{"id":266949,"date":"2025-12-18T19:41:30","date_gmt":"2025-12-18T19:41:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266949\/"},"modified":"2025-12-18T19:41:30","modified_gmt":"2025-12-18T19:41:30","slug":"rovigo-zandomeneghi-e-degas-impressionismo-tra-firenze-e-parigi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266949\/","title":{"rendered":"Rovigo: Zandomeneghi e Degas | Impressionismo tra Firenze e Parigi"},"content":{"rendered":"<p>Palazzo Roverella presenta una grande mostra che mette in dialogo, per la prima volta in maniera organica, un protagonista dell&#8217;arte italiana dell&#8217;Ottocento e uno dei nomi pi\u00f9 incisivi della scena europea: <strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.itinerarinellarte.it\/it\/tags\/federico-zandomeneghi\" rel=\"nofollow noopener\">Federico Zandomeneghi<\/a><\/strong> (Venezia 1841 \u2013 Parigi 1917) ed <strong><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.itinerarinellarte.it\/it\/tags\/edgar-degas\" rel=\"nofollow noopener\">Edgar Degas<\/a><\/strong> (Parigi 1834 \u2013 1917). L&#8217;esposizione, curata dalla storica dell&#8217;arte <strong>Francesca Dini<\/strong>, ricostruisce il rapporto intenso \u2013 talvolta spigoloso, sempre fecondo \u2013 che un\u00ec i due artisti nel corso di una lunga amicizia parigina. Il percorso espositivo illumina affinit\u00e0, rimandi e sorprendenti convergenze tra due maestri capaci di ridefinire lo sguardo moderno ed \u00e8 reso unico da prestiti nazionali e internazionali di straordinaria qualit\u00e0, provenienti da importanti musei e collezioni.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione \u00e8 promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con il Comune di Rovigo e l&#8217;Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e prodotta da Silvana Editoriale.<\/p>\n<p>La storiografia dell&#8217;epoca descrive Zandomeneghi e Degas come due personalit\u00e0 dal carattere non facile, ma accomunate da una profonda stima reciproca. Degas fu per Zand\u00f2 un maestro e un mentore e il pittore italiano definiva il collega &#8220;l&#8217;artista il pi\u00f9 nobile e il pi\u00f9 indipendente dell&#8217;epoca nostra&#8221;, mentre Degas lo chiamava, con leggero sarcasmo affettuoso, &#8220;le v\u00e9netien&#8221;, alludendo all&#8217;orgoglio con cui il collega difendeva la propria identit\u00e0 italiana all&#8217;interno dell&#8217;ambiente impressionista. La mostra indaga in modo puntuale gli scambi, le influenze e gli arricchimenti che, in questo confronto costante, alimentarono l&#8217;opera di entrambi.<\/p>\n<p>Il racconto prende avvio a <strong>Firenze<\/strong>, citt\u00e0 in cui i due artisti \u2013 seppur in momenti diversi \u2013 maturarono parte della loro formazione. Degas vi giunse nel 1858 e trov\u00f2 nel Caff\u00e8 Michelangelo un luogo di dialogo creativo con i giovani pittori toscani. Qui approfond\u00ec lo studio della pittura rinascimentale e affin\u00f2 il proprio linguaggio grazie al contatto con gli artisti legati alla poetica della &#8220;macchia&#8221;, come Vincenzo Cabianca.<br \/>Il soggiorno fiorentino port\u00f2 Degas verso una pittura attenta alla vita contemporanea, e fu in questo contesto che prese forma il suo capolavoro giovanile, La famiglia Bellelli: proviene dal museo Ordrupgaard di Copenaghen il prezioso quadro preparatorio, per la prima volta esposto in Italia, evento davvero straordinario anche per la delicatezza della tecnica a pastello che ne ha fin qui sempre scoraggiato il prestito. Accanto alle opere di Degas, come i ritratti di Th\u00e9r\u00e8se de Gas e di Hilaire de Gas, prestito eccellente del Mus\u00e9e d&#8217;Orsay, trovano spazio confronti inediti con alcuni capolavori macchiaioli, tra cui Cucitrici di camicie rosse di Odoardo Borrani, il Ritratto di Augusta Cecchi Siccoli di Giovanni Fattori, e Dalla soffitta di Giovanni Boldini.<\/p>\n<p>La seconda sezione mette al centro <strong>gli anni italiani di Zandomeneghi<\/strong>, profondamente legato a figure come Giuseppe Abbati \u2013 di cui viene esposto il restaurato Monaco al coro (Museo e Real Bosco di Capodimonte) \u2013 e lo stesso Cabianca, rappresentato con studi di ciociare strettamente connessi al dipinto dei poveri che mangiano la zuppa sulla scalinata di una chiesa romana. \u00c8 questo infatti il periodo in cui Zand\u00f2 realizza l&#8217;opera che Manet ammir\u00f2 a Brera: una testimonianza dell&#8217;energia creativa che precede la sua definitiva svolta parigina.<\/p>\n<p>La mostra segue poi la <strong>conversione di Zandomeneghi all&#8217;impressionismo<\/strong>, avvenuta dopo il trasferimento a Parigi. Opere come A letto (Gallerie degli Uffizi \u2013 Palazzo Pitti) e Le Moulin de la Galette (courtesy Fondazione Enrico Piceni) mostrano un artista che assimila suggerimenti della modernit\u00e0 visiva di Degas \u2013 la spontaneit\u00e0 dell&#8217;attimo, l&#8217;impianto tagliente dell&#8217;inquadratura, la gestualit\u00e0 sospesa \u2013 ma li rielabora secondo una sensibilit\u00e0 personale, nutrita dalla tradizione cromatica veneziana. Centrale, in questa fase, il confronto con dipinti come Dans un caf\u00e9 di Degas (Mus\u00e9e d&#8217;Orsay), celebre rappresentazione della bevitrice d&#8217;assenzio.<br \/>Entrato nel vivace ambiente del Caff\u00e8 Nouvelle Ath\u00e8nes, Zandomeneghi si ritrova parte di un gruppo affiatato di artisti e intellettuali: Mary Cassatt, Forain, Rouart, Tillot, Madame Bracquemond, Raffaelli. Nel 1878 lo raggiunge l&#8217;amico critico Diego Martelli, che favorisce nuovi scambi con Degas, Duranty e Pissarro. L&#8217;anno successivo, Zand\u00f2 espone alla quarta mostra impressionista, in avenue de l&#8217;Op\u00e9ra, dove Martelli viene ritratto sia da Degas sia dallo stesso Zandomeneghi&#8230;. <a href=\"#\" onclick=\"myReadMore();return false;\" id=\"read-more\">leggi il resto dell&#8217;articolo\u00bb<\/a><\/p>\n<p><strong>Gli anni Ottanta<\/strong>, illustrati nella quarta sezione, segnano una stagione di piena maturit\u00e0 per l&#8217;artista veneziano. Opere come M\u00e8re et fille, Il dottore, Le madri, Visita in camerino, Al caff\u00e8 Nouvelle Ath\u00e8nes testimoniano una partecipazione convinta al percorso impressionista, pur in dialogo costante con una ricerca personale. In mostra queste opere si confrontano con lavori di Degas quali Lezione di danza e con la celebre scultura della Piccola danzatrice di quattordici anni, proveniente dall&#8217;Albertinum, Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, prestito eccezionale che sar\u00e0 accompagnato da un saggio in catalogo (Silvana Editoriale) relativo al recente restauro cui l&#8217;opera \u00e8 stata sottoposta.<\/p>\n<p>Il percorso si chiude con l&#8217;anno <strong>1886, ultima collettiva del gruppo impressionista<\/strong>, che segna una svolta: Zandomeneghi, pur rimanendo vicino ai compagni di stagione, evolve verso una sintesi pi\u00f9 autonoma. La morbidezza della forma, la compostezza classica e un nuovo equilibrio narrativo caratterizzano dipinti come Sul divano, Il giubbetto rosso, La conversation, La tasse de th\u00e9, Bambina dai capelli rossi, Fanciulla in azzurro di spalle e Hommage \u00e0 Toulouse-Lautrec. \u00c8 l&#8217;esito di un percorso personale e coerente, che offre una lettura limpida e al tempo stesso sorprendente del contributo italiano alla modernit\u00e0 europea.<\/p>\n<p>Questa mostra non solo illumina un rapporto artistico di straordinaria vitalit\u00e0, ma restituisce la complessit\u00e0 di un&#8217;epoca in cui Firenze e Parigi, la tradizione e l&#8217;avanguardia, la macchia e l&#8217;impressione, dialogavano in un intreccio serrato che continua a parlarci con forza.<\/p>\n<p>        &#13;<br \/>\n          &#13;<\/p>\n<p>        &#13;<br \/>\n                          La tua iscrizione non pu\u00f2 essere convalidata.&#13;<\/p>\n<p>        &#13;<br \/>\n          &#13;<\/p>\n<p>        &#13;<br \/>\n                          La tua iscrizione \u00e8 avvenuta correttamente.&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Palazzo Roverella presenta una grande mostra che mette in dialogo, per la prima volta in maniera organica, un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":266950,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,156952],"class_list":{"0":"post-266949","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-zandomeneghi-e-degas-impressionismo-tra-firenze-e-parigi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115742276508024512","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266949","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=266949"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266949\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/266950"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=266949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=266949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=266949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}