{"id":267954,"date":"2025-12-19T11:44:18","date_gmt":"2025-12-19T11:44:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/267954\/"},"modified":"2025-12-19T11:44:18","modified_gmt":"2025-12-19T11:44:18","slug":"come-funziona-il-prestito-ue-allucraina-da-dove-arriveranno-i-soldi-e-perche-a-uscirne-sconfitta-e-la-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/267954\/","title":{"rendered":"Come funziona il prestito Ue all\u2019Ucraina, da dove arriveranno i soldi (e perch\u00e9 a uscirne \u00absconfitta\u00bb \u00e8 la Germania)"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">L\u2019Europa ha dato il via libera a un prestito &#8211; di fatto, attraverso degli Eurobond &#8211; da 90 miliardi di euro per Kiev, che altrimenti sarebbe rimasta completamente senza risorse da marzo. La Germania puntava all\u2019utilizzo delle riserve russe congelate<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Alla fine<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_dicembre_19\/ucraina-apertura-di-orban-sul-debito-comune-i-leader-ue-si-al-prestito-congiunto-meloni-soddisfatta-ha-prevalso-il-buonsenso-f02ab79a-5489-42f9-a5ee-36e283dc5xlk.shtml\" title=\"Vertice Ue, trovato l&#039;accordo per l&#039;Ucraina: 90 miliardi in prestito, salta l&#039;uso degli asset russi. Meloni soddisfatta: \u00abPrevalso il buonsenso\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> <b>\u00e8 stata la Germania a fare un passo indietro<\/b><\/a>, per permettere una soluzione per sostenere finanziariamente l&#8217;Ucraina anche nel 2026. <b>Italia e Francia<\/b>, sostanzialmente schierati con il Belgio, <b>hanno mantenuto fino in fondo la loro sostanziale contrariet\u00e0 all&#8217;uso delle riserve congelate russe<\/b>. <b>La Germania<\/b> invece ha ritirato la propria all&#8217;idea di <b>un debito comune europeo da 90 miliardi di euro<\/b>, garantiti dal bilancio europeo, che verranno \u00abprestati\u00bb all&#8217;Ucraina.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;intesa \u00e8 che l&#8217;Ucraina debba rimborsare solo se la Russia accetter\u00e0 di pagarle riparazioni per i danni, le uccisioni di civili e le distruzioni di guerra.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Se la Russia non pagher\u00e0 le riparazioni (come molto probabile), <b>l&#8217;Ucraina non dovr\u00e0 rimborsare l&#8217;Unione europea<\/b> e il debito comune europeo sar\u00e0 coperto con lo spazio che resta nel bilancio di Bruxelles.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I fondi che saranno stanziati, 90 miliardi di euro, sono sufficienti a sbloccare l&#8217;impasse finanziaria del governo di Kiev,<\/b> che con marzo avr\u00e0 del tutto esaurito le sue risorse. Non sono sufficienti, tuttavia, a dare all&#8217;Ucraina la visibilit\u00e0 a due anni che lo sblocco delle riserve russe fra 140 e 210 miliardi di euro avrebbe consentito. <b>Solo il costo delle operazioni militari per Kiev supera ampiamente i 50 miliardi di euro all&#8217;anno e pi\u00f9 pi\u00f9 ci sono spese civili<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dunque ora <b>l&#8217;Ucraina avr\u00e0 delle risorse, ma viene meno uno degli obiettivi dell&#8217;operazione: dare al Cremlino il segnale <\/b>che Kiev avrebbe potuto riarmarsi e resistere a lungo, per almeno altri due anni; questo avrebbe potuto generare una deterrenza e creare pi\u00f9 dubbi nelle \u00e9lite di Mosca sulla sostenibilit\u00e0 del progetto di guerra di Vladimir Putin.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p>    <b>1. Cosa sono le riserve russe congelate?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La banca centrale russa, come molte banche centrali di Paesi emergenti, negli anni ha riciclato i suoi surplus da export di petrolio, gas e altre risorse naturali in valuta di riserva (la stessa in cui la Russia era pagata per il suo export). Ci\u00f2 ha comportato che da Mosca si sia investito centinaia di miliardi in euro dollari e, in misura minore, yen giapponese e sterline britanniche attraverso titoli pubblici dei Paesi emittenti quelle monete. Questo denaro era detenuto in gran parte presso grandi banche commerciali in quegli stessi Paesi (nel caso degli investimenti in euro, in gran parte in Austria, Francia e Germania). Dopo la prima ondata di sanzioni scattata con l\u2019annessione della Crimea nel 2014, Mosca aveva fortemente ridotto la quota delle proprie riserve in dollari custodite negli Stati Uniti a una somma fra circa 10 miliardi di dollari. Nel 2022, all\u2019inizio dell\u2019aggressione totale all\u2019Ucraina, le quote detenute nell\u2019Unione europea valevano circa 210 miliardi di euro, quelle in Giappone (in yen) e in Gran Bretagna (sterline) circa 20 miliardi di dollari ciascuna.<br \/>In quel momento i Paesi del G7 e dell\u2019Unione europea presero una decisione nella quale l\u2019Italia ebbe un peso fondamentale, grazie al ruolo dell\u2019allora premier Mario Draghi: congelarono le riserve sovrane russe; queste restavano di propriet\u00e0 della banca centrale di Mosca, tuttavia essa non ne aveva pi\u00f9 disponibilit\u00e0. L\u2019obiettivo era di ridurre le risorse a disposizione della Russia per portare avanti la guerra.<\/p>\n<p>    <b>2. Cos\u2019\u00e8 e cosa c\u2019entra Euroclear nella partita delle riserve?<br \/><\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Euroclear \u00e8 una piattaforma finanziaria europea con base a Bruxelles (che vede fra i suoi primi azionisti anche la banca centrale cinese, attraverso un veicolo finanziario collocato alle Isole Vergini britanniche) che svolge una funzione poco visibile, ma vitale: gestisce i depositi e i regolamenti, cio\u00e8 i flussi di pagamenti e le consegne, nel mercato europeo delle obbligazioni. In sostanza, quando un bond arriva a scadenza \u00e8 presso Euroclear che l\u2019ente debitore versa la liquidit\u00e0 al soggetto creditore. \u00c8 un mercato immenso, da 400 mila miliardi di euro all\u2019anno. E quando i bond europei di propriet\u00e0 della Russia sono arrivati a scadenza i Paesi debitori hanno versato il rimborso presso Euroclear, come sempre in questi casi. Ma Euroclear non ha potuto girare i proventi alla Russia proprio perch\u00e9 quelle riserve sono \u201ccongelate\u201d. Dunque sono rimasti in deposito presso la piattaforma, attualmente per 185 miliardi di euro. Altri 20 miliardi di euro circa di riserve russe, in bond europei non ancora arrivati a scadenza, sono custoditi presso grandi banche francesi.<\/p>\n<p>    <b>3. Esistono alternative all\u2019uso delle riserve russe?<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Esistono, ma fino a questa notte si sono scontrate con l\u2019ostilit\u00e0 della Germania e dei Paesi nordici a creare nuove forme di fondi comuni europei. Alla fine l\u2019idea di un eurobond per finanziare l\u2019Ucraina, sempre malvisto in Germania, \u00e8 rimasta la sola sul terreno una volta caduto il progetto dell&#8217;uso delle riserve congelate. L&#8217;emissione di debito comune europeo si ferma a 90 miliardi di euro (a fronte degli 800 miliardi del fondo creato per il Recovery) perch\u00e9 queste solo le riserve inutilizzate del bilancio di Bruxelles che possono garantire l&#8217;operazione. Va dato atto al cancelliere tedesco Friedrich Merz di aver dimostrato pi\u00f9 flessibilit\u00e0 e forse anche pi\u00f9 senso della responsabilit\u00e0 dei suoi colleghi di Italia e Francia, Giorgia Meloni e Emmanuel Macron. Alla fine \u00e8 stato Merz ad aver accettato il sacrificio politico di una scelta che sar\u00e0 senz&#8217;altro impopolare nel suo Paese, pur di sostenere l&#8217;Ucraina. Sarebbe stato anche possibile usare le rimanenze dei prestiti del Recovery che i governi non hanno richiesto (94 miliardi) o le risorse del Meccanismo europeo di stabilit\u00e0 (Mes), che potrebbero arrivare a varie centinaia di miliardi di euro. Ma queste due ultime opzioni non sono mai entrate nella discussione.  <\/p>\n<p>    <b>4. Cosa ha fatto Euroclear con le riserve russe fino ad ora?<br \/><\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Le ha gestite con investimenti a bassissimo rischio. Circa 50 miliardi sono accantonati e investiti in maniera leggermente pi\u00f9 propositiva per generare dei rendimenti destinati a rimborsare, entro almeno dieci anni, i Paesi dell\u2019Unione europea e del G7 che nel 2024 hanno anticipato a questo scopo un \u201cprestito\u201d da 50 miliardi di dollari all\u2019Ucraina. Il resto dei fondi russi di Euroclear \u00e8 depositato in gran parte su un conto presso la Banca centrale europea, che rende oggi il 2% annuo. Euroclear genera dunque dei profitti dalle sue attivit\u00e0 sulle riserve russe, i quali legalmente non appartengono a Mosca ma a Euroclear stessa. Su questi profitti dal 2022 Euroclear ha versato 1,2 miliardi in tasse al governo belga, che si era impegnato a girare tali proventi fiscali straordinari all\u2019Ucraina (ma pare non l\u2019abbia fatto, suscitando le ire degli altri governi). Di certo, solo per gestire le riserve russe Euroclear occupa circa duecento persone: un esercito di broker finanziari e soprattutto avvocati impegnati ad assicurare il rispetto del regime delle sanzioni.<\/p>\n<p>    <b>5. Perch\u00e9 l\u2019Unione europea oggi discute l\u2019uso dei beni russi?<br \/><\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La svolta arriva con la decisione dell\u2019amministrazione americana di Donald Trump di smettere di aiutare l\u2019Ucraina con fondi ed armi. Gli Stati Uniti dal 2022 alla fine dell\u2019anno scorso avevano contribuito per circa 10-15 miliardi di dollari a trimestre e l\u2019Unione europea, inclusi i Paesi che ne fanno parte, circa altrettanto. Ma la fine dei contributi americani impone di fatto all\u2019Europa di raddoppiare i propri sforzi finanziari per sostenere l\u2019Ucraina. E poich\u00e9 i politici ritengono che le opinioni pubbliche nel continente non accetteranno maggiori sacrifici per finanziare Kiev, si \u00e8 affacciata l\u2019idea di utilizzare le riserve russe (almeno per 140 miliardi di euro, poich\u00e9 circa 50 miliardi sono gi\u00e0 bloccate per coprire il prestito del 2024). A determinare un\u2019accelerazione \u00e8 stata la Germania, quando in autunno il cancelliere Friedrich Merz ha esplicitamente proposto questa mossa. Fino ad ora era rimasta per molti un tab\u00f9, perch\u00e9 sequestrare le riserve sovrane di uno Stato (esse appartengono ai cittadini russi oggi e in futuro, non a Vladimir Putin) significherebbe per l\u2019Unione europea collocarsi nell\u2019illegalit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>    <b>6. Come \u00e8 strutturato lo schema per l\u2019utilizzo delle riserve russe?<br \/><\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La priorit\u00e0 per l\u2019Unione europea \u00e8 di mantenere il rispetto della legalit\u00e0 internazionale. Per questo, formalmente, il piano per l\u2019uso delle riserve non prevede un sequestro. Esso piuttosto presuppone che un tribunale internazionale, in via di costituzione, valuter\u00e0 le richieste di indennizzi di cittadini, imprese e dello Stato ucraino per circa 600 miliardi di euro (ma crescono ogni giorno, con le nuove distruzioni) e condanner\u00e0 Mosca a versare a Kiev riparazioni di guerra, appunto per centinaia di miliardi di euro. L\u2019uso delle riserve sarebbe un anticipo su quelle riparazioni, strutturato come segue: la Commissione europea contrae un debito con Euroclear pari all\u2019ammontare delle riserve utilizzabili (140 miliardi di euro), consegnando alla piattaforma un titolo di credito in cambio della liquidit\u00e0 di propriet\u00e0 della Russia. Con quel denaro, la squadra di Ursula van der Leyen potrebbe estendere per rate un \u201cprestito\u201d all\u2019Ucraina in anticipo delle riparazioni: se la Russia accetter\u00e0 di versare davvero quelle riparazioni \u2013 uno scenario improbabile \u2013 allora l\u2019Ucraina dovrebbe rimborsare la Commissione europea e questa dovrebbe rimborsare Euroclear. Se invece Mosca rifiutasse di versare riparazioni all\u2019Ucraina, si intende che le riserve russe sono automaticamente convertite in indennizzi per Kiev. Nella sua ultima proposta, von der Leyen ha persino prospettato che anche i 20 miliardi in deposito presso le banche francesi siano utilizzati nello stesso modo: ma si tratta bond non ancora scaduti, complicando il quadro.<\/p>\n<p>    <b>7. Quali sono gli argomenti a favore dell\u2019uso delle riserve russe?<br \/><\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Trovare fondi \u00e8 urgente, perch\u00e9 il governo di Kiev non ha riserve per arrivare oltre il prossimo mese di marzo. Ma soprattutto accantonare 140 miliardi a favore dell\u2019Ucraina significa garantire al Paese aggredito risorse per altri due anni di guerra, per produrre e acquistare mezzi di difesa. Ci\u00f2 darebbe a Putin il segnale che il suo disegno di portare Kiev all\u2019esaurimento delle risorse, per poi far crollare la sua resistenza, \u00e8 destinato a fallire. La Russia non \u00e8 sull\u2019orlo di un tracollo economico o istituzionale, ma non \u00e8 affatto certo che abbia ancora la capacit\u00e0 finanziaria e demografica di sostenere attacchi dell\u2019attuale intensit\u00e0 per altri due anni. Un chiaro impegno finanziario di medio-lungo termine dell\u2019Europa a favore dell\u2019Ucraina potrebbe dunque indurre Putin a cambiare i suoi calcoli o le \u00e9lite politico-burocratiche e degli affari a Mosca a vedere Putin stesso in una luce meno favorevole. Ci\u00f2, a un certo lungo, potrebbe incrinare gli attuali assetti del potere dentro e attorno al Cremlino.<\/p>\n<p>    <b>8. Quali sono gli argomenti contro l\u2019uso delle riserve?<br \/><\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Resta il dubbio che lo schema proposto dalla Commissione europea \u2013 un anticipo sulle riparazioni \u2013 non regga al vaglio di un ricorso della Russia presso un tribunale internazionale. Se l\u2019operazione venisse giudicata un esproprio, allora Euroclear potrebbe essere condannata a rimborsare Mosca e sarebbe in difficolt\u00e0 nel farlo: la piattaforma di Bruxelles disporrebbe infatti solo di un titolo di credito vantato presso la Commissione europea, non di liquidit\u00e0; e la Commissione europea avrebbe gi\u00e0 passato il denaro liquido a Kiev. Serve dunque un meccanismo per permettere a Euroclear di trovare denaro fresco qualora dovesse rifondere la Russia, ma il progetto della Commissione \u00e8 tale che Euroclear non potrebbe neppure prendere fondi in prestito dalla Bce. Inoltre, la Francia teme che altri Paesi del Golfo o dell\u2019Asia non vorrebbero pi\u00f9 piazzare le loro riserve sovrane in euro nel caso in cui l\u2019Unione europea creasse il precedente dell\u2019uso dei beni russi. Ma \u00e8 vero che di fatto l\u2019Unione europea ha fatto default verso Mosca quando non le ha rimborsato i suoi bond scaduti, in quanto gi\u00e0 congelati. E sui mercati non si \u00e8 vista alcuna reazione negativa.<\/p>\n<p>    <b>9. Quali sono gli schieramenti dei diversi Paesi europei?<br \/><\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il Belgio \u00e8 fortemente contrario all\u2019uso delle riserve, perch\u00e9 teme di essere chiamato a rispondere quasi da solo per Euroclear in caso di condanna dell\u2019intero schema europeo in un tribunale internazionale. L\u2019Italia e la Francia sono decisamente fredde, perch\u00e9 non intendono offrire onerose garanzie al Belgio (per oltre 20 miliardi di euro ciascuna) e perch\u00e9 temono le ritorsioni di Mosca sugli impianti, le partecipazioni e i conti delle loro imprese rimaste ad operare in Russia (fra le altre, TotalEnergies, Unicredit, Cremonini, Ferrero).\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019Ungheria e la Slovacchia hanno le solite posizioni non ostili a Putin. Inoltre la Russia a prospettato agli Stati Uniti la prospettiva di un fondo comune basato su quelle riserve, per il business della ricostruzione; dunque Donald Trump probabilmente ha esercitato pressioni sulla sua alleata Giorgia Meloni, perch\u00e9 l\u2019Europa non mobilizzi da sola i beni di Mosca.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A favore dello schema invece sono soprattutto Germania, Olanda, Paesi scandinavi, Paesi Baltici, Polonia e Romania, ma con il supporto anche di Spagna, Portogallo e Paesi balcanici dell\u2019Unione europea e Bulgaria.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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