{"id":266340,"date":"2025-12-18T10:36:12","date_gmt":"2025-12-18T10:36:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266340\/"},"modified":"2025-12-18T10:36:12","modified_gmt":"2025-12-18T10:36:12","slug":"addio-a-perico-saluto-allallenatore-nerazzurro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266340\/","title":{"rendered":"Addio a Perico, saluto all\u2019allenatore nerazzurro"},"content":{"rendered":"\n<p>Eugenio Perico, bandiera e capitano dell\u2019Atalanta, ha smesso di soffrire. Ci sono due immagini che lo legano ai nostri ricordi. Quando eravamo al seguito dell\u2019Atalanta sonettiana a Roncegno e sapevamo bene che, la domenica mattina, se avessimo dovuto cercare Perico e Donadoni, li avremmo trovati a Messa in Parrocchia. L\u2019altra \u00e8 la foto che vede<strong class=\"nero\"> Eugenio riparare Mino Favini sotto l\u2019ombrello, all\u2019uscita dalla camera ardente di Piermario Morosini,<\/strong> sulla scalinata della parrocchiale del Monterosso. Momenti intimi, di fede, che ben rappresentano Perico. Eugenio \u00e8 stato una pagina fondamentale soprattutto per Atalanta (ha lasciato \u00abun importante segno nella storia e nei valori del Club\u00bb ha scritto in serata la societ\u00e0 sul suo sito) e Ascoli, piazze che gli hanno voluto bene oltremisura.<strong class=\"nero\"\/> <\/p>\n<p>Leggi anche<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ecodibergamo.it\/stories\/premium\/corner\/editoriali\/latalanta-piange-eugenio-perico-calciatore-capitano-allenatore-ma-prima-di-o_3533090_11\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/latalanta-piange-eugenio-perico-calciatore-capitano-allen_3fd4a4c2-db89-11f0-96af-b20115507b17_1920_.jpeg\" bad-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/latalanta-piange-eugenio-perico-calciatore-capitano-allen_3fd4a4c2-db89-11f0-96af-b20115507b17_1920_.jpeg\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p> <strong class=\"nero\">L\u2019ultimo saluto a Eugenio Perico sar\u00e0 sabato 20 dicembre alle 10 alla chiesa della Marigolda a  Curno. La camera ardente \u00e8 aperta dalle 14 di gioved\u00ec in via Indipendenza 18 a Brembate di Sopra.<\/strong> <\/p>\n<p> <strong class=\"nero\">Nato a Curno il 15 ottobre 1951, segue tutta la trafila nel settore giovanile atalantino insieme ad Adelio Moro,<\/strong> suo coscritto e, dopo un anno con Spezia e un altro a Cremona, convince lo stesso Moro a seguirlo ad Ascoli. \u00abEra il campionato \u201976 &#8211; ricorda Moro &#8211; ed io non ero tanto convinto ma Eugenio insisteva e, in quella squadra c\u2019erano altri bergamaschi come Grassi e Castoldi. Alla fine, mi trovai benissimo e lui, per me, fu davvero come un fratello. Le nostre famiglie si frequentavano e furono anni indimenticabili. Ci perdemmo di vista e ci ritrovammo ancora all\u2019Atalanta, nell\u2019anno della promozione. Sono rimasto in contatto con lui fino all\u2019ultimo. \u00c8 stata davvero una sofferenza\u00bb.<\/p>\n<p>Leggi anche<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.ecodibergamo.it\/stories\/premium\/Sport\/lutto-nel-mondo-del-calcio-bergamasco-e-morto-eugenio-perico-o_3531134_11\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1766054172_549_lutto-nel-mondo-del-calcio-bergamasco-e-morto-eugenio-perico_141b0906-db67-11f0-96af-b20115507b17_19.jpeg\" bad-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1766054172_549_lutto-nel-mondo-del-calcio-bergamasco-e-morto-eugenio-perico_141b0906-db67-11f0-96af-b20115507b17_19.jpeg\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>Nelle Marche lo ricordano con affetto particolare: \u00abSe ne va un volto storico d<strong class=\"nero\">ell\u2019Ascoli Calcio, lasciando un vuoto profondo soprattutto tra i tifosi bianconeri, <\/strong>che in lui hanno riconosciuto per anni un simbolo di affidabilit\u00e0, attaccamento e continuit\u00e0. Conquist\u00f2 subito una storica promozione in Serie A e rimase per otto stagioni consecutive, diventando una colonna della difesa e uno dei giocatori pi\u00f9 rappresentativi di quell\u2019epoca. Il suo nome \u00e8 ancora oggi scolpito nei record societari: con 236 presenze complessive tra Serie A e Serie B, Perico \u00e8 tuttora il calciatore con pi\u00f9 apparizioni ufficiali nella storia dell\u2019Ascoli\u00bb.<\/p>\n<p>Nell\u2019Atalanta, invece, Perico totalizzer\u00e0<strong class=\"nero\"> 148 presenze con un gol <\/strong>(alla Juve per\u00f2, come ricorder\u00e0 Gentile). Ritornato a Bergamo, Perico inizia una brillante esperienza di allenatore nel Settore giovanile a Zingonia, dove vincer\u00e0 ben 4 scudetti, tutti nella categoria Giovanissimi, nelle stagioni 2001\/02, 2003\/04, 2004\/05, 2007\/08.<\/p>\n<p>  Il ricordo di Stromberg <\/p>\n<p>\u00abPer me Eugenio \u00e8 stato un esempio, una persona unica, come lui nel calcio non ne ho incontrate pi\u00f9 &#8211; confida un commosso <strong class=\"nero\">Glenn Stromberg<\/strong> &#8211; quando sono arrivato in Italia mi ha aiutato tantissimo, mi \u00e8 sempre stato accanto, disponibile per ogni aiuto a qualsiasi ora. In campo era intelligente, sapeva leggere le partite, fortissimo nei duelli uno contro uno. E anche in campo si sacrificava per gli altri, correndo, tappando i buchi, se serviva sapeva essere agonisticamente cattivo. Da capitano \u00e8 stato straordinario, curando i rapporti tra la squadra e la societ\u00e0 sempre mettendo davanti a tutto gli interessi del gruppo. Ci siamo poi visti qualche volta quando ho smesso di giocare, la sua perdita \u00e8 davvero un grande dolore. Persone come Eugenio nel calcio non ce ne sono pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p> <strong class=\"nero\">Carmine Gentile<\/strong> ne parla cos\u00ec: \u00abEra una persona poco appariscente ma aveva grande personalit\u00e0, era molto religioso, il contrario dello stereotipo del calciatore di oggi. In campo avevamo un rapporto eccezionale, con Sonetti faceva lo schermo davanti alla difesa, ovunque ci fosse bisogno lui c\u2019era. In Coppa Italia alla Juventus una volta abbiamo segnato entrambi (Atalanta-Juventus 2-2 del 2 settembre 1984, ndr) e ci abbiamo scherzato per parecchio tempo. \u00c8 stato molto importante per l\u2019Atalanta\u00bb.<\/p>\n<p>  \u00abUn punto di riferimento\u00bb <\/p>\n<p>\u00abEugenio era un punto di riferimento per tutti ed \u00e8 stato un ottimo capitano &#8211; ricorda <strong class=\"nero\">Marino Magrin <\/strong>&#8211; insieme per sei anni. Io ho avuto diversi buonissimi capitani, dai quali imparare tanto quando poi sarebbe toccata, con onore, la fascia a me. Da Perico ho imparato a gestire i momenti: lui sapeva quando ci si poteva rilassare un po\u2019 e quando invece c\u2019era da restare assolutamente concentrati. Era un esperto per i tacchetti. Era lui, infatti, a cui chiedevo aiuto per la scelta prima di entrare in campo. Senza dimenticare la sua fede profonda che lo portava, quando magari eravamo distanti da una chiesa la domenica mattina, a raggiungere la Messa con un taxi. Era una persona anche dolcissima che porter\u00f2 sempre nel mio cuore\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLui era una persona esemplare &#8211; precisa <strong class=\"nero\">Giorgio Magnocavallo<\/strong> &#8211; perch\u00e9 in mezzo ad una banda di giocherelloni restava sempre preciso e professionale. Non si esponeva mai a scherzi o a proporre goliardie, anzi, era un giudice inflessibile. Io, che ogni tanto mi lasciavo scappare qualche improperio leggermente blasfemo, rimediavo puntualmente uno scappellotto. E grande fu la sorpresa quando lui, che da giocatore non aveva mai visto una sigaretta, fu sorpreso sull\u2019altra panchina a fumare. Da allenatore stemperava la tensione cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abMi piace pensare a tutto quello che \u00e8 stato anche per me &#8211; confida<strong class=\"nero\"> Roberto Donadoni<\/strong>, attuale tecnico dello Spezia &#8211; era una persona di cuore, per me \u00e8 stato un fratello maggiore, quando avevamo doppio allenamento mangiavo a casa sua e sua mamma ci cucinava la pasta saltata al pomodoro con grande disponibilit\u00e0. Eugenio aveva una generosit\u00e0, dei valori ed un impegno che sopperivano a tutto. A Cagliari ho allenato suo figlio Gabriele e scopro che nel 1971 era allo Spezia, dove sono adesso io. Fili di vita che si intrecciano. Un giorno decise, a casa sua a Curno, di costruire una piccola grotta per metterci a dimora una Madonnina. Lo aiutai nell\u2019impresa, ma mi feci prendere la mano da buon muratore bergamasco e scavai pi\u00f9 del dovuto. Lui me lo fece presente e ridemmo insieme per tanto tempo\u00bb. Vola sereno, Eugenio, senza pi\u00f9 sofferenze. Adesso lo puoi fare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Eugenio Perico, bandiera e capitano dell\u2019Atalanta, ha smesso di soffrire. 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