{"id":268213,"date":"2025-12-19T15:19:17","date_gmt":"2025-12-19T15:19:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268213\/"},"modified":"2025-12-19T15:19:17","modified_gmt":"2025-12-19T15:19:17","slug":"bollette-ecco-perche-scenderanno-nel-2026-la-cartolarizzazione-che-alleggerisce-le-spese-e-appesantisce-il-debito-pubblico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/268213\/","title":{"rendered":"Bollette, ecco perch\u00e9 scenderanno nel 2026: la \u00abcartolarizzazione\u00bb che alleggerisce le spese e appesantisce il debito pubblico"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Stefano Agnoli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Di cartolarizzazione degli oneri di sistema si occup\u00f2 addirittura il governo Berlusconi bis nel 2003-04. Oggi il ministro Gilberto Pichetto Fratin vorrebbe avviarla come misura principale in un pacchetto complessivo destinato a contenere i costi dell\u2019energia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 sempre quello: a<b>bbattere il costo dell\u2019energia per cittadini e imprese, contenere il carovita, rilanciare la competitivit\u00e0 <\/b>di queste ultime e la crescita del Paese. Ma anche gli strumenti rischiano di essere sempre gli stessi e con essi i dubbi che li accompagnano. Stiamo parlando della cosiddetta <b>\u201ccartolarizzazione\u201d degli oneri di sistema della bolletta elettrica.<\/b> In sintesi: della trasformazione degli incentivi da riconoscere ai produttori di energia rinnovabile in obbligazioni di pi\u00f9 lungo periodo (la cartolarizzazione) in modo da diluirne il peso per qualche anno. Il tutto, ovviamente, a fronte del pagamento di un interesse. Se ne parla da tempo e il governo, in particolare <b>il ministro Gilberto Pichetto Fratin, vorrebbe avviarla come misura principale in un pacchetto pi\u00f9 complessivo,<\/b> sempre destinato a contenere i costi dell\u2019energia. Favorevoli gli industriali, un po\u2019 pi\u00f9 scettici tutti gli altri. Ma il tempo stringe: per approvarlo entro il 2025 <b>rimangono i consigli dei ministri del 22 e del 29 dicembre.<\/b><\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Bollette, la \u201ccartolarizzazione\u201d degli oneri di sistema: i vantaggi e gli svantaggi\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6942a6b866f12.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/6942a6b866f12.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un\u2019ipotesi prima scartata e poi riemersa \u00e8 che i provvedimenti si possano spacchettare, approvando prima quelli pi\u00f9 \u201cfacili\u201d (come <b>il contributo di 55 euro per le famiglie vulnerabili e per le pmi<\/b>, che vale comunque un miliardo di euro) e poi quello sulla cartolarizzazione, tecnicamente pi\u00f9 complicato. Ma si vedr\u00e0 presto.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Di certo c\u2019\u00e8 che se l\u2019esigenza \u00e8 ridurre la bolletta elettrica, le strade che si prospettano non paiono essere molto diverse da quelle gi\u00e0 studiate e accantonate nel passato. <b>Di cartolarizzazione degli oneri di sistema si occup\u00f2 addirittura il governo Berlusconi bis nel 2003-04<\/b>. Poi nel 2013-14 fu il turno del governo Letta, con l\u2019allora ministro dello Sviluppo, l\u2019ex sindaco di Padova Flavio Zanonato, che si propose di \u201cspalmare\u201d gli incentivi alle rinnovabili su un periodo pi\u00f9 lungo e di cartolarizzarne una parte grazie a un bond che il Gse avrebbe gestito fino al 2041. Si parl\u00f2 di un\u2019operazione da 3,5 miliardi, pi\u00f9 o meno lo stesso ammontare di cui si sarebbe discusso sempre senza esito alcuno durante il precedente governo di Mario Draghi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019importo ipotizzato nei tentativi del passato era tutto sommato limitato rispetto ai 25 miliardi di cui si potrebbe trattare ora secondo le prime bozze del decreto. Oggi come allora, tuttavia, si \u00e8 immaginata una misura articolata, ovvero una cartolarizzazione accompagnata da una proposta di liquidazione volontaria degli incentivi ancora da riconoscere ai produttori,<br \/>a sconto e dal 2028. Subito dopo Zanonato, la liquidazione a sconto la port\u00f2 avanti anche la ministra Federica Guidi (governo Renzi) per gli incentivi cosiddetti \u201cCip6\u201d, senza tuttavia accompagnarla con propositi di cartolarizzazione.<\/p>\n<p>    Il nodo del debito<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma l\u2019argomento che in passato ha ricondotto tutti quanti a pi\u00f9 miti consigli e a sostanziali retromarce \u00e8 quello che si sta riproponendo negli stessi termini anche oggi. Ovvero <b>l\u2019obbligo di dover classificare come nuovo debito pubblico ogni strumento finanziario architettato<\/b>, peraltro sempre sostenuto in ultima istanza dalle tariffe pagate dai consumatori. Un punto di vista che la Ragioneria dello Stato (e verosimilmente anche Bruxelles) ha di volta in volta imposto.<\/p>\n<p>    Le ipotesi di intervento<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">E quindi, che cosa potrebbe accadere ora? La Cdp, secondo le ipotesi circolate, trasferirebbe alla Csea (la Cassa per i servizi energetici e ambientali) fino a 5 miliardi l\u2019anno per 3-5 anni al fine di ridurre gli oneri di sistema dalle bollette. Emetterebbe poi obbligazioni per gli stessi importi, con scadenza fino a vent\u2019anni e a tassi non superiori ai Btp di periodo analogo. In contemporanea, ai produttori di energia rinnovabile che godono degli incentivi si offrirebbe, dal 2028, la possibilit\u00e0 di essere liquidati a sconto, fino al 70% e tramite un\u2019asta, a condizione per\u00f2 di reinvestire negli impianti \u201cvecchi\u201d, rigenerandoli senza ricorrere a prodotti di origine cinese.<br \/>Per i produttori sarebbe tutto sommato un modo di rilanciarsi e di ricrearsi un futuro, pi\u00f9 legato al mercato che non alla generosit\u00e0 della mano pubblica. Ma anche qui i dubbi non mancano.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non si pu\u00f2 dimenticare infatti quanto \u00e8 costata alle tasche dei consumatori la corsa alle energie rinnovabili (soprattutto fotovoltaico) dai tempi dei primi Conti energia: <b>dal 2008 al 2025 si sono superati i 170 miliardi di euro di incentivi<\/b>, con punte di 13-14 miliardi l\u2019anno nel periodo 2014-2016. Secondo le proiezioni dell\u2019Arera, contenute in uno dei suoi rapporti annuali sulle rinnovabili, sarebbe inoltre ragionevole prospettare un esborso intorno ad altri 8,5-9 miliardi di euro all\u2019anno dal 2025 fino al 2031, pari a un\u2019altra sessantina di miliardi. Con la possibilit\u00e0 di disporre di 5 miliardi l\u2019anno per 5 anni questo onere potrebbe invece essere ridotto per pi\u00f9 della met\u00e0. Ci\u00f2 significa che per un utente domestico, sulla cui bolletta gli oneri pesavano nell\u2019ultimo aggiornamento di settembre scorso circa l\u201911% (ma la tendenza \u00e8 al rialzo), la riduzione complessiva potrebbe valere tra il 6 e l\u20198%.<\/p>\n<p>    Il peso sulle nuove generazioni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0Il gioco vale la candela? Non va dimenticato che anche gli interessi delle obbligazioni ventennali che saranno emesse ricadranno alla fine su debito e consumatori. Anche qui si \u00e8 ancora nel campo delle ipotesi, ma a condizioni di mercato il costo per interessi di <b>un prestito di 5 miliardi restituito in vent\u2019anni con rate di 250 milioni e un tasso del 3% si aggira oggi su 1,5 miliardi di euro.<\/b> Un onere da replicare per ogni emissione da 5 miliardi. Non solo un aggravio di debito pubblico ma anche l\u2019ennesima discutibile eredit\u00e0 consegnata alla prossima generazione. E quanto agli oneri del sistema elettrico, da anni sul tavolo c\u2019\u00e8 un altro tema di equit\u00e0 assai concreto. Da tempo immemore, infatti, si discute di fiscalizzarli, cio\u00e8 di portarli nella fiscalit\u00e0 generale perch\u00e9 ogni consumatore se ne faccia carico in modo progressivo, sulla base del suo reddito, e non regressivo (chi ha redditi pi\u00f9 bassi paga quanto chi ne ha pi\u00f9 alti) come avviene ora.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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