{"id":268097,"date":"2025-12-19T13:49:16","date_gmt":"2025-12-19T13:49:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268097\/"},"modified":"2025-12-19T13:49:16","modified_gmt":"2025-12-19T13:49:16","slug":"artist-of-the-year-si-vota-in-questo-articolo-trovate-le-istruzioni-per-scegliere-lartista-dellanno-2025","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268097\/","title":{"rendered":"Artist of the Year, si vota. In questo articolo trovate le istruzioni per scegliere l\u2019Artista dell\u2019anno 2025"},"content":{"rendered":"<p>A voi la parola. <strong>Da oggi, si vota<\/strong>: tutti i lettori di Artuu avranno la possibilit\u00e0 di scegliere, da oggi fino alla mezzanotte del 10 gennaio 2025, il vincitore della <strong>terza edizione di Artist of the Year<\/strong>, il format ideato dal nostro magazine per individuare l\u2019artista italiano dell\u2019anno.<\/p>\n<p>La formula \u00e8 semplice e trasparente. Dopo una prima fase di selezione, affidata a <strong>una giuria d\u2019eccezione<\/strong> composta da <strong>critici, curatori, direttori di museo, collezionisti<\/strong> e operatori del sistema dell\u2019arte (in <a href=\"https:\/\/www.artuu.it\/artist-of-the-year-torna-la-sfida-per-lartista-del-2025-con-una-giuria-deccezione-e-la-parola-finale-ai-lettori\/\" title=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>questo articolo<\/strong><\/a> la lista completa), la parola <strong>passa ora al pubblico<\/strong>. Sono stati infatti loro, i membri della giuria, a individuare <strong>una rosa di 20 finalisti<\/strong> che rappresenta, senza scorciatoie, alcune delle ricerche pi\u00f9 solide, riconoscibili e incisive dell\u2019arte contemporanea italiana di oggi: artisti con percorsi gi\u00e0 quasi sempre fortemente strutturati, mostre istituzionali alle spalle, presenze internazionali e un lavoro capace di reggere il confronto sul lungo periodo. Nei giorni scorsi abbiamo dedicato <a href=\"https:\/\/www.artuu.it\/artist-of-the-year-2025-si-entra-nel-vivo-ecco-i-20-artisti-finalisti-e-che-vinca-il-migliore\/\" title=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>un articolo di approfondimento<\/strong><\/a> a tutti i 20 finalisti, ripercorrendone il percorso, le linee di ricerca, le tappe principali e le ragioni della selezione (<strong><a href=\"https:\/\/www.artuu.it\/artist-of-the-year-2025-si-entra-nel-vivo-ecco-i-20-artisti-finalisti-e-che-vinca-il-migliore\/\" title=\"\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Artist of the Year 2025, si entra nel vivo. Ecco i 20 artisti finalisti. E che vinca il migliore<\/a><\/strong>). Ora quella mappa \u00e8 completa. E diventa uno strumento di scelta.<\/p>\n<p>Il meccanismo di voto \u00e8 <strong>semplice e diretto<\/strong>: basta selezionare <strong>il nome dell\u2019artista che ritenete pi\u00f9 rappresentativo di quest\u2019anno<\/strong> e inviare la vostra preferenza attraverso il sondaggio qui sotto. Non si vota una singola opera o una mostra specifica, n\u00e9 un\u2019intera carriera: ci\u00f2 che conta \u00e8 <strong>l\u2019impatto che ciascun artista ha avuto nel corso del 2025<\/strong>, la capacit\u00e0 del suo lavoro di incidere sul presente, di orientare il dibattito, di <strong>lasciare un segno riconoscibile nella scena dell\u2019arte italiana contemporanea<\/strong>.<\/p>\n<p>Chi vincer\u00e0 Artist of the Year 2025 non sar\u00e0 dunque il risultato di una classifica astratta, ma l\u2019esito di <strong>un confronto reale<\/strong> tra pratiche artistiche forti, diverse, spesso anche opposte, lontane e a volte persino conflittuali tra loro. \u00c8 esattamente questo il senso del premio: <strong>non indicare una tendenza dominante n\u00e9 proclamare un linguaggio vincente<\/strong>, ma restituire <strong>la complessit\u00e0 di una scena artistica<\/strong> attraversata da traiettorie molteplici, fluide, non riconducibili a un unico paradigma, in un momento globale di grande cambiamento,  a causa dell\u2019incalzare delle nuove sfide tecnologiche in atto, ma anche di ridefinzione dei ruoli all\u2019interno del sistema e dello stesso statuto dell\u2019opera d\u2019arte.<\/p>\n<p>Le scelte operate dai giurati \u2013 volutamente differenti per formazione, sensibilit\u00e0 e sguardo critico \u2013 testimoniano una situazione f<strong>rammentata ma estremamente vitale<\/strong>, in cui convivono r<strong>itorni significativi alla pittura<\/strong> e pratiche che ne mettono in discussione i confini, accanto a <strong>linguaggi pi\u00f9 aperti, ibridi,<\/strong> relazionali e processuali. Un panorama in cui <strong>la tecnologia non \u00e8 pi\u00f9 semplice strumento<\/strong>, ma spesso diventa parte strutturale della ricerca, e in cui anche l\u2019<strong>Intelligenza Artificiale<\/strong> viene utilizzata in modo consapevole e sofisticato, non come scorciatoia, ma come <strong>terreno di interrogazione critica<\/strong>. Artist of the Year nasce proprio per dare conto di questa molteplicit\u00e0, senza semplificarla: per riconoscere il valore di percorsi diversi, di visioni che non cercano consenso ma incidono sul presente, mettendo in tensione linguaggi, forme e immaginari dell\u2019arte italiana di oggi.<\/p>\n<p>Ora tocca a voi. <strong>Da questo momento<\/strong>, tutti i lettori di Artuu avranno la possibilit\u00e0 di scegliere, fino alla mezzanotte del <strong>8 gennaio 2025<\/strong>, il vincitore della <strong>terza edizione di Artist of the Year<\/strong>, il format ideato dal nostro magazine per individuare l\u2019artista dell\u2019anno. Attraverso <strong>il sondaggio che trovate qui sotto<\/strong>, potete votare quello che ritenete, a vostro insindacabile giudizio, l&#8217;\u201d<strong>Artista dell\u2019anno<\/strong>\u201d per il 2025. Ma attenzione: avete a disposizione <strong>un solo voto<\/strong>. Una scelta netta, senza possibilit\u00e0 di ripensamenti. Non sprecatelo. La votazione, per\u00f2, non determiner\u00e0 solo il nome del vincitore: al termine dello spoglio verranno infatti individuati anche il <strong>secondo<\/strong> e il <strong>terzo classificato<\/strong>, componendo cos\u00ec il podio finale di Artist of the Year 2025. I risultati ufficiali saranno resi noti nelle settimane successive alla chiusura del voto e proclamati durante una <strong>cerimonia pubblica a Milano<\/strong>, la cui data verr\u00e0 comunicata nelle prime settimane del <strong>2026<\/strong>.<\/p>\n<p>La parola passa a voi. Votate, condividete e fate votare. Da adesso, ognuno di voi pu\u00f2 incidere direttamente sull\u2019esito di questa edizione.<\/p>\n<p>\n<img decoding=\"async\" class=\"ays-survey-answer-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Demetz1.jpeg\" alt=\"Aron Demetz \u00e8 uno degli scultori italiani che hanno ridefinito, negli ultimi vent\u2019anni, il rapporto tra figura umana e materia. Lavorando soprattutto sul legno \u2013 spesso bruciato, inciso, corroso \u2013 Demetz costruisce corpi attraversati da tensioni fisiche e simboliche, in cui la tradizione della scultura gardenese viene spinta oltre ogni dimensione decorativa. Le sue figure appaiono come presenze fragili e instabili, in bilico tra forma e disgregazione, tra identit\u00e0 e metamorfosi, dove la materia non \u00e8 mai neutra ma parte attiva del processo espressivo. Nel 2025 questo percorso ha trovato nuove occasioni di confronto pubblico, tra cui la partecipazione alla mostra Damnatio figurae alla Fondazione Alberto Peruzzo di Padova, contesto che ha ribadito la centralit\u00e0 del suo lavoro nel dibattito contemporaneo sulla figura e sulla sua crisi.\"\/>Aron Demetz \u00e8 uno degli scultori italiani che hanno ridefinito, negli ultimi vent\u2019anni, il rapporto tra figura umana e materia. Lavorando soprattutto sul legno \u2013 spesso bruciato, inciso, corroso \u2013 Demetz costruisce corpi attraversati da tensioni fisiche e simboliche, in cui la tradizione della scultura gardenese viene spinta oltre ogni dimensione decorativa. Le sue figure appaiono come presenze fragili e instabili, in bilico tra forma e disgregazione, tra identit\u00e0 e metamorfosi, dove la materia non \u00e8 mai neutra ma parte attiva del processo espressivo. Nel 2025 questo percorso ha trovato nuove occasioni di confronto pubblico, tra cui la partecipazione alla mostra Damnatio figurae alla Fondazione Alberto Peruzzo di Padova, contesto che ha ribadito la centralit\u00e0 del suo lavoro nel dibattito contemporaneo sulla figura e sulla sua crisi.<img decoding=\"async\" class=\"ays-survey-answer-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Chiara-Lecca-1.jpg\" alt=\"Chiara Lecca sviluppa una ricerca centrata sul rapporto tra uomo e natura, indagato come spazio di frattura, trasformazione e ambiguit\u00e0. Attraverso l\u2019uso di materiali organici e inorganici \u2013 elementi animali, vegetali, resine, vetro \u2013 costruisce sculture e installazioni dall\u2019identit\u00e0 ibrida, sospese tra attrazione e inquietudine. Il suo lavoro opera una continua alterazione semantica degli oggetti, mettendo in crisi categorie come naturale e artificiale, vita e fossilizzazione, sacro e profano. L\u2019ironia, mai decorativa, diventa per Lecca una strategia di sopravvivenza e di scarto critico. Nel 2025 questa ricerca ha trovato una nuova e significativa declinazione nella mostra Dall\u2019uovo alla dea negli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj, dove le sue opere hanno dialogato con storia, mito e alchimia\"\/>Chiara Lecca sviluppa una ricerca centrata sul rapporto tra uomo e natura, indagato come spazio di frattura, trasformazione e ambiguit\u00e0. Attraverso l\u2019uso di materiali organici e inorganici \u2013 elementi animali, vegetali, resine, vetro \u2013 costruisce sculture e installazioni dall\u2019identit\u00e0 ibrida, sospese tra attrazione e inquietudine. Il suo lavoro opera una continua alterazione semantica degli oggetti, mettendo in crisi categorie come naturale e artificiale, vita e fossilizzazione, sacro e profano. L\u2019ironia, mai decorativa, diventa per Lecca una strategia di sopravvivenza e di scarto critico. Nel 2025 questa ricerca ha trovato una nuova e significativa declinazione nella mostra Dall\u2019uovo alla dea negli Appartamenti Segreti di Palazzo Doria Pamphilj, dove le sue opere hanno dialogato con storia, mito e alchimia<img decoding=\"async\" class=\"ays-survey-answer-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Schermata-2023-08-10-alle-12.49.03.jpg\" alt=\"Claudia Losi porta avanti da oltre vent\u2019anni una ricerca che intreccia arte, ambiente e dimensione collettiva, muovendosi tra pratiche visive, cammino, scrittura e collaborazione. Il suo lavoro nasce da un\u2019attenzione costante alle relazioni: tra l\u2019essere umano e il paesaggio, tra individuo e comunit\u00e0, tra esperienza personale e memoria condivisa. Camminare \u00e8 per Losi un atto conoscitivo, un modo di pensare attraverso il corpo e di costruire immagini e narrazioni che si sedimentano nel tempo. Allo stesso modo, il ricamo e il lavoro manuale assumono un valore centrale, fondato sulla lentezza, sulla ripetizione e sulla cura, in contrasto con la frenesia produttiva del presente. La sua pratica si sviluppa spesso in forma processuale e pluridisciplinare, come nel lungo Balena Project, un dispositivo simbolico che ha attraversato luoghi e contesti diversi, generando racconti, rituali e comunit\u00e0 temporanee. L\u2019animale, nella sua opera, diventa strumento di riconoscimento e appartenenza a una complessit\u00e0 condivisa. Nel 2025 questa ricerca ha trovato nuove declinazioni nel progetto Tutti i punti che siamo, realizzato in dialogo con la tradizione artigianale salentina, confermando la centralit\u00e0 del lavoro di Losi nel riflettere sul rapporto tra arte, territorio e collettivit\u00e0.\"\/>Claudia Losi porta avanti da oltre vent\u2019anni una ricerca che intreccia arte, ambiente e dimensione collettiva, muovendosi tra pratiche visive, cammino, scrittura e collaborazione. Il suo lavoro nasce da un\u2019attenzione costante alle relazioni: tra l\u2019essere umano e il paesaggio, tra individuo e comunit\u00e0, tra esperienza personale e memoria condivisa. Camminare \u00e8 per Losi un atto conoscitivo, un modo di pensare attraverso il corpo e di costruire immagini e narrazioni che si sedimentano nel tempo. Allo stesso modo, il ricamo e il lavoro manuale assumono un valore centrale, fondato sulla lentezza, sulla ripetizione e sulla cura, in contrasto con la frenesia produttiva del presente. La sua pratica si sviluppa spesso in forma processuale e pluridisciplinare, come nel lungo Balena Project, un dispositivo simbolico che ha attraversato luoghi e contesti diversi, generando racconti, rituali e comunit\u00e0 temporanee. L\u2019animale, nella sua opera, diventa strumento di riconoscimento e appartenenza a una complessit\u00e0 condivisa. Nel 2025 questa ricerca ha trovato nuove declinazioni nel progetto Tutti i punti che siamo, realizzato in dialogo con la tradizione artigianale salentina, confermando la centralit\u00e0 del lavoro di Losi nel riflettere sul rapporto tra arte, territorio e collettivit\u00e0.<img decoding=\"async\" class=\"ays-survey-answer-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/ugo-rondinone2.jpg\" alt=\"Ugo Rondinone \u00e8 un artista svizzero di origini italiane, residente a New York dalla fine degli anni Novanta. Attraverso scultura, installazione, video e pittura costruisce un linguaggio essenziale fondato su immagini archetipiche \u2013 il corpo, la pietra, il paesaggio, il colore, il tempo \u2013 capaci di parlare a tutti senza perdere profondit\u00e0. La sua ricerca oscilla tra spiritualit\u00e0 e materia, monumentalit\u00e0 e fragilit\u00e0, sospendendo la narrazione a favore di un\u2019esperienza contemplativa. Nel 2025 due progetti espositivi, a Milano e a Londra, hanno riaffermato questi nodi centrali del suo lavoro, tra identit\u00e0, terra e trascendenza.\"\/>Ugo Rondinone \u00e8 un artista svizzero di origini italiane, residente a New York dalla fine degli anni Novanta. Attraverso scultura, installazione, video e pittura costruisce un linguaggio essenziale fondato su immagini archetipiche \u2013 il corpo, la pietra, il paesaggio, il colore, il tempo \u2013 capaci di parlare a tutti senza perdere profondit\u00e0. La sua ricerca oscilla tra spiritualit\u00e0 e materia, monumentalit\u00e0 e fragilit\u00e0, sospendendo la narrazione a favore di un\u2019esperienza contemplativa. Nel 2025 due progetti espositivi, a Milano e a Londra, hanno riaffermato questi nodi centrali del suo lavoro, tra identit\u00e0, terra e trascendenza.<img decoding=\"async\" class=\"ays-survey-answer-image\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Pietro-Ruffo-MuralesStazione-Venezia-scaled.jpg\" alt=\"Pietro Ruffo lavora da anni su una pratica che unisce disegno, intaglio e stratificazione come strumenti di lettura del mondo. Formatosi come architetto, ha trovato nella carta il luogo ideale per costruire mappe emotive e cognitive in cui si intrecciano geografia, storia, scienza e immaginazione. Le sue opere, ottenute per sovrapposizione e sottrazione, restituiscono una visione complessa del tempo e della presenza umana sulla Terra, tra paesaggi naturali, costellazioni, tracce archeologiche e segni del contemporaneo. Nel 2025 questa ricerca si \u00e8 confrontata con nuovi contesti pubblici e ambientali, attraverso installazioni che hanno messo in relazione arte, tempo profondo e responsabilit\u00e0 collettiva, confermando il ruolo del disegno come strumento critico e poetico capace di attraversare epoche e territori.\"\/>Pietro Ruffo lavora da anni su una pratica che unisce disegno, intaglio e stratificazione come strumenti di lettura del mondo. Formatosi come architetto, ha trovato nella carta il luogo ideale per costruire mappe emotive e cognitive in cui si intrecciano geografia, storia, scienza e immaginazione. Le sue opere, ottenute per sovrapposizione e sottrazione, restituiscono una visione complessa del tempo e della presenza umana sulla Terra, tra paesaggi naturali, costellazioni, tracce archeologiche e segni del contemporaneo. Nel 2025 questa ricerca si \u00e8 confrontata con nuovi contesti pubblici e ambientali, attraverso installazioni che hanno messo in relazione arte, tempo profondo e responsabilit\u00e0 collettiva, confermando il ruolo del disegno come strumento critico e poetico capace di attraversare epoche e territori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A voi la parola. 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