{"id":266966,"date":"2025-12-18T19:52:13","date_gmt":"2025-12-18T19:52:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266966\/"},"modified":"2025-12-18T19:52:13","modified_gmt":"2025-12-18T19:52:13","slug":"dieta-mediterranea-la-segue-meno-di-un-italiano-su-5-aumentano-abitudini-scorrette-e-malattie-croniche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266966\/","title":{"rendered":"Dieta mediterranea: la segue meno di un italiano su 5, aumentano abitudini scorrette e malattie croniche"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Redazione Salute<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Abitudini sempre meno sane, dall&#8217;alimentazione scorretta, alle sigarette, all&#8217;alcol. E aumentano le malattie croniche. La spesa sanitaria pubblica italiana resta tra le pi\u00f9 basse dei Paesi OCSE<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0Nel nostro Paese aumentano gli\u00a0<b>\u00a0<\/b><b>le malattie croniche<\/b> e peggiora la qualit\u00e0 di vita, con sempre pi\u00f9\u00a0<b>anziani soli e \u00abfragili\u00bb<\/b>; la <b>prevenzione <\/b>resta un<b> miraggio <\/b>in diverse aree del Paese; non diminuiscono i fumatori, anzi sempre pi\u00f9 <b>giovani<\/b> sono attratti dalle <b>sigarette elettroniche<\/b>; <b>meno di un italiano su cinque segue la dieta mediterranea<\/b>. Passi indietro rispetto alla mortalit\u00e0\u00a0<b>\u00abtrattabile\u00bb<\/b>\u00a0con un arretramento al<b>\u00a0settimo posto<\/b>\u00a0in Europa, in parte spiegato con gli effetti della pandemia da COVID-19, che ha messo sotto stress il Servizio Sanitario Nazionale provocando\u00a0<b>ritardi nelle diagnosi, rinvii di interventi programmati\u00a0<\/b>e una generale riduzione della capacit\u00e0 di trattamento; ma<b>\u00a0in parte evidenzia la necessit\u00e0 di migliorare l\u2019accesso e la qualit\u00e0 delle cure<\/b>.\u00a0 Sono alcuni dati emersi dal Rapporto Osservasalute (2025), giunto alla XXII edizione, pubblicato dall&#8217;Osservatorio Nazionale sulla Salute come Bene Comune, che ha sede presso l&#8217;Universit\u00e0 Cattolica di Roma.<\/p>\n<p>    Il Rapporto<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Rapporto,\u00a0coordinato dal professor Walter Ricciardi, direttore dell\u2019Osservatorio Nazionale sulla Salute come Bene Comune, dal dottor Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell\u2019Osservatorio e dal professor Leonardo Villani, associato di Igiene generale e applicata, UniCamillus &#8211; Saint Camillus International University of Health and Medical Sciences e coordinatore dell\u2019Osservatorio Nazionale per la Salute come Bene Comune, \u00e8 <b>frutto\u00a0del lavoro di 138 ricercatori<\/b> distribuiti su tutto il territorio italiano che operano presso Universit\u00e0 <b>e numerose istituzioni <\/b>pubbliche nazionali, regionali e aziendali.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Anziani sempre pi\u00f9 soli<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli anziani sono sempre pi\u00f9 soli: il 40% vive questa condizione (1,3 milioni di uomini ultra 65enni e 3,1 milioni donne) e, circa 1,3 milioni over 75 anni, <b>non ricevono un aiuto adeguato<\/b> in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessit\u00e0 di tutti i giorni.<br \/>Dilagano le malattie croniche e, con queste, cala la qualit\u00e0 di vita delle persone. La malattia cronica pi\u00f9 diffusa \u00e8 l\u2019<b>ipertensione<\/b>: nel 2023 sono circa 11 milioni le persone che dichiarano di soffrirne, pari al 18,9% dell\u2019intera popolazione (quasi uno su 5). Tra gli anziani si stima che una persona su due sia ipertesa. <br \/>Malattie croniche soprattutto femminili sono <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/reumatologia\/25_ottobre_11\/artrosi-artrite-fibromialgia-osteoporosi-e-le-altre-150-malattie-reumatologiche-prevenzione-sintomi-cure-7389d348-26ca-4ae4-8df6-957a6f7b7xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">artrosi, artrite e osteoporosi<\/a>, di cui soffre oltre una donna su 5 contro il 10,5% dei maschi. Nel complesso queste malattie colpiscono quasi <b>10 milioni di persone<\/b>, di cui circa 6 milioni 500 mila sono over 65 anni.<\/p>\n<p>    Abitudini scorrette:\u00a0<b> binge drinking<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le cronicit\u00e0 sono figlie di scorretti stili di vita e poca prevenzione,<\/b> ribadiscono gli autori del Rapporto.\u00a0<b>Le cronicit\u00e0 sono figlie di scorretti stili di vita e poca prevenzione,<\/b> ribadiscono gli autori del Rapporto. <br \/>Riguardo all\u2019alcol, la <b>modalit\u00e0 principale di consumo<\/b> \u00e8 divenuta quella tipica del Nord Europa, caratterizzata da un <b>consumo meno regolare<\/b>, spesso <b>concentrato nel fine settimana e associato a birra e superalcolici<\/b>, con una diffusione del <b>consumo occasionale<\/b> che nel 2013 riguardava il 41,2% della popolazione di 11 anni o pi\u00f9, mentre nel 2023 interessa il 48,9% della popolazione. Ed \u00e8 <b>aumentato il consumo fuori dai pasti<\/b> (da 25,8% a 32,4%).\u00a0<br \/><b>Il binge drinking riguarda il 7,8% della popolazione<\/b> (11,3% uomini, 4,5% donne). Nonostante le raccomandazioni internazionali e le normative nazionali che vietano il consumo e la vendita di alcolici ai minori di 18 anni, nel 2023 <b>il 15,7% degli adolescenti di et\u00e0 11-17 anni ha consumato almeno una bevanda alcolica durante l\u2019anno<\/b>. Di questi, il 2,8% presenta abitudini di consumo particolarmente rischiose, quali consumo giornaliero, binge drinking o consumo fuori pasto settimanale, mentre il 12,9% ha un consumo pi\u00f9 occasionale. Questi dati evidenziano la necessit\u00e0 di <b>rafforzare interventi mirati alla prevenzione nelle fasce giovanili<\/b>, secondo gli autori del Rapporto.<\/p>\n<p>    <b>Sempre pi\u00f9 amanti della sigaretta elettronica<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 2023, il 4,8% delle persone di et\u00e0 14 anni ed oltre (circa 2 milioni e mezzo) ha dichiarato di utilizzare la sigaretta elettronica (nel 2021 erano il 2,7%). Cos\u00ec come accade per il fumo tradizionale di sigarette, anche in questo caso gli uomini mostrano una propensione maggiore.<br \/>Nel 2014, il primo anno nel quale l\u2019Istat ha cominciato a rilevare l\u2019uso di questi dispositivi, <b>gli utilizzatori di et\u00e0 14 anni ed oltre<\/b> erano circa 800 mila. Via via nel tempo si \u00e8 assistito a un aumento, specialmente a partire dal 2017, fino ad arrivare <b>nel 2023 a quasi 2 milioni e mezzo<\/b>.<\/p>\n<p>    Dieta mediterranea: la segue meno di un italiano su 5<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Mentre\u00a0 il mondo guarda al <b>modello mediterraneo<\/b> come r<b>iferimento salutare e sostenibile<\/b>, gli italiani sembrano progressivamente allontanarsene, sottolinea il Rapporto. <b>M<\/b><b>e<\/b><b>no di un italiano su 5 (18,5%) resta davvero fedele alla dieta mediterranea.<\/b>\u00a0<br \/>Nel 2023, il consumo quotidiano di <b>frutta e verdura<\/b> \u00e8 dichiarato da circa otto persone su dieci, ma solo il 5,3% raggiunge le <b>5 porzioni al giorno<\/b>.\u00a0<br \/>E quasi la met\u00e0 degli italiani, il 46,4%, vive una condizione di sovrappeso o obesit\u00e0.<\/p>\n<p>    Diabete in aumento\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Oltre al <b>sovrappeso<\/b>, c\u2019\u00e8 un\u2019altra patologia metabolica che sta assumendo i connotati dell\u2019emergenza sanitaria, specie se posta in relazione ai relativi costi sanitari: il <b>diabete<\/b>, che nel biennio 2022-2023 ha interessato circa il 5% della popolazione adulta di et\u00e0 18-69 anni, ma probabilmente si tratta di una sottostima. <br \/>La prevalenza di persone con diabete <b>cresce con l\u2019et\u00e0<\/b>, con valori pari al 2% nelle persone con meno di 50 anni, e quasi del 9% fra le persone di et\u00e0 50-69 anni.<br \/>La malattia \u00e8 pi\u00f9 frequente fra gli uomini rispetto che fra le donne (5,3% vs 4,4%), e nelle fasce di popolazione socio-economicamente pi\u00f9 svantaggiate per istruzione o condizioni economiche (quasi del 16% fra chi non ha alcun titolo di studio o al pi\u00f9 la licenza elementare, e valori pari al 9% fra le persone con molte difficolt\u00e0 economiche). <br \/>Ne consegue una <b>spesa sanitaria<\/b> non indifferente, secondo il Rapporto. Si stima che nel 2022 <b>il 15,1% della spesa annua<\/b> sostenuta per <b>l\u2019ospedalizzazione di individui con patologie croniche<\/b> (pari a 445,3 milioni di euro) <b>si debba al diabete di tipo 2<\/b>, mentre <b>l\u20191,9% al diabete di tipo 1<\/b>. Questo dato \u00e8 aggravato inoltre dalla presenza di una significativa <b>variabilit\u00e0 territoriale nell\u2019organizzazione e nell\u2019accesso ai servizi diabetologici<\/b>, con la persistenza di disuguaglianze nell\u2019assistenza\u00a0<\/p>\n<p>    Prevenzione: dalle vaccinazioni agli screening oncologici<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel nostro Paese le coperture vaccinali sono ancora disomogenee sul territorio, cos\u00ec come per la prevenzione dei tumori, con una variabilit\u00e0 regionale per gli screening oncologici per la diagnosi precoce del\u00a0<b>tumore dell&#8217;utero, della mammella e del colon-retto<\/b>\u00a0.\u00a0<\/p>\n<p>    <b>Spesa sanitaria insufficiente rispetto ai bisogni<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La spesa sanitaria \u00e8 insufficiente a fronte di crescenti bisogni della popolazione<\/b> secondo il Rapporto. Nel 2023, la spesa sanitaria pubblica pro capite nazionale \u00e8 cresciuta dello 0,41% rispetto al 2022, raggiungendo i 2.216 euro, con un aumento medio annuo del 2,23% nel periodo 2013-2023. Nel 2023 la spesa sanitaria pubblica corrente si posiziona al 6,14% del Prodotto interno lorodo, <b>valore<\/b> che continua ad essere <b>inferiore ai principali Paesi europei con sistemi di Sanit\u00e0 Pubblica<\/b>. <br \/>La <b>spesa sanitaria pubblica italiana<\/b> resta, quindi, <b>tra le pi\u00f9 basse dei Paesi OCSE<\/b>. Nel 2023, a livello italiano, la spesa sanitaria pubblica corrente per servizi forniti direttamente si riduce e passa dal 4,5% del PIL nel 2020 al 3,8% e continua a giocare un ruolo predominante, giustificando il 62% circa della spesa totale. <br \/>La percentuale contenuta di aumento della spesa sanitaria \u00e8 destinata a diventare una riduzione <b>se si valuta la spesa in termini reali, cio\u00e8 al netto dell\u2019inflazione <\/b>che \u00e8 stata superiore, e pari al 5,7% nel 2023. Solo una valutazione comparata di spesa e <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/25_febbraio_27\/livelli-essenziali-di-assistenza-non-garantiti-in-otto-regioni-ed81ef9c-0e67-4454-a4d5-ea85f84c7xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Livelli essenziali di assistenza<\/a> effettivamente garantiti permetterebbe di valutare se vi \u00e8 stata o non vi \u00e8 stata una perdita di tutela dei cittadini.<\/p>\n<p>    Cresce la spesa sanitaria a carico delle famiglie<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIl nostro Paese, <b>nel 2024<\/b>, ha speso complessivamente per la sanit\u00e0 <b>185 miliardi di euro<\/b>, la componente finanziata dal settore pubblico si attesta a 137 miliardi di euro (74,2% del totale)\u00bb sottolinea il dottor Solipaca.<br \/><b>Il resto della spesa \u00e8 stato sostenuto dalle famiglie<\/b>, 41 miliardi di euro (22,3% del totale), dalle assicurazioni private, 4,7 miliardi di euro, e dalle imprese nell\u2019ambito degli accordi relativi al welfare aziendale, 929 milioni di euro. Infine, una quota residuale di spesa sanitaria \u00e8 stata sostenuta dai regimi di finanziamento volontari, 6,4 miliardi di euro, e dalle Istituzioni senza scopo di lucro, 698 milioni di euro.\u00a0<br \/>Inoltre, aggiunge il dottor Solipaca: \u00abLa <b>spesa sanitaria pubblica <\/b>in termini reali (prezzi 2015) elaborata dall\u2019Eurostat mette in luce un <b>dato <\/b>che, dal 2014 al 2019, \u00e8 <b>rimasto sostanzialmente stabile<\/b>, con un aumento medio annuo dello 0,3%; nel periodo della crisi sanitaria causata dal Covid, la spesa \u00e8 aumentata del 5,7% nel 2020 e del 4,3% nel 2021; tra il 2021 e il 2023 la <b>spesa reale \u00e8 diminuita complessivamente dell\u20198,1%<\/b> (meno 4,4% nel 2022 e meno 3,9% nel 2023)\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 in crescita la spesa intermediata dalle assicurazioni sanitarie volontarie, aumentata in media annua del 7,9%<br \/>Dopo la flessione del 2020, continua la ripresa della spesa sanitaria privata.<br \/>Quanto al disavanzo, nel 2023 le regioni in equilibrio sono state soltanto 7: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Campania e Sicilia.\u00a0<\/p>\n<p>    Spesa per il personale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Anche <b>la spesa per il personale<\/b>, che rappresenta la risorsa cardine del sistema sanitario, \u00e8 indice di un Servizio sanitario <b>non in buona salute<\/b>: nel 2022 ammonta a 38,9 miliardi di euro, il 29,9% della spesa sanitaria totale; nel corso degli anni l\u2019incidenza della spesa dei redditi da lavoro dipendente sulla corrispondente spesa complessiva del Conto Economico \u00e8 contraddistinta da una tendenziale diminuzione, passando dal 32,1% del 2013 al 29,9% del 2022.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La <b>diminuzione della spesa<\/b> \u00e8, sostanzialmente, il risultato delle politiche di blocco del turnover attuate dalle regioni in Piano di Rientro e dalle misure di contenimento della spesa per il personale, comunque, portate avanti autonomamente dalle altre regioni, segnala il Rapporto.\u00a0<br \/>A livello nazionale, nel 2022 il numero di medici e odontoiatri del SSN \u00e8 stato di 107.777 unit\u00e0, registrando una diminuzione del 3,9% rispetto al 2019, anno in cui le unit\u00e0 erano 112.146.<br \/>\u00abI dati segnalano un progressivo deterioramento dell\u2019equilibrio economico-finanziario e lo scenario futuro \u00e8 discretamente preoccupante \u2013 commenta il professor Walter Ricciardi &#8211;  . In particolare sulla capacit\u00e0 del sistema di\u00a0welfare di sostenere le fragilit\u00e0 di alcune fasce di popolazione, in particolare quella anziana\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-18T17:04:21+01:00\">18 dicembre 2025 ( modifica il 18 dicembre 2025 | 17:04)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione Salute Abitudini sempre meno sane, dall&#8217;alimentazione scorretta, alle sigarette, all&#8217;alcol. E aumentano le malattie croniche. 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