{"id":266342,"date":"2025-12-18T10:37:12","date_gmt":"2025-12-18T10:37:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266342\/"},"modified":"2025-12-18T10:37:12","modified_gmt":"2025-12-18T10:37:12","slug":"consumismo-sanitario-i-pericoli-della-prevenzione-eccessiva-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266342\/","title":{"rendered":"Consumismo sanitario: i pericoli della prevenzione eccessiva | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p>Esami a ripetizione, check-up continui, test genetici, integratori e farmaci a go-go. Oggi \u00e8 diffusissima la convinzione \u2013 alimentata da influencer e persone note che invitano genericamente a \u201cfare la prevenzione\u201d \u2013 che sommando controlli a controlli si possa evitare qualunque malattia. Specie avendo soldi da spendere. La realt\u00e0, invece, \u00e8 del tutto diversa e la spiega il medico e giornalista <strong>Roberta Villa<\/strong> nel libro <strong>\u201cCattiva prevenzione. I pericoli del consumismo sanitario\u201d<\/strong> (Chiare Lettere). La cattiva prevenzione consiste in pratiche dubbie, inefficaci o addirittura pericolose, offerte ai cittadini sfruttandone la paura di ammalarsi. \u201cSi tende a pensare\u201d, spiega l\u2019autrice, \u201cche maggiore \u00e8 la quantit\u00e0 di denaro che il singolo o il sistema \u00e8 disposto a spendere, migliore sar\u00e0 il risultato. Fino a un certo punto \u00e8 cos\u00ec, ma una volta garantite le prestazioni necessarie o utili, la correlazione tra investimenti e qualit\u00e0 non continua a produrre valore in maniera lineare\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-8231526 alignleft\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/41o9W25LOqL._SY445_SX342_ControlCacheEqualizer_.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"319\"\/>Il problema principale, nota Roberta Villa, sta nel fatto che per fare bene la prevenzione occorre una capacit\u00e0 inedita di valutare probabilit\u00e0 e rischi. Non solo <strong>non esistono risposte sicure al 100%<\/strong> \u2013 n\u00e9 si pu\u00f2 inseguire il rischio zero \u2013 ma ci sono costi umani, strutturali ed economici da mettere sul piatto, visto che le risorse non sono infinite. La prevenzione varia a seconda dell\u2019et\u00e0, ma anche dei paesi e dei sistemi sanitari. \u00c8 dunque fondamentale <strong>stabilire delle priorit\u00e0<\/strong>, agendo sui fattori modificabili e accettando che esistano fattori immodificabili \u2013 geni, et\u00e0, sesso, etc \u2013 di fronte a cui la prevenzione poco pu\u00f2 fare. Anzi, la prevenzione pu\u00f2 essere anche dannosa, come nel caso delle Tac inutili che, a differenza delle risonanze magnetiche, espongono a una importante dose di radiazioni. Anche l\u2019ansia continua di tenere sempre d\u2019occhio l\u2019organismo pu\u00f2 compromettere il benessere.<\/p>\n<p>La prevenzione serve se esiste la cura<\/p>\n<p>Il libro analizza le criticit\u00e0 sia delle cosiddette<strong> \u201csovradiagnosi\u201d<\/strong>, ovvero quando si diagnostica una condizione che non provocher\u00e0 disturbi o morte; sia dei \u201csovratrattamenti\u201d, ovvero quando ad esempio si trattano aggressivamente forme tumorali \u201cindolenti\u201d, come i <strong>carcinomi duttali in sito al seno, piccoli noduli polmonari o della prostata<\/strong>, sottoponendo persone a cure impegnative con effetti indesiderati. Ma il principio cardine su cui dovrebbe basarsi la prevenzione e gli screening di massa \u00e8 uno: \u00e8 utile fare esami il cui esito ci permetta di intervenire per migliorare la qualit\u00e0 o la durata della vita della persona. Da questo punto di vista, \u00e8 realmente utile, ad esempio,<strong> la diagnosi precoce dell\u2019Alzheimer<\/strong> se poi non ci sono terapie per curarle? Inoltre, tutte le prestazioni che non migliorano davvero la durata o la qualit\u00e0 di vita di chi vi si sottopone sottraggono risorse a chi ne ha bisogno. Anche quelle pagate privatamente.<\/p>\n<p>Ma allora quali sono i controlli davvero necessari? Paradossalmente, spiega Roberta Villa, si contano sulle dita di una mano e sono previsti dagli screening oncologici: quello contro il tumore al seno e alla cervice uterina per le donne, contro il tumore al colon-retto per entrambi i sessi. Se i primi due hanno percentuali di adesione ormai importanti, lo screening per il tumore al colon-retto resta la cenerentola del paese (una persona su tre, peggio al centrosud). Su questo fronte occorre dunque agire, mentre <strong>non serve anticipare ad esempio la mammografia<\/strong> o sottoporre tutte le donne giovani a screening ecografico, a parte quelle con familiarit\u00e0.<\/p>\n<p>Scan total body, inutili e dannose<\/p>\n<p>L\u2019autrice analizza le molteplici richieste di nuova prevenzione, spiegando che, ad esempio, sottoporre tutta la popolazione ad uno screening per il temibile tumore al pancreas non sarebbe utile \u2013 tranne se si \u00e8 a rischio \u2013 perch\u00e9 questo tumore evolve cos\u00ec rapidamente che ci vorrebbero pi\u00f9 controlli all\u2019anno. Anche lo screening al polmone con la TC a spirale d\u00e0 benefici solo per grandi fumatori. Alcuni dubbi sono espressi sui <strong>possibili screening di massa ai bambini per il diabete e la celiachia,<\/strong> mentre un giudizio positivo viene dato per le vaccinazioni, come contro l\u2019epatite B o il papilloma-virus (HPV), che fanno parte della prevenzione \u201cbuona\u201d. Pi\u00f9 discutibile sotto alcuni aspetti <strong>l\u2019introduzione dell\u2019ecg per tutti i bambini che fanno sport<\/strong> (non riconosce abbastanza il rischio di morte improvvisa, mentre allontana molti dallo sport), mentre per gli adulti l\u2019autrice analizza gli aspetti critici di un\u2019estensione di massa dell\u2019ecografia dei tronchi sovraortici o dell\u2019ecografia transvaginale per le donne, se non per chi \u00e8 a rischio. Stesso discorso per il dosaggio del PSA, l\u2019antigene prostatico specifico, che ormai si vorrebbe estendere a tutti gli uomini, andando a ingigantire il numero delle sovradiagnosi.<\/p>\n<p>Non manca una parte dedicata ai <strong>test genetici fai da te<\/strong>, messi sotto accusa per alcuni aspetti cos\u00ec come anche l\u2019utilizzo ossessivo di smart watch o di sensori per la misurazione continuazione della glicemia. Forti dubbi sono infine espressi sui check-up annuali \u2013 come <strong>le scansioni total body<\/strong> \u2013 tanto sponsorizzati dai vip, inutili e persino dannosi ai sani (indotti magari a ignorare sintomi successivi), mentre risultano ben pi\u00f9 cruciali nel trovare metastasi nascoste in pazienti oncologici.<\/p>\n<p>In generale, conclude l\u2019autrice, sarebbe auspicabile agire sugli elementi che prevengono o ritardano tutte le malattie: obesit\u00e0, inattivit\u00e0 fisica, fumo, alcol, scarsa istruzione e socializzazione, ma anche un ambiente malato. Senza dimenticare che il consumismo sanitario \u00e8 a sua volta <strong>causa dell\u2019inquinamento,<\/strong> in termini di emissioni (5% di quelle globali), rifiuti speciali, inquinamento di aria e acqua, consumo di energia e produzione di plastica. Molto meglio intervenire su questi aspetti che moltiplicare esami costosi, ansiogeni e soprattutto non necessari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Esami a ripetizione, check-up continui, test genetici, integratori e farmaci a go-go. 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