{"id":267241,"date":"2025-12-19T00:16:12","date_gmt":"2025-12-19T00:16:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/267241\/"},"modified":"2025-12-19T00:16:12","modified_gmt":"2025-12-19T00:16:12","slug":"michele-dancelli-e-morto-vinse-la-milano-sanremo-e-11-tappe-al-giro-aveva-83-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/267241\/","title":{"rendered":"Michele Dancelli \u00e8 morto: vinse la Milano-Sanremo e 11 tappe al Giro. Aveva 83 anni"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 morto <strong>Michele Dancelli<\/strong>. Il grande campione bresciano \u00e8 spento a 83 anni in una Rsa di Castenedolo, la sua citt\u00e0 natale. Negli anni Sessanta e Settanta \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi in un ciclismo pieno di fenomeni. Fu contemporaneo di Adorni, Anquetil, Merckx, Gimondi, Poulidor, De Vlaeminck, e riusc\u00ec a trovare i suoi spazi: un\u2019ottantina di vittorie in undici anni di professionismo, dal 1963 al 1974. Uomo veloce, coraggioso, amante delle fughe complicate e disperate. Era nato povero, da ragazzino aveva fatto il muratore per sostentarsi. Conobbe il ciclismo negli anni dell\u2019adolescenza,a  14 anni, pedalando su una Condor azzurra. Nel 1963 la vittoria al campionato italiano dilettanti gli schiuse le porte del professionismo.<\/p>\n<p>Con la Molteni a 21 anni<\/p>\n<p>Il suo esordio da pro con la maglia della Molteni nel 1963, con in ammiraglia Giorgio Albani, che anni dopo sarebbe stato mentore di Merckx. Bronzo al Mondiale di Imola 1968 dietro Adorni e Van Springel, e Zolder 1969 (oro a Ottenbros, argento a Stevens), ha vinto due volte il titolo italiano, 11 tappe al Giro d\u2019Italia ed \u00e8 stato 14 giorni in maglia rosa. Si \u00e8 anche imposto in una tappa al Tour 1969 e nella Freccia Vallone del 1966.<\/p>\n<p>La Milano-Sanremo 1970<\/p>\n<p>La pi\u00f9 grande impresa di Michele Dancelli \u00e8 la vittoria alla Milano-Sanremo del 1970. Un successo storico, il primo per un corridore italiano nella Classicissima dopo un digiuno di 17 anni (il precedente trionfo di Loretto Petrucci era datato 1953). L\u2019azione vincente part\u00ec a quasi 200 chilometri dal traguardo: un gruppo di 17 corridori comprendente tanti dei grandi campioni dell\u2019epoca &#8211; Franco Bitossi, Roger De Vlaeminck, Walter Godefroot, Gerben Karstens, Aldo Moser, Rik Van Looy e Italo Zilioli, oltre allo stesso Dancelli \u2013 si mosse in pianura, assai prima del Turchino, dove i fuggitivi transitarono con 5 minuti di vantaggio. Ai -70 km Dancelli scatt\u00f2. Gli si ripor\u00f2 sotto De Vlamenick, ma Dancelli riusc\u00ec a staccarlo. Rimasto solo, il corridore bresciano mostr\u00f2 le sue migliori doti di passista e port\u00f2 al termine la sua lunga fuga giungendo sul traguardo con oltre un minuto e mezzo di vantaggio su Karstens, Leman, Zilioli, Godefroot e Wolfshohl. Il favoritissimo Eddy Merckx arriv\u00f2 a oltre 2 minuti. Al Giro 1970 Dancelli si piazz\u00f2 4\u00b0, con 4 vittorie di tappa. Indoss\u00f2 8 volte la maglia azzurra ai Mondiali. La sua carriera venne tagliata in due da una frattura al femore durante la Tirreno-Adriatico 1971. Dopo aver lasciato la bici nel 1974 di dedic\u00f2 al settore immobiliare. Negli ultimi anni si divertiva ad accompagnare cicloamatori.  Gianni Mura lo defin\u00ec \u201cun sognatore nomade\u201d. \u201cAdesso i critici mi daranno la patente di campione?\u201d, domand\u00f2 Dancelli sul podio della Sanremo 1970. Lo \u00e8 stato. Un grandissimo, indimenticabile campione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 morto Michele Dancelli. 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