{"id":266452,"date":"2025-12-18T12:18:12","date_gmt":"2025-12-18T12:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266452\/"},"modified":"2025-12-18T12:18:12","modified_gmt":"2025-12-18T12:18:12","slug":"van-aert-so-di-poter-puntare-alla-vittoria-al-fiandre-e-alla-roubaix-nel-cuore-ho-siena-e-strade-bianche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266452\/","title":{"rendered":"VAN AERT. \u00abSO DI POTER PUNTARE ALLA VITTORIA AL FIANDRE E ALLA ROUBAIX, NEL CUORE HO SIENA E STRADE BIANCHE\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Vincitore due volte negli ultimi dodici mesi, nella tappa del Giro d\u2019Italia a Siena\u00a0 e a Parigi per il Tour de France,<strong> Wout van Aert continua a entusiasmare il pubblico del ciclismo<\/strong> che aspetta di vederlo<strong> tornare sulle strade fangose del ciclocross sabato prossimo ad Anversa.<\/strong> Il belga, \u00e8 stato ancora una volta tra i finalisti del prestigioso premio Flandrien ed ha voluto raccontare la sua stagione e le sue difficolt\u00e0, mostrando l\u2019aspetto pi\u00f9 umano del suo carattere.\u00a0\n            <\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero che <strong>non ho avuto l&#8217;anno di maggior successo della mia carriera, ma ho sentito che le mie vittorie hanno lasciato il segno<\/strong>. Sono arrivato quarto al Giro delle Fiandre, ma sentivo di aver dato il massimo. Ho dato tutto, come sempre, e come sempre ho corso per vincere. Ho attaccato nel finale, anche se Tadej e Mathieu erano sicuramente pi\u00f9 forti. E non mi ha dato fastidio e ho accettato di avere questo livello. <strong>Il fatto comunque di essere vicino a corridori come loro \u00e8 importante e questo adesso, mi fa godere di pi\u00f9 le mie vittorie<\/strong>\u00bb.\u00a0\u00a0\n            <\/p>\n<p>Van Aert nell\u2019ultimo biennio ha avuto incidenti importanti, che hanno cambiato il suo corpo: quando guarda le cicatrici inevitabilmente il pensiero torna a quelle cadute. Oggi per\u00f2 Van Aert ha imparato ad essere felice di quello che ha, con la consapevolezza di essersi rialzato e di avere ancora la voglia di correre e di mettersi alla prova per essere tra i corridori pi\u00f9 forti del World Tour.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Nel 2024, quando sono caduto due volte, ho guardato tutte le gare pi\u00f9 importanti in televisione<\/strong>: le Classiche, i Campionati del Mondo. Al Tour de France ero l\u00ec, ma non al livello che speravo. Quella sensazione orribile di non poter nemmeno competere mi ha fatto capire oggi quanto per me sia importante il fatto di poter essere ancora in questo sport. Tutto \u00e8 cambiato durante la scorsa primavera. Non osavo pi\u00f9 tirare su il ritmo. Ero combattuto tra il sollievo di non essere caduto e la frustrazione di non essere al posto giusto. <strong>Ad un certo punto, mi sono reso conto che pedalare anonimamente nel gruppo non mi rendeva felice.<\/strong> A volte riuscivo ad aiutare la squadra, altre volte nemmeno quello. Oggi so molto chiaramente cosa significhi per me correre: raggiungere il mio massimo livello e dare il massimo\u00bb.<\/p>\n<p>Ancora oggi, nelle varie interviste, a Van Aert viene chiesto se pensa qualche volta alla sconfitta in volata ad Attraverso le Fiandre, con tre corridori della Visma contro Powless. Il ragazzo di Herentals adesso non ha pi\u00f9 problemi nel raccontare le emozioni e la frustrazione di quel giorno. \u00abEro estremamente deluso perch\u00e9 non ero stato fedele a me stesso scegliendo di puntare tutto sulla mia volata. Avevo troppa voglia di vincere e avevo paura che i miei compagni di squadra mi avrebbero tolto quella opportunit\u00e0 se avessero attaccato. <strong>Mi ha aiutato molto il fatto che nessuno fosse arrabbiato o deluso.<\/strong> Per loro, aveva senso tutto quello che era successo. <strong>La gente potrebbe pensare che vincere non sia pi\u00f9 cos\u00ec importante per me, ma io voglio ancora alzare le braccia in segno di vittoria<\/strong>. Ma \u00e8 vero anche che <strong>in quella particolare gara avremmo dovuto comportarci diversamente<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>In una recente intervista al <strong>New York Times<\/strong>, Van Aert ha detto che <strong>vincere il Giro delle Fiandre o la Parigi-Roubaix significherebbe tutto lui<\/strong> e che\u00a0 per questo,\u00a0 continua a correre cercando il massimo risultato possibile. \u00abSe non riuscissi pi\u00f9 a credere di poter vincere il Giro delle Fiandre, allora forse solo tre corridori al mondo possono ancora farlo. \u00c8 molto difficile vincere, ovviamente, e vale anche per la Roubaix, ma questi sono obiettivi logici nella mia carriera. Sono ancora molto vicino a raggiungere questo risultato. <strong>Devo credere di poter arrivare a un livello superiore rispetto allo scorso anno<\/strong>. Ci sono tutte le condizioni per essere\u00a0 pi\u00f9 forte.\u00a0 Nel 2025, se Mathieu fosse stato pi\u00f9 vicino a Tadej, avrebbero potuto neutralizzarsi a vicenda. Spesso lavorano bene insieme, ma negli ultimi dieci chilometri \u00e8 stato diverso. Lo scenario peggiore per me era che uno di loro attaccasse dopo il Paterberg e creasse un distacco importante. <strong>La cosa principale per me era di restare con loro. Ma in futuro potrebbe esserci un&#8217;edizione in cui si guarderanno a vicenda<\/strong> e allora potrebbero neutralizzarsi e potrebbe arrivare l\u2019occasione per me\u00bb.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Wout van Aert \u00e8 il corridore dal grande cuore, capace di ammettere i propri errori e le debolezze. Il fiammingo a Siena \u00e8 rinato e <strong>quella in piazza del Campo \u00e8 per lui una delle vittorie pi\u00f9 importanti.<\/strong> \u00ab<strong>Poche vittorie mi hanno dato cos\u00ec tanta emozione. Mi vengono ancora i brividi solo a parlarne.<\/strong> \u00c8 stato un periodo difficile che alla fine si \u00e8 trasformato in positivo.<\/p>\n<p>\u00abStavo vivendo una buona primavera, ma mi mancava quel tocco finale. Speravo di iniziar<strong>e il Giro<\/strong> vincendo una tappa, ma mi sono ammalato prima della Grande Partenza. <strong>Ero cos\u00ec debilitato che il quinto giorno mi sono chiesto se valesse la pena continuare.<\/strong>\u00a0La tappa delle Strade Bianche? Non pensavo proprio che sarebbe stata la mia giornata.<strong> La mia famiglia era al traguardo e non la vedevo da dieci giorni. Siena \u00e8 anche il luogo in cui \u00e8 iniziata la mia carriera ciclistica su strada<\/strong>. Le condizioni di gara l\u00ec mi hanno aiutato e ne avevo bisogno perch\u00e9 non ero assolutamente al meglio. <strong>A volte, credo che le cose siano destinate ad andare cos\u00ec, che sia scritto nelle stelle.<\/strong> Quello che ho provato quel giorno, non riesco a descriverlo\u00bb.<\/p>\n<p>Van Aert non corre pi\u00f9 Strade Bianche dal 2021 e anche per il 2026 il suo calendario non prevede questa gara Il belga per\u00f2 sta pensando di tornarci, anche se il tutto dovr\u00e0 essere definito dalla squadra.<\/p>\n<p>\u00abEssere a Strade Bianche nel 2026 significa cambiare i piani. Di solito in quel periodo dell\u2019anno sono in quota e significherebbe cambiare la preparazione. Non ho mai detto di non voler pi\u00f9 correre questa gara. Correre Strade richieder\u00e0 un approccio diverso, ma possiamo lavorarci\u00bb.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Vincitore due volte negli ultimi dodici mesi, nella tappa del Giro d\u2019Italia a Siena\u00a0 e a Parigi per&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":266453,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1456],"tags":[1824,1825,1537,90,89,245,244,29942,14800],"class_list":{"0":"post-266452","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ciclismo","8":"tag-ciclismo","9":"tag-cycling","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-sport","14":"tag-sports","15":"tag-strade-bianche","16":"tag-wout-van-aert"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115740534558519987","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266452","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=266452"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266452\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/266453"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=266452"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=266452"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=266452"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}