{"id":266997,"date":"2025-12-18T20:18:10","date_gmt":"2025-12-18T20:18:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266997\/"},"modified":"2025-12-18T20:18:10","modified_gmt":"2025-12-18T20:18:10","slug":"la-verita-35","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/266997\/","title":{"rendered":"| La Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>\n        Donald Trump (Ansa)\n    <\/p>\n<p>Il regime di Caracas, dal canto suo, ha replicato duramente alle parole di <strong>Trump<\/strong>, bollandole come \u00abminacce guerrafondaie\u00bb. Nel frattempo, il governo di <strong>Maduro<\/strong> ha stracciato i contratti sul gas naturale sottoscritti con la Repubblica di Trinidad e Tobago, accusando quest\u2019ultima di aver assistito gli Usa nel recente sequestro di una petroliera al largo del Venezuela. Come che sia, dopo l\u2019annuncio del blocco da parte dell\u2019inquilino della Casa Bianca, il Brent \u00e8 salito del 2,4%, mentre il Wti del 2,6%.<\/p>\n<p>Ora, non \u00e8 un mistero che l\u2019amministrazione Trump abbia da tempo accusato <strong>Maduro<\/strong> di essere coinvolto in attivit\u00e0 di narcotraffico perpetrate ai danni degli Stati Uniti. \u00c8 innanzitutto in quest\u2019ottica che, a partire da settembre, il Pentagono ha effettuato vari attacchi, in area caraibica, contro barche sospettate di trafficare droga. Washington ha anche schierato undici navi da guerra al largo del Venezuela, mentre l\u2019amministrazione americana sta da settimane prendendo in considerazione l\u2019eventualit\u00e0 di attacchi militari direttamente sul territorio del Paese latinoamericano. Inoltre, la settimana scorsa, Washington ha sequestrato una petroliera venezuelana, mettendone altre sei sotto sanzioni. In tutto questo, sono mesi che <strong>Trump <\/strong>invoca le dimissioni di <strong>Maduro<\/strong>: un <strong>Maduro<\/strong> che, secondo quanto rivelato alcune settimane fa dal Washington Post, avrebbe recentemente cercato di ottenere materiale bellico da Cina, Russia e Iran.<\/p>\n<p>E qui veniamo al lato geopolitico della faccenda. S\u00ec, perch\u00e9 l\u2019obiettivo del presidente americano non si ferma alla pur cruciale questione del traffico di droga. Per capirlo, dobbiamo tornare alla strategia di sicurezza nazionale che la Casa Bianca ha pubblicato a inizio dicembre. \u00abVogliamo garantire che l\u2019Emisfero occidentale rimanga ragionevolmente stabile e sufficientemente ben governato da prevenire e scoraggiare la migrazione di massa verso gli Stati Uniti; vogliamo un emisfero i cui governi cooperino con noi contro narcoterroristi, cartelli e altre organizzazioni criminali transnazionali; vogliamo un emisfero che rimanga libero da incursioni straniere ostili\u00bb, si legge nel documento, che prosegue: \u00abIn altre parole, affermeremo e applicheremo un \u201cCorollario Trump\u201d alla Dottrina Monroe\u00bb.<\/p>\n<p>Insomma, il presidente americano vuole rafforzare l\u2019influenza statunitense sull\u2019Emisfero occidentale non soltanto per contrastare il narcotraffico e l\u2019immigrazione illegale, ma anche per arginare \u00abincursioni straniere ostili\u00bb: un riferimento implicito, ma abbastanza chiaro, alla Cina, che ha nel regime di <strong>Maduro<\/strong> uno dei propri punti di riferimento in America Latina. D\u2019altronde, \u00e8 proprio Pechino a risultare il principale acquirente di petrolio venezuelano. In altre parole, aumentando la pressione su Caracas, <strong>Trump <\/strong>mira indirettamente a colpire la Cina. E lancia al contempo un monito a quei Paesi latinoamericani che, agli occhi della Casa Bianca, intrattengono legami troppo stretti con il Dragone.<\/p>\n<p>Sotto questo aspetto, \u00e8 interessante una recente analisi della Bbc, secondo cui, al netto delle dichiarazioni di facciata, n\u00e9 Pechino n\u00e9 Mosca si starebbero concretamente impegnando per sostenere Caracas nel suo duello con Washington. Se ci\u00f2 fosse confermato, significherebbe che Cina e Russia starebbero riconsiderando il proprio ruolo in America Latina alla luce della riedizione della Dottrina Monroe promossa da <strong>Trump<\/strong>. Tra l\u2019altro, vari Paesi della regione si stanno spostando elettoralmente a destra, avvicinandosi all\u2019attuale amministrazione statunitense: l\u2019ultimo, in ordine di tempo, \u00e8 stato il Cile, dove, al ballottaggio presidenziale di domenica, ha trionfato il candidato conservatore <strong>Jos\u00e9 Antonio Kast<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi all\u2019interno di queste complesse dinamiche geopolitiche che va inserita la crisi in atto tra Washington e Caracas: un dossier che, per <strong>Trump<\/strong>, ha anche delle ricadute di politica interna. Secondo alcuni parlamentari statunitensi, l\u2019inquilino della Casa Bianca non avrebbe l\u2019autorit\u00e0 per agire militarmente nei Caraibi senza l\u2019autorizzazione del Congresso. <strong>Trump<\/strong>, dal canto suo, si sta opponendo a questa interpretazione del War Powers Act, facendo ricorso a un precedente: l\u2019intervento bellico in Libia, ordinato da <strong>Barack Obama<\/strong> nel 2011, che avvenne senza l\u2019ok del potere legislativo.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>Il presidente Usa insiste con la Dottrina Monroe e minaccia Caracas: \u00abDevono restituire tutto quello che ci hanno rubato\u00bb.Il presidente americano Donald Trump tira dritto con la riedizione della Dottrina Monroe. Ha infatti annunciato un \u00abblocco totale e completo\u00bb delle petroliere sanzionate in entrata o in uscita dal Venezuela.\u00abIl Venezuela \u00e8 completamente circondato dalla pi\u00f9 grande flotta mai radunata nella storia del Sudamerica. Non far\u00e0 che aumentare, e lo choc per loro sar\u00e0 come mai prima d\u2019ora, almeno fino a quando non restituiranno agli Usa tutto il petrolio, la terra e gli altri beni che ci hanno precedentemente rubato\u00bb, ha dichiarato su Truth l\u2019inquilino della Casa Bianca, riferendosi verosimilmente agli espropri attuati da Hugo Ch\u00e1vez nel 2007. \u00abL\u2019illegittimo regime di Nicol\u00e1s Maduro sta usando il petrolio di questi giacimenti rubati per finanziare s\u00e9 stesso, il terrorismo della droga, il traffico di esseri umani, gli omicidi e i rapimenti\u00bb, ha proseguito, per poi aggiungere: \u00abIl regime venezuelano \u00e8 stato designato come organizzazione terroristica straniera: pertanto, oggi ordino un blocco totale e completo di tutte le petroliere sanzionate che entrano ed escono dal Venezuela\u00bb.Il regime di Caracas, dal canto suo, ha replicato duramente alle parole di Trump, bollandole come \u00abminacce guerrafondaie\u00bb. Nel frattempo, il governo di Maduro ha stracciato i contratti sul gas naturale sottoscritti con la Repubblica di Trinidad e Tobago, accusando quest\u2019ultima di aver assistito gli Usa nel recente sequestro di una petroliera al largo del Venezuela. Come che sia, dopo l\u2019annuncio del blocco da parte dell\u2019inquilino della Casa Bianca, il Brent \u00e8 salito del 2,4%, mentre il Wti del 2,6%.Ora, non \u00e8 un mistero che l\u2019amministrazione Trump abbia da tempo accusato Maduro di essere coinvolto in attivit\u00e0 di narcotraffico perpetrate ai danni degli Stati Uniti. \u00c8 innanzitutto in quest\u2019ottica che, a partire da settembre, il Pentagono ha effettuato vari attacchi, in area caraibica, contro barche sospettate di trafficare droga. Washington ha anche schierato undici navi da guerra al largo del Venezuela, mentre l\u2019amministrazione americana sta da settimane prendendo in considerazione l\u2019eventualit\u00e0 di attacchi militari direttamente sul territorio del Paese latinoamericano. Inoltre, la settimana scorsa, Washington ha sequestrato una petroliera venezuelana, mettendone altre sei sotto sanzioni. In tutto questo, sono mesi che Trump invoca le dimissioni di Maduro: un Maduro che, secondo quanto rivelato alcune settimane fa dal Washington Post, avrebbe recentemente cercato di ottenere materiale bellico da Cina, Russia e Iran.E qui veniamo al lato geopolitico della faccenda. S\u00ec, perch\u00e9 l\u2019obiettivo del presidente americano non si ferma alla pur cruciale questione del traffico di droga. Per capirlo, dobbiamo tornare alla strategia di sicurezza nazionale che la Casa Bianca ha pubblicato a inizio dicembre. \u00abVogliamo garantire che l\u2019Emisfero occidentale rimanga ragionevolmente stabile e sufficientemente ben governato da prevenire e scoraggiare la migrazione di massa verso gli Stati Uniti; vogliamo un emisfero i cui governi cooperino con noi contro narcoterroristi, cartelli e altre organizzazioni criminali transnazionali; vogliamo un emisfero che rimanga libero da incursioni straniere ostili\u00bb, si legge nel documento, che prosegue: \u00abIn altre parole, affermeremo e applicheremo un \u201cCorollario Trump\u201d alla Dottrina Monroe\u00bb.Insomma, il presidente americano vuole rafforzare l\u2019influenza statunitense sull\u2019Emisfero occidentale non soltanto per contrastare il narcotraffico e l\u2019immigrazione illegale, ma anche per arginare \u00abincursioni straniere ostili\u00bb: un riferimento implicito, ma abbastanza chiaro, alla Cina, che ha nel regime di Maduro uno dei propri punti di riferimento in America Latina. D\u2019altronde, \u00e8 proprio Pechino a risultare il principale acquirente di petrolio venezuelano. In altre parole, aumentando la pressione su Caracas, Trump mira indirettamente a colpire la Cina. E lancia al contempo un monito a quei Paesi latinoamericani che, agli occhi della Casa Bianca, intrattengono legami troppo stretti con il Dragone.Sotto questo aspetto, \u00e8 interessante una recente analisi della Bbc, secondo cui, al netto delle dichiarazioni di facciata, n\u00e9 Pechino n\u00e9 Mosca si starebbero concretamente impegnando per sostenere Caracas nel suo duello con Washington. Se ci\u00f2 fosse confermato, significherebbe che Cina e Russia starebbero riconsiderando il proprio ruolo in America Latina alla luce della riedizione della Dottrina Monroe promossa da Trump. Tra l\u2019altro, vari Paesi della regione si stanno spostando elettoralmente a destra, avvicinandosi all\u2019attuale amministrazione statunitense: l\u2019ultimo, in ordine di tempo, \u00e8 stato il Cile, dove, al ballottaggio presidenziale di domenica, ha trionfato il candidato conservatore Jos\u00e9 Antonio Kast.\u00c8 quindi all\u2019interno di queste complesse dinamiche geopolitiche che va inserita la crisi in atto tra Washington e Caracas: un dossier che, per Trump, ha anche delle ricadute di politica interna. Secondo alcuni parlamentari statunitensi, l\u2019inquilino della Casa Bianca non avrebbe l\u2019autorit\u00e0 per agire militarmente nei Caraibi senza l\u2019autorizzazione del Congresso. Trump, dal canto suo, si sta opponendo a questa interpretazione del War Powers Act, facendo ricorso a un precedente: l\u2019intervento bellico in Libia, ordinato da Barack Obama nel 2011, che avvenne senza l\u2019ok del potere legislativo.\n<\/p>\n<p>In Toscana un laboratorio a cielo aperto, dove con Enel il calore nascosto della Terra diventa elettricit\u00e0, teleriscaldamento e turismo.<\/p>\n<p>L\u2019energia geotermica \u00e8 una fonte rinnovabile tanto antica quanto moderna, perch\u00e9 nasce dal calore naturale generato all\u2019interno della Terra, sotto forma di vapore ad alta temperatura, convogliato attraverso una rete di vapordotti per alimentare le turbine a vapore che girando, azionano gli alternatori degli impianti di generazione. Si tratta di condotte chiuse che trasportano il vapore naturale dal sottosuolo fino alle turbine, permettendo di trasformare il calore terrestre in elettricit\u00e0 senza dispersioni. Questo calore, prodotto dai movimenti geologici naturali e dal gradiente geotermico determinato dalla profondit\u00e0, pu\u00f2 essere utilizzato per produrre elettricit\u00e0, riscaldare edifici e alimentare processi industriali. La geotermia diventa cos\u00ec una risorsa strategica nella transizione energetica.<\/p>\n<p>L\u2019energia geotermica non dipende da stagionalit\u00e0 o condizioni climatiche: \u00e8 continua e programmabile, dando un contributo alla stabilit\u00e0 del sistema elettrico.<\/p>\n<p>Oggi la geotermia \u00e8 riconosciuta globalmente come una delle tecnologie pi\u00f9 affidabili e sostenibili: in Cile, Islanda, Nuova Zelanda, Stati Uniti, Filippine e molti altri Paesi questa filiera sta sviluppandosi vigorosamente. Ma \u00e8 in Italia \u2013 e pi\u00f9 precisamente in Toscana \u2013 che questa storia ha mosso i suoi primi passi.<\/p>\n<p>La presenza dei soffioni boraciferi nel territorio di Larderello (Pisa), da sempre caratterizzato da manifestazioni naturali come vapori, geyser e acque termali, ha fatto intuire il valore energetico di quella forza invisibile. Gi\u00e0 nel Medioevo erano attive piccole attivit\u00e0 produttive basate sul contenuto minerale dei fluidi geotermici, ma \u00e8 nel 1818 \u2013 grazie all\u2019ingegnere francese Fran\u00e7ois Jacques de Larderel \u2013 che avviene il primo utilizzo industriale. Il passaggio decisivo c\u2019\u00e8 per\u00f2 nel 1904, quando Piero Ginori Conti, sfruttando il vapore naturale, accende a Larderello le prime cinque lampadine: \u00e8 la prima produzione elettrica geotermica al mondo, anticipando la nascita nel 1913 della prima centrale geotermoelettrica al mondo. Da allora questa tecnologia non ha mai smesso di evolversi, fino a diventare un laboratorio internazionale di ricerca e innovazione.<\/p>\n<p>Attualmente, la Toscana rappresenta il cuore della geotermia nazionale: tra le province di Pisa, Grosseto e Siena Enel gestisce 34 centrali, per un totale di 37 gruppi di produzione che garantiscono una potenza installata di quasi 1.000 MW. Questi impianti generano ogni anno tra i 5,5 e i quasi 6 miliardi di kWh, pari a oltre un terzo del fabbisogno elettrico regionale e al 70% della produzione rinnovabile della Toscana.<\/p>\n<p>Si tratta anche di uno dei pi\u00f9 avanzati siti produttivi dal punto di vista tecnologico, che punta non allo sfruttamento ma alla coltivazione di questi giacimenti di energia. Nelle moderne centrali geotermiche, il vapore che ha gi\u00e0 azionato le turbine \u2013 chiamato tecnicamente \u00abvapore esausto\u00bb \u2013 non viene disperso nell&#8217;atmosfera, ma viene convogliato nelle torri refrigeranti, che con un processo di condensazione ritrasformano il vapore in acqua e lo reimmettono nei serbatoi naturali sotterranei attraverso <strong>pozzi di reiniezione.<\/strong><\/p>\n<p>Accanto alla dimensione produttiva, la geotermia toscana si distingue per la sua capacit\u00e0 di integrarsi nel tessuto sociale ed economico locale. Il calore geotermico residuo \u2013 dopo aver alimentato le turbine dell\u2019impianto di generazione &#8211; \u00e8 ceduto gratuitamente o a costi agevolati per alimentare reti di teleriscaldamento che raggiungono oltre 13.000 utenze, scuole, palazzetti, piscine e edifici pubblici, riducendo le emissioni e i consumi di combustibili fossili. Lo stesso calore sostiene attivit\u00e0 agricole e artigianali, come serre per la coltivazione di fiori e ortaggi e aziende alimentari, che utilizzano questo calore \u00abdi scarto\u00bb invece di bruciare gas o gasolio. Persino la produzione di birra artigianale pu\u00f2 beneficiare di questa fonte termica sostenibile!<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 dell\u2019altro, perch\u00e9 questa integrazione tra energia e territorio si riflette anche sul turismo. Le zone geotermiche della cosiddetta \u00abValle del Diavolo\u00bb, tra Larderello, Sasso Pisano e Monterotondo Marittimo, attirano ogni anno migliaia di visitatori. Musei, percorsi guidati e la possibilit\u00e0 di osservare da vicino fenomeni naturali e impianti di produzione, rendono il distretto un caso unico al mondo, dove la tecnologia convive con una geografia dominata da vapori e sorgenti naturali che affascinano da secoli viaggiatori e studiosi, creandoun\u2019offerta turistica che vive grazie alla sinergia tra Enel, soggetti istituzionali, imprese, tessuto associativo e consorzi turistici.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, oltre un secolo dopo le prime lampadine illuminate dal vapore di Larderello, la geotermia continua ad essere una storia italiana che unisce ingegneria e paesaggio, sostenibilit\u00e0 e comunit\u00e0. Una storia che prosegue guardando al futuro della transizione energetica, con una risorsa che scorre sotto ai nostri piedi e che il Paese ha imparato per primo a trasformare in energia e opportunit\u00e0.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>Ecco #DimmiLaVerit\u00e0 del 18 dicembre 2025. Con il nostro Stefano Piazza facciamo il punto sul terrorismo islamico dopo la strage in Australia. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Donald Trump (Ansa) Il regime di Caracas, dal canto suo, ha replicato duramente alle parole di Trump, bollandole&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":266998,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,206,166,7,15,90988,79503,11,167,12,168,157023,161,162,163],"class_list":{"0":"post-266997","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-donald-trump","12":"tag-mondo","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-trump-usa","16":"tag-trump-venezuela","17":"tag-ultime-notizie","18":"tag-ultime-notizie-di-mondo","19":"tag-ultimenotizie","20":"tag-ultimenotiziedimondo","21":"tag-venezuela-donald-trump","22":"tag-world","23":"tag-world-news","24":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115742422455467863","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266997","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=266997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266997\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/266998"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=266997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=266997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=266997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}