{"id":268001,"date":"2025-12-19T12:28:13","date_gmt":"2025-12-19T12:28:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268001\/"},"modified":"2025-12-19T12:28:13","modified_gmt":"2025-12-19T12:28:13","slug":"fotografare-significa-fermarsi-e-attendere-che-accada-qualcosa-di-vero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268001\/","title":{"rendered":"Fotografare significa fermarsi e attendere che accada qualcosa di vero"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" fetchpriority=\"low\" width=\"610\" height=\"431\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/varese-varie-2008273.610x431.jpg\" alt=\"varese varie\"\/>\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t\t<\/p>\n<p>Quando incontri <strong>Carlo Meazza<\/strong> per parlare di un suo libro, si finisce quasi sempre per discutere dell\u2019universo mondo. Soprattutto dei suoi incontri, nei quattro angoli della Terra. Meazza, con i suoi folti baffi e lo sguardo profondo, ricorda fisicamente il grande sapiente armeno<strong> Georges Gurdjieff,<\/strong> a cui Adelphi ha dedicato il libro Incontri con uomini straordinari. Anche il suo modo di guardare alle vicende umane attraverso la fotografia gli assomiglia.<br \/>La profondit\u00e0 dello sguardo del fotoreporter varesino va ben oltre la tecnica e la sua amata Nikon. \u00c8 il frutto di una conoscenza dell\u2019animo umano e di una sensibilit\u00e0 che non si insegnano a scuola. \u00abIl nuovo libro \u201c<strong>Carlo Meazza 80<\/strong>. <strong>Sguardi sul mondo<\/strong>\u201d \u2013 racconta Meazza \u2013 non \u00e8 una semplice raccolta di fotografie. Volevo costruire un racconto. L\u2019idea \u00e8 maturata <strong>rivedendo le immagini una per una,<\/strong> chiedendomi quali parlassero davvero di una vita e non solo di un momento. All\u2019inizio pensavo a un ordine cronologico, ma non funzionava.<strong> Il filo conduttore non \u00e8 il tempo, ma lo sguardo<\/strong>\u00bb.<br \/>Il libro \u00e8 suddiviso in quattro macro-capitoli, Terre lontane, Incontri, Paesaggi, In cammino, che racchiudono 19 capitoli: dal Tibet all\u2019Uganda, dall\u2019Iran alla Cambogia, dal Libano all\u2019India, passando per l\u2019amata Varese e il Monte Rosa, fino alla transumanza delle pecore in Lombardia.<br \/>I testi sono di Marta Morazzoni, Giuseppe Cederna, Roberto Piumini, Carlo Meazza, Robi Ronza, Rachele e Pietro Meazza, Claudio Piovanelli, Giovanna Brebbia, Enzo Laforgia, Betty Colombo, Giuseppe Armocida, Antonio Bulgheroni, Renzo Basora.<\/p>\n<p><strong>\u201cCarlo Meazza 80. Sguardi sul mondo\u201d \u00e8 un libro carico di pietas che guarda all\u2019umanit\u00e0 con occhi affettuosi\u2026<br \/><\/strong>\u00abNon l\u2019ho mai pensato come un libro autocelebrativo. Le persone fotografate raccontano se stesse. \u00c8 vero, gli sguardi sono l\u00ec, presenti, e questo rende il libro affettuoso, nel senso pi\u00f9 autentico del termine\u00bb.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/sguardisul-mondo.jpeg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-2440795\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/sguardisul-mondo.jpeg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"471\"  \/><\/a>Meazza, perch\u00e9 ha scelto di aprire il libro con il Tibet?<\/strong><br \/>\u00abEra il capitolo pi\u00f9 forte, quello pi\u00f9 fuori da tutto. Non era l\u2019inizio naturale, ma era quello giusto. A volte bisogna cominciare dal punto pi\u00f9 lontano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nei suoi scatti ritorna spesso il tema dell\u2019attesa. Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante aspettare?<\/strong><br \/>\u00abFotografare significa soprattutto saper aspettare. Serve solitudine, ma non isolamento. Devi essere completamente presente. Se non lo sei, non succede nulla. Quando invece resti, il soggetto non ti vede come un intruso, ma come un essere umano davanti a un altro essere umano. Non cerco conferme, non mi interessa dimostrare qualcosa. Ci\u00f2 che importa \u00e8 che accada qualcosa di vero. Quando succede, lo senti subito: \u00e8 una sensazione reale\u00bb.<\/p>\n<p><strong> Torna spesso nei luoghi che ha fotografato?<br \/><\/strong> \u00abTornare \u00e8 fondamentale. Non per rifare le stesse foto, ma per vedere che cosa ha fatto il tempo. \u00c8 una delle cose che oggi mi interessa di pi\u00f9\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Nel capitolo dedicato all\u2019India c\u2019\u00e8 una foto che ritrae Madre Teresa di Calcutta alla messa mattutina. Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante cogliere l\u2019ordinario per far emergere lo straordinario?<\/strong><br \/>\u00abPerch\u00e9 quelli sono momenti veri, in quanto marginali. Un gesto, uno sguardo, una pausa. \u00c8 l\u00ec che si vede davvero una persona. I miei non sono mai ritratti celebrativi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In copertina c\u2019\u00e8 la foto di un bambino palestinese scattata in Libano che monta un asino al contrario. Perch\u00e9 ha scelto proprio quella?<br \/><\/strong> \u00abAll\u2019inizio c\u2019erano pareri discordanti e molte critiche. Poi mi sono reso conto che era la sintesi del libro. \u00c8 un\u2019immagine nata quasi per caso, ma contiene tutto: infanzia, resistenza, ironia, paesaggio. Il bambino cos\u00ec si divertiva e al contempo non perdeva di vista le capre. A volte una fotografia giusta arriva cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p>_______________________________________<\/p>\n<p><strong> Presentazione alla Libreria Ubik di Varese sabato 20 dicembre ore 18<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando incontri Carlo Meazza per parlare di un suo libro, si finisce quasi sempre per discutere dell\u2019universo mondo.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":268002,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,18691,1609],"class_list":{"0":"post-268001","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-libreria-ubik","20":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115746236404891989","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/268001","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=268001"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/268001\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/268002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=268001"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=268001"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=268001"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}