di cianuro. Il film ha fatto storcere il muso a diversi critici dall\u2019altro lato dell\u2019Oceano. \u00abFatica a dare un senso drammatico a una mole di materiale ancora pi\u00f9 densa\u00bb, scrive il New York Times, \u00abNon mette mai a nudo l\u2019uomo che si cela dietro il mito del male\u00bb, dice Variety. Esagerano.\u00a0<\/p>\n<p>\u201cNorimberga\u201d ha il merito di continuare a interrogarsi sulle radici e l\u2019ascesa dell\u2019intolleranza, sulla necessit\u00e0 di mantenere standard di giustizia condivisi, si aggrappa come pu\u00f2 al mondo di oggi. Erano creature mostruose o solo gli orchi obbedienti del loro Signore Oscuro? Il quesito accompagna comunque gli spettatori all\u2019uscita. Ma la domanda che i pi\u00f9 avveduti dovrebbero farsi, e forse si faranno, \u00e8 un\u2019altra. Avremo mai una nuova Norimberga? Un tribunale internazionale per i crimini di Vladimir Putin e dei suoi G\u00f6ring, per i Bashar al Assad e i Ramzan Kadyrov a cui d\u00e0 protezione e agio, per i Benjamin Netanyahu (perch\u00e9 no?), seppure la tragedia dell\u2019Olocausto resti immane e inavvicinabile.\u00a0<\/p>\n<p>Una suprema assise, con le prove e i testimoni sugli eccidi di Bucha, le mattanze del teatro di Mariupol e della stazione di Kramatorsk, i bambini rapiti. E con le condanne pronunciate in mondovisione, a social unificati. Avremo mai una coalizione di veri Volenterosi che sappiano dire \u00abla storia non sar\u00e0 gentile con chi non ha lottato per la libert\u00e0\u00bb, anche in mancanza di un Winston Churchill che li illumini? Se la memoria non inganna, da quel primo ottobre del 1946 (giorno delle condanne) solo Radovan Karadzic e Ratko Mladic hanno affrontato un tribunale internazionale per genocidio e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 e ancora scontano la pena. Mentre oggi sono quegli stessi giudici dell\u2019Aia, con l\u2019italiano Rosario Aitala tra loro, a dover subire la beffa russa di una condanna a quindici anni in contumacia. <\/p>\n<p>\u00abLa gente comune non vuole la guerra. Questo \u00e8 chiaro, ma \u00e8 compito dei leader convincerla che \u00e8 inevitabile\u00bb sono parole pronunciate dal vero G\u00f6ring. Quello di Hollywood pressato dall\u2019inquisitore Robert H. Jackson, un Michael Shannon che candidiamo d\u2019ufficio a una statuetta da attore non protagonista, dal banco degli imputati aggiunge qualcosa del genere: \u00abSe questo \u00e8 un crimine, allora tutti i grandi statisti della storia sono criminali\u00bb. Potremmo sentirlo ripetere un giorno, chiss\u00e0, da nonno Vladimir.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A un certo punto Douglas Kelley, il Rami Malek premio Oscar per il Freddy Mercury di \u201cBohemian Rhapsody\u201d,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":266339,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[640,203,454,485,204,1537,90,89,1521,64477],"class_list":{"0":"post-266338","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-cinema","9":"tag-entertainment","10":"tag-film","11":"tag-giustizia","12":"tag-intrattenimento","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-movies","17":"tag-nazismo"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115740129701256329","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266338","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=266338"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266338\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/266339"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=266338"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=266338"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=266338"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}